dic 30 2008

Farewell, 2008!

Noi, Massimo e Giorgio, siamo in partenza per una rumorosa parentesi capodannesca in mezzo ai lupi (con cui – bontà loro – balleremo), e torneremo il 2 gennaio. Non sappiamo come sia stato il vostro 2008, ma vi auguriamo di tutto cuore il 2009 che vi meritate.

Ah, un ultimo appunto. Gli auguri che abbiamo ricevuto per un buon 2008 hanno funzionato relativamente bene.

Questa volta fateci avere anche una buona quantità di soldi e alcolici e l’anno domini 2009 sarà assolutamente memorabile.

Alba

M & G

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dic 29 2008

L’orgasmo di Santa Teresa

Siete mai stati nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Roma? Sì? Bravi. Avrete di certo visto la cappella Cornaro, dove fa bella mostra di sé uno dei capolavori più audaci del nostro teatralissimo, barocchissimo, ironicissimo  Bernini Jr. Gian Lorenzo, tanto per intenderci. La scena si svolge quasi su un palco; la santa, illuminata, è preda dell’estasi. Effetti speciali: il blocco di marmo scolpito su sui è Santa Teresa è sospeso a mezz’aria come fosse una nuvola e raggi di luce divina dardeggiano dall’alto.

santa-teresa-benini

Ai lati, perfino i palchetti da teatro a cui sono affacciati i Cornaro. Scolpiti, ovviamente.

cornaro_sm_della_vittoria

Ma… A ben guardare, non c’è qualcosa di un po’ ambiguo? Ad esempio, guardate il volto della santa estatica.

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Quando l’estasi religiosa si manifesta in una persona, sembra che questa venga meno – o venga” diceva il mio professore di Filosofia del Diritto, il semprelodato Luigi Lombardi Vallauri. E in effetti… Perfino la veste è scossa da brividi. Be’, e che mi dite dell’espressione dell’angelo del Signore?

santa_maria_della_vittoria_-_7

Un po’ voluttuosa per essere di un cherubino, nevvero? E con che piacere sembra che stia per penetrare la santa! Col dardo che impugna, si capisce. Mmm. Questo Bernini è proprio uno screanzato.

Ma ne siamo proprio sicuri? Perché non cerchiamo le fonti, leggendoci come è che Santa Teresa racconta  la propria estasi?

« Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga freccia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l’angelo estrasse la sua freccia, rimasi con un grande amore per Dio. »

Ah. Ok, è ufficiale. Allora Santa Teresa si è fatta fare l’amore da un angelo. Complimenti al Bernini per la fedele rappresentazione.

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dic 27 2008

Luca era gay?!

Io non sono molto informato sull’attualità. Non leggo giornali e non guardo telegiornali – igiene mentale personale. Ma su internet, fra le fonti attendibili, mi capita spesso di trovare qualcosa di estremamente interessante. Oggi, ad esempio, ho saputo che Povia suonerà a San Remo una sua canzone inedita. Il titolo? “Luca era gay“. Era. Infatti parla di un suo amico omosessuale “guarito” che adesso si è sposato e ha messo su famiglia. Oh… Sono commosso. Sai, sembra la classica storia di lui che vince il cancro e si fa una nuova vita scoprendo la passione per la numismatica.

Questa news mi è stata indirettamente indicata da un mio amico. Una persona di rara intelligenza, simpatia e sensibilità, un proto-scienziato d’assalto. Ora, questo mio amico, a livello sensuale, apprezza di più la bellezza maschile piuttosto che quella femminile. Nel linguaggio comune politically-correct si direbbe che appunto è gay, o omosessuale. Be’, questo mio amico non è più malato di chi ascolta con piacere la musica Rap. Cioè, a me la musica Rap fa veramente schifo, ma c’è chi si veste rappettaro, chi fa di questo genere una filosofia di vita, c’è perfino chi decide di farlo in prima persona. Ma qualcuno se la sentirebbe di dire mai seriamente che uno a cui piace il Rap è malato?

Meno male c’è Povia! Questo ragazzaccio che gioca a pallone la domenica dopo la messa sul sagrato della chiesa, con i preti che lo chiamano monello mentre gli fanno un benevolo occhiolino. Meno male c’è lui, che ci insegna con una canzone che attrazione sessuale ed estetica sono due cose totalmente diverse – la prima è una cosa molto meno epidermica, eh sì. Ci insegna che la non-eterosessualità è una semplice deviazione da correggere, un labbro leporino da sistemare con piglio paterno, un’eresia infantile da convertire con pazienza, un malazzo passeggero, un morbo stagionale. Che cuore d’oro, eh? Leggi tutto…

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dic 27 2008

Come sono cambiati gli auguri di Natale

Un tempo si spedivano le cartoline natalizie. Ci si telefonava per fare gli auguri.

Un tempo ci si trovava tutti insieme intorno all’albero a scambiarsi i regali.
Il Natale era magico.

Poi abbiamo iniziato a mandare gli auguri via mail; una uguale per tutti i nostri contatti. Oppure un sms.

Il regalo non è utile, ma una cosa qualunque per non arrivare a mani vuote. In molti casi sarebbe meglio arrivare a mani vuote e fare un regalo, un vero Regalo, solo quando ce lo sentiamo davvero.

La magia del Natale è stata venduta per il folle consumismo.

E quest’anno qualcuno gli auguri di Natale me li ha fatti su Facebook. A me sembra un pò squallido. Spero che alle persone a cui tenete davvero glieli abbiate fatti in altro modo.

 

Una reliquia

Una reliquia

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dic 24 2008

Caro Babbo Natale

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Caro Babbo Natale,

per piacere, portaci la tuta verde dei Power Rangers per Massimo e un completino da Jedi per Giorgio. Già che ci sei, portaci anche qualche libro – mi raccomando la rilegatura con le pagine cucite, non incollate come l’anno scorso. Ti diamo un suggerimento: Giorgio è un sacco che cerca un’edizione in latino del Corpus Iuris Civilis senza trovarlo. Hai sempre il naso rosso, forse perché bevi molto, ma se ti avanza un po’ di vino, ce lo porti? E portane un po’ anche ai bambini del terzo mondo, che poverini non ce l’hanno. Massimo chiede il Baylies – è contento perché sa che vieni dal Polo Nord, quindi il liquore sarà di sicuro freddissimo – e siccome sei un po’ anziano ed è probabile che tu non ti intenda di informatica, vorrebbe parlare con uno dei tuoi elfi più competenti per discutere di un nuovo computer.

Poi portaci le altre solite cose, please.  Pace nel mondo, amore, carità, comprensione da e per il prossimo, qualche politico meno corrotto, un papa nero – meglio se gay.

Ah, sottinteso che siamo stati bravi, quest’anno. Massimo non ha votato Berlusconi e Giorgio una volta ha lasciato il posto a sedere ad una vecchia, sull’autobus. Quindi ci meritiamo tutto. Speriamo vivamente tu ci possa accontentare nonstante il tuo discusso handicap ontologico. Noi sappiamo che esisti, anche se forse Babbo Natale non è il tuo vero nome. Tu sei colui che avvera i nostri desideri all’improvviso. C’è chi ti chiama angeli, o Dio, c’è chi ti chiama Destino; qualcuno ti chiama Fortuna, o Caso. Noi preferiamo leggere il tuo nome sui sorrisi di chi ci è caro – e possiamo farlo anche se in realtà ci meritiamo molto meno di quello che riceviamo. E speriamo che tutti i lettori di questo blog si accorgano di avere già a portata di mano tutto quello di cui hanno davvero bisogno, che nessun pacco sotto l’albero vale una buona compagnia e del vino sincero, che se ci si vuole sentire ricchi, si deve contare ciò che abbiamo che non si può comprare col denaro, e che la vera meraviglia di un dono non sta nel prezzo, ma nel cuore.

Distinti saluti,

Massimo & Giorgio auguranti buon Natale a tutti

P.S. I preservativi al mango che ci hai portato l’anno scorso erano tutti scaduti. Per favore, evita di girarci le rimanenze del tuo nécessaire da imbrocco. Grazie.

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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