#23

dic 22 2008

La domanda segreta, ovvero, come ti rubo l’account

di Massimo | in La Santa Maria (Internet)

Internet non è sicuro. La gente su internet è cattiva. E noi siamo le vittime.

Ogni giorno che passiamo su internet i nostri dati personali sono in pericolo: numeri di carte di credito, account eBay, Paypal, password di Hotmail, password di Messenger, di Facebook; tutto a rischio. Non sempre però questo succede perchè tutte le persone sono cattive, ma bensì perchè noi siamo poco attenti (e di conseguenza i cattivi ne approfittano).

Molti pensano che i virus siano cose cattive che entrano nel computer dal nulla, ovviamente non è così. Posso affermare con sicurezza che a meno che tu non te lo vada a cercare, non avrai quasi MAI un virus nel tuo computer. Spesso basta essere un attimino più svegli. Ma non voglio parlare di questo, bensì di un problema di sicurezza insito nei siti internet.

question

La domanda segreta.

La domanda segreta, che dovrebbe essere un aiuto per gli smemorati che dimenticano la password, può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Il problema è che la stragrande maggioranza dei siti ti fanno scegliere tale domanda da un elenco fisso, contenente al più 6-7 domande, del tipo “Come si chiama il tuo animale domestico?” oppure “Qual’è il nome di tua nonna” e via dicendo. Si capisce bene, che anche se hai messo una password difficilissima di 70 caratteri ma sei stato poco attento a scegliere la domanda segreta, anche il panettiere può impossessarsi del tuo account. In più sappiate che internet è pieno di lamer, ovvero di gente senza uno scopo nella vita che cerca di rubarti la password di Messenger, senza motivo.

Per citare qualche esempio, il meccanismo della domanda segreta di Hotmail fino a qualche anno fa era veramente scabroso. Un unica domanda ti permetteva di resettare la password dell’account. Un giorno presi in ostaggio l’account Hotmail di un mio compagno di classe rispondendo alla domanda sul nome dell’animale domestico. Il cane Miele lo tradì. Ho sentito dire che il sistema è migliorato, io comunque evito di usarlo, non si sa mai.

Ancor più preoccupante, quello di Ebay. Ok, più complesso, ma non così sicuro. Questo meccanismo si basa(va) infatti su un accoppiata Domanda segreta + dati del venditore (cap, paese di residenza, ecc.). Il problema è che questi dati del venditori erano facilmente individuabili da un qualunque compratore, con la conseguenza che la sicurezza andava a farsi benedire.

Dunque come si risolve? Facilissimo. Intanto evitiamo di scegliere domande e risposte facilmente indovinabili. Se tua nonna si chiamasse Pina (tipico nome da nonna), puoi esser certo che se alla domanda “Qual’è il nome di tua nonna?” tu rispondi Maria, o Genoveffa, sarà difficile che qualcuno la scopra. Se però vogliamo essere davvero sicuri e a prova di bruteforce, scegliamo qualcosa di più difficile ancora, come ad esempio M4r1a, o Gen0v3ffa. Anche il panettiere che conosce il nome della nonna ci resterebbe fregato. L’importante è non dimenticarsi qual’è la risposta che abbiamo scelto. Se poi il sito ci permette di scegliere anche la domanda, meglio ancora.

L’importante è essere un pochino più attenti. Così dormiamo sonni più tranquilli e lo mettiamo in tasca al panettiere e ai lameroni.

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Un commento per “La domanda segreta, ovvero, come ti rubo l’account”

  • #1 damido scrive:

    Sto aspettando ancora di riavere indietro il mio account di posta elettronica…quale era…? mangevilweb@hotmail.it?
    Maledetto :P

    Confermo che, grazie al caro massimo, adesso le mie risposte per le domande segrete sono più complesse di quelle per l’accesso principale (per intenderci più complesse di una ventina di caratteri alfanumerici e caratteri speciali), inoltre il mio livello di paranoia riguardo alla sicurezza è in costante livello rosso… mi dovrai pagare anni di psicoterapia…

    Ad ogni modo, i sistemi per la gestione dei vari account presenti nel web, sono cambiati parecchio, anche se forse sarebbe il caso di migliorare ulteriormente sul fattore sicurezza, soprattutto con l’avvento del famigerato “OpenID”.

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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