Luca era gay?!
Io non sono molto informato sull’attualità. Non leggo giornali e non guardo telegiornali – igiene mentale personale. Ma su internet, fra le fonti attendibili, mi capita spesso di trovare qualcosa di estremamente interessante. Oggi, ad esempio, ho saputo che Povia suonerà a San Remo una sua canzone inedita. Il titolo? “Luca era gay“. Era. Infatti parla di un suo amico omosessuale “guarito” che adesso si è sposato e ha messo su famiglia. Oh… Sono commosso. Sai, sembra la classica storia di lui che vince il cancro e si fa una nuova vita scoprendo la passione per la numismatica.
Questa news mi è stata indirettamente indicata da un mio amico. Una persona di rara intelligenza, simpatia e sensibilità, un proto-scienziato d’assalto. Ora, questo mio amico, a livello sensuale, apprezza di più la bellezza maschile piuttosto che quella femminile. Nel linguaggio comune politically-correct si direbbe che appunto è gay, o omosessuale. Be’, questo mio amico non è più malato di chi ascolta con piacere la musica Rap. Cioè, a me la musica Rap fa veramente schifo, ma c’è chi si veste rappettaro, chi fa di questo genere una filosofia di vita, c’è perfino chi decide di farlo in prima persona. Ma qualcuno se la sentirebbe di dire mai seriamente che uno a cui piace il Rap è malato?
Meno male c’è Povia! Questo ragazzaccio che gioca a pallone la domenica dopo la messa sul sagrato della chiesa, con i preti che lo chiamano monello mentre gli fanno un benevolo occhiolino. Meno male c’è lui, che ci insegna con una canzone che attrazione sessuale ed estetica sono due cose totalmente diverse – la prima è una cosa molto meno epidermica, eh sì. Ci insegna che la non-eterosessualità è una semplice deviazione da correggere, un labbro leporino da sistemare con piglio paterno, un’eresia infantile da convertire con pazienza, un malazzo passeggero, un morbo stagionale. Che cuore d’oro, eh?

Povia se la ride.
Be’, vorrei farvi notare che un cuore d’oro è freddo e pesante. Chi tronfiamente si faccia interprete di una universalità di realtà diverse che lui ipso ha soltanto vagamente sfiorato – se poi davvero l’ha fatto – è un emerito cretino. (Ah, perché forse non lo sapete, ma Povia ha dichiarato in un’intervista, tempo fa, di essere stato gay per sette mesi – sic) Chi scambi una questione estetica come qualsiasi altra per un increscioso problema etico, è un emerito cretino. Chi voglia guarire, convertire, salvare qualcuno che ha soltanto una posizione diversa dalla sua, è un emerito colonialista. Cretino.
Di realtà ce n’è una, che di per sé è nessuna, in quanto acquista significato solo nel momento in cui è centomila. O meglio, sei miliardi e mezzo. Ogni realtà ha una sua verità. Imporre la verità della propria realtà è proprio delle persone che non hanno consapevolezza di sé, degli altri, e più in generale di questa condizione che è la vita. Perciò la questione circa l’omosessualità, nonostante sia largamente dibattuta, a livello ideologico sano semplicemente non sussiste. Le sole discussioni proficue sono quelle che mirano a creare un metodo di dialogo per cercare di unificare rendendo potenzialmente trasparenti e comprensibili per tutti – e quindi universalmente affrontabili e confrontabili – tutte le più variegate posizioni personali che questo splendido mondo ci mette davanti, senza giusto né sbagliato.
La tendenza sessuale è il frutto di un percorso più o meno complesso e lineare, di per sé imprevedibile. A chiunque abbia delle naturalissime incertezze sulla propria sessualità, io consiglio di parlarne con amici sensibili dagli ampi orizzonti, o con persone che ci sono già passate. Come per ogni sentimento ed altra incertezza, è assolutamente necessario non lasciarsela dentro a marcire.
Comunque Povia è davvero affascinante – etologicamente parlando.


27 dicembre 2008 @ 15:15
Basta aver avuto una sveltina con un uomo per avere licenza di sentenziare su uno degli aspetti più intimi e complessi della vita, ovvero la sessualità? Povia evidentemente pensa di sì. E’ davvero patetico.
Ciao
27 dicembre 2008 @ 16:50
Ora ho capito come ha fatto a vincere Sanremo.
27 dicembre 2008 @ 17:06
[...]un’intervista di Povia a Panorama, dove diceva più o meno: «Gay non si nasce, lo si diventa in base a chi frequenti. Anch’io ho avuto una fase gay, è durata sette mesi e poi l’ho superata. E ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso si sono sposati» (fonte La Stampa).
Convertito?
Un appunto, ancora il testo del brano non è disponibile e anche se i suoi commenti lasciano ben poche speranze, prima di scannarlo aspettiamo. Almeno un pochino.
28 dicembre 2008 @ 01:43
Io credo che il testo di questa canzone sarà comunque soltanto un sorbetto dopo la bistecca delle posizioni assolutistiche già apertamente prese da Povia.
Relativismo rules.
28 dicembre 2008 @ 17:21
A meno che, come ipotizzava Luxuria, il Luca in questione non sia morto XD
28 dicembre 2008 @ 21:34
ma non è che il luca in questione è quello del manifesto di cui abbiamo parlato qualche giorno fa?
30 dicembre 2008 @ 02:23
Che istruzione ha?Ufficialmente la terza media,ufficiosamente quella di un armadillo cresciuto in una buca nella sabbia.
Cmq più che gli uomini che si amano a me fa paura Povia.
Qualcuno è disposto a convertirmi o devo eliminare il problema ALLA RADICE?
4 febbraio 2009 @ 23:37
Ahahhahahah!!! Che cosa triste.
Volete farvi due (ma anche tre o quattro) risate? Date un’occhiata qui.
http://www.ccsg.it/F38.htm
Anche se non strettamente inerente all’argomento, l’intero sito è molto molto interessante…
Anyway, Povia sembra un labrador.
5 febbraio 2009 @ 16:36
Ahahahahaha!
Però è da notare una chicca: “[...]che aiutano i gay a togliersi il vizio dell’ omosessualità”.
Prima era un problema, poi è diventata una malattia, adesso è addirittura un vizio!
Magari tra qualche anno in farmacia troveremo dei cerotti per “smettere” di essere gay…
5 febbraio 2009 @ 21:04
Ovvio! Questi gay si concedono un po’ troppe libertà, eh! Andare con le donne, ancora ancora passiamolo… ma se poi ti prende anche il vizio degli uomini!
E poi, è scientificamente provato dagli eminenti rappresentanti di quel sito che gli omosessuali NON possono essere felici, in NESSUN modo.
Quale curiosa e fastidiosa deviazione! Al pari di un eritema sulla schiena.
19 febbraio 2009 @ 16:02
Alla fine abbiamo letto il testo e sentita la canzone. Tutto come previsto, soltanto che non avevamo considerato che sarebbe stato così subdolo: parlando di una sola esperienza non ha esteso direttamente l’esperienza a tutti gli omosessuali.
19 febbraio 2009 @ 17:04
Che meraviglia.
Da notare, nel testo, la profonda analisi psicologica del personaggio: se esteticamente e sessualmente gli piacevano le persone del suo stesso sesso è perché aveva un complesso di Edipo non risolto e il padre alcolizzato.
Che acume.