Sky e l’IVA
Ieri mattina ho avuto un dibattito con un mio collega sulla questione dell’aumento dell’IVA su Sky al 20%, e dato che ero abbastanza poco informato, mi sono informato!
Non voglio dire chi è il buono e chi è il cattivo o se la riforma sia più meno giusta, voglio solo valutare gli aspetti pro e contro alla riforma e dare il mio parere alla fine.
Ricordo che la riforma prevede l’abrogazione del n.123-ter, parte III della tabella A del DPR del 26/10/1972 n. 633.
Intanto, perchè Sky ha l’IVA al 10%? Per chi non lo sapesse, l’aliquota normale è del 20%, ci sono poi 3 aliquote agevolate. Vediamo nel dettaglio quello che c’è scritto nel DPR n. 633, Tabella A (fonte).
- La prima non la consideriamo (è per i prodotti agricoli e ittici)
- La seconda regola quali beni sono soggetti all’aliquota del 4%
- La terza regola quali beni sono soggetti all’aliquota del 10%
Tra le altre cose troviamo al 4%:
18) giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici, anche in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti, ad esclusione dei giornali e periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, edizioni musicali a stampa e carte geografiche, compresi i globi stampati; carta occorrente per la stampa degli stessi e degli atti e pubblicazioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; materiale tipografico e simile attinente alle campagne elettorali se commissionato dai candidati o dalle liste degli stessi o dai partiti o dai movimenti di opinione politica;
Dunque è prevista un’aliquota agevolata per la diffusione della cultura in forma cartacea (e per le spese di propaganda elettorale, toh! ecco come mai tanti manifesti!).
Al punto 36 inoltre nelle agevolazioni vengono incluse anche gli abbonamenti televisivi in chiaro (la RAI insomma.)
Al 10% invece troviamo:
123) spettacoli teatrali di qualsiasi tipo, compresi opere liriche, balletto, prosa, operetta, commedia musicale, rivista; concerti vocali e strumentali; attivita’ circensi e dello spettacolo viaggiante, spettacoli di burattini, marionette e maschere, compresi corsi mascherati e in costume, ovunque tenuti;
123-ter) canoni di abbonamento alle radiodiffusioni circolari trasmesse in forma codificata, nonche’ alla diffusione radiotelevisiva con accesso condizionato effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite ivi comprese le trasmissioni televisive punto-punto, con esclusione dei corrispettivi dovuti per la ricezione di programmi di contenuto pornografico; (questo è quello che vogliono abrogare.)
RIASSUMENDO: Allo stato delle cose, chi ha un contratto con SKY attualmente paga il 10% d’Iva.
Vediamo la concorrenza, Mediaset per fare un esempio, con le carte prepagate. Non mi addentro negli articoli perchè non sono competente, ma ho trovato la pappa pronta su un sito competente (link) che dice:
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che le operazioni di distribuzione e di ricarica di carte prepagate nonchè quelle consistenti nell’esecuzione di pagamenti e incassi tramite le stesse carte, sono esenti da IVA a norma dell’art. 10, n. 1), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
Quindi… be’, pare proprio che anche se l’Imposta di Valore Aggiunto per Sky salterà al 20%, le schede di Mediaset Premium ne resteranno esenti. Furbacchioni. Anche se, effettivamente, la nascitura pay-tv di Mediaset sarà soggetta come Sky all’IVA unificata al 20%.

Noi cerchiamo di essere il più neutrali possibili – sappiamo quanto schifo ci sia in politica. E se da un lato sottolineiamo disincantati il continuo sforzo di Silvio per attizzare il suo ahimè notorio conflitto di interessi favorendosi in maniera più o meno palese, dall’altro non possiamo non dispiacerci per chi, in questo caso, si scaglia contro Berlusconi adducendo come argomentazione forte che questa tassa, in un periodo di crisi, andrà a colpire un’impresa molto importante per la nostra economia e le stesse famiglie.
QUESTA è demagogia. Perché Sky è un esecrabile monopolio che stringe in una morsa satellitare il mondo intero; Rupert Murdoch, oltre a Sky, possiede e controlla quasi 70 riviste e quotidiani di tutto il mondo fra cui Vougue, The Times e The Wall Street Journal, e decine di reti televisive anche via cavo. Chiunque metta un minimo i bastoni fra le ruote a costui, fa cosa buona e giusta. E più in generale, anche se il diavolo in persona varasse una legge che andasse ad incidere sfavorevolmente sulla televisione - sia essa privata, pubblica, satellitare, non importa – sarebbe un’ottima legge. Gli Italiani non si potranno permettere più Sky? Be’, forse disdiranno l’abbonamento e compreranno qualche libro in più – che sui libri l’aliquota è il 4% – oppure andranno a comprare un DVD o andranno al cinema. Così magari potranno riscoprire il mercoledì sera al Fulgor e il sabato con gli amici, invece che in silenzio, davanti ad un caleidoscopio ipnotico ultrapiatto. COSI’ l’economia gira. Teste di cazzo.
Massimo & Giorgio

