#37

gen 11 2009

11 gennaio 1999

di Giorgio | in Ai piedi dell'arcobaleno

fabrizio-de-andré

“Uomini, cui pietà non convien sempre,
male accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine.

Uomini, poiché all’ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce.”

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3 Commenti per “11 gennaio 1999”

  • #1 Giorgio scrive:

    So che sarebbe bello dire altro, qualcosa di proprio. Però, chiunque abbia vissuto la musica e la poesia di De André, capirà la mia difficoltà nel fare questo intervento.

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  • #2 *Orihime-chan* scrive:

    In certi casi dice molto più una citazione di parole su parole scritte tanto perchè era giusto farlo.
    Io stessa le uso spesso(le citazioni)quando mi rendo conto che l’argomento che voglio trattare è troppo per me,o già qualcuno ne ha parlato con parole infinitamente migliori di quelle che potrei usare io.
    L’importante è:non avere citazioni precotte utilizzate ogni due frasi che pronunciamo-sapersele scegliere bene,che sappiano davvero dire ciò che vogliamo dicano-e che chi le legge le sappia leggere,perchè una citazione di solito non si legge con molta attenzione”tanto è roba che è già stata detta,non ci ha messo niente di suo”.Invece chi la sceglie ci mette molto di suo perchè,almeno io faccio così,dimostra di condividere quel pensiero,magari di esserci arrivato per i fatti propri e avere scoperto che qualcuno l’aveva già detto o scritto e dimostra anche intelligenza ed arguzia nell’aver saputo scegliere proprio quella.
    Dipende da chi le usa,ma credo che le citazioni che si scelgono possano dire molto su una persona.

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  • #3 Tommaso scrive:

    Inchinarsi sarebbe anche poco. Credo che il segno tangibile lasciato sulla società italiana da Fabrizio si possa notare ancora al giorno d’oggi visti gli speciali a lui dedicati, le serate inerenti alla sua musica, e tanto ancora!!!Grazie di tutto Fabrizio…

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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