Come tutelare il proprio manoscritto
Alcuni di voi forse hanno – o avranno in futuro – un manoscritto che sono interessati a tutelare legalmente. Dopotutto, anche senza mala fede, può capitare, specie con le copie digitali, che l’amico passi questo testo all’amico, che lo passi all’amico, che non sa chi l’ha scritto e se ne impossessa e chi lo sa?, lo potrebbe pubblicare come suo. Va bene che in tempi passati l’opera d’arte scritta era considerata “res nullius“, tanto che non ne veniva nemmeno indicato l’autore (sarebbe stato da vanitosi, volere il proprio nome sull’opera), ma adesso i tempi sono cambiati, e a un creatore fa piacere che la propria creazione porti sotto la sua firma.
Con questo non voglio assolutamente invitarvi ad essere sospettosi verso tutti e tutto, ma – come dire? – a chiappe strette si sta tutti più tranquilli. Ci stiamo lavorando, ma purtroppo gli squali ci sono ancora. Qui di seguito vi illustro un mezzo economico, semplice e rapido per assicurarvi la capacità di provare pienamente di essere autore o autrice di un certo testo senza dover ricorrere a notai succhiasangue o ad ingegnose prove fotografiche o ad incerte testimonianze.
Prendete il manoscritto cartaceo. Se è digitale stampatelo, no?! Perfetto. Firmatene ogni foglio, anche se vi fa fatica e se le pagine sono tante; allegate anche un documento (scritto a mano con data e firmato) in cui dichiarate di essere l’unico autore dell’opera in questione (a dire il vero non è così fondamentale, ai fini probatori, ma fa davvero scena). Prendete manoscritto ed eventuale documento e metteteli in una busta, che dovrete sigillare alla perfezione. Non l’avete sigillata abbastanza bene. Ecco, già meglio. Successivamente infrancobollàtela e speditivela a casa per posta. Quando vi arriverà, non apritela per nessun porco motivo al mondo e conservatela come le cose sacre: la vostra piena prova è garantita dai timbri apposti dalle poste sulla busta e dal fatto che la busta stessa sia sigillata.
In altre parole, se dopo che avete fatto questo sorgessero delle controversie legali circa la paternità dell’opera, voi potreste tranquillamente andare da un notaio con la busta sigillata, lui leggerebbe la data X, vedrebbe che la busta è perfettamente chiusa e quindi saprebbe che quello che c’è in quella busta vi è stato messo prima della data X. Con testimoni procederebbe poi ad aprirla redigendo subito un atto pubblico in cui risulta inequivocabilmente che voi, alla data X, vi siete dichiarati autore dell’opera, provando senza possibilità d’errore che chiunque abbia fatto una simile dichiarazione dopo la data X, non era effettivamente autore del manoscritto.
Quindi con la sola spesa della stampa, della busta e del francobollo, vi siete tutelateti perfettamente.
Ricapitolo ora in breve le sette azioni da fare.
- Avere una copia caracea del manoscritto.
- Firmarne ogni singola pagina.
- Scrivere di proprio pugno una dichiarazione di paternità unica dell’opera – senza dimenticare data e firma.
- Mettere manoscritto e dichiarazione in una busta.
- Sigillare la busta alla perfezione.
- Spedire la busta a casa propria per posta.
- Conservare la busta in ottimo stato senza aprirla.
Nel caso di controversie, godetevi una vittoria legale così banale che l’avvocato della controparte si ritirerà in meditazione fra i ghiacci dell’Annapurna vitanaturaldurante.



26 gennaio 2009 @ 20:09
Non hai imparato bene la lezione. Male
C’è una correzione importante da apportare.
La missiva va spedita TASSATIVAMENTE CON RACCOMANDATA, meglio ancora se con RICEVUTA DI RITORNO da allegare alla busta. Sulla cedola della raccomandata -e sulla raccomandata stessa- viene registrata, oltre alla data della spedizione, anche l’ORA ESATTA dell’accettazione del plico.
Poiché in caso di controversia legale, in materia di tutela del diritto d’autore vige il criterio dell’anteriorità, qualora un altro avesse avuto la tua stessa idea, a parità di data, farebbe fede l’orario.
E non è un cavillo. E’ la legge.
26 gennaio 2009 @ 21:46
Una volta provata la data, provare l’ora è più o meno assurdo. E’ improbabile che l’ora rilevi, in una controversia del genere, anche perché ovviamente questo è un lavoro che è meglio fare dopo poco tempo che l’opera è stata composta, quando i rischi di latrocinio sono bassi.
E mandare la raccomandata è anche molto meno comodo.
28 gennaio 2009 @ 20:50
Provare l’ora non è assurdo, se due manoscritti sono inviati lo stesso giorno. L’ora determina la priorità. Per questo è rilevante. Devi calcolare sempre TUTTE le possibilità, anche quelle che razionalmente potrebbero apparire assurde, perché spesso sono quelle a fregarti.
Posta raccomandata e posta ordinaria, hanno orari di ritiro e spedizione differenti.
Sulla raccomandata, vengono impresse data e ora di accettazione IMMEDIATAMENTE, sulla posta ordinaria no, perché il bollo viene applicato dal CMP, una volta arrivata lì dopo il ritiro. Quindi, una lettera ordinaria imbucata un determinato giorno, a seconda degli orari di ritiro della posta, può avere anche il bollo del giorno seguente. Se poi viene imbucata in un prefestivo, la data sul bollo slitta ulteriormente.
Qualora, un tuo rivale, fosse in possesso di una copia del tuo manoscritto e attuasse la tua stessa idea, spedendo con raccomandata quando tu invece hai spedito con ordinaria, come faresti a dimostrare, se così fosse, di aver spedito prima di lui? Come lo dimostreresti, a maggior ragione, se il tuo plico riporta una data anche di UN solo giorno posteriore?
Inoltre, un altro fattore da tenere in conto, è l’estrema affidabilità e professionalità di Poste Italiane, che smarrisce allegramente lettere e pacchi con estrema nonchalance.
La posta raccomandata è TRACCIATA. In qualsiasi momento, puoi vedere a che punto della spedizione si trova. Se, nella più infausta delle ipotesi, poi, si dovesse perdere, hai sempre in mano la ricevuta dell’avvenuta spedizione, per svolgere indagini.
Con la posta ordinaria, invece, non hai in mano assolutamente NULLA. Ti puoi solo affidare alla buona sorte o alla solerzia dei postini, perché se viene persa (e, credimi, avviene molto più spesso di quanto tu possa immaginare), non puoi fare niente.
In parole povere, ti attacchi.
La raccomandata sarà meno comoda, come dici tu, ma è l’unico modo per tutelarsi legalmente. Non a caso, per tutte le documentazioni, si richiede espressamente la spedizione a mezzo raccomandata:
“Il prodotto di Poste Italiane che offre la CERTIFICAZIONE LEGALE dell’avvenuta spedizione. La posta raccomandata serve per dimostrare che la spedizione è stata fatta. Ha VALORE LEGALE ed è particolarmente adatta per gare e concorsi pubblici o per gli usi amministrativi e giudiziari”.
(http://www.poste.it/postali/raccomandata/ . Le sottolineature sono mie).