Per non dimenticare l’Olocausto
Per molti oggi è un giorno come tutti gli altri. Si lavora, si mangia, si vive. Per molti invece, 64 anni, il 27 gennaio significò riottenere la libertà e la vita.
Oggi e non solo, va ricordata la tragedia che ha colpito milioni di persone, perseguitate da una metalità folle. Mentalità che purtroppo continua ad esistere, non facendo però così tanto scalpore. Forse tutti riusciremo ad accorgerci di quel che succede oggi, tra 50 anni.
Addirittura c’è ne vuole negare l’esistenza: con le prove che ci sono è un pò come dire che in una giornata soleggiata il cielo sia rosa a pallini gialli.
Tralascio ogni commento, chi l’ha vissuto ha già lasciato la sua testimonianza. Il mio è solo un invito.



28 gennaio 2009 @ 19:06
E’ vero, il ricordo permette forse di non dimenticare. Ma nonostante tutto ciò, io avrei due auspici per il futuro da fare:
a) che nelle scuole e nel Paese intero questa giornata venga vissuta più spontaneamente, senza sentirsi “in dovere” come invece spesso accade (e ne sono stato testimone);
b) che questa giornata simbolica possa essere estesa a tutti le altre manifestazioni di pazzia umana, perché se è vero quanto detto all’inizio del mio commento, allora è altrettanto vero che non si può chiedere di ricordare parzialmente dimenticandoci volontariamente delle altre persone che morirono a causa della follia umana, perché anche di esse dobbiamo coltivarne il ricordo, affinché qualunque altro genocidio non si ripeta mai più!