#67

mar 13 2009

Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo… permesso, scusate, devo passare.

C’è una frase che sta spopolando, ultimamente. Eleanor Roosvelt» : “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo permesso“.
Avendo come autrice una donna, è naturale che questa frase sia recepita più naturalmente dal delicato sesso femminile, piuttosto che dal forzuto maschile. E fra i due giganteschi personaggi standard da Commedia dell’Arte che sono gli “uomini” e le “donne”, sono solitamente queste ad avere la caratteristica stereotipata della fragilità (sic).

La cosa che mi ha molto incuriosito è la stupidità interpretativa della gente.

Infatti, la maggior parte delle persone – perlopiù adolescenti o persone col cervello di adolescenti – si spiega questa frase pensando (si imposti la voce in tonalità acuta e svenevole) “Io sono un regalo preziosissimo da fare soltanto a quei pochi eletti (meglio se uno solo) che io sceglierò, e a cui con totale fiducia permetterò perfino di farmi sentire inferiore, anche se per amore non lo faranno mai; gli altri non ne hanno il diritto“. Sulla scia di “Nessuno merita le tue lacrime, e chi davvero le merita non ti farà mai piangere“, del peggior Màrquez (appartenete alla scuola dei poeti scadenti dell’America Latina insieme all’iperglicemico Neruda, il cui abuso sta falciando all’altezza del ginocchio – per poi abbandonare agonizzante sul campo – la capacità di interpretare i sentimenti delle ultime generazioni).

In realtà la Roosvelt aveva due palle di bronzo grandi come pompelmi.
La frase non è del tipo da sventolare come un fazzoletto affacciandosi alla finestra per vedere l’amato, tutt’altro. E’ un vero schiaffo in faccia a tutti. Infatti il suo reale significato è: “Se qualcuno ti fa sentire inferiore, è perché tu glielo hai permesso“.
Cioè, la malainterpretazione ha trasformato una secchiata d’acqua gelata in pastoso miele colombiano. Ha mutato un invito alla veglia attenta in un ulteriore indirizzo verso l’annullamento di sé (in qualcun altro).
La stupidità in sé non è pericolosa – anzi, la trovo molto divertente. E’ quando travolge ciò che è sano che diventa intollerabile. Quando il sonno della ragione genera mostri. Quando ci si appiglia a delle frasi snaturate per giustificare l’ingiustificabile.

Questo ragazzo sta saggiamente rivedendo le proprie interpretazioni di alcune frasi celebri.

Questo ragazzo sta saggiamente rivedendo le proprie interpretazioni di alcune frasi celebri.

Eleanor Roosvelt disse anche: “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni“.
Quanto sarebbe bello un mondo in cui frasi belle non venissero puntualmente traviate…

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Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo... permesso, scusate, devo passare., 5.0 out of 5 based on 4 ratings
Nipote del celebre presidente statunitense Theodore Roosvelt e First Lady di Franklin Delano Roosvelt (quello del New Deal, per intendersi), e ardente femminista, fino alla vecchiaia si batté strenuamente per la stesura e la ratifica della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.



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2 Commenti per “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo… permesso, scusate, devo passare.”

  • #1 serenana scrive:

    Perfettamente d’accordo. Adoro questa frase, che ho scoperto 5 anni fa a New York su un cartellone di 7 metri per 10..buona giornata Giorgetto

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  • #2 Giorgio scrive:

    Sicura fosse proprio 7X10?

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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