#72

mar 25 2009

Una nuova Pietà

Pietà Vaticana Michelangelo

Di Michelangelo Buonarroti tutti conoscono la celeberrima Pietà vaticana. Impianto classico: la Madonna tiene in grembo il corpo riverso del figlio morto. Ma… effettivamente, quella, più che essere una statua è un paradossale gioiello di perfezione e grazia. Purtroppo, dico io, questo è tutto quello che è.

Vorrei infatti portare l’attenzione di tutti su un’altra Pietà, una che è molto più di una Pietà classica, con un significato molto meno descrittivo e molto più simbolico, dettato da un’interpretazione che solo il cuore di un artista titanico come Michelangelo poteva scolpire prima nel concetto e poi nel marmo. Mi riferisco alla sua ultima statua, la Pietà Rondanini, a cui lavorò fino alla morte. La complessità dell’interpretazione di Michelangelo traspare dai ripensamenti evidenti che ebbe mentre scolpiva la statua: il braccio di Cristo staccato dal corpo, un abbozzo di secondo volto alla Madonna.

Pietà Rondanini Michelangelo

Osservate.
Verticale, incompiuta. Non pesantemente rifinita come quella vaticana, non affollata come quella dell’Opera del Duomo. Eterea. Maria solleva un corpo che sembra non avere peso. C’è solo una parte della statua che è perfettamente compiuta. Le ginocchia di Cristo. Notate nulla? Il ginocchio destro è piegato come sotto ad un peso, come se si stesse sollevando più che come se stesse venendo sollevato. E la gamba sinistra? E’ come se si stesse portando in una posizione da cui poter spingere a sua volta verso l’alto.
Ma allora… Stavolta non è una delicata Maria a tenere in grembo Gesù. Non è un Nicodemo nerboruto a sollevarne il corpo. Stavolta è Cristo stesso che solleva la Madonna, è il Cristo morto che solleva l’intera umanità dalla sofferenza della morte – un Cristo che già da cadavere si annuncia risorto. E tutto questo vibra sotto la pelle fredda di un blocco di marmo appena sbozzato.

Sono queste le cose che mi permettono di continuare ad ammirare la fede cristiana, nonostante un infallibile tizio biancocappelluto se ne vada in Africa ad abbiaiare stronzate sempre più colossali su problemi sempre più urgenti.
Dopotutto non c’è da stupirsi. Lo stesso Giulio II, uno dei papi peggiori della storia ma comunque di un’altra pasta rispetto ai contemporanei, quando vide il soffitto affrescato della Cappella Sistina disse a Michelangelo: “Tu sei più cristiano di me”.
E non stento a credere fosse vero.
E non stento a credere anche che fosse più cristiano lui nel suo dito mignolo di quanto non lo siano oggi tutti i vescovi, i cardinali e il papa – messi insieme.

La Pietà Rondanini doveva ornare la tomba dello stesso Michelangelo.
Ma nessuno ha avuto pietà di chi la Pietà l’ha scolpita nell’eterno…

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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