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	<title>Commenti a: La Liberazione</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>http://2honolulu.it/2009/04/la-liberazione-1202.htm#comment-237</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:46:07 +0000</pubDate>
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		<description>Un commento magistrale, Ale.
Ovviamente hai ragione, ma lo sai, sono un suggestionabile romantico: di certe vicende mi colpisce più l&#039;improvvisato eroismo, piuttosto che l&#039;onnipresente, inflazionata pochezza del genere umano. 
Oltretutto ti aiuto a rincarare la dose: la Liberazione è stato un evento armato e violento - e in quanto tale, fondamentalmente sbagliato. Anche se - forse - contro una follia come quella nazista, la Nonviolenza avrebbe portato pochi risultati. Mi dispiace ammetterlo, ma anche la Nonviolenza ha dei limiti: perché una condotta nonviolenta possa funzionare, davanti si devono avere degli uomini, non degli automi né delle belve matte.
Ale, non hai fatto l&#039;avvocato del diavolo, anzi. Hai giustamente mitigato un mio slancio che in nome di una suggestione poetica sacrificava la valutazione lucida di un fenomeno. Sei quindi invitato a farlo anche più spesso. :) 
C&#039;è modo e modo di liberarsi - così come c&#039;è modo e modo di opprimere un popolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un commento magistrale, Ale.<br />
Ovviamente hai ragione, ma lo sai, sono un suggestionabile romantico: di certe vicende mi colpisce più l&#8217;improvvisato eroismo, piuttosto che l&#8217;onnipresente, inflazionata pochezza del genere umano.<br />
Oltretutto ti aiuto a rincarare la dose: la Liberazione è stato un evento armato e violento &#8211; e in quanto tale, fondamentalmente sbagliato. Anche se &#8211; forse &#8211; contro una follia come quella nazista, la Nonviolenza avrebbe portato pochi risultati. Mi dispiace ammetterlo, ma anche la Nonviolenza ha dei limiti: perché una condotta nonviolenta possa funzionare, davanti si devono avere degli uomini, non degli automi né delle belve matte.<br />
Ale, non hai fatto l&#8217;avvocato del diavolo, anzi. Hai giustamente mitigato un mio slancio che in nome di una suggestione poetica sacrificava la valutazione lucida di un fenomeno. Sei quindi invitato a farlo anche più spesso. <img src='http://2honolulu.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
C&#8217;è modo e modo di liberarsi &#8211; così come c&#8217;è modo e modo di opprimere un popolo.</p>
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		<title>Di: Alessandro</title>
		<link>http://2honolulu.it/2009/04/la-liberazione-1202.htm#comment-236</link>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 13:30:28 +0000</pubDate>
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		<description>Il brano è suggestivo, la popolazione napoletana ha sempre avuto un certo caratterino e la liberazione di Napoli è, storicamente, una bella pagina di coraggio della popolazione. Il 25 Aprile si liberavano Milano e Torino, certo azioni mirabili, tributo di sangue dei partigiani a cui, nel nostro Paese non si negano gli onori. Il rispetto per determinati fatti è d&#039;obbligo, ma la mitizzazione è periclolosa. La liberazione non è Stata solo festa, e nemmeno solo eroismo, la Resistenza è un fenomeno che deve essere visto con un occhio critico, a volte. Il Generale Trabucchi era capo del &quot;Comando Regionale Piemontese&quot;, il leader della resistenza nella regione, nel suo libro di memorie descrive la situazione di Torino: &quot;Al 25 Aprile le barriere di protezione del buon nome partigiano furono travolte. Entrò nelle formazioni il fiotto della razzamaglia: avventurieri disertori e profittatori, gente che aveva qualcosa da far dimenticare, da occultare. a questa corsa non si opposero i partiti. Nell&#039;imminenza della spartizione del potere, ciascuno cercava titoli da gettar sulla bilancia, per affermare la preminenza della propria parte... Su suggerimento dall&#039;alto, i comandanti accettarono chiunque si presentasse, senza accertamenti di precedenti, di onestà e di moralità, lieto ciascuno di correre su per i gradini della gerarchia. Tutto questo, insieme all&#039;esasperazione della popolazione è alla base di decine e decine di assassinii senza motivo&quot;. A Torino furono giustiziate, fra i vari fascisti veri e solo presunti, le donne che lavoravano alle mense dei tedesche di via Verdi, gente che lo faceva per tirare a campare sguattere, cameriere, cuoche, le Ausiliarie e le loro famiglie, le fidanzate, le mogli e le madri di numerosi giovani repubblichini non ancora rintracciati, nonchè alcune infermiere accusate d&#039;aver medicato militari tedeschi. Fino al &#039;46 in numerose città del nord Italia la pubblica sicurezza fu affidata alla &quot;polizia partigiana&quot;, fino a che il governo De Gasperi non inviò ingenti forze di polizia e carabinieri, per gli &quot;eccessi di sparizioni&quot;, esecuzioni senza processo, fucilazioni sommarie, saccheggi. Risparmio i dettagli sui Preti, le fosse comuni, i progetti per la zona del basso Modenese. Non è tutto oro quello che luccica. Il cuore fa presto a gonfiarsi, ma il male dell&#039;uomo si annida in ogni dove e il gioco di potere, troppo spesso, prevale. La resistenza non è un fenomeno con una sola anima, e non di rado quelle interne più distanti si sono affrontate in modo sanguinoso. Dietro la resistenza c&#039;è più del moto di liberazione. E&#039; giusto ricordarla, non è saggio rievocarla, rivolerla, non sempre chi lo ha fatto ha agito nel giusto. La lotta armata politica ha sempre e solo oscuri risvolti, in modo particolare in Italia. Sono certo che non era nelle intenzioni del post, che certamente voleva suscitare un qualcosa nel lettore, ma nulla di aggressivo. A volte bisogna fare l&#039;avvocato del diavolo. Scusate per la lunghezza.
P.S. il popolo c&#039;è, ma per fortuna non ha e non deve avere armi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il brano è suggestivo, la popolazione napoletana ha sempre avuto un certo caratterino e la liberazione di Napoli è, storicamente, una bella pagina di coraggio della popolazione. Il 25 Aprile si liberavano Milano e Torino, certo azioni mirabili, tributo di sangue dei partigiani a cui, nel nostro Paese non si negano gli onori. Il rispetto per determinati fatti è d&#8217;obbligo, ma la mitizzazione è periclolosa. La liberazione non è Stata solo festa, e nemmeno solo eroismo, la Resistenza è un fenomeno che deve essere visto con un occhio critico, a volte. Il Generale Trabucchi era capo del &#8220;Comando Regionale Piemontese&#8221;, il leader della resistenza nella regione, nel suo libro di memorie descrive la situazione di Torino: &#8220;Al 25 Aprile le barriere di protezione del buon nome partigiano furono travolte. Entrò nelle formazioni il fiotto della razzamaglia: avventurieri disertori e profittatori, gente che aveva qualcosa da far dimenticare, da occultare. a questa corsa non si opposero i partiti. Nell&#8217;imminenza della spartizione del potere, ciascuno cercava titoli da gettar sulla bilancia, per affermare la preminenza della propria parte&#8230; Su suggerimento dall&#8217;alto, i comandanti accettarono chiunque si presentasse, senza accertamenti di precedenti, di onestà e di moralità, lieto ciascuno di correre su per i gradini della gerarchia. Tutto questo, insieme all&#8217;esasperazione della popolazione è alla base di decine e decine di assassinii senza motivo&#8221;. A Torino furono giustiziate, fra i vari fascisti veri e solo presunti, le donne che lavoravano alle mense dei tedesche di via Verdi, gente che lo faceva per tirare a campare sguattere, cameriere, cuoche, le Ausiliarie e le loro famiglie, le fidanzate, le mogli e le madri di numerosi giovani repubblichini non ancora rintracciati, nonchè alcune infermiere accusate d&#8217;aver medicato militari tedeschi. Fino al &#8217;46 in numerose città del nord Italia la pubblica sicurezza fu affidata alla &#8220;polizia partigiana&#8221;, fino a che il governo De Gasperi non inviò ingenti forze di polizia e carabinieri, per gli &#8220;eccessi di sparizioni&#8221;, esecuzioni senza processo, fucilazioni sommarie, saccheggi. Risparmio i dettagli sui Preti, le fosse comuni, i progetti per la zona del basso Modenese. Non è tutto oro quello che luccica. Il cuore fa presto a gonfiarsi, ma il male dell&#8217;uomo si annida in ogni dove e il gioco di potere, troppo spesso, prevale. La resistenza non è un fenomeno con una sola anima, e non di rado quelle interne più distanti si sono affrontate in modo sanguinoso. Dietro la resistenza c&#8217;è più del moto di liberazione. E&#8217; giusto ricordarla, non è saggio rievocarla, rivolerla, non sempre chi lo ha fatto ha agito nel giusto. La lotta armata politica ha sempre e solo oscuri risvolti, in modo particolare in Italia. Sono certo che non era nelle intenzioni del post, che certamente voleva suscitare un qualcosa nel lettore, ma nulla di aggressivo. A volte bisogna fare l&#8217;avvocato del diavolo. Scusate per la lunghezza.<br />
P.S. il popolo c&#8217;è, ma per fortuna non ha e non deve avere armi.</p>
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