#77

apr 7 2009

Lavandosi in un nuovo utero

di Giorgio | in Ai piedi dell'arcobaleno

Hai dormito un po’ di più, stamani. Hai la mattina libera. Dopo colazione rientri in camera, scegli dei vestiti puliti. Guarda, il letto è ancora da rifare. Entri in bagno. Chiudi la porta a chiave, anche se sei solo. Ti dai un’occhiata allo specchio e inizi a spogliarti. Poi, entri in doccia.
Apri l’acqua. Bollente, gelata, bollente – giusta. Il vapore inizia a sollevarsi invadendo morbidamente la stanza, l’acqua calduccia che ti scivola addosso ti dà un nuovo senso di pace. Apri il bagnoschiuma all’ylang-ylang o al latte di mandorla e ti fai inebriare da quell’aroma paradisiaco. Poi ti si chiudono gli occhi e perdi del tutto la percezione del tempo.
Stai lì, in piedi in mezzo a quel piccolo quadrato, immerso in una pioggia calda, profumata… quasi umana. Luci vaghe e lontane filtrano attraverso il vetro opaco. E ti senti maledettamente bene. Hai appena rubato al mondo diversi minuti di pace assoluta: la doccia è il nuovo utero in cui puoi entrare quando vuoi, e sgombrare la mente.

Poche cazzate: quello della doccia è un momento che bisogna godersi appieno e a lungo. Se ci pensate, nella nostra giornata non ci capita mai di ritrovarci in un ambiente così calmo, sereno e protetto. Difficile un regressus ad uterum nel traffico, o nella pausa di lezione o di lavoro, o anche solo in compagnia. E’ un momento di solitudine necessaria che bisogna avere la presenza di ritagliarsi. In effetti, è un perfetto surrogato delle pratiche meditative orientali, che apporta a chiunque gli stessi vantaggi di un quarto d’ora al dì passati nella posizione del loto a cercare di rendere la mente un cielo sereno – anche se magari la meditazione si può fare più o meno ovunque, mentre per fare la doccia serve una doccia.
Non negatevi per fretta questa esperienza quotidiana. Vedrete che la meditatio in utero vi metterà in condizione di avere una mente più fresca, elastica e meglio inclinata alla risoluzione di qualsiasi problema della giornata. E poi stare sotto la doccia è belliiissimo.

Ultima noticina.
Sapete, inizio a capire perché tutti hanno così paura dei cambiamenti… Immaginate di stare beati sotto la doccia, al caldo, in penombra e in silenzio. All’improvviso l’acqua smette di scendere e si viene catapultati ancora tutti bagnati in mezzo ad una stanza fredda con accecanti luci al neon, dove regna il caos e un tizio in guati di lattice ti schiaffeggia le chiappe.
E immaginate che questa sia la vostra prima esperienza di vita (ed in effetti, lo è). Da allora in poi non è che il “cambiamento” esalti tutti. E vorrei ben dire. Dopo una cacciata dall’Eden in piena regola…

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2 Commenti per “Lavandosi in un nuovo utero”

  • #1 Geko scrive:

    Credo che sotto la doccia si spendano alcuni fra i momenti migliori della giornata…io personalmente quando sono in doccia sono sconnesso dal mondo e odio coloro che mi chiamano ripetutamente nel tentativo di riportarmi sulla terra ferma

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  • #2 Alessia scrive:

    Niente di più maledettamente giusto…
    Complimeti, tutto quello che avrei sempre voluto dire riguardo la doccia ma che ho sempre tenuto per me.
    E adesso vado a infilarmi nel mio uterino palermitano(ne ho diversi io,sono fortunata) con una consapevolezza che renderà il momento ancora più paradisiaco.E poi sono da sola…meraviglia…E poi c’ho il bagnoschiuma al latte d’asina e magnolia che non vedo l’ora di provare!!
    Si si,vado proprio!

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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