#81

apr 16 2009

Preghiera in gennaio

Oggi, in un quotidiano di qualche giorno fa, affogata nel mare degli articoli-avvoltoio sul terremoto, ho trovato una notizia che mi ha fatto molto pensare, e molto sentire.

Un tredicenne si è suicidato, non riuscendo più a sopportare la collusione del padre con la mafia – che per una ritorsione gli aveva già strappato un fratello, con un colpo alla testa. Prima di impiccarsi ha scritto una lettera di scuse e congedo. “Chiedo scusa a tutti, tranne a papà“. Mi sono poi imbattuto in alcuni brevi messaggi lasciati dai suoi amici come commenti alla notizia.

Con un nodo in gola ti sto scrivendo questa lettera, dicendoti che ci mancherai molto. Eri sempre al centro dell’attenzione, e ci facevi ridere, parlavamo sempre di che cosa avremmo fatto nel futuro – e mentre lo pensavi dicevi “godiamoci i nostri giorni”, che ora, per te, sono finiti. Però tu ricorda che resterai sempre nella nostra amicizia e ogni istante dei momenti belli che passeremo per noi sarà come se ci fossi anche tu, pensandoti sempre, e in ogni cosa che faremo ti ricorderemo, perché un amico non si dimentica mai – specialmente una persona come te. Dicevi sempre che avevi tanta voglia di vivere mentre nascondevi tutto dentro, sapevi che di noi potevi benissimamente  fidarti, che con noi potevi parlare. Ora ti lasciamo con le lacrime agli occhi e con un nodo in gola, dicendoti che ti vogliamo un’infinità di bene e che resterai sempre nel nostro cuore.
UN SALUTO ALL’ANGELO PIU BELLO CHE SIA MAI ESISTITO. Dalle tue amiche Tania e Agnese.

Be’, ieri, 10 aprile, se n’è andato un angelo dalla terra, una persona molto speciale, per me… Ieri sera c’ero anche io a casa sua, Vittorio è un mio caro amico, facevamo tutto insieme, stavamo 24 ore su 24 insieme, nel pulmino, a scuola, e su msn, e tutti i sabati e domenica uscivamo insieme, be’, ora non so come fare senza di te, darei tutto al mondo per rivederti o abbracciarti per un attimo, mi mancherannò i nostri abbracci, le nostre risate nel pulmino e la mattina quando vedrò scendere da quella casa solo Carmelo senza di te… quel piccolo angelo che ora non c’e più, Vitto non ho mai sofferto così per nessuno, forse perche non ho mai perso un amico come te. Ora sei un piccolo angelo che vivi in quel piccolo posto chiamato paradiso, scrivo queste piccole parole con le lacrime agli occhi. Ora però voglio dirti solo una cosa, che non te l’ho mai detto, ti voglio bene Vitto e che mi mancherai da morire. Dalla tua piccola messicana.

Questo mi tocca il cuore. Non l’andare a zoomare sulle ferite o sulle lacrime. E penso… Gli avranno negato i funerali religiosi? Avranno avuto il coraggio di condannare all’inferno un ragazzino soverchiato da una realtà troppo più forte e scura di lui?
E’ probabile, o almeno li avranno concessi storncendo il naso. La nostra cultura, in cui il bene supremo è la propria vita, il suicidio è un orrore che non merita mai perdono. Non è sufficiente che una vita si sia spenta nel buio più doloroso, rischiando l’estrema scommessa dell’avere un senso. E dai barbogi assisi sulle cattedre della Chiesa, che lo sanno a memoria, il diritto divino, non si può certo sperare che arrivi compassione. Ma…

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Adriano Cecioni, "Il suicida" (Firenze, Palazzo Pitti)

Adriano Cecioni, "Il suicida" (Firenze, Palazzo Pitti)



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4 Commenti per “Preghiera in gennaio”

  • #1 ..obelix.. scrive:

    …ma scordano sempre il perdono…

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  • #2 Alessia scrive:

    Non l’avevo sentita questa notizia.
    Andiamo da un estremo all’altro,da gente consapevole degli intrallazzi dei genitori che come niente fosse si trastulla con tutto il denaro che i suddetti intrallazzi procurano, a gente che si suicida.A volte avere una coscienza è un peso troppo gravoso,anche se si spererebbe che ciò porti a rendersi attivi piuttosto che a farla finita.Ma tant’è che bisogna mantenere un rispettoso silenzio su cose di cui non comprenderemo mai i motivi.
    Ad ogni modo i funerali li avranno sicuramente concessi.Devo ammettere tristemente che ho partecipato a più di un funerale di gente suicida.Non mi pare sia più un problema,non ho notato nessun atteggiamento negativo da parte dei rappresentanti della Chiesa.
    L’ultimo funerale è stato quello di un mio compagno di scuola guida che frequentava anche il mio liceo.Si è impiccato pure lui come il padre di una mia compagna e questo ragazzo di cui parli.Il funerale è stato molto sentito,credo non esista più la discriminazione per i suicidi.
    Già quando ero bambina e il nonno della mia allora migliore amica si è suicidato mi pare gli abbiano fatto il funerale religioso.
    Riposi in pace ad ogni modo,riposino in pace tutti.

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  • #3 Mah scrive:

    Giorgio scrive:
    «Gli avranno negato i funerali religiosi? Avranno avuto il coraggio di condannare all’inferno un ragazzino soverchiato da una realtà troppo più forte e scura di lui?»

    Hai una vaga idea del perché in taluni casi non si concedano i funerali? Sei consapevole inoltre che la Chiesa non può pronunciarsi su *nessuna* dannazione eterna, mentre può farlo sulla beatitudine, in virtù dei segni (i miracoli) che Dio concede per intercessione del santo?

    Aggiungi ironico: «La nostra cultura, in cui il bene supremo è la propria vita»

    Conosci un bene più prezioso della tua vita?

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  • #4 Giorgio scrive:

    Sono stato Cattolico: battezzato, comunicato, cresimato, ho insegnato per due anni e ho studiato apologetica. Ovviamente ne sono a conoscenza. E ovviamente conosco una quantità enorme di beni morali, sociali e spirituali più preziosi della mia vita.

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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