mag 31 2009

Il giorno prima del Grande Giorno

Capita sempre il giorno prima del Grande Giorno, a tutti.

Che sia un esame, un colloquio, una battaglia, una cerimonia, – uno spettacolo – non importa. Il sentimento che si ha in cuore è sempre lo stesso. Paura ed emozione che variano e si confondono, la testa che riecheggia di pensieri su quel Giorno, energia, sonno più o meno tormentato.
La cosa fantastica è che questi Grandi Giorni sono tutti colpi d’ali che ci permettono di sollevare noi stessi e la nostra condizione verso orizzonti sempre più lontani e magnifici.
La cosa strana è che davanti a questi Grandi Giorni si smette di pensare all’oggi: si è lanciati, pro-gettati su quel Giorno e nient’altro. E si scorda il presente.

In realtà però quel Grande Giorno è la misura del lavoro fatto durante i giorni precedenti. Quei giorni non sono un periodo compresso di notte e luce a vigilia di un giorno più grande. Sono giorni – ciascuno di essi è un giorno – come il Grande che si sta attendendo e come quelli che lo seguiranno. Quindi, se ogni giorno contribuisce ai Grandi Giorni della nostra vita, ogni giorno è Grande, e non esistono, non devono esistere giorni normali. La goccia che fa traboccare il vaso è identica a quella che vi è caduta dentro per prima, e il primo passo fuori di casa è identico all’ultimo prima dell’arrivo – anche fosse un viaggio di diecimila miglia.

Da domani sera, per me e Massimo cambieranno molte cose. Domani è il nostro Grande Giorno. Ma anche oggi lo era.
Se domani, per voi, non è in programa nulla di speciale, be’, sappiate che comunque anche per voi domani sarà il vostro Grande Giorno, così come anche per voi oggi lo era.
Ed è per questo, credo, che ogni giorno il sole sorge: a gloria vostra, e di noi tutti.Alba a Roccella

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mag 29 2009

“Fuori dal Nulla” (a pedate)

Gli autori del blog istesso che leggete sono soliti dedicare aperitivi interi alla costruzione di spettacoli eccezionali in teatri colossali.
Stavolta tocca al Saschall, il teatro più grande di Firenze, sul cui palco si tenne il celeberrimo concerto di De André con la PFM, e da cui ha parlato il Dalai Lama. Spero non li faremo scomparire troppo – dopotutto son ragazzi bravi.locandina

Questo spettacolo che facciamo, “Fuori dal Nulla”,  è organizzato, in realtà, dall’intero circolo a cui apparteniamo, ossia “Gli Artisti dell’Inutile”, nato circa un anno fa, che raduna in un gruppo solido e compatto creatori eccelsi dei generi artistici più disparati; “Fuori dal Nulla” ne è la prima piena espressione unitaria.

Si tratta di una serata di beneficenza, infatti l’intero ricavato andrà alla Fondazione Francesco Caffè, impegnata nel settore della sicurezza stradale. Noi non ci becchiamo un centesimo, lo facciamo perché ci diverte, e perché questo tipo di espressione ci dà un senso.
Infatti è uno spettacolo che nasce con l’idea di non finire una volta che si è usciti dal teatro, ma di essere continuato per conto proprio da chi l’ha seguito. Se su questo aspetto vorrete saperne di più, venite lunedì 1° giugno ore 21:00 al Teatro Saschall di Firenze con 10 euro di donazione minima – e passate una buona serata fuori dal Nulla.

Nel remoto caso in cui ancora non foste convinti, o voleste saperne di più (ad esempio sulla scaletta della serata), potete visitare il sito del circolo.
Ma chi è curioso va all’inferno. Quindi poche domande e venite.

Ah, dimenticavo. Che cosa facciamo io e Massimo. Siamo autori delle sceneggiature, insieme ad una nostra amica, Nicole Zacco. Io, poi, tenterò di fare il presentatore.

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mag 26 2009

Forse, è perché sono un selvaggio e non capisco

Che sia invenzione o no, non mi interessa: il pensiero sciupa la Bellezza.
A voi, un estratto della lettera al Presidente degli Stati uniti Pierce scritta dal pellerossa Capo Seattle, nell’
Anno Domini 1854. Qui, la versione integrale in inglese.

Capo Seattle

Il Grande Capo di Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra. Il Grande Capo ci manda anche parole di amicizia e di buona volontà, e questo è gentile da parte sua, visto che ha ben poco bisogno della nostra amicizia. Prenderemo in considerazione la proposta perché sappiamo che, se non vendiamo la terra, l’uomo bianco potrebbe prendersela con il fucile.
Ma come si possono comprare il cielo e il calore della terra? Per noi è un’ idea strana. Se non possediamo la freschezza dell’aria e lo scintillio dell’acqua, come è che voi potete acquistarli? Leggi tutto…

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mag 18 2009

Ermellini in Cassazione – ovvero, Il buio oltre la specie

Questo è un ermellino. Che carino, nevvero?ermellino1

Questi sono i magistrati della Corte di Cassazione (non fate caso al cartello, anche fra i giudici c’è sempre qualche bontempone in vena di burle)._cassazione

Questi sono i soliti magistrati della Corte di Cassazione con gli abiti rifiniti con l’animaletto di cui sopra.Cassazione ermellino

Io non mi definisco propriamente animalista. Sono vegetariano, come studente di giurisprudenza appartengo ad una corrente che vorrebbe riconisciuti certi tipi di diritti agli animali, ma io stesso ho diversi capi (fra cui scarpe) di pelle, e dei cappotti rifiniti con pelliccia – anche uno shearling. A mia difesa dico però che i cappotti in pelliccia che ho sono tutti capi vintage o comunque molto vecchi, creati con pelli di animali uccisi minimo minimo quarant’anni prima che io nascessi – e quindi non alimento direttamente l’industria delle pelli. Capisco però le ragioni per cui la mia sia una posizione che gli animalisti duri e puri non possono condividere.

Comunque, vedere le massime cariche della giustizia ordinaria italiana che sfilano con degli ermellini addosso mi fa un certo effetto. Perché? Be’, non tanto per la pelliccia in sé, ma perché leva loro neutralità, essendo un simbolo di potere stagionato, da ancient régime, che rappresenta di riflesso tutta una serie di posizioni – condivisibili o meno, ma posizioni nette, anyway – nell’ambito dei rapporti con gli animali.
Oltretutto la caccia all’ermellino è particolarmente subdola – aggettivo che non si confà alla Suprema Corte -, in quanto il candido manto (candido solo d’inverno) non deve essere rovinato dalle trappole tradizionali. Quindi si provvede ad ingrassare delle sbarre metalliche piantandole nella neve, l’ermellino si avvicina, lecca il grasso, la lingua gli resta attaccata al metallo gelido e non può più liberarsi. Poi, quando è già mezzo congelato – provate voi a stare a bocca aperta per ore con 10/20 gradi sotto zero -  arriva il cacciatore che gentilmente lo passa a miglior vita.

Ma adesso, facciamo un gioco!Vincenzo carbone

Costui è il Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione, il rispettabile Vincenzo Carbone. Di quanti ermellini sono composte le splendide rifiniture della sua toga? Indovinate!

(Pss! Vi do un piccolo indizio. La punta della coda di ogni ermellino è nera.)

Prossimamente, intervista a un ermellino determinato ad entrare fra i giudici di Cassazione – in un modo o nell’altro.

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mag 17 2009

Ancora estate

Come sempre, attesissima, arriva l’estate. Secondo atto stagionale della messinscena annuale. Come sempre, se ne respira il profumo ben prima che arrivi. Si coglie nell’allungarsi delle giornate, nei pollini che viaggiano per l’aria, nel caldo che incede per le vie cittadine. Ed è subito esaltazione collettiva.

Premetto che a me piace molto l’estate. Ne adoro le sere lunghe all’aperto, gli aperitivi, i vestiti leggeri, il sudore, i pensieri più freschi e rilassati portati dalla brezza. Per non parlare del cielo stellato. La notte, d’estate, è più vivibile, e per uno come me, che ama la strana magia che la notte esercita su tutti, è un periodo splendido. Però però però…fredda_estate

Ve ne siete accorti anche voi? O lo dite anche voi?
“Quando sarà estate avrò più tempo per leggere tutti i libri che ho ancora da leggere” “Quando sarà estate ti potrò dedicare più tempo” “Questa estate mi potrò ritagliare un paio di settimane col mio amore” “Finalmente questa estate potrò coltivare le mie passioni” “Questa estate lavoro e mi faccio un bel viaggio” “Questa estate…” “Quando sarà estate…”.
Ve ne siete accorti anche voi? O lo dite anche voi?
Dirle o sentirle dire è normale… ma averle scritte daavanti nero su bianco fa un certo effetto, non trovate?  Si vede con più chiarezza che cosa rappresentano. Questa corsa al soldo per poter scappare via, questo fuggi-fuggi generale che se ne infischia in larga parte degli amici e dei propri cari – nella misura in cui si abbia già compagnia o un partner amoroso con cui fondersi e dimenticare per qualche settimana la vuota vertigine della propria individualità – questo mantra estivo che dà l’illusione di non star buttando via la propria vita – né aspettando l’estate né passandola in un villaggio vacanze del Club Méditerranée.
L’estate in realtà non è un limbo. Non è il luogo delle meraviglie fuori dallo spazio e dal tempo in cui ci si rilassa e i sogni diventano realtà. E’ un semplice periodo dell’anno, come tutti gli altri.
Vi sembro cinico? Be’, sì, può essere. Ma se l’estate fosse solo un paradiso temporale, un porto franco in cui godersi un’ottica diversa – o una stagione così percepita – non ci sarebbero problemi. Il problema nasce nel momento in cui l’estate diventa l’obiettivo, il sogno, la salvezza: questa costante, estenuante attesa di un tempo di certo migliore (fra giugno e agosto), questo aspettare i tartari affacciati dall’oggi sul confine del domani facendo il conto alla rovescia per il solstizio, tutto questo sì che è una piaga sociale.
Fa sì che ci sia un deposito in cui rimandare tutto: passioni, sogni, relazioni. Fa sì che la gente non si spacchi il culo per far sì che l’oggi sia un paradiso – tanto se il paradiso arriva domani… tanto vale aspettare. Diventa una valvola di sfogo che rende (appena) sopportabile la routine annuale a tutti – che quindi la accettano come “inevitabile”.
All’idea di un anno senza estate, chiunque rabbrividirebbe. “E come si fa a resistere?!” Anche se poi, tutto il tempo che questa stagione promette, si finisce per sprecarlo in un’agosto di immortalità, durante il quale ci si chiede “Perché fare qualcosa oggi, quando ho tutto il tempo di farla domani?”. Dopotutto, più si ha tempo, più tempo si spreca.
Ed è solo quando arriva settembre, quando si vedono le persone tristi tornare a casa, che pare quasi di sentire che dentro di sé si stanno gettando a terra in lacrime strappandosi i capelli e graffiando fino al sangue e sbattendo i pugni contro la porta chiusa dell’agosto passato, per dover tornare a scontare un altro anno di pena, senza aver fatto quello che volevano nella loro ora di libertà.

Per parte mia, da adesso mi impegno solennemente a vivere ogni anno come se le stagioni non esistessero.
“Perché?”, mi chiedi ancora?

Perché perché perché perché perché perché perché perché?
Perché perché perché?
Mi sa che voi sulla terra sprechiate il vostro tempo a porvi troppi perché. D’inverno non vedete l’ora che arrivi l’estate, e poi… D’estate avete paura che ritorni l’inverno. Per questo non vi stancate mai di viaggiare, di rincorrere il posto dove non siete. Dove è sempre estate.
Non dev’essere un bel lavoro.
(
Danny Boodman T.D. Lemon Novecento)

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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