Ermellini in Cassazione – ovvero, Il buio oltre la specie
Questo è un ermellino. Che carino, nevvero?
Questi sono i magistrati della Corte di Cassazione (non fate caso al cartello, anche fra i giudici c’è sempre qualche bontempone in vena di burle).
Questi sono i soliti magistrati della Corte di Cassazione con gli abiti rifiniti con l’animaletto di cui sopra.
Io non mi definisco propriamente animalista. Sono vegetariano, come studente di giurisprudenza appartengo ad una corrente che vorrebbe riconisciuti certi tipi di diritti agli animali, ma io stesso ho diversi capi (fra cui scarpe) di pelle, e dei cappotti rifiniti con pelliccia – anche uno shearling. A mia difesa dico però che i cappotti in pelliccia che ho sono tutti capi vintage o comunque molto vecchi, creati con pelli di animali uccisi minimo minimo quarant’anni prima che io nascessi – e quindi non alimento direttamente l’industria delle pelli. Capisco però le ragioni per cui la mia sia una posizione che gli animalisti duri e puri non possono condividere.
Comunque, vedere le massime cariche della giustizia ordinaria italiana che sfilano con degli ermellini addosso mi fa un certo effetto. Perché? Be’, non tanto per la pelliccia in sé, ma perché leva loro neutralità, essendo un simbolo di potere stagionato, da ancient régime, che rappresenta di riflesso tutta una serie di posizioni – condivisibili o meno, ma posizioni nette, anyway – nell’ambito dei rapporti con gli animali.
Oltretutto la caccia all’ermellino è particolarmente subdola – aggettivo che non si confà alla Suprema Corte -, in quanto il candido manto (candido solo d’inverno) non deve essere rovinato dalle trappole tradizionali. Quindi si provvede ad ingrassare delle sbarre metalliche piantandole nella neve, l’ermellino si avvicina, lecca il grasso, la lingua gli resta attaccata al metallo gelido e non può più liberarsi. Poi, quando è già mezzo congelato – provate voi a stare a bocca aperta per ore con 10/20 gradi sotto zero - arriva il cacciatore che gentilmente lo passa a miglior vita.
Ma adesso, facciamo un gioco!
Costui è il Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione, il rispettabile Vincenzo Carbone. Di quanti ermellini sono composte le splendide rifiniture della sua toga? Indovinate!
(Pss! Vi do un piccolo indizio. La punta della coda di ogni ermellino è nera.)
Prossimamente, intervista a un ermellino determinato ad entrare fra i giudici di Cassazione – in un modo o nell’altro.


1 giugno 2009 @ 14:16
Anch’io mi trovo radicatamente contro ogni tipo di violenza ingiustificata sugli animali.
Violenza domestica,violenza per strada…Su tutte:violenza a scopo di lucro.Come quella usata per relizzare capi dei sopracitati tipi.Dopotutto è una cosa PROFONDAMENTE inutile,grazie al cielo non posso permettermi,e se potessi me ne fregherei altamente, capi o oggettistica varia che derivino dalla pelle o dal pelo di qualche malcapitato.
Riguardo il vegetarianesimo ho sempre avuto una mia personale opinione.Ho fatto riferimento alla violenza ingiustificata e siccome ritengo che l’essere umano necessiti di determinati elementi nutritivi,non mi sono mai sentita in colpa nel consumare carne o qualsiasi altro alimento di derivazione animale.Dovremmo allora ritenere un orribile atto di crudeltà il modo in cui la leonessa squarta la propria preda per nutrirne sè e i propri piccoli.Invece rispondiamo che fa parte della natura,del cerchio della vita o come lo vogliamo chiamare.Allora perchè un essere umano dovrebbe ritenersi crudele nel consumare alimenti necessari ad una sana conduzione della propria vita?Non saprei.Mi si potrà obiettare che questi animali vengono allevati all’unico scopo di venire uccisi e che questo E’ crudele,ma si tratta di un modo di procurarsi del cibo in una società senza cacciatori(non nel senso moderno del termine),che ha trovato un modo più economico(energeticamente ed economicamente parlando)di procacciarsi il nutrimento necessario.Che poi vi si guadagni sopra non è da considerare,in quanto anche il tofu e la verdura si comprano.
Naturalmente e come sempre,ognuno ha i propri motivi per fare determinate scelte di vita,che non necessariamente devono provocare dei giudizi di valore,per cui spero che il mio commento non venga inteso come tale.
Mi ritengo una delle poche persone che ancora possono permettersi di non essere daccordo con qualcuno nelle sue scelte e tuttavia continuare ad ammirarlo,ad esservi amica,ad ascoltarlo.Ovviamente sempre che le scelte in questione non intacchino il rapporto(di qualsiasi tipo esso sia)nè ciò che in quella persona si apprezza e/o la sua natura più profonda.
Esistono persone vegetariane che stimo e apprezzo oltre ogni limite ed esistono persone non vegetariane con le quali non vorrei mai avere a che fare o con le quali ho interrotto i rapporti.
Spero non sia possibile fraintendermi in quello che ho scritto,purtroppo ho un terrorre incontrollato di non riuscire a farmi capire.
^^
2 giugno 2009 @ 19:10
L’argomento del vegetarianesimo è un bel casino e in questo periodo ne siamo immersi fino al collo, a breve avremo un post sull’argomento, quindi preferirei non dilungarmi troppo in commenti.
Risposta breve. Il leone è carnivoro, noi non necessariamente. Il leone non può campare d’erba, foglie e minestroni. Se il leone non uccide, muore.
2 giugno 2009 @ 21:11
Oltretutto, vorrei porre un accento sull’aggettivo “naturale”. Il dato che un fatto sia naturale non significa che non debba essere migliorato.
E’ naturale che un animale muoia per un’infezione, ma è scandaloso che un uomo muoia per un’infezione.
E’ naturale che solo pochissimi animali giungano all’età adulta, ma se un bambino muore invece è un dramma.
Ed è naturale che si uccida per sopravvivere, ma è sciocco uccidere per fare una grigliata in compagnia.
La Natura è un congegno feroce di sublime bellezza – ma pur sempre un congegno feroce da cui, con coscienza, ci è dato elevarci.
9 gennaio 2011 @ 00:14
SE FOSSI CREDENTE DIREI: “CREDO IN UN DIO CRUDELE”
(Aria di Jago dall’Otello di Verdi).
pietromelis.blogspot.com
24 gennaio 2011 @ 22:06
l’uomo non necessita di carne o pesce per vivere bene…ormai dovrebbero saperlo anche i muri…ma forse la cultura e l’informazione delle volte sono troppo pesanti da accettare….leggete gente, ed informatevi…ghandi terzani ecc ecc ecc…