#101

giu 30 2009

I piaceri della carne… inquinano – ovvero, le ragioni ecologiche del vegetarianesimo

Avete subito pensato: lo so, i preservativi usati sono una piaga. E invece no. Cioè, sì, forse, non so, insomma… non volevo parlare di questo, ok!? Maniaci! Mi riferivo al salame, alla salsiccia, ai prosciutti… (oh, basta con questi doppi sensi!) insomma al fatto che da McDonald a Burgy, dal Kentuky Friend Chicken al paninaro all’angolo quasi tutti noi appena mettono il musetto fuori casa mangiano esclusivamente carne. E anche a casa non sono molti quelli che si limitano. Certo, gli americani fanno ben peggio di quello che possiamo fare noi. Mangiano hamburgers e hot dogs come fossero noccioline e fanno giorni interi di barbecue.

Vero. Ma non crediate che noi scherziamo, riguardo al settore.

Da tempo avevamo invitato il brillantissimo Guido Giacomo Gattai, amico e fondatore del movimento Hyronista, a scrivere un articolo sul vegetarianesimo. Questo è quello che ci ha presentato oggi. Buon divertimento!Hyros

Jeremy Rifkin, il signore che ha scritto l’articolo che ha aperto la discussione sull’inquinamento prodotto dai “carnivori”, ha preso i suoi dati da un rapporto della FAO (che è un’organizzazione delle Nazioni Unite, cioè si parla di 119 paesi tra cui anche l’Italia).

Simpatico e frizzantino, il vecchio Jerry ci porta in un bel tunnel degli orrori con il suo articolo fulminante (26 gennaio 2007) apparso in Italia su Repubblica e in contemporanea su quasi tutta la stampa mondiale. Mi direte: 2007, è roba vecchia. Sì, ma è roba vecchia che nessuno ha ancora capito per nulla. Ma nulla nulla.

Ma facciamo una rapidissima panoramica. Tutti in carrozza, biglietto gratis per la casa del terrore ! Solo che non è un luna park e invece dei fantasmini ci sono dei bovini scorreggioni. Mi spiace. Non ce li ho messi io.

“La carne che mangiamo è oggi il principale fattore di alterazione globale del clima. [...] Se gli animali da allevamento, in special modo i bovini, producono solo il 9% dell’anidride carbonica [...] generano una percentuale maggiore di gas PIU’ NOCIVI. Come ad esempio il 65% delle emissioni di protossido d’azoto, un gas che contribuisce al riscaldamento terrestre quasi 300 volte di più del biossido di carbonio, provenienti in gran parte dal letame.” Altro esempio? “il 37% del metano, che ha un effetto 23 volte superiore a quello dell’anidride carbonica come fattore di riscaldamento del globo.”

Si abbattono foreste (“molte foreste tropicali, come per esempio l’Amazzonia, vengono abbattute per far posto ai pascoli, che stanno erodendo ovunque anche le terre coltivabili, mentre le acque dolci rimanenti nel mondo vengono contaminate dai rifiuti degli animali e dai pesticidi”) e si toglie spazio all’agricoltura che potrebbe sfamare molte persone (“il bestiame occupa attualmente il 26% della superficie terrestre non ricoperta dai ghiacci.” e “oltre un terzo delle terre coltivabili è sfruttato oggi per produrre cereali per gli animali anziché per gli uomini”) per permetterci il lusso di sgranocchiare bestie morte invece che insalatine.

Ovviamente a questo punto qualcuno dirà che senza carne non si sta bene e che i vegetariani sono tutti rachitici. Ma… è vero signor Rifkin?

“Non è così. Noi siamo infatti onnivori e come i nostri più stretti parenti, gli scimpanzé, ci siamo evoluti biologicamente mangiando soprattutto frutta fresca e verdure e solo occasionalmente carne. Sebbene questa abbia fatto parte tradizionalmente della nostra dieta, fino al XX secolo era più un piatto speciale per le feste che un alimento essenziale.”

Non mancano un po’ di proteine a un vegetariano?

“Una dieta bilanciata, basata su vegetali può fornire facilmente tutte quelle proteine di cui abbiamo bisogno per restare sani.” Certo, non è una cosa da cominciare domani con un colpo di testa, bisogna consultare un medico.

La dieta vegetariana è pericolosa?

Tutte le diete sono pericolose se non le si sanno fare e mentre quella carnivora te la insegna la mamma, di solito quella vegetariana non te la insegna nessuno. Il medico, meglio il dietologo, possono farlo benissimo e contenti come pasque di farlo. Specialmente il dietologo. Con la parcella che ti prende.

Comunque anche un buono studio individuale può bastare. E poi ci si deve sempre saper ascoltare e fermarsi quando e se si avvertono malesseri. Ripeto: non fa male in sé, semplicmente – come tutte le cose – bisogna IMPARARE a farlo.

Ma è così pericoloso il riscaldamento climatico?

Alquanto direi. Come ha dichiarato Rifkin durante il Festival della Filosofia di Modena (atti ufficiali non appunti miei) “Per la prima volta nella storia siamo a rischio estinzione. È previsto un aumento di tre gradi centigradi in questo secolo, il che significa la scomparsa da un terzo alla metà delle specie sulla terra. Certo, ci sono stati altri cinque momenti di estinzione in natura, ma sono necessari 10.000.000 di anni per recuperare le specie perdute.” e – tornando al nostro articolo – “un numero crescente di esseri viventi sta incidendo sempre di più sulla catena alimentare della Terra, con diete a base di carne, a spese dell’integrità del pianeta”.

Ma ovviamente siamo tutti troppo abituati alla nostra dieta per cambiarla. E non abbiamo mica gran che voglia di far fatica. Finisca pure il mondo sotto un calore che cresce di anno in anno fino a bollici tutti, io alla mia salsiccia non ci rinuncio. Posso capire le donne o i gay, ma gli uomini eterosessuali che fanno questo ragionamento davvero non riesco a spiegarmeli.

Ma – si sa – l’abitudine è più forte di tutto.

Mi viene in mente la famosa barzelletta della corazzata Poteomkin (si scriverà così? mah!). La corazzata Poteomkin esce di notte per un’esercitazione, con tutte le luci spente. Immaginatevi la più grossa corazzata della flotta russa, un bestione tale che il capitano invece del pesce rosso sulla scrivania tiene una boccia con due balene. A un certo punto sul radar appare un oggetto in avvicinamento a prua. Un puntino. Sembra una boa, una barchetta, al massimo un peschereccio. Il capitano, che è uomo di poche parole ma grande cuore, non vuol far male a nessuno, quindi scrollata la cenere dalla pipa e dato il magime alle balene nella boccia da ordine di mandare un messaggio all’altra imbarcazione: “voi non ci vedete, siamo a fari spenti per un’esercitazione. Ma siamo la corazzata Poteomkin e siamo sulla vostra rotta. Spostatevi”. Dopo un attimo il puntino risponde sprezzante “Spostatevi voi. E in fretta anche, se siete la corazzata Poteomkin!”. Il capitano, che è un uomo di poche parole, grande cuore ma orgoglio ancor più grande, batte un pugno spazientito sul tavolo tanto che le due balene escono e rientrano nella boccia a mo’ di delfini e fa rispondere: “Spostatevi voi! E un ordine! Siamo la corazzata Poteomkin!”. Il puntino risponde: “Fate come cazzo vi pare, io sono il guardiano del faro.
E foss’in voi con tutta quella ferraglia che avete sotto il culo comincerei a fare manova in fretta: tra due leghe sarete troppo sotto la scogliera per uscirne con la pellaccia intera”.

Devo aggiungere altro?

Grazie per il post, GGG!

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 4.4/5 (9 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: +5 (from 5 votes)
I piaceri della carne... inquinano - ovvero, le ragioni ecologiche del vegetarianesimo, 4.4 out of 5 based on 9 ratings



Post simili


22 Commenti per “I piaceri della carne… inquinano – ovvero, le ragioni ecologiche del vegetarianesimo”

  • #1 mega scrive:

    singer, peter singer, se ti interessa la questione animale leggitelo che al riguardo ne è il (can)guro [sono un fottuto genio... lol]

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #2 L'Uomo Focaccina scrive:

    Propongo quindi di uccidere tutti gli animili da allevamento e di mangiarli, prima che diventino troppi!

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #3 Davide scrive:

    Le statistiche non mi convincono… vorrei sapere ad esempio quanto metano c’è nell’atmosfera. Non mi sorprenderebbe se, per quanto fosse nocivo, in relazione alla quantità presente non contribuisse al riscaldamento globale che per una minima parte rispetto all’anidride carbonica. Ecco un classico esempio di come si manipolano le statistiche.

    In secondo luogo, rispetto tutti ma non ho mai capito il vegetarianesimo. Principalmente perché, se uno attribuisce agli animali pari dignità rispetto agli esseri umani (sulla qual cosa si potrebbe discutere) a maggior ragione non si capisce perché ci dovremmo precludere la possibilità di nutrirci di carne come fanno invece molti di essi. Siamo parte della natura, e la natura ci ha dotato di una dentatura e di un apparato digerente in grado di assumere carne. Siamo così presuntuosi da considerarlo un errore e da volerlo correggere?

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #4 Massimo scrive:

    Ciao Davide,
    penso che la natura non ci avrebbe dotato di mezzi di sopravvivenza alcuni se avesse minimamente immaginato cosa saremmo diventati e tutti i danni che le abbiamo fatto.

    In ogni caso, lascia perdere il metano, noi “ricchi” mangiamo carne perché possiamo permettercelo più degli altri. Ma pensa se in Cina o in Africa tutti iniziassero a mangiare carne, se il problema c’è oggi, cosa succederebbe?

    Purtroppo la carne è un bene sottovalutato, lo si tratta come una cosa che cade dal cielo o cresce sugli alberi, la si compra e la si butta via come se niente fosse, nessuno pensa alla bestia alla quale quel pezzo apparteneva. Penso che un minimo di sensibilizzazione farebbe bene a tutti, poi la scelta di mangiare o meno carne è individuale, anche se ridurne il consumo non sarebbe un grandissimo sforzo (tipo mangiarla 2 volte la settimana, o nei casi estremi di drogati-da-carne, per un solo pasto al giorno), ma avrebbe un forte impatto.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #5 Giorgio scrive:

    Vorrei abbattere questa argomentazione dell’innaturalità del vegetarianesimo una volta per tutte. Come vegetariano me la sento rivolgere ad un ritmo impressionante, e nessuno pare accorgersi di quello che sta dicendo.

    E’ vero. Il leone mangia la gazzella et cetera (basta cliché) ed è perfettamente naturale.
    Quindi è naturale che io allevi centinaia di milioni di bovini in maniera dispendiosissima in termini economici ed ecologici, facendo loro passare l’intera vita in box in cui solo i più fortunati possono stare in piedi col solo intento di macellarli selvaggiamente e appagare le voglie del palato di occidentali ridanciani o emulatori di occidentali ridanciani che credono che la carne sia una sostanza che si forma spontaneamente al ristorante o in vaschette al supermercato.
    Capirete tutti bene che è un ragionamento altamente stupido. “Ma io non intandevo dire questo”. Be’, questa ne è comunque la conseguenza concreta.

    Volendo poi parlare più strettamente della naturalità del non mangiare carne, vi vorrei anche parlare della naturalità del fatto che i vostri figli crepino naturalmente quasi tutti praticamente appena nati, e della naturalità del morire per un’infezione. Non credo che qualcuno di noi non si farebbe curare un’infezione perché “innaturale”. Be’, la Natura ha deciso che se sei debole e ti becchi un’infezione tu debba crepare. “Siamo così presuntuosi da considerarlo un errore e volerlo correggere?” Con la medicina non abbiamo rinunciato tranquillamente ad un’abitudine alimentare barbara di cui si può benissimo fare a meno, ma abbiamo bloccato la selezione naturale e l’evoluzione della nostra specie. Questo mi pare un fenomeno di portata largamente maggiore e molto più innaturale rispetto al vegetarianesimo. Ciononostante, nessuno metterebbe in discussione la fondamentale e nobile bontà della scienza medica.

    Inoltre c’è un altro punto da considerare. Il leone, la gazzella, l’ammazza lui. Non è un ricco mandante in guanti bianchi di cotone.
    Il semprelodato Luigi Lombardi Vallauri, mio Maestro, tempo fa ha ideato un disegno di legge per cui chiunque voglia mangiare carne sia obbligato a lavorare due settimane l’anno in un macello. Ovviamente non se n’è fatto di nulla, ma la considero una trovata drittissima. Infatti rispetterei molto di più tutte le critiche al vegetarianesimo se a parlare fosse qualcuno che con le proprie mani uccide, sgozza, scuoia, squarta, ripulisce dalle interiora e macella sguazzando del sangue. Il boia ha più diritto di parlare del nobile mandante in guanti bianchi, in questi contesti. E non trascuriamo il fatto che nella nostra società ci sia qualcuno che di lavoro nella propria vita ripulisce ogni giorno centinaia di carcasse dalle interiora o spolpa ossa, e che poi a sera torna a casa dalla sua famiglia. Siamo sicuri che un lavoro del genere non remi potentemente contro al pieno sviluppo di una persona?

    Per concludere, io non attribuisco pari dignità agli esseri umani e agli animali. L’essere umano è superiore, e in quanto tale può aspirare a sottrarsi – in parte, sia chiaro – al congegno feroce che chiamiamo “Natura”. E se lo fa pacificamente con la medicina, può farlo su tanti altri alti fronti. Quello che attribuisco io agli animali non è banalmente un diritto paritario, ma è la dignità del vivente senziente, che non è da considerare come un assoluto dogmatico, ma come un dato relativo da discernere ogni volta (Menga, conosco Singer).

    Impariamo a non attraversare la nostra vita a passo d’oca o tirando tronfiamente grandi colpi di tallone sul sentiero che percorriamo. Cerchiamo di essere meno violenti, più delicati e consapevoli.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  • #6 Davide scrive:

    Tutti gli argomenti che hai elencato possono essere sgomberati se ammettiamo una cosa, che a me sembra ineccepibile: l’uomo (in quanto specie) è parte della natura, come le gazzelle e i cavolfiori. L’evoluzione sulla Terra ha fatto in modo che emergesse una specie dominante, che questa costruisse città, auto e sviluppasse leggi e governi, e che non tutti gli animali di questa specie sgozzassero le loro prede con le loro zampe, come nelle altre specie carnivore, ma che alcuni contribuissero in altri modi al benessere comune. Detto questo, tutto quello che fa l’umanità è perfettamente naturale, certo dobbiamo essere noi i primi a badare alla nostra sopravvivenza, e perciò sfruttare i governi che abbiamo creato per mantenere in condizioni decenti il pianeta.

    Morale: non c’è nessuna falla nel sistema, come sostieni tu. Se abbiamo la medicina, è grazie all’evoluzione che ci ha reso intelligenti. E se anche tutta l’umanità smettesse di mangiare carne, ammesso che fosse anche solo teoricamente possibile, nella tua visione questo sarebbe una pezza minuscola nell’immenso vuoto cosmico della catena alimentare come espressione della crudeltà della natura. Ho più l’idea che questo serva ai vegetariani per mettersi intanto la coscienza a posto e sentirsi superiori. Non contesto che sia altrettanto naturale e sano mangiare solo verdura (anche se ho sentito pareri discordi a proposito) ma rientra nella libertà di scelta che ognuno ha, quindi non è che il vegetariano è un sant’uomo e il carnivoro è un assassino. Siamo sempre dentro fino al collo al sistema della natura, non illudiamoci di poterla guardare dal di fuori come se fosse sotto una cupola di vetro.

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #7 Massimo scrive:

    A mio parere la tua argomentazione crolla ancora più facilmente: la specie dominante non ha il diritto di distruggere tutto quello che ha intorno.
    I petrolieri potrebbero essere la categoria dominante in questa razza allora, però non penso che ci siano molte persone non ammanicate che li sostengano. Lascia il mondo in mano alla specie dominante e vedi come te la ridurranno. Un terzo della superficie coltivata, data in pasto agli animali, questo mi sembra assurdo, quando con quel cibo ci sfameresti milioni di persone.
    A ogni modo siamo sopravvissuti fino ad oggi, nelle generazioni passate, mangiando carne solo nelle grandi occasioni, quindi il resto della dieta dovrà essere stato vegetariano. Io penso che uno dei motivi che ha favorito il consumo della carne è che fino a qualche decennio fa, se mangiavi carne tutti i giorni eri un signore o comunque benestante, altrimenti un poveraccio. A livello inconscio potrebbe esserci rimasto anche qualcosa di questo.
    E se tutti smettessero di mangiare carne, stai tranquillo che non sarebbe una minuscola pezza. Riduciamo, anche di poco, per iniziare, questo non dovrebbe essere difficile, no? Di certo male non può fare.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #8 Davide scrive:

    Non è questione di specie dominante, è che l’evoluzione ha fatto in modo che l’umanità costruisse prima strumenti per la caccia e poi allevamenti.

    Per la questione della dieta, intere generazioni nella pianura padana sono cresciute mangiando solo polenta, poi molti sono morti di pellagra però… da qui a mangiare solo McDonald’s ce ne passa, vero, ma ancora una volta è una questione di libertà individuale, ognuno mangia come crede senza che ci sia intrinsecamente un modo giusto o sbagliato di farlo, al massimo uno più o meno sano, o se proprio uno più o meno rispettoso delle risorse che abbiamo (ad esempio il biologico non lo è affatto, visto che utilizza una quantità enormemente maggiore di terra per produrre lo stesso cibo).

    La “piccola pezza” era intesa così: se anche smettessimo tutti di mangiare carne (e non penso sia possibile) non riusciremo a spezzare il meccanismo malvagio della catena alimentare. Ne usciremmo belli pulitini mentre il resto del regno animale si scanna per sopravvivere…

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #9 Massimo scrive:

    Ne usciremmo belli pulitini, esatto. Chi è cosciente e ne è capace, che lo faccia. Certo, siamo superiori agli animali, noi abbiamo la ragione: usiamola. Che poi gli altri si uccidano tra loro, non è un problema nostro, è la loro vita, noi dobbiamo soltanto fare il nostro e cercare di fare meno danno possibile.
    E con “noi” intendo homo sapiens sapiens.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #10 Giorgio scrive:

    Che divertente.

    Innanzitutto, io non ho mai parlato di “falla nel sistema“. E’ un’espressione che mi metti tu in bocca – cosa che accetto poco volentieri, visto che sto molto attento alle parole che uso. Ho detto che possiamo aspirare a sottrarci in parte alla ferocia del meccanismo naturale.
    Noi siamo animali, figli della natura, gli ultimogeniti e i più potenti. Abbiamo una mente trascendentale e non categoriale, pensiamo per simboli, possiamo fare progetti diacronici complessi e abbiamo un linguaggio astratto finemente articolato. Con questo arsenale di cui siamo in possesso (grazie, corteccia prefrontale), è nostra libera scelta uscire sotto la pioggia e continuare a bagnarci come fanno tutti gli animali o usare l’ombrello. Si può parlare di libera scelta, in questo caso? Ci deve essere libertà di stupidità? Come il fumo, la stupidità nuoce anche quando è passiva, altrui. Comunque la scelta è chiara. Anche se l’ombrello è una piccola deviazione rispetto al normale corso degli eventi naturali. Ma l’ombrello ripara dalla pioggia – non fa smettere di piovere.

    Con questo arsenale di cui siamo in possesso siamo in grado di inventare il Moment per il mal di testa, il Maalox per lo stomaco, il Ventolin per l’asma, la Calciparina per fluidificare il sangue, la radioterapia per combattere i tumori e fare complesse operazioni di angioplastica per recuperare il danno di un infarto – oltre a trapiantare visceri dei più variegati. Inoltre ci ingessiamo, prendiamo antibiotici e ci disinfettiamo. E questo è bene, e rappresenta una deviazione rispetto alla barbara selezione naturale. Perché, come dici tu, la Natura non la si può vedere da fuori, e allora vediamola da dentro! Vediamola da dentro, questa selezione, e consideriamo come ci sentiremmo se nostro figlio, la nostra ragazza o nostro fratello non venissero “selezionati”. Quindi “medicina” è tirarsi un po’ fuori dal congegno, ed è bene.

    Inoltre, sempre coi nostri superpoteri, siamo in grado di prevedere gli sviluppi di un certo tipo di politica; pare chiaro che un terzo delle terre fertili al servizio intensivo ed esclusivo di infinite tonnellate di carne da macello che vive per soffrire, a sua volta a servizio dell’Occidente-yeah, terre volte alla desertificazione completa e al conseguente tentativo di espansione tramite abbattimento di foreste, NON E’ una politica vincente. Per nessuno. (Circa il biologico, è vero, sfrutta un’estensione maggiore di terra per produrre la stessa quantità di cibo, ma perché lo fa in maniera più lieve, in maniera da non sfiancarla e inaridirla. Attenzione alle osservazioni che si fanno. E per quanto riguarda Padania&Pellagra, be’, sai, c’è anche gente che crepa direttamente di fame, e mentre i contadini morivano di Pellagra i ricchi morivano di gotta. Non è un post di nutrizionismo, questo. Se ti interessa però potremmo farne uno a tema dedicato alla dieta vegetariana).

    Sempre con quei superpoteri, poi, possiamo comprende il concetto di dolore (e di danno, volendo, ma questo è un concetto raffinato). E possiamo capire che infliggere dolore è sempre male – e che l’uomo non è l’unico animale a provarlo. Capire questo vuol dire stare dentro alla Natura. Starci dentro in maniera vigile e cosciente, non abbandonata: non posso insegnare ai leoni a mangiare frittate e panzanella, ma su di me ho pieno potere, ed è delle mie azioni che rispondo – ed anche tu. Far parte della natura non vuol dire ingreggirsi secondo la via più comoda o nella corrente più forte, ma sfruttare al massimo i poteri che Lei ci ha dato per minimizzare il male di cui soffre e di cui possiamo evitare in buona parte di renderci artefici.
    Noi la terra non la riceviamo in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli. Non dobbiamo comportarci o pensare come se ne fossimo i padroni assoluti.

    Non ho apprezzato la tua considerazione per cui i vegetariani non mangiano carne per sentirsi superiori, sai? Non ti fa onore rapportarti così con me, uno sconosciuto. E tantomeno la tua sfiducia nel fatto che la gente possa cambiare abitudini (attenzione alle osservazioni-boomerang, caro mio).
    Vedi, non si può pensare che se tutto va a ramengo, tanto vale fottersene e seguire la corrente. So benissimo che un giorno morirò, ma non per questo me ne sto sdraiato sul letto a fissare il soffitto. So che suderò ancora, ma non per questo non mi faccio la doccia. So che l’entropia è invincibile, però cerco di rimettere in ordine casa.
    Allo stesso modo, si può cercare di remare contro. In questa maniera, anche se combattendo contro forze soverchianti, si può aspirare a non essere un semplice e rumoroso sacco di organi e succhi che pesa per qualche decennio contro un pianetucolo.

    Concludo dicendo che non è una questione di libertà individuale come tu più e più volte sostieni, perché siamo sulla stessa barca. Se siamo su una scialuppa e uno inizia a trapanarne il fondo, NON E’ libero di farlo, perché ammazza tutti. Bisogna muoverci nella stessa direzione, e in questo caso la libertà di desertificare o finanziare chi lo faccia, ammazzare a cuor leggero o far ammazzare a cuor leggero NON E’ ammissibile. E’ vero, non si può stabilire un metro oggettivo di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, ma ti dimostro quanto poco io mi voglia ergere in maniera snob sopra la Natura come tu credevi che volessi fare: la sopravvivenza è la necessità prima, il dolore è male. Questo è l’insegnamento numero 1 di Madre Natura. Quindi, adoperarsi per distruggere la propria specie causando dolore infinito è naturlamente sbagliato. E non è una questione di libertà individuale.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  • #11 mega scrive:

    Premessa uno: Gli animali si divorano tra loro.
    Premessa due: Se degli individui si divorano tra loro, `e giustificato
    per noi divorarli.
    Conclusione: Dunque, `e giustificato per noi divorare gli animali
    Esaminiamo la seconda premessa dell’argomento:
    Premessa due: Se degli individui si divorano tra loro, `e giustificato
    per noi divorarli.
    Questa premessa ha qualche conseguenza interessante.
    Una `e che, se ci sono dei cannibali che si divorano tra loro, `e
    giustificato per noi divorare i cannibali.
    L’altra `e che, se squali ed esseri umani si divorano a vicenda,
    `e giustificato per noi divorare squali ed esseri umani.
    Pu`o bastare.

    Premessa uno: `E naturale per i pesci divorarsi tra loro cos`ı
    come `e secondo natura per gli esseri umani divorare gli
    animali.
    Premessa due: Se per un individuo `e secondo natura agire
    in un certo modo, allora quell’individuo `e giustificato ad
    agire in quel modo.
    Conclusione: Dunque, `e giustificato per gli esseri umani
    divorare gli animali

    Premessa uno: `E naturale per i pesci divorarsi tra loro cos`ı come `e
    secondo natura per gli esseri umani divorare gli animali.
    Cosa vuol dire esattamente che `e secondo natura per gli esseri umani
    divorare gli animali?
    Presumibilmente, vuol dire che divorare gli animali `e per noi un istinto,
    un’inclinazione che `e determinata dal nostro patrimonio genetico.
    Ma cosa significa questo esattamente? Che non abbiamo scelta? Che
    siamo obbligati a mangiare gli animali?
    Oppure vuol dire che abbiamo un istinto che ci predispone, senza obbligarci,
    a mangiare carne qualora sia disponibile?

    Premessa uno: `E naturale per i pesci divorarsi tra loro cos`ı come `e
    secondo natura per gli esseri umani divorare gli animali.
    Potremmo per`o intendere “essere secondo natura” nell’argomento semplicemente
    nel senso di “avere una tendenza basata sull’istinto”, senza
    assumere che questa tendenza ci costringa ad agire in un certo modo. In
    questo caso, la prima premessa affermerebbe che gli esseri umani tendono
    a mangiare carne e questa tendenza ha una componente istintiva.
    Non so se questo sia vero oppure no. Il fatto che in molte societ`a umane,
    anche in passato, si sia consumata la carne degli animali potrebbe avere
    spiegazioni diverse (per le popolazioni nomadi certe fonti di cibo non
    animale non sono facilmente disponibili).
    Ma anche se, intesa cos`ı, la prima premessa `e vera, c’`e comunque un
    problema con la seconda premessa. Vediamo perch

    Consideriamo la seconda premessa:
    Premessa due: Se per un individuo `e secondo natura agire in un certo modo, allora
    quell’individuo `e giustificato ad agire in quel modo.
    La guerra `e un evento molto comune nelle societ`a umane. Forse questo si spiega col fatto
    che abbiamo degli istinti aggressivi. Supponiamo che sia cos`ı. Sarebbe allora giustificato
    per noi fare la guerra per questa ragione?
    Se qualcuno corteggia la vostra fidanzata, magari avete l’impulso di dargli una botta in testa
    o di fargli del male in qualche modo. Magari questo `e un istinto aggressivo ereditato dai
    nostri antenati primati, che sta alla base dell’organizzazione gerarchica di maschi dominanti
    e subordinati che vediamo ancora oggi in certi tipi di scimmie. Supponiamo che sia cos`ı.
    Sarebbe allora giustificato per voi far del male a chi corteggia la vostra fidanzata?
    Nella maggior parte delle societ`a umane, ci sono sfruttatori e sfruttati. Magari questo
    dipende in qualche misura da certi istinti che abbiamo ereditato. Sarebbe allora giustificato
    per noi sfruttare gli altri?
    Mi pare che possiamo concordare che la risposta a tutte queste domande `e no. Anche se
    possiamo avere una propensione istintiva per fare la guerra, far del male ai nostri rivali in
    amore, e sfruttare gli altri, non siamo moralmente giustificati a farlo. Ma allora la seconda
    premessa `e falsa.

    L’argomento della natura non `e fondato.
    Il fatto che certe inclinazioni che abbiamo siano in qualche
    misura ‘naturali’ non giustifica assecondarle

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #12 Giorgio scrive:

    Notare la solidissima finezza di pensiero dello studioso di filosofia. :D

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #13 Tommaso scrive:

    Allora, io non mi sono mai posto problemi simili se mangiare vegetariano o solo carne per un semplice motivo: io amo la buona cucina, in qualsiasi sua forma. Sia essa burrosa, zuccherosa, grassa o light non me ne frega niente. Così ingurgito (sempre che la qualità sia buona) buone quantità di vegetali, frutta, e anche carne. Sebbene io non mangi abbastanza carne, ho come la sensazione che nei miei pasti essa non potrebbe mancare; insomma, non è altro che una delizia se ben cucinata e ben servita!Vi sfido a dire il contrario quando vi ritrovate davanti un coniglio piuttosto che una faraona, oppure una vera bisteccona al sangue con relativo contorno. Insomma, si tratta solo di ottima cucina niente più. Tuttavia, io cerco di non pensare a cos’era quella coscia di pollo prima che diventasse cibo commestibile, per la semplice ragione che il solo pensarci non mi farebbe certo star bene. Ritengo gli animali giusto qualche scalino al di sotto di noi (visto che noi discendiamo da loro ma che a loro differenza godiamo di intelletto) e quindi non riuscirei a concepire una violenza su animali. Non riesco a pensare ad un bovino, un vitello, o un pollo che viene mandato in un box da dove gli sparano un proiettile nella zucca. E’ più forte di me, ripudio la caccia, e cerco di non pensare ad alcuna violenza inflitta ad esseri viventi, siano essi cani, gatti, o mucche. Anni fa mio padre mi portava d’estate a “lavorare” nell’azienda di famiglia. Avrò avuto all’incirca 8 anni. Da casa mia alla fabbrica dobbiamo passare il confine regionale, così di strada ce n’era e ricordo che i giovedì c’era un mercato in un paesino nel quale si esponevano bestie bocine e suine se non sbaglio. Ci andai due volte, forse e non ci volli più mettere piede. Se ripenso alla cruenza con la quale venivano trattati gli animali (intendo in malo modo), se ripenso alla tristezza che mi facevano forse la coscia di pollo non la mangerei più, salvo ricredermi di fronte ad un piatto fumante cucinato magari dalla nonna. Condivido con voi questi ricordi semplicemente per dire che io nei confronti della carne assumo un atteggiamento “incoerente” e forse è l’unico aspetto verso il quale mi concedo un pò di incoerenza.

    Alla fine rifletto e penso che la carne sia un componente fondamentale nella nostra dieta. Son convinto che le proteine che essa apporta non siano facili da trovare in un vegetale e che comunque tutti i nutriziosti che sento parlare dicono che in una dieta sana e bilanciata c’è posto per tutti gli alimenti. Per questa semplice ragione io non ridurrò mai il mio consumo di carne, né tanto meno lo azzererò. Perché il fatto che si possa vivere di soli vegetali a mio avviso si regge ben poco in piedi. O meglio: puoi certamente vivere, ma di certo ti mancherà qualcosa visto che ciò che apporta ciascun alimento non lo ritrovi in natura altrove. Per quanto invece si dice in merito all’inquinamento e alle scoregge dei bovini io ho come la sensazione che alla fine siano delle “balle” inventate dai vegetariani. Non balle in senso di bugie (non sia mai!) ma balle inteso come giustificazione per il proprio stile di vita. Alla fine i bovini inquinerebbero comunque, sia che li macellassimo oppure no. Scoreggerebbero comunque, e forse il nostro inquinamento non dipende esclusivamente da loro, anche se recenti studi parlano di una forte influenza. Forse dovremmo ridurre i gas di scarico delle auto o delle fabbriche che nuociono maggiormente!I bovini e con loro le altre specie animali son sempre esistiti, sempre sono stati macellati, sempre hanno scoreggiato, senza provocare alcuna sorta di squilibrio ambientale. Non credo che nessuno di noi si debba giustificare per come si nutre. Ognuno ha la propria filosofia, e ciascuna risulta pienamente valida, quindi non capisco come si possa usare la tesi dell’inquinamento per “discolparsi” o cercare di sostenere la maggiore sostenibilità di una dieta (visto che mi sembra che sia così). Ognuno faccia cià che vuole, in parole spicciole, ed ognuno avrà pienamente ragione. Sappiate tuttavia che la nostra condizione di natura è di essere esseri onnivori e che dunque si dovrebbero cibare di tutto, tra l’altro discendiamo dagli animali, e in più i primi cibi che l’uomo preistorico ha messo in bocca credo fosse carne di mammut. Dunque, il fatto che noi uomini siamo dotati di intelletto, non significa (a mio avviso) nulla circa la dieta carnivora, perché la ritengo una cosa squisitamente normale mangiare altri esseri viventi. Ripeto che non mi sento in colpa ad mangiare un agnellino o un capretto, ma che non lo farei mai con le mie stesse mani!Alla fine si tratta di due correnti di pensiero diverse entrambe accettabili, pertanto non capisco perché talvolta si ponga l’accento su discorsi come questo come voler “colpevolizzare” chi mangia altri esseri viventi. Mi spiego: talvolta ho la sensazione che chi è vegetariano non spieghi direttamente il motivo per cui lo è, ma tenda a mettere in luce le pecche del non essere vegetariano.

    Per la serie: viviamo pacifici e tranquilli che tanto da questo discorso non ne uscirà mai un ipotetico vincitore o una teoria maggiormente apprezzabile dell’altra!I vegetariani hanno fatto una scelta, i carnivori un’altra. Credo che possiamo andare d’amore e d’accordo pur avendo gusti diversi!!!(non mi riferisco a questo specifico blog, a questo intervento, quanto ad una condizione presente in natura).

    Termino sostenendo l’infondatezza della proposta di legge fatta da quell’eccelso professore (pur conoscendolo così mi sembra che esso sia) Lombardi Vallauri, per la semplice ragione che l’uomo non si nutre mai di ciò che esso stesso raccoglie o prepara. Il fatto di lavorare per due settimane in un macello dubito che possa “redimere” qualcuno. Io stesso non avrei problemi a sezionare una bestia morta, ma non chiedetemi di cacciarla o di spararle un colpo in fronte!Insomma, l’uomo da quando è nato si è sempre cibato di carcasse d’animale, che lo si voglia o no. Pochi se le sono cacciate con le proprie mani o hanno lavorato in un macello, eppure è sempre funzionato così e questo sistema non ha mai provocato problemi. Ciscun uomo ha sempre fatto un certo mestiere, e laddove esso non arrivava, ci arrivava la società alla quale faceva parte.Una sorta di scambio.Mi rivolgo dunque a coloro che sottoscrivono questa proposta di legge affinché mi facciano capire più dettagliatamente i principi sui quali essa si basa e gli obiettivi che avrebbe voluto raggiungere (sempre che non si tratti di una provocazione!), perché mi sono spremuto le meningi tutta la sera senza riuscire a venirne a capo!Son convinto che lui riuscirete laddove io non ci sono arrivato!
    Un saluto
    Tommaso

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #14 Massimo scrive:

    Be’, ovviamente nessuno si è mai sognato di mettere in dubbio che la carne è buona da mangiare!, e in quanto all’atteggiamento incoerente, devo dire che anch’io sono uno di quelli. Con la differenza che per me il problema c’è eccome. Prima di tutto i dati non sono inventati ma vengono da un rapporto della FAO, e insomma, mi sembra autorevole quanto basta in termini di alimentazione. In quanto alle proteine e vitamine, con una dieta vegetariana ben fatta, si assumono tutte, tranne la B12 (che infatti è una roccaforte difensiva dietro alla quale si rifugiano sostenitori del carnivorismo. Questa vitamina è comunque assimilabile in pasticche, da prendere una volta la settimana, non è una medicina, è come se fosse un integratore). Certo uno può arrivare a pensare “se mangiando solo vegetariano mi manca qualcosa, vuol dire che non è la scelta giusta e soprattutto è contro natura”, ma a mio avviso è solo un arrampicarsi sugli specchi. Con una dieta giusta e variata, non manca assolutamente niente. Diciamocelo, la carne è buona, la foresta amazzonica che viene abbattuta per creare nuovi pascoli, non è in casa nostra, non abbiamo la desertificazione (per ora), e in quanto ai gas nell’atmosfera, chissene, tanto tra 50-70 anni quando la temperatura sarà aumentata in maniera più che sensibile, io sarò già morto. Certo gli animali ci sarebbero anche se non li allevassimo, ma quanti ce ne sarebbero in meno? Quanti allevamenti non esisterebbero più?
    In ogni caso, non penso che nessun vegetariano abbia bisogno di inventarsi “balle” per sostenere la propria posizione. Non è una cosa alla moda essere vegetariano, da esibire. Uno lo diventa perché ci crede. Qui non stiamo cercando di convincere o di convertire nessuno, ma la cosa veramente stupefacente è come vengano montate scuse, colpevolizzazioni e accuse contro chi sta cercando di fare qualcosa di buono, anche per il vostro bene. Si, perché siamo tutti sulla stessa barca, e se qui tutti continuano ad ammazzare e inquinare, ne paghiamo le conseguenze tutti.

    Se proprio volete la conferma dei dati, qui trovate anche l’articolo originale. http://www.animalisti.it/prg/upload/campagne_dati/rifkin.pdf

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #15 Giorgio scrive:

    Anche io adoro la buona cucina. Una buona tartara o una bistecca grigliata con sopra una cappella di porcino mi fa sempre gola – anche se ammetto, me ne fa un po’ meno di prima. Questo perché io non voglio chiudere gli occhi. “Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”, diceva Socrate, e la ricerca di consapevolezza è uno dei mezzi primari per crescere. Io non voglio evitare di pensare che quella mucca, stremata da anni di cure ormonali per farle produrre più latte, trascinata al macello con un gancio da un trattore, fosse terrorizzata, quando è entrata in una stanza con l’odore acre del sangue dei suoi simili e ha visto un uomo avvicinarsi con una sorta di fiocina che poi le spara in capo senza accertarsi che sia morta, avviandola ancora mezza viva alla macellazione. Io non voglio chiudere gli occhi, non voglio fare come gli struzzi. Se è una realtà spiacevole, guardare dall’altra parte è la cosa più barbara e stolida che si possa fare, a mio avviso. Io non ammazzerei mai un animale da macello, a meno che non fosse indispensabile.
    E sta proprio qui la provocazione del disegno di legge del Vallauri: chi mangia carne è assolutamente inconsapevole – o vuole mantenersi tale – circa le modalità con cui quella carne arriva al supermercato. Facciamole vedere, alla gente, facciamoglielo vivere. E’ una questione di consapevolezza. Tu sei legittimato a far fare a qualcuno il lavoro di sgozza-bovi se anche tu, per due settimane l’anno, sei disposto a sgozzare qualche centinaio di bovi al giorno (portati gli stivali di gomma, che sul sangue si scivola), se sei disposto ad acquisire una consapevolezza di prima persona di che cosa sia la mattanza e la macellazione di questi animali che ti gusti a pranzo e a cena.
    Io sono una persona che dà molta importanza all’eleganza, nel vestire ma soprattutto nel pensare. E visto che trovo di una barbarie unica che qualcuno di mestiere ammazzi e macelli migliaia di animali alla settimana (hai idea dell’influenza che una simile attività ha sulla tua vita?), trovo assolutamente barbaro esserne mandante.
    Per quanto riguarda la dieta, Tommaso, non credo che tu ti sia informato, abbia studiato e ti sia fatto consigliare da medici. Io sì. Quindi ne riparliamo quando entrambi potremo parlare con discernimento.
    Comunque lo sai da nostre discussioni precedenti che ti stimo, quindi evita di dire, riassumendo, che “faccio lo struzzo e faccio bene“. Bisogna sempre cercare di avere il massimo di orizzonti possibili.
    Circa il danno-scoregge, devi sapere che le specie di animali da allevamento non esistono in natura. Esistono parenti stretti, come il bufalo, il cinghiale, ma quelle da allevamento sono state selezionate dall’uomo. E vengono allevate, attualmente, in centinaia e centinaia di milioni di capi, cioè in un numero infinitamente maggiore rispetto a quello naturalmente presente sulla terra. Il che vuol dire che finché c’erano i bufali a scoreggiare in tutto il mondo – o al massimo gli armenti dei contadini -, tutto ok, impatto assorbibilissimo. Quando ci sono diverse centinaia di milioni di bovini e ovini che scoreggiano in Australia, sopra, si buca l’ozono.
    Circa i mammuth, ti sei mai chiesto perché da carnivoro hai solo un canino per semiarcata dentale mentre da erbivoro hai il premolare, tre molari e il dente del giudizio (5-1)?
    Perché i nostri antenati la carne la mangiavano solo e soltanto quando riuscivano nella difficoltosissima impresa di cacciare qualcosa. Quindi si arrangiavano con frutta e verdura. La “carne di mammuth” era un’eccezione.
    Comunque mi stupisco molto di questo tuo laissez-faire circa la scelta vegetariana o carnivora. Solitamente sei molto più rigido.
    Ma il fatto, che ho già sottolineato, è che ciascuno è libero di far quel che vuole fin tanto che non lede diritti altrui. Ma essendo tutti sullo stesso pianeta, se una buona parte di noi finanzia uno stile di vita che lo porterà al disastro, è bene che costoro la piantino immantinente, perché se uno si vuole ammazzare tutto ok, ma se nella tomba si vuole portare il mio mondo, e il futuro dei miei figli non mi va più bene. E nemmeno ai suoi figli va bene. Infatti la tua sensazione circa il mettere in luce le pecche del non essere vegetariano è giusta: infatti l’onere della prova è vostro. Siete voialtri che dovete provare che la desertificazione non è un problema, che chi muore di fame è giusto che si attacchi, che uccidere altri animali per far grigliate è naturalmente lecito e che allevarli e smontarli come oggetti lo è altrettanto. A voi l’onere della prova – anche se bontà vostra temo che si tratti di una probatio diabolica.
    Come dice il Capo Seattle nella sua lettera, “Ciò che accade agli animali, presto accade all’uomo”. Se diventa lecito trattare il senziente alla stregua dell’inanimato, presto questo riverbererà – o l’ha già fatto? – sui rapporti fra umani. E gli uomini inizieranno – o hanno già iniziato? – ad essere allevati a centinaia di milioni, tutti uguali, nessuno con una propria prospettiva al di fuori del suo box, verranno sfruttati al massimo da un sistema ideologico sadico ed egoistico, per poi essere trascinati calcianti verso la fine di una storia che solo allora capiscono non doveva andare così.
    Se tu trovi squisito far trucidare animali che domani tua figlia potrebbe voler amorevolmente accarezzare o che tu non te la senti proprio di abbattere, ti biasimo eccome. Ma per parte tua, almeno non pensare che da vegetariano mi inventi balle per giustificare una dieta. Non esistono lobby o politiche comuni, fra vegetariani. Proprio per questo ci dobbiamo informare sempre in prima persona, e se scegliamo questo stile di vita, è perché sappiamo che è il meno sbagliato sotto ogni punto di vista.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #16 Tommaso scrive:

    Grazie per la stima che contraccambio immediatamente. Quando parlai di “balle” (tra virgolette per l’appunto) in realtà come spiegato non volevo intendere delle bugie colossali adottate da ipotetiche lobby vegetariane. Mai mi passò per la testa. Intendevo dire che dal testo letto qui sopra e integrato dai vari commenti, ho avuto come la sensazione che si giustificasse in qualche maniera la propria scelta di vita. Questo non comprendo appieno, perché a mio avviso né gli uni né gli altri devono giustificarsi per cosa e come mangiano. Io in questo argomento sono lassista semplicemente perché la scelta del vegetarianismo non mi danneggia e non mi tocca, quindi per me ciascuno può fare esattamente ciò che vuole. Io su questo argomento sono uomo di larghe vedute e ringrazio chi ha fatto questo post perché io di vegetariani non ne conosco, ma la lettura di alcuni post e dei relativi commenti di certo può aiutarmi a comprendere le ragioni di una scelta di vita e alimentare diversa. Quindi a me va benissimo leggere e saperne di più circa il vegetarianismo pur sapendo che comunque difficilmente riuscirò a mutare le mie abitudini. Non perché non voglia, ma perché al momento attuale io mi sento bene cibandomi di ciò che mi cibo attualmente. Dunque lo faccio esattamente per allargare i miei orizzonti, e conoscere scelte diverse. Pertanto mai proverò rancore nei confronti dei vegetariani e avrai avrò motivo di farlo. Tuttavia non comprendo il perché di questo accanimento nei confronti di chi fa una scelta diversa. O meglio: lo comprendo perché anch’io sono d’accordo che il bene comune come il nostro stesso pianeta non va deturpato da poche persone e che costoro non vanno lasciate libere di agire se danneggiano l’intera popolazione. Dunque capisco la vostra preoccupazione.

    Però, due considerazioni:
    a) sull’effetto climatico ci sono pareri discordanti e non è ancora detto che andiamo verso un’irrimediabile desertificazione. Ciò non significa che dobbiamo consumare quanto e più di prima, ma solo che ci sono altri aspetti che vanno oltre l’azione umana!Ok, l’uomo deforesta, deturpa, inquina coi gas di scarico delle auto e delle fabbriche, aumenta i gas serra e tutte queste storie; ma a rendere complicata la questione ci sta il fattore naturale: sempre nelle epoche passate, prima ancora che nascessero le fabbriche sulla Terra si alternavano epoche di desertificazioni a terribili glaciazioni. E’ sempre accaduto così, e accadrà anche nel futuro. Se qualcuno si aspettava che l’inverno fosse sempre più mite è stato sbugiardato dall’inverno 2008. Quindi la scienza non mi pare del tutto concorde con la teoria che solo l’azione dell’uomo mette a rischio la Terra. Per questo io ci vado sempre cauto e coi piedi di piombo quando si parla di aumento della temperatura e di altre storie simili, perché troverai centinaia di studi che ti dicono che le calotte dell’Antartide si sciolgono epr colpa dell’uomo e altrettanti che ti dicono che in realtà l’attività del sole è mutata provocando problemi anche sulla Terra. Da profano delle scienze mi astengo dal giudizio e prendo tutto con le pinze, perché fino a quando non sarà chiaro che tale problema è causato al 100% dall’uomo, esprimersi potrebbe essere problematico. E anche se accadesse, credo che in primo luogo ci sono gli scarichi delle auto da ridurre, l’inquinamento delle fabbriche e altre forme più gravi di inquinamento che forse interessano maggiormente la superficie terrestre che non i bovini o gli allevamenti dei bovini. Sicuramente va razionalizzata tutta l’energia che si utilizza, bisogna cercare di avere un impatto ambientale rasente lo 0 in tutti i settori possibili, ma a mio modestissimo avviso la questione bovina dovrebbe essere una delle ultime ad essere toccata. Va regolarizzata per il bene comune, certo, ma partiamo dai fatti più gravi che hanno maggiormente dimostrato di essere in grado di creare squilibri ambientali: auto e fabbriche appunto!!!

    Ecco, dev’essere tutto. In definitiva volevo solo assicurare di non nascondere la testa sotto la terra, sono di larghissimi orizzonti e pronto a comprendere le scelte altrui, solo che lo ritengo poco utile chiedere che si vada verso un maggiore vegetarianismo adducendo come problema l’inquinamento bovino e degli allevamenti bovini…Almeno io non lo farei…

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #17 Massimo scrive:

    Mi sembra si stia finendo nel ridicolo: “giustificando” un minimo aspetto di tutta la questione si pensa di giustificare la propria posizione.

    Dato che non sembra molto chiaro, i problemi legati ad allevamento-carnivorismo-macello sono (almeno) questi:
    1) Fattore spazio: Il bestiame occupa il 26% della superficie terrestre emersa
    2) Fattore agricoltura: Un terzo delle coltivazioni produce cibo per allevamenti
    2.1) Quanti milioni/ardi di persone non hanno da mangiare?
    3) Fattore deforestazione: molti pascoli hanno bisogno di molto spazio
    4) Fattore inquinamento: le statistiche, anche se a prima vista fanno ridere, dopo aver visto i numeri iniziano a sembrare più veritiere. Perché mai bestie da 7-900Kg che occupano il 26% della superficie terrestre non potrebbero scorreggiare così tanto da inquinare più delle automobili? E gli escrementi, potrebbero essere anche buoni per concimare, ma in basse quantità. I cumuli di merda non fanno affatto bene alla terra e tanto meno all’acqua.
    5) Fattore etico: le bestie vengono allevate in box, amputate, esposte 24h a raggi solari artificiali, bombate di ormoni, torturate, macellate mezze vive e nutrite con tonnellate di cibo che potrebbe alimentare direttamente molte più persone.

    Non puoi tentare di giustificare il fattore inquinamento con un “non siamo sicuri che sia l’uomo che inquina a causare il cambiamento climatico, potrebbe essere solo un ciclo, quindi freghiamocene e continuiamo ad inquinare.”. In un caso del genere, proprio perché non siamo certi, nel dubbio vediamo di ridurre il nostro impatto sull’ambiente.
    E soprattutto non puoi liquidare tutto l’argomento, liquidando in maniera pure stentata un solo punto.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #18 Laura scrive:

    Complimenti a tutti per il fervore, è bello vedere qualcuno che lotta per le proprie idee.
    Sbaglio o nei commenti è totalmente andato a farsi benedire l’aspetto “gestione”, per niente trascurabile?
    Il punto della situazione è: la carne è un business e, pensa un po’, porta alla ricerca del guadagno senza curarsi delle conseguenze, il che è a dir poco miope da parte nostra, ragion per cui questo post è stato scritto.
    Non mi sembra una caccia al carnivoro o una nobilitazione del vegetariano; piuttosto un’informazione gratuita: se lo sappiamo, magari facciamo attenzione ai piccoli gesti. Da questi si può cominciare qualcosa di grande, e se il qualcosa è diminuire l’inquinamento, le crudeltà sugli animali, e le altre deprecabili conseguenze del business-carne be’, ci sto.
    Diminuire la quantità di carne consumata va a colpire il business: la carne sarebbe meno interessante, commercialmente.
    Premesso che drogarsi di carne non va bene non solo perché facciamo un dispetto a Giorgio e Massimo ma anche perché fa male, domanda per carnivori: e se si modificasse l’approvvigionamento?
    Sugli Appennini tosco-emiliani funziona circa così: la carne bovina si acquista una volta l’anno, quando alcune famiglie – a seconda delle loro esigenze – si associano per comprare una o più mucche. Con l’allevatore ci si accorda sul giorno della macellazione e tutte le famiglie danno una mano a tagliare, pulire, macinare per due principali ragioni: si abbassa il prezzo e ognuno può gestire e confezionare la carne secondo le proprie esigenze (sacchetti da 2 bistecche anziché 4?) evitando sprechi. Il mantenimento della carne è semplice: basta un freezer.
    L’allevamento è forzatamente “biologico”: i piccoli allevatori non hanno l’interesse né la voglia d’acquistare ormoni e robe varie, sono visti come veleni costosi; inoltre le mucche vivono al pascolo, i tori non arano i campi (i trattori sono più comodi…) ma nemmeno stanno una vita in stalle puzzolenti.
    In città non può funzionare: ovvio che no, se non ci si prova.
    Sono sassolini nello stagno, è vero, ma l’acqua putrida puzza.

    Dimenticavo:
    1) Massimo, se t’ho messo in bocca cose che non volevi dire, scusami e spiegami ciò che non ho capito!
    2) Giorgio, camminare sotto la pioggia senza ombrello è splendido, non stupido!

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #19 Tommaso scrive:

    Non ho mai pensato di fregarmene dell’ambiente solo perché può trattarsi di un ciclo. Tant’è che ho detto: “Ciò non significa che dobbiamo consumare quanto e più di prima…”. Significava che ciascuno di noi deve pensare a ridurre il proprio inquinamento, e modificare il proprio stile di vita verso una posizione maggiormente compatibile con l’ambiente. Su questo non credo ci siano dubbi. Poi io non so se la carne che mangio viene lasciata pascolare naturalmente o viene imbottita di ormoni e merdacce varie, sò solo che preferisco le cose al naturale, sicché se al posto di essere allevate in misere gabbie gli animali venissero allevati e macellati nel modo descritto da Laura, certamente comprerei la carne da quel produttore lì. Io non voglio giustificare la mia posizione, per la semplice ragione che (come ho già scritto nei precedenti commenti…….)nessuno di noi deve giustificare assolutamente nulla. Da onnivoro non credo di dover delle spiegazioni o giustificazioni ad alcuno, tanto meno non me le aspetto da un vegetariano. Mi sembra di averlo già ripetuto che ognuno fa la propria scelta di vita, e che qualsiasi scelta noi facciamo (purché non sia volta al massimo inquinamento)non è che danneggi irrimediabilmente l’intera popolazione. Il paragone per niente azzardato con l’inquinamento di auto e fabbriche calza perfettamente perché se dobbiamo ridurre da qualche parte cerchiamo di farlo laddove è possibile. Dunque fabbriche in primis, auto per seconde e poi passiamo alla regolarizzazione dei pascoli delle multinazionali della carne, cercando di privilegiare una crescita ed allevamento del bovino eco sostenibile. Questa parola, talvolta abusata, credo che ci accompagnerà per i prossimi 20 anni, quindi cerchiamo di comportarci in maniera tale da preservare l’ambiente e ciò che ci circonda, senza voler per forza far cambiare abitudini alimentari alla stragrande maggioranza della popolazione vivente.

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #20 Massimo scrive:

    @Laura
    E’ un aspetto che purtroppo ci è passato di mente, e hai fatto benissimo a parlarne. Inoltre se mi hai messo in bocca delle parole, erano parole giuste, perché io sarei veramente favorevolissimo ad un tipo di allevamento del genere, tanto che ho cercato di informarmi se esisteva qualcosa di simile qui a Firenze, ma con risultati deludenti. In quel caso, con un consumo moderato di carne, può valere lo “scambio” tra l’allevatore e l’allevato: il primo gli garantisce una vita decente, e il secondo arrivato ad una certa età, ricambia il favore “in natura”. E naturalmente, le quantità sarebbero così esigue da cancellare ogni problema di sorta.
    E poi ovviamente, essendo il mercato regolato dalla domanda-offerta, se si tolgono soldi all’attuale tipo di allevamento e si danno ad un allevamento più sostenibile, si può fare tanto. Per questo al momento non sono pienamente d’accordo con l’astensionismo: se un’azienda perde un cliente, poco male, ma se lo perde e questo va alla concorrenza il danno è più grande. Sfortunatamente queste realtà non sono molto diffuse…

    @Tommaso
    Se proprio vuoi ridurre l’impatto ambientale, comincia da te! E’ inutile stare ad aspettare sperando che vengano prodotte auto più ecologiche o che le fabbriche riducano le emissioni. Ognuno deve iniziare a fare quello che può nel suo piccolo. Altrimenti se si fa la vita dei comodoni non cambierà mai niente. Chi ne ha la possibilità lasci la macchina a casa e si muova in bicicletta, o coi mezzi pubblici, e ridurre il consumo di carne non fa altro che – certo nel suo piccolo – combattere molte cose che non funzionano in questo sistema. In primis, l’aspettare che qualcuno risolva i nostri problemi.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #21 Giorgio scrive:

    @ Tommaso
    Odio ripetermi. Ma nel caso in cui una posizione leda o corrompa il comune diritto presente e futuro di vivere in un mondo pulito e rigoglioso, piuttosto che in un deserto mefitico, be’, la posizione va giustificata. Odio ripetermi, ma così come non si è liberi di esultare in una folla sparando a destra e a manca con un revolver, logica vorrebbe che incentivare industrie il cui effetto collaterale (ma primario) sia un danno ecologico colossale non fosse una questione di libera scelta personale.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #22 Guido scrive:

    Era gran tempo che non curiosavo in questi loci! Accipicchia quanti commenti! I miei complimenti, inchini e complinasi ai due coordinatori che hanno dato risposte brillanterrime ed interminabili con pazienza ed abilità non poco remarchevoli! Un abbraccio e un buon tutto. Anzi, due.

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia il tuo commento

I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

Iscriviti alla mailing list