#102

lug 5 2009

Infrazioni in bici e patente a punti – ovvero, pedalando via dal “pacchetto sicurezza”

E’ giunto il tempo della Sicurezza. Porc…

Il pacchetto-sicurezza, adesso passato anche al Senato – un pacchetto che, certo, se lo trovassero alla stazione ci sarebbero da chiamare subito gli artificieri – non prevede solo ronde et similia. Prevede anche un giro di vite contro i ciclisti indisciplinati. Finalmente!

D’ora in poi, i ciclisti sconsiderati che commetteranno infrazioni, se sono in possesso di patente vedranno decurtati i propri punti come se quelle infrazioni le avessero commesse in automobile. Anche fino al ritiro, alla sospensione o alla revoca. (art. 3 comma 48 del “pacchetto sicurezza”)
E’ giusto, è sacrosanto. Uno, solo perché è un ciclista non è esentato dalle regole del codice della strada. Oltretutto questa categoria di veicoli è anche privilegiata dalla retorica ambiental-progressista e se ne scorrazza su costosissime piste ciclabili. Che prendano la macchina anche loro senza rompere i coglioni. Non se ne può più di questi scemi che zig-zagano nel traffico, che ti inchiodano dietro di sé andando a due all’ora, che sfrecciano sui marciapiedi minacciando le anziane signore.

Adesso vi do tre ottimi motivi per NON andare in bicicletta.

  1. La bicicletta non vi permette di ostentare ricchezza, essendo un mezzo povero. Meglio i SUV.
  2. La bicicletta non vi permette di incrementare il PIL consumando carburante. Meglio i SUV.
  3. La bicicletta non vi rende necessario andare nelle palestre più in della città a fare la cyclette, perché vi tiene in forma. Meglio i SUV.

Ecco. Se non volete vivere fuori dal mondo, evitate di andare in bicicletta. Basta con queste cazzate da ambientalisti: qui a Firenze l’aria alla Fortezza fa invidia a quella del Cadore. Sono tutte montature. La gente è sempre più magra e allenata, le malattie cardiovascolari per via del sovrappeso sono in netto calo in tutto l’occidente. E per uscire dalla crisi bisogna comprare e consumare più benzina. O volete ritrovarvi in un paese di poveracci? Eh?!
E’ stragiusto che i ciclisti lo prendano sempre nel retrobottega, con quel loro tronfio atteggiamento del “io non inquino”. Un mio amico ne ha stesi due, in macchina, e abbiamo fatto una cerimonietta in cui gli abbiamo regalato una medaglietta d’oro al valor stradale. Dopotutto devono essere prudenti. Sulla strada sono i più forti e imponenti, è naturale che debbano stare attenti. Quante volte si legge sul giornale “automobilista a bordo di un SUV viene investito e ucciso da un ciclista ubriaco”! E’ giunto il momento che orrori del genere non si ripetano più.

*     *     *     *     *

Brr. Dopo aver scritto certe cose mi sento sporco dentro. Quindi cerchiamo di recuperare un punto di vista decente e ordinato.

biciclette

Circa la decurtazione dei punti della patente di guida per i ciclisti

  • Tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge. (art. 3 della Costituzione)
  • Due cittadini non possono essere puniti per la stessa fattispecie di reato o per la stessa infrazione in maniera diversa.
  • Se una legge prevede che cittadini diversi siano puniti in maniera diversa per la stessa infrazione vìola l’art. 3 della Costituzione.
  • Se una legge vìola la Costituzione è incostituzionale e deve essere abrogata.
  • L’art. 3 comma 48 del pacchetto sicurezza prevede che chi commetta un’infrazione con un veicolo per guidare il quale non è necessaria la patente di guida sia punito in maniera diversa a seconda che sia o meno in possesso della patente di guida stessa.
  • L’art. 3 comma 48 del pacchetto sicurezza è incostituzionale e deve essere abrogato.

E con questo direi che ci possiamo levare tutti i dubbi sulla bontà di questa legge, a prescindere da qualsiasi argomentazione (trattasi di un procedimento logico, difficilmente confutabile). Se proprio non possono fare a meno di levarci punti anche in bici, avrebbero dovuto pensare a creare un patentino ad hoc.

Circa l’uso della bicicletta e le infrazioni dei ciclisti

La bicicletta è il veicolo migliore che esista. E’ leggero, economico, rapido ma sufficientemente lento da non poter causare danni paragonabili a quelli di un veicolo a motore, permette di passare e parcheggiare dovunque, mantiene in forma, non inquina. Ciononostante pare che in Italia – e nella realtà fiorentina di cui posso parlare a ragion veduta – si faccia di tutto per rendere la vita impossibile ai ciclisti.
E’ vero, sulla strada tutti devono sottostare alle leggi del codice. Il fatto di essere il miglior mezzo sulla piazza non dispensa ovviamente dal seguire la legge. Ma vi voglio rivelare qualcosa di importante: la stragrande maggioranza delle infrazioni commesse in bicicletta sono l’alternativa rispetto ad un prepotente rischio di vita.
Piuttosto che passare per un sottopassaggio in cui le automobili sfercciano a sessanta, settanta chilometri orari, preferisco passare dal marciapiede. So perfettamente che il marciapiede è il regno del pedone – che marca animalmente il territorio con gomme da masticare e mozziconi -, ma preferisco invaderlo civilmente, rispettandone i padroni, piuttosto che rischiare di finire i miei giorni a vent’anni, faccia a faccia con l’asfalto. Perché questo è il problema della bicicletta: mentre se in macchina ti toccano allora ti fermi, ti incazzi, saltano fuori testimoni inesistenti e si finisce in tribunale per una questione di costosi graffi sul metallo, se quando vai in bicicletta ti toccano, sei spacciato. Se proprio ti va bene, finisci con le ossa rotte.
Capisco bene che ogni altra categoria tiri l’acqua al suo mulino, e che i pedoni odino i ciclisti che passano sui marciapiedi, che le macchine odino le lente biciclette – ma quello che sto cercando di farvi capire è che la maggior parte delle volte, quello che un ciclista fa di sbagliato o fastidioso lo fa per necessità.
E la soluzione del problema non può e non deve stare nel divieto di creare questi fastidi – imposto con le braccia nerborute della legge -, ma nella creazione dell’alternativa sicura che ancora non ci è concessa.  Se attualmente questo veicolo crea problemi è perché la sua circolazione non è mai stata curata, tutelata, promossa.
Quello che pare sfugga a tutti è che la bicicletta è un mezzo che va incentivato il più possibile, non ostacolato. I pregi che ha e i vantaggi che offre lo rendono incolmabilmente migliore di qualsiasi altro veicolo.

Poi, ovviamente, di ciclisti indisciplinati, temerari e maleducati, che creano problemi d’ogni tipo a tutti, ce ne sono. Ma queste sono le caratteristiche di una certa parte dei guidatori d’ogni tipo di veicolo. Pedoni inclusi.

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 4.8/5 (18 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: +2 (from 2 votes)
Infrazioni in bici e patente a punti - ovvero, pedalando via dal "pacchetto sicurezza", 4.8 out of 5 based on 18 ratings



Post simili

  • Se il fritto è a rischio d’estinzione
    Scalpore. Scandalo. Ai telegiornali non si parla (quasi) d'altro. Vengono fatti speciali, servizi, reportage concitatissimi, urgenti. I g...
  • Arrivano i barbari
    Esistono molti tipi di invasioni barbariche. Di solito le immaginiamo stile invasione dell'Impero Romano: da una parte una civiltà raffinata...
  • Assetto antisommossa
    Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo. Antefatto e precisazioni Oggi, al Polo universit...

8 Commenti per “Infrazioni in bici e patente a punti – ovvero, pedalando via dal “pacchetto sicurezza””

  • #1 Tommaso scrive:

    Qui nel mio caro Nordest si è fatto abbastanza per incentivare l’uso delle bici. Basti pensare alle piste cilcabili costruite in città e fuori che passano vicino alle strade principali e che comunque danno un grosso vantaggio ai pedoni. Tuttavia, da automobilista ma anche ciclista forse qualcosa ai ciclisti indisciplinati bisogna farlo. Che poi si tratti di togliere punti dalla patente lo escludo, ma credo che siano terminati i tempi in cui si può scorazzare liberamente in bici senza conoscere le regole stradali. Perché d’altronde la bici invade prima o poi anche la strada (per quante piste ci siano) e quindi i ciclisti si dovrebbero attenere alle regole presenti sulla strada. Invece, soprattutto gli anziani mi stanno qui, perché non capisco se non conoscono le regole della strada o se pensano di essere troppo vecchi per cambioare le loro abitudini. Spesso mi sono trovato al margine della strada con un’anziana che mi giungeva “contromano” praticamente,senza sapere che le bici devono correre a destra. E loro mica si spostano…No, loro devono continuare imperterriti a correre contromano, poi ogni tanto tagliano la strada alle auto con la scusa di aver messo la mano per segnalare la loro svolta e poi non rispettano le precedenze. Esistono degli incroci nei quali un serio automobilista come me prende paura. Perché pur andando a 5 all’ora, si deve affacciare prima sulla pista ciclabile e vedere se ci sono macchine per immettersi nella careggiata. Ma talvolta quando l’automobilista si affaccia nella pista non riesce a vedere chi sopraggiunge e il ciclista medio rinuncia a frenare. Sicché è vero quando dici che appena un ciclista prende un colpo il minimop che possa ricevere è qualche osso frantumato, però ritengo anche che vada rivista la circolazione ciclabile, perché ci vuole maggiore serietà e conoscenza delle norme della strada, altrimenti poi sarà semplice attribuire la responsabilità all’automobilista…Non sempre è così!!!Ripeto che poi dubito che la norma approvata sia utile…

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #2 maya scrive:

    Ciao! Anche io sono sia ciclista amatoriale che automobilista, e mi ritengo una persona molto attenta alle esigenze degli altri, tra cui ovviamente anche biciclette e pedoni.
    Intanto dal tuo post pare che abbiano “preso di mira” le bici, mentre qui si parla di tutti i veicoli che circolano su strada, quindi anche risciò, carrozze eccetera…
    Il fatto è che non mi pare corretto trovare vecchietti che sistematicamente stanno sulla strada mentre accanto hanno una bellissima pista ciclabile, debitamente separata dalla carreggiata riservata alle macchine da un filare di alberi; non mi pare corretto che i ciclisti ipoteticamente professionisti stiano al centro della carreggiata, spesso affiancati, mentre come hai giustamente riportato tu il CDS dice che bisogna stare “strettamente a destra” (ripeto strettamente nel caso non si fosse capito); giovani ciclisti che in discesa, in collina, tagliano le curve in modo barbaro, tanto che io in macchina certe strade non le percorro perchè ho paura…

    E la cosa più barbara, incivile e scorretta è che se io, in macchina, abbasso il finestrino e faccio notare la pista ciclabile che sfila accanto a me e al ciclista, oppure faccio notare con un gesto della mano di stare più a destra per evitare inutili rischi (del ciclista, di certo io non mi faccio niente se lui per un indesiderato spostamento d’aria cade) vengo brutalmente mandata in posti che tutti possiamo intuire…
    Scusate se mi sono dilungata, ma la sicurezza stradale è una cosa che mi sta molto a cuore!

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #3 Massimo scrive:

    Riassumo l’attuale situazione ciclistica fiorentina, ovvero, se più di 2 ciclisti si trovano nel raggio di 50 metri, su una pista ciclabile o su una strada, succede il patatrac.
    Io sinceramente sono felicissimo quando viaggio in bici e non vedo nessun’altro ciclista, perché c’è davvero da aver paura, e non solo per gli automobilisti! Ti viaggiano lentissimi sulla pista ciclabile, ondeggiando da una corsia all’altra, e quando devi superarli devi cogliere l’attimo, quasi fosse una gara di abilità. Agli stop, se ti vedono arrivare si buttano: “è un ciclista anche lui, mi fa passare” e ti tocca buttarti in mezzo di strada per non schiacciarli. Altri improvvisano manovre suicide, attraversando in diagonale viali di 6 corsie.

    Dall’alto della mia breve esperienza ciclistica urbana, ho notato alcune cose, riguardo alle piste ciclabili “fatte male”:
    1) Le piste ciclabili vicine alla fermata dell’autobus sono una tragedia, perché la gente scende dal bus e ci cammina in mezzo. Io mi incazzo sempre, però mi sono accorto che a volte anch’io scendo, e ci cammino per qualche metro prima di accorgermene.
    2) A volte sono più pericolose della strada, ad esempio qui a Firenze, la pista di viale Redi è impercorribile, e preferisco viaggiare sul bordo della strada, piuttosto che in quella cosa.
    3) Sono strette e sottodimensionate. Se trovi il ciclista ondeggiante e siete in 2, poco male, ma se davvero dovessero diffondersi le bici, come facciamo a circolare su delle piste dove si dura fatica a scambiarsi?

    Purtroppo, il ciclista è imprevedibile, così come ondeggia può prendere e cambiare direzione all’improvviso, quindi non oso immaginarmi come potrebbe essere una strada di dimensioni normali popolata dai ciclisti. Sarebbe un gran casino.

    Dovremmo prendere spunto da altri paesi e vedere com’è che hanno fatto li, in Cina, vanno tutti in bici ad esempio. Come hanno risolto, si ammazzano o riescono a circolare?

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #4 Giorgio scrive:

    @maya
    So perfettamente che la legge in questione si riferisce a tutti i veicoli per guidare i quali non è necessaria patente. Studio giurisprudenza, ho ormai una certa deformazione/ossessione professionale. Ma visto che non posso parlare che di Firenze, vivendoci, e dovendo essere un post incentrato sui ciclisti, ho trascurato di parlare di risciò a braccio, carrozze con cavalli e carretti trainati da giovenche. Se dalle tue parti i carretti trainati da giovenche sono un problema sensibile, parlane pure qui, ma a Firenze al massimo c’è qualche carrozza nel centro, nell’area blu. O verde, non so.
    Poi, tu parli di vecchietti. I vecchietti, così come i rincoglioniti, gli stupidi, i temerari, i frettolosi, gli ubriachi e i maleducati, sono una categoria che taglia trasversalmente la guida d’ogni tipo di veicolo. Quindi non ne parlare come se l’argomentazione-vecchi fosse un’argomentazione solida a favore della tendenza all’infrazione dei ciclisti. E personalmente preferisco anzi un vecchio rincoglionito, stupido, temerario, maleducato, di fretta e ubriaco fradicio in bici piuttosto che in automobile – al massimo s’ammazza da sé.
    Infine, quando tu ritieni “barbaro, incivile e scorretto” il fatto di essere mandata a quel paese quando fai notare l’altrui errore, allora mi viene da pensare che semplicemente tu non conosca molto bene la teoria generale della mediazione dei conflitti, perché uno degli insegnamenti primi è che se tu attacchi direttamente l’altro – anche se sei nel giusto – non otterrai altro che un irrigidimento della sua posizione, senza che questo implichi la barbarie del soggetto in questione: è una reazione umana naturale. Infatti vorrei che tu leggessi questo post che scrissi qualche tempo fa, tratta proprio dell’argomento mediazione.
    La sicurezza stradale non sta molto a cuore solo a te: lo spettacolo che abbiamo messo in scena io, Massimo e il nostro Circolo artistico il mese scorso al teatro Saschall aveva uno splendido finale incentrato sul tema, e il ricavato l’abbiamo donato alla “Fondazione Francesco Caffè”, impegnata proprio nel campo della sicurezza stradale.

    @Massimo
    Cina? Si potrebbe obiettare che i cinesi hanno una forma mentis molto diversa dalla nostra. A scanso di discussioni inutili, guardiamo alla Danimarca, che è una realtà a noi vicina, un ordinamento affine O all’Olanda! O anche alla Germania. E hai ragione: sarebbe estremamente facile prendere spunto…

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #5 Laura scrive:

    Amsterdam. Il liceo è ben riconoscibile dalle miriadi di bicilette accatastate davanti alla cancellata: nessun motorino o veicolo nelle vicinanze (mancherebbe parcheggio), solo una selva di bici.
    Gli italiani sono ben riconoscibili poiché camminano SEMPRE in mezzo alla pista ciclabile, rischiando le penne al passaggio del primo ciclista. Tutte le strade, ma proprio tutte, hanno a lato una corsia di colore rosso dedicata alle bici, il cui traffico è regolamentato da appositi semafori e segnali.
    Riguardo alle infrazioni… keine Ahnung, non so come funzioni ma, avendo una corsia risarvata e ben percorribile (niente buche o radici di platano che spuntano da ogni dove) temo che il numero dei conflitti cali drasticamente.
    Nota di costume: molte delle bici parcheggiate non sono legate con pesanti catene di ferro, restano sciolte, senza timore.

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #6 ..obelix.. scrive:

    ..mi trovo d’accordo col considerare un’emerita minchiata la trovata di levare punti dalla patente a ciclisti irrispettosi delle regole della strada e questo non necessariamente per solidarietà verso una categoria di cui saltuariamente faccio parte anch’io (ovviamente nel più infimo ruolo di sbattitore strafottente di qualunque disciplina che regoli ciò che mi passi sotto le ruote); però, ormai a 2 anni dal mio patentamento, la maggior parte del mio tempo itinerante la trascorro in macchina (dove non manco ugualmente di sbattermene di qualunque eteroimposizione normativa, nei limiti del buonsenso)..e come automobilista non nego un mio quasi-assoluto disprezzo nei confronti del resto della realtà vivente che mi circonda, m’intoppa la strada, mi svolta senza segnalare, mi attraversa buttandosi con un carpiato con tripla capriola dal ciglio della strada a 10 cm dal mio paraurti,ecc..ma il disprezzo è solo momentaneo, dal momento che come io ho fretta, concordo pienamente che anche gli aspiranti suicidi che mi circondano hanno le loro faccende da sbrigare, quasi sicuramente più impellenti ed interessanti delle mie…
    ..la cosa che però non riesco assolutamente a digerire, che istiga in me un profondo odio con tanto di sprazzi di follia omicida, non è il ciclista che scorazza per la città perchè ha voglia di fare un giro, o deve andare a scuola, al lavoro, dall’amata consorte o fidanzata che sia, bensì quelli che si allenano, i ciclisti (chiamateli sportivi, di professione, invasati postPantanici con tanto di bandana o maglia rosa sponsorizzata, bicicletta del peso lordo di 300 grammi [del costo complessivo pari al noleggio vitalizio di una Porche])che non si limitano ad infragere le regole come fa il resto dei loro simili (che ha/da una motivazione al proprio itinere) ma dettano e impongono, dall’alto del loro sellino in kevlar iperamortizzato, al resto delle carrggiate che occupano, la loro fottuta e dannata voglia di vivere il loro sport.
    Dai commenti precedenti, ed anche dalla struttura del post in sè, deduco che sia un problema che non affligga in maniera omogenea la realtà stradale di ogni città; ve ne dò un piccolo squarcio:
    IPOTESI 1: il branco:
    avete vagamente presente una testuggine (la vincente formazione bellica romana)? immaginatela, anzichè coperta di scudi e con lance e picche a delinearne il perimetro, composta di ciclisti, in perfetta sincronia, che chiacchierrano tra loro, in cui c’è un “capobranco” che detta gli ordini e le strategie d’attacco, che occupa un’intera corsia di marcia, in tutta la sua larghezza, che sorpassa le macchine in coda (e spesso e volentieri vi colpisce anche lo specchietto, perchè intralciava il loro cammino, con conseguenti danni [e successiva ed ininterrotta dannazione di ogni santità immaginabile]), taglia i semafori come se fosse la parata nazionale dei daltonici, svolta in piega all’incrocio senza una minima segnalazione, e sfrecciando a velocità del tutto che umane elargisce la propria dose di strafottenza (sia di azione che verbale) indistintamente ad automoblisti, pedoni, animali attraversanti, famiglie, ciclisti “non sportivi” (credo considerati come una malformazione della razza)ecc.
    IPOTESI 2: I singoli o la coppia: non fanno parte di un branco, probabilmente perchè esclusi in quanto mezzopensionati, o in condizioni fisiche non sufficientemente competitive, o ex atleti oramai non più in gioco, ciononostante non vogliono darsi per vinti e decidono ugualmente di impungare il proprio mezzo e di comportarsi esattamente come se creassero loro una sorta di branco alternativo (la cosa che ha del surreale è coe riescano ugualmente ad occupare tutta la corsia, sia in coppia che da soli, specie se poi a seguirli è una simpatica vecchietta in 600 a cui effettivamente non dispiace di farsi tutto il viale a 20 all’ora [ricordo che in quanto non più in commercio questi non hanno nemmeno il "pregio" di far scorrere il traffico] ma questo è un’altro discorso); unica differenza è che poichè manca la compattezza e la forza del branco alcuni, la minoranza, hanno timore a buttarsi negli incroci, indi per cui si fermano al semaforo, e visto che sono sfiancati dalla loro logorante attività si appoggiano sul cofano del primo malcapitato in coda al semaforo, perchè non possono mica mettere il piedino per terra, sennò lo “scastrerebbero” dall’attacco al pedale, e perderebbero la pole position in partenza…
    3 (e finalmente ultima) IPOTESI: La squadra: siccome è considerato uno sport esistono anche corsi di ciclismo, i quali si svolgono ovviamente sulla strada: una macchina (sponsorizzata in ogni suo centimetro)con tanto di ampio portapacchi portabici, e di vistoso paraurti supplementare non omologato, si piazza sulla strada a 20 all’ora; al suo segito prestanti ragazzini-futuri-atleti imparano cos’è la resistenza inseguendo la macchina a 3 cm dal vistoso paraurti per circa 2 ore di allenamento quotidiane. il comportamento della macchina è lo stesso del branco (si vuole insegnare ai ragazzini a non avere paura dei rossi ai semafori fin dalla tenera età, ad evitare inutili scrupoli o ripensamenti nelle fasi successive delle loro carriere), anche perchè ovviamente, se la macchina rallentasse o inchiodasse per una qualunquissima ragione, i due malcapitati finirebbero catapultati contro di questa, non avendo in 3 cm lo spazio necessario ad alcun tipo di frenata..ovviamente la macchina allenante ne uscirebbe illesa, protetta dal vistoso paraurti non omologato..

    FINE, questa è la fauna che mediamente percorre i viali e i lungomari versiliani, più o meno 365 giorni l’anno, con tanto di esponenziali aumenti in vista di gare, domeniche o ponti feriali. che a questa gete vengano tolti i punti della patente mi sembra assolutametne inutile, isto che poi la metà di questi ha ancora da conseguire il 16esimo anno d’età. capisco perfettamente che sia impossibile praticare uno sport del genere lungo una pista ciclabile (specie nelle condizioni in cui vessano le nostre piste ciclabili) però non concepisco che addirittura vi siano società, o che vengano istituiti veri e propri corsi di ciclismo che si servono del suolo pubblico per svolgere la propria attività ludica. Credo che sia un po come se domani un corso di pugili decidesse di allenarsi in strada prendendo i passanti a random come dei pungiboll, o se il prossimo moto GP lo organizzassero in strada anzichè su pista, o se un golfista per fare un’ora di allenamento si piazzasse sul terrazzo di casa propria e tirasse colpi a destra e a manca prendendo il resto della città come proprio campo pratica elargendo impallinate a qualunque cosa.

    Mi rendo conto di essere stato eccessivamente prolisso, ed anche particolarmente inutile, ma dopo 2 anni universitari più o meno vissuti a firenze mi sembra che l’atmosfera ciclistica sia parecchio differente, dal caos assoluto d’invasati che mi ritrovo sotto casa, e poi mi sono appena ritirato da un fottutissimo esame scritto di penale, che mi costerà una dannata estate di studio…scusate, con qualcuno dovevo pur sfogarmi no?..

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #7 SPARTANO scrive:

    Soltanto uno Stato fascista poteva fare una legge così di merda, hanno vietato di andare con le prostitute.. e questo è già una cazz.ta visto che io con i miei soldi faccio quello che mi pare, ora sono venuti fuori con questa legge di mer.a arriverà un giorno che faranno delle leggi anche sull’aria che respiriamo. Per me tutto il Governo del Berlusca può andare a fare in cu.o io faccio quello che mi pare!! siamo in un paese democratico invece sembra essere tornati al tempo del fascio dove non potevi essere libero Ora basta. VIVA L’EX GOVERNO DI PRODI

    VA:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • #8 Giorgio scrive:

    Sono toni piuttosto accesi, i tuoi. E personalmente trovo quella del fascismo una realtà piuttosto difficile da paragonare a quella del governo attuale. Mi limiterei a definirla una manica di bischeri che volenti o nolenti ci governa – è la democrazia. Ciò, bada bene, non vuol dire che calo le brache davanti alle oscenità che commette. Ma questo lo puoi ben vedere.
    Circa il “Viva l’ex-governo Prodi”, mi permetto di dissentire in toto. E’ durato poco e da sinistra se ne sono voluti vedere poco i difetti, ma è stato un governo – come già abbiamo avuto modo di scrivere – impacciato, e militarista tanto quanto l’attuale.

    VN:F [1.9.7_1111]
    Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia il tuo commento

I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

Iscriviti alla mailing list