#116

ott 19 2009

Festival della Creatività 2009

Una volta l’anno, a Firenze si svolge il Festival della Creatività.
Non è un festival dei più prestigiosi, dei meglio organizzati o dei più interessanti; è elefantiaco e scoordinato come l’esercito russo del 1812, invaso da sponsor, pubblicità e commercianti truffaldini; ciononostante, ha qualcosa di speciale.

Primo: si svolge all’interno della Fortezza da Basso, massiccio ed ampio bastione fortificato eretto negli anni trenta del sedicesimo secolo, al ritorno dei Medici in città. Piazza d’armi moderna e di rara bellezza, al cui interno si trova una variegata schiera di edifici e padiglioni – articolazioni del polo fieristico.Fortezza_da_basso

Oltre a questo innegabile pregio c’è un’altra peculiarità, molto più sottile.
Come ogni grande fiera ha ovviamente il suo programma. Programma complesso, che si evolve e sviluppa fra giorni e padiglioni, fra concerti, spettacoli, dimostrazioni, conferenze, stand, mostre. Ecco. Al Festival della Creatività, se prendi il programma e cerchi qualcosa che ti interessi, non troverai mai niente di buono. Mai. Non è una caccia: in questo festival la tattica da usare è diversa. Niente programma.

Devi entrare a testa alta attraverso la porta fortificata, sorridendo e dicendo “buongiorno” al ragazzo dello staff all’ingresso. Farti dare qualsiasi volantino da chiunque te ne voglia dare, e dire entusiasticamente sì ad ogni proposta. Osservare ogni lavoro, conscio che qualcuno ha impiegato tempo, risorse ed energie per realizzarlo. Non guardare mai a terra, ma sempre lontano, o gli occhi di chi passa. Fermarti agli stand chiedendo alle persone come stanno e che cosa vogliono dirti. Quando c’è musica, poi, bisogna ballare. E poi fermarti a comprare un libro, forse per acquisire karma positivo. Sapete, è così che accadono le magie.23436c

In questo modo, volantinanti evitati come la peste ti indirizzeranno verso una caccia al tesoro che ti farà vincere due posti ad uno splendido spettacolo di Stefano Benni, la ragazza annoiata di quello stand avrà le risposte a domande che ti ponevi da tempo, e quella che canta fuori dall’ingresso ti lascerà un pensiero stupendo. Nel padiglione Spadolini un ragazzo ti dirà “Sei entrato!” e ti lascerà un pennarello per scrivere o disegnare sui muri, e troverai dei cioccolatieri di Modica che vendono iPod al fondente e ti offrono un liquore alla nocciola dolce dolce che va giù non sai come. Sarà più facile incontrare vecchie conoscenze e farne di nuove, e chissà perché, fra le installazioni d’arte moderna parlare dei propri problemi sembra molto più facile. Si può prendere un mojito anche se fa freddo, e rifugiandosi nel Cavaniglia sentire le corde di un pianoforte tossicchiare Amore che vieni amore che vai – ma lo sai, in compagnia è bello lo stesso. E quando non sai come ti devi comportare per attirare tutto questo, cerca un bambino ed imitalo – anche nel timore ridicolo che nel sassofono ci sia un serpente. E per carità, parla a voce alta.

La serendipità è la meraviglia che si prova quando si trova qualcosa che non stavi cercando e che non ti aspettavi. Serendipità. Decisamente una parola da usare più spesso, e che molto si confà a un Festival decisamente mediocre – ma che se hai gli occhi giusti e le braccia aperte, può piantarti una ballata nel cuore che neanche te ne accorgi, una ballata che negli anni cambia nome ed è sempre più bella, e che si chiama ora Nobuo Uematsu, ora Alessandro Bergonzoni, adesso Perigeo, ora che ne so.
Se il prossimo anno vorrete venire, ci troverete lì, noi che questo lavoro sappiamo farlo anche da ubriachi, o con il freddo che ci taglia le mani, e potrete provare quanto è bello sentirsi perfetti quattro giorni all’anno, a posto, sicuri come se sapessimo davvero dove stiamo andando.

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3 Commenti per “Festival della Creatività 2009”

  • #1 L'Uomo Focaccina scrive:

    “Hic manebimus optime!” :D
    Lo sai che scopro adesso cosa voleva dirmi quel ragazzo col pennarello? ._.
    Pensavo fosse per la caccia al tesoro… e gli ho detto che l’indizio non mi portava da loro! Quello ci è rimasto male… mi sento davvero una merda! Gli ho anche chiesto dov’era lo stand che non esisteva… che figura di cacca xD

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  • #2 Giorgio scrive:

    Hahahahaha! Bellissimo. :D

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  • #3 L'Uomo Focaccina scrive:

    Che scena pietosa…
    ragazzo: “Ehi ciao, vuoi…?” Porgendomi il pennarello;
    io: “No, no, scusi, non sono da voi… cioè, mi sa che l’indizio non è vostro!”
    Il ragazzo mi guarda stranito.
    Io: “Voglio dire… non credo… mi sa dire dov’è lo stand INOA? Perché devo andare là!”
    Ragazzo: “Non… cioè, non so se…”
    Io: “Ah, ma non si può dire? Scusi, scusi! Pensavo si potesse chiedere in giro!”
    Ragazzo: “No, no, puoi… puoi chiedere credo ma…”
    Io: “Non importa non importa… grazie comunque! Arrivederci…”

    Ripensandoci è veramente pesa come figura di merda ._. potrebbe avermi frainteso come ostile… spero di aver sorriso abbastanza

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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