<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Festa delle Forze Armate</title>
	<atom:link href="http://2honolulu.it/2009/11/festa-delle-forze-armate-1785.htm/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://2honolulu.it/2009/11/festa-delle-forze-armate-1785.htm</link>
	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 07 Apr 2012 02:21:45 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
	<item>
		<title>Di: Alessandro</title>
		<link>http://2honolulu.it/2009/11/festa-delle-forze-armate-1785.htm#comment-496</link>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:02:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=1785#comment-496</guid>
		<description>Perdonate l’intervento tardivo, ma ero incuriosito dall’esito della discussione. Ferme restando tutte le precisazioni sull’importanza di un’azione non violenta, sul significato che può avere il pacifismo e su tutti i principi di pace e libertà finora espressi, siamo costretti ad una considerazione.
I militari che partecipano agli interventi all’estero e chi gli è vicino non  ritengono le loro missioni goliardiche, e non ritengono chi gli spara addosso dei mattacchioni. Questione di opinioni, giustissimo, ma nessuno li biasimi se si arrabbiano e protestano. Questione di ironia, d’accordo, ma vediamo di capire anche gli animi più sensibili, magari sofferenti per qualcosa. Rispetto, a volte, vuol, dire anche questo.
E’ emerso dai commenti che i militari impegnati nelle missioni internazionali, e, aggiungo, particolarmente la componente italiana, opera prevalentemente in modo non aggressivo, in pratica: distribuzione e trasporto di aiuti, medicinali e altro, ripristino-creazione di strutture e infrastrutture, linee elettriche, acqua, strade, ponti. Sembrerà incredibile ma le FFAA possono contare su una quantità di mezzi e macchine operatrici sorprendente che gli permettono di fare il lavoro di un’impresa edile, di trasporti, medica, là dove nessuno lo vuole fare. Perché? Perchè spesso in cantiere come in ospedale cadono bombe di mortaio o succedono altri inconvenienti spiacevoli a base essenzialmente di piombo caldo o tritolo. Forse lavorare col fucile in mano è spiacevole per chi ti vede, ma per essere sincero, da umano tendo a capire che chi sta lavorando lo fa più tranquillamente, in quel frangente, se sa che ci sono una dozzina suoi amici che gli stanno guardando le spalle, chiamatela se vi pare sicurezza sul lavoro. Se non troviamo e proponiamo una valida alternativa efficace in pratica quanto questa, e ci piace far del bene, dobbiamo accettarla, i principi difficilmente fermano le pallottole. Questo però non fermi il nostro pensare e cercare alternative pratiche più adatte, gli ostacoli spronano.
Un&#039;ultima nota. Il 4 Novembre vuole ricordare al cittadino l’azione che le forze armate svolgono e hanno svolto fino ad oggi. Il 4 Novembre è il giorno dopo la conclusione della battaglia di Vittorio Veneto, è stato il giorno dopo la vittoria militare, quello in cui si pensa a cosa si è pagato. Chi è morto allora, sulle Alpi ed era di Cosenza, eroe o no, merita il nostro ricordo e la nostra considerazione, anche se è morto per qualcosa di orribile e mostruoso come la guerra che a noi non va giù, non possiamo permetterci di scordarlo. Così come non dobbiamo scordare tutti quelli che con una divisa italiana addosso sono morti fin&#039;ora, in mezzo alla neve di Russia, o in mezzo alla sabbia che va dalla Libia all’Egitto. Il ricordo aiuta i figli, i nipoti di quelle persone, e dovrebbe aiutare tutti, a capire non l’utilità delle morti, la morte fa schifo ed è sempre inutile, ma il timido tentativo dello Stato di riconoscere e ringraziare per quel sacrificio non voluto, per risultati non goduti, fatto da uomini che avrebbero volentieri fatto altro che morire, cercando di invitare i cittadini a fare lo stesso(capire, non morire). Non è la celebrazione dell’orrore ma la commemorazione di chi ci è rimasto tritato dentro. Nella nostra cultura c’è e ci sarà sempre il bisogno e l’esigenza dei vivi di rendere qualcosa ai morti, credo che qualcuno sfili per loro, con l’uniforme e il cappello. Gli altri mandino un pensiero, basterà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perdonate l’intervento tardivo, ma ero incuriosito dall’esito della discussione. Ferme restando tutte le precisazioni sull’importanza di un’azione non violenta, sul significato che può avere il pacifismo e su tutti i principi di pace e libertà finora espressi, siamo costretti ad una considerazione.<br />
I militari che partecipano agli interventi all’estero e chi gli è vicino non  ritengono le loro missioni goliardiche, e non ritengono chi gli spara addosso dei mattacchioni. Questione di opinioni, giustissimo, ma nessuno li biasimi se si arrabbiano e protestano. Questione di ironia, d’accordo, ma vediamo di capire anche gli animi più sensibili, magari sofferenti per qualcosa. Rispetto, a volte, vuol, dire anche questo.<br />
E’ emerso dai commenti che i militari impegnati nelle missioni internazionali, e, aggiungo, particolarmente la componente italiana, opera prevalentemente in modo non aggressivo, in pratica: distribuzione e trasporto di aiuti, medicinali e altro, ripristino-creazione di strutture e infrastrutture, linee elettriche, acqua, strade, ponti. Sembrerà incredibile ma le FFAA possono contare su una quantità di mezzi e macchine operatrici sorprendente che gli permettono di fare il lavoro di un’impresa edile, di trasporti, medica, là dove nessuno lo vuole fare. Perché? Perchè spesso in cantiere come in ospedale cadono bombe di mortaio o succedono altri inconvenienti spiacevoli a base essenzialmente di piombo caldo o tritolo. Forse lavorare col fucile in mano è spiacevole per chi ti vede, ma per essere sincero, da umano tendo a capire che chi sta lavorando lo fa più tranquillamente, in quel frangente, se sa che ci sono una dozzina suoi amici che gli stanno guardando le spalle, chiamatela se vi pare sicurezza sul lavoro. Se non troviamo e proponiamo una valida alternativa efficace in pratica quanto questa, e ci piace far del bene, dobbiamo accettarla, i principi difficilmente fermano le pallottole. Questo però non fermi il nostro pensare e cercare alternative pratiche più adatte, gli ostacoli spronano.<br />
Un&#8217;ultima nota. Il 4 Novembre vuole ricordare al cittadino l’azione che le forze armate svolgono e hanno svolto fino ad oggi. Il 4 Novembre è il giorno dopo la conclusione della battaglia di Vittorio Veneto, è stato il giorno dopo la vittoria militare, quello in cui si pensa a cosa si è pagato. Chi è morto allora, sulle Alpi ed era di Cosenza, eroe o no, merita il nostro ricordo e la nostra considerazione, anche se è morto per qualcosa di orribile e mostruoso come la guerra che a noi non va giù, non possiamo permetterci di scordarlo. Così come non dobbiamo scordare tutti quelli che con una divisa italiana addosso sono morti fin&#8217;ora, in mezzo alla neve di Russia, o in mezzo alla sabbia che va dalla Libia all’Egitto. Il ricordo aiuta i figli, i nipoti di quelle persone, e dovrebbe aiutare tutti, a capire non l’utilità delle morti, la morte fa schifo ed è sempre inutile, ma il timido tentativo dello Stato di riconoscere e ringraziare per quel sacrificio non voluto, per risultati non goduti, fatto da uomini che avrebbero volentieri fatto altro che morire, cercando di invitare i cittadini a fare lo stesso(capire, non morire). Non è la celebrazione dell’orrore ma la commemorazione di chi ci è rimasto tritato dentro. Nella nostra cultura c’è e ci sarà sempre il bisogno e l’esigenza dei vivi di rendere qualcosa ai morti, credo che qualcuno sfili per loro, con l’uniforme e il cappello. Gli altri mandino un pensiero, basterà.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>http://2honolulu.it/2009/11/festa-delle-forze-armate-1785.htm#comment-494</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:33:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=1785#comment-494</guid>
		<description>Qualsiasi azione portata avanti con un fucile in spalla, anche se non usato, anche se consiste nel portare aiuti, è un&#039;azione militare. Ma è vero, non necessariamente di guerra in senso stretto, ed è giusto fare questa distinzione. Ciò non toglie che il fucile in spalla abbia comunque una sua funzione. Funzione non nobile, volta a incutere timore, rispetto, forte della minaccia di morte che aleggia intorno ad ogni arma. Il fucile rende rispettati, sì, ma non di un rispetto sincero.  
&quot;&lt;em&gt;Parla dolcemente, ma tieni in mano un grosso bastone: andrai lontano&lt;/em&gt;&quot;, diceva un maledetto cowboy che aveva un concetto di &quot;lontano&quot; tutto suo.
&quot;Peace Keeping&quot; è un eufemismo politically più correct - essendo queste operazioni di guerra approvate dal Security Council, la loro parte violenta deve essere mascherata. Se si vuole fare la pace è vero che non si può fare a parole, ma non si può nemmeno fare con le armi. Fare la pace con la guerra è come fare il silenzio con le bombe. E&#039; ossimorico.
Tommaso, la guerra, anche se la chiami &quot;Peace Keeping&quot; non è uno scherzo. Sfugge di mano. Gli uomini sbagliano, si ubriacano di potere. Nasce paura. Nasce rancore. I fucili sparano. Le persone come te e me muoiono. Come se non ci fosse già abbastanza sofferenza. E il fatto che accada non è una novità. &lt;em&gt;Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant&lt;/em&gt;. Là dove fanno il deserto lo chiamano pace. Vale la pena di intraprendere la via della guerra, pur esistendo strade alternative? La vita è il valore supremo, la prima libertà. Per chiunque lo sia, la guerra, comunque chiamata, non può essere una soluzione. Per nulla. E questo è un punto di una logica così coerente immediata e semplice che contraddirlo è un&#039;offesa all&#039;intelligenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualsiasi azione portata avanti con un fucile in spalla, anche se non usato, anche se consiste nel portare aiuti, è un&#8217;azione militare. Ma è vero, non necessariamente di guerra in senso stretto, ed è giusto fare questa distinzione. Ciò non toglie che il fucile in spalla abbia comunque una sua funzione. Funzione non nobile, volta a incutere timore, rispetto, forte della minaccia di morte che aleggia intorno ad ogni arma. Il fucile rende rispettati, sì, ma non di un rispetto sincero.<br />
&#8220;<em>Parla dolcemente, ma tieni in mano un grosso bastone: andrai lontano</em>&#8220;, diceva un maledetto cowboy che aveva un concetto di &#8220;lontano&#8221; tutto suo.<br />
&#8220;Peace Keeping&#8221; è un eufemismo politically più correct &#8211; essendo queste operazioni di guerra approvate dal Security Council, la loro parte violenta deve essere mascherata. Se si vuole fare la pace è vero che non si può fare a parole, ma non si può nemmeno fare con le armi. Fare la pace con la guerra è come fare il silenzio con le bombe. E&#8217; ossimorico.<br />
Tommaso, la guerra, anche se la chiami &#8220;Peace Keeping&#8221; non è uno scherzo. Sfugge di mano. Gli uomini sbagliano, si ubriacano di potere. Nasce paura. Nasce rancore. I fucili sparano. Le persone come te e me muoiono. Come se non ci fosse già abbastanza sofferenza. E il fatto che accada non è una novità. <em>Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant</em>. Là dove fanno il deserto lo chiamano pace. Vale la pena di intraprendere la via della guerra, pur esistendo strade alternative? La vita è il valore supremo, la prima libertà. Per chiunque lo sia, la guerra, comunque chiamata, non può essere una soluzione. Per nulla. E questo è un punto di una logica così coerente immediata e semplice che contraddirlo è un&#8217;offesa all&#8217;intelligenza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tommaso</title>
		<link>http://2honolulu.it/2009/11/festa-delle-forze-armate-1785.htm#comment-492</link>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:54:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=1785#comment-492</guid>
		<description>Invece io non vedo alcun problema nel portare la pace attraverso un fucile od una baionetta. Credo di aver abbondantemente espresso il perché, mentre qui basterà dire poche cose: se io vado in giro col fucile non necessariamente sto facendo la guerra; se io quel fucile non lo uso a sproposito sparando sulla folla per ammazzare un delinquente o un terrorista, non sto facendo la guerra; se mi impegno a distribuire aiuti alimentari alla popolazione, anche se ho il fucile in braccio non vuol dire che sto facendo la guerra!Insomma la pace non la si fa solo con le parole. Talvolta può essere più utile aiutare, anche con le armi, coloro che sono più deboli e che sono stati sottomessi ad un potere.
Poi, per carità, ci possono benissimo essere divergenze nelle opinioni, solo che mi ha lasciato male l&#039;accostamento di un termine che in quel contesto ho ritenuto poco opportuno!
Infine, un&#039;annotazione a chi ha scitto prima di me: noi ci aspettiamo che lo Stato faccia tante cose, tuttavia dobbiamo essere coscienti della zavorra che ci impedisce di progredire e che si chiama debito pubblico. Ora, possiamo certamente discutere sulle priorità e su cosa è più importante nella società civile, ma poi nei fatti dobbiamo confrontarci anche con questo. Lo dico perché sento spesso persone che reclamano un particolare intervento. Solo che dimenticano la zavorra che ogni anno ci costa, in termini di PIL, il 5% solo per interessi. Gli altri stati europei non hanno questo problema, non sono indebitati, e quindi possono attuare politiche occupazionali, economiche, sociali e culturali non indifferenti. Noi no e il perché l&#039;ho spiegato.Questa è la differenza tra noi e loro. Mi son permesso di aggiungere un piccolo particolare, giusto per rendere più rendere un quadro generale della nostra situazione. Certo, se l&#039;equivalente degli armamenti venisse speso altrove anch&#039;io sarei ben più felice, ma questo ricade nella discussione sulle priorità della società civile!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Invece io non vedo alcun problema nel portare la pace attraverso un fucile od una baionetta. Credo di aver abbondantemente espresso il perché, mentre qui basterà dire poche cose: se io vado in giro col fucile non necessariamente sto facendo la guerra; se io quel fucile non lo uso a sproposito sparando sulla folla per ammazzare un delinquente o un terrorista, non sto facendo la guerra; se mi impegno a distribuire aiuti alimentari alla popolazione, anche se ho il fucile in braccio non vuol dire che sto facendo la guerra!Insomma la pace non la si fa solo con le parole. Talvolta può essere più utile aiutare, anche con le armi, coloro che sono più deboli e che sono stati sottomessi ad un potere.<br />
Poi, per carità, ci possono benissimo essere divergenze nelle opinioni, solo che mi ha lasciato male l&#8217;accostamento di un termine che in quel contesto ho ritenuto poco opportuno!<br />
Infine, un&#8217;annotazione a chi ha scitto prima di me: noi ci aspettiamo che lo Stato faccia tante cose, tuttavia dobbiamo essere coscienti della zavorra che ci impedisce di progredire e che si chiama debito pubblico. Ora, possiamo certamente discutere sulle priorità e su cosa è più importante nella società civile, ma poi nei fatti dobbiamo confrontarci anche con questo. Lo dico perché sento spesso persone che reclamano un particolare intervento. Solo che dimenticano la zavorra che ogni anno ci costa, in termini di PIL, il 5% solo per interessi. Gli altri stati europei non hanno questo problema, non sono indebitati, e quindi possono attuare politiche occupazionali, economiche, sociali e culturali non indifferenti. Noi no e il perché l&#8217;ho spiegato.Questa è la differenza tra noi e loro. Mi son permesso di aggiungere un piccolo particolare, giusto per rendere più rendere un quadro generale della nostra situazione. Certo, se l&#8217;equivalente degli armamenti venisse speso altrove anch&#8217;io sarei ben più felice, ma questo ricade nella discussione sulle priorità della società civile!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>http://2honolulu.it/2009/11/festa-delle-forze-armate-1785.htm#comment-491</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 03:09:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=1785#comment-491</guid>
		<description>Primo punto: a vent&#039;anni è normale e sano evolvere le proprie idee di anno in anno. E adesso ho molto moderato le mie idee circa le Forze Armate, che non sbeffeggio affatto. Il rispetto innanzi tutto. Ancora una volta mi viene attribuita un&#039;azione e un&#039;intenzione che chiaramente non mi è propria.
Quello che palesemente contesto è il portare la pace sulla punta della baionetta - ed è difficile contraddire questa mia contestazione. Esistono centinaia di modi per &quot;divulgare&quot;, come dici tu, la cultura. Delegare questo compito ai militari è certamente il modo più barbaro e meno efficace. Perché le azioni di Peace Keeping sono azioni di guerra, inutile etichettarle come gesti pacifisti. Si può cambiare il nome come si vuole, ma tali restano: se hai un fucile in braccio stai facendo la guerra. E la guerra è un male senza appello. Quindi vorrei non essere gratuitamente tacciato di incoerenza, per due motivi: primo perché non lo sono. Secondo perché laddove lo sia, lo sono con idee avevo ma che ho personalmente superato.
La democrazia non è merce, non si può esportare. Noi ci abbiamo messo secoli per costruirla, non si può pensare che i nostri rozzi eserciti possano regalarla.
Ma la libertà resta certamente il valore supremo: proprio per questo sono un nonviolento.
Infine, circa questa celebrazione, per supportare il mio punto di vista invoco la &quot;Ballata dell&#039;eroe&quot; di De André. Credo che completi esaustivamente il mio punto di vista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Primo punto: a vent&#8217;anni è normale e sano evolvere le proprie idee di anno in anno. E adesso ho molto moderato le mie idee circa le Forze Armate, che non sbeffeggio affatto. Il rispetto innanzi tutto. Ancora una volta mi viene attribuita un&#8217;azione e un&#8217;intenzione che chiaramente non mi è propria.<br />
Quello che palesemente contesto è il portare la pace sulla punta della baionetta &#8211; ed è difficile contraddire questa mia contestazione. Esistono centinaia di modi per &#8220;divulgare&#8221;, come dici tu, la cultura. Delegare questo compito ai militari è certamente il modo più barbaro e meno efficace. Perché le azioni di Peace Keeping sono azioni di guerra, inutile etichettarle come gesti pacifisti. Si può cambiare il nome come si vuole, ma tali restano: se hai un fucile in braccio stai facendo la guerra. E la guerra è un male senza appello. Quindi vorrei non essere gratuitamente tacciato di incoerenza, per due motivi: primo perché non lo sono. Secondo perché laddove lo sia, lo sono con idee avevo ma che ho personalmente superato.<br />
La democrazia non è merce, non si può esportare. Noi ci abbiamo messo secoli per costruirla, non si può pensare che i nostri rozzi eserciti possano regalarla.<br />
Ma la libertà resta certamente il valore supremo: proprio per questo sono un nonviolento.<br />
Infine, circa questa celebrazione, per supportare il mio punto di vista invoco la &#8220;Ballata dell&#8217;eroe&#8221; di De André. Credo che completi esaustivamente il mio punto di vista.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tommaso</title>
		<link>http://2honolulu.it/2009/11/festa-delle-forze-armate-1785.htm#comment-490</link>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 22:26:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=1785#comment-490</guid>
		<description>Io son convintissimo dell&#039;importanza di ciascuna idea, la quale è senz altro necessaria per lo sviluppo di un qualsiasi dibattito. Tuttavia ci sono argomenti e situazioni che esulano da questo contesto, e ove ci vuole una certa obiettività e dei valori morali ed etici condivisi. Frequentando da tempo questo blog (e il tuo prima) ho notato subito che quanto affermi sulle Forze Armate mal si concilia con quanto lessi e sentii da te tempo fa. Ad esempio, se non sbaglio non hai mai perso la possibilità di dichiararti pacifista e contrario alla guerra ed agli armamenti. In materia scrivesti anche alcuni articoli. Ora invece sbeffeggi bellamente le azioni di pace nelle quali oggi i nostri militari sono impegnati. Vada per la tua personale idea, e vada anche per il tuo pacifismo (che io condivido parzialmente tra l&#039;altro), ma non comprendo il perché tu sbeffeggi le azioni delle Forze Armate. A proposito, dichiari: &quot;in goliardiche missioni di Peace Keeping&quot;, ma dove sta la goliardia nelle missioni di pace?Dove sta la goliardia nell&#039;andare in terra straniera e tentare di aiutare un popolo ad evolversi e tornare a casa dentro una bara e senza salutare i propri cari?Dove sta la goliardia dell&#039;impegnarsi attivamente in paesi poveri nei confronti di intere donne, bambini e famiglie distribuendo aiuti anche alimentari a chi fino al giorno prima viveva senza una pagnotta e con un dittatore in casa?Dove sta la goliardia laddove persone ci rimettono la vita per assicurare anche la nostra incolumità interna, che sarebbe compromessa se l&#039;Afghanistan o l&#039;Iraq venissero lasciati in mani di dittatori esaltati?Insomma, tu parli di cultura, ma anche le azioni dei militari impegnati in missioni di pace non sono alto che divulgazione di cultura in paesi laddove purtroppo si è soggiogati da una religione che facilmente si spinge nel fanatico e nell&#039;odio contro gli occidentali?
Insomma, Giorgio, come dicevo prima, alcuni valori dovrebbero essere condivisi. E mi sembra strano che uno che proclama la pace non si batta affinché essa venga diffusa nel mondo!I corpi militari italiani non sparano su civili e bambini indifesi al pari di altri popoli!Gli italiani sono lì per portare la pace, solo che al posto di farlo con altri mezzi usano le armi per combattere chi si permette di opprimere popoli interi!E a codeste persone che si battono sia per la nostra incolumità che per la nostra libertà, e anche per la libertà degli altri popoli noi dovremmo rendere omaggio!Altro che goliardiche missioni di pace, qui si sta dicendo di celebrare un corpo che rischia la propria pelle per gli altri e per una nobile causa. Perché mi pare che che la diffusione della democrazia e della libertà sia una nobile causa, o no?Se non erro un anno fa tu stesso mi dicesti che la libertà è il valore più importante dell&#039;uomo!E allora cerchiamo di lasciare il pacifismo da parte una buona volta per celebrare coloro che hanno sposato una nobile causa!Anche perché paradossalmente le loro azioni si sposano perfettamente col pacifismo!

Concludo con una nota sulla Prima Guerra: più che festeggiare e celebrare la guerra in sé dovremmo celebrare coloro che lasciarno terre e famiglia per andare, controvoglia, a combattere una guerra della quale non importava a nessuno.Con gli scarponi di carta, nelle trincee in pieno inverno, con i comandanti che allegramente facevano colazione e soggiornavano a kilometri di distanza dal fronte, son convinto che il 4 novembre sia la giornata di quei valorosi uomini!

Tommaso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io son convintissimo dell&#8217;importanza di ciascuna idea, la quale è senz altro necessaria per lo sviluppo di un qualsiasi dibattito. Tuttavia ci sono argomenti e situazioni che esulano da questo contesto, e ove ci vuole una certa obiettività e dei valori morali ed etici condivisi. Frequentando da tempo questo blog (e il tuo prima) ho notato subito che quanto affermi sulle Forze Armate mal si concilia con quanto lessi e sentii da te tempo fa. Ad esempio, se non sbaglio non hai mai perso la possibilità di dichiararti pacifista e contrario alla guerra ed agli armamenti. In materia scrivesti anche alcuni articoli. Ora invece sbeffeggi bellamente le azioni di pace nelle quali oggi i nostri militari sono impegnati. Vada per la tua personale idea, e vada anche per il tuo pacifismo (che io condivido parzialmente tra l&#8217;altro), ma non comprendo il perché tu sbeffeggi le azioni delle Forze Armate. A proposito, dichiari: &#8220;in goliardiche missioni di Peace Keeping&#8221;, ma dove sta la goliardia nelle missioni di pace?Dove sta la goliardia nell&#8217;andare in terra straniera e tentare di aiutare un popolo ad evolversi e tornare a casa dentro una bara e senza salutare i propri cari?Dove sta la goliardia dell&#8217;impegnarsi attivamente in paesi poveri nei confronti di intere donne, bambini e famiglie distribuendo aiuti anche alimentari a chi fino al giorno prima viveva senza una pagnotta e con un dittatore in casa?Dove sta la goliardia laddove persone ci rimettono la vita per assicurare anche la nostra incolumità interna, che sarebbe compromessa se l&#8217;Afghanistan o l&#8217;Iraq venissero lasciati in mani di dittatori esaltati?Insomma, tu parli di cultura, ma anche le azioni dei militari impegnati in missioni di pace non sono alto che divulgazione di cultura in paesi laddove purtroppo si è soggiogati da una religione che facilmente si spinge nel fanatico e nell&#8217;odio contro gli occidentali?<br />
Insomma, Giorgio, come dicevo prima, alcuni valori dovrebbero essere condivisi. E mi sembra strano che uno che proclama la pace non si batta affinché essa venga diffusa nel mondo!I corpi militari italiani non sparano su civili e bambini indifesi al pari di altri popoli!Gli italiani sono lì per portare la pace, solo che al posto di farlo con altri mezzi usano le armi per combattere chi si permette di opprimere popoli interi!E a codeste persone che si battono sia per la nostra incolumità che per la nostra libertà, e anche per la libertà degli altri popoli noi dovremmo rendere omaggio!Altro che goliardiche missioni di pace, qui si sta dicendo di celebrare un corpo che rischia la propria pelle per gli altri e per una nobile causa. Perché mi pare che che la diffusione della democrazia e della libertà sia una nobile causa, o no?Se non erro un anno fa tu stesso mi dicesti che la libertà è il valore più importante dell&#8217;uomo!E allora cerchiamo di lasciare il pacifismo da parte una buona volta per celebrare coloro che hanno sposato una nobile causa!Anche perché paradossalmente le loro azioni si sposano perfettamente col pacifismo!</p>
<p>Concludo con una nota sulla Prima Guerra: più che festeggiare e celebrare la guerra in sé dovremmo celebrare coloro che lasciarno terre e famiglia per andare, controvoglia, a combattere una guerra della quale non importava a nessuno.Con gli scarponi di carta, nelle trincee in pieno inverno, con i comandanti che allegramente facevano colazione e soggiornavano a kilometri di distanza dal fronte, son convinto che il 4 novembre sia la giornata di quei valorosi uomini!</p>
<p>Tommaso</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

