#127

dic 13 2009

Il duomo in viso – ovvero, il pugno a Berlusconi

Non mi interessa se sei di destra o di sinistra, che ne pensi di politica, né se ami od odi Silvio Berlusconi. A me certo non sta simpatico, diciamo. Anzi diciamo pure che ritengo il suo modello una delle peggiori malattie mai sofferte dall’Occidente, ed è un argomento che sono ben disposto a discutere civilmente quando vuoi. Ma qualunque sia la tua posizione politica, glorificare ridendo in maniera becera chi schianta una statuetta in volto a un ultrasettantenne, sghignazzare “chi cerca trova!”, gioire o giustificare il fatto che il contestatissimo Premier abbia avuto il labbro spaccato con violenza e il volto coperto di sangue, questo fa di te un barbaro imbecille, ben meritevole degli appellativi di “idiota” e simili che per certo sciorini volentieri parlando dei sostenitori dell’attuale Presidente del Consiglio. Sì, anche aderire agli scanzonati e taglienti gruppi Facebook a proposito fa lo stesso di te un barbaro imbecille.gandhi

Questo perché ogni forma di violenza è un male a prescindere. E questo nella tua testolina ci deve entrare, hai capito? Altrimenti puoi avere tutte le belle idee del mondo, ma finché non caccerai il fantasma della violenza dall’animo, varranno un tanto al chilo – come te, del resto.
Ultimi appunti: questo eroico Massimo Tartaglia che ha colpito Berlusconi pare sia uno squilibrato. Quindi, probabilmente, sia che tu lo voglia incarcerato per sempre senza appello, sia che tu lo voglia in augusto trionfo, per lui ci sarà solo l’ospedale psichiatrico giudiziario. Di Pietro (“Io non voglio che ci sia mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza“) ha confermato di essere un emerito cretino. Allegrati pure, se vuoi, nonostante tutto, ma tosto tornerà in pianto. Una mossa del genere, da un punto di vista pubblicitario, è tutta a pro del Premier, e domani tu e tutti ve ne lamenterete e ci farete su stolida ironia – inneggiando ad una libertà secondo voi oppressa dal fascismo del governo ma che non avrete mai innanzitutto perché siete schiavi della violenza nel cuore.

Perdonate il tono duro, ma trattasi della pura verità – che lo vogliate o no, che vi piaccia o vi faccia storcere il naso.

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18 Commenti per “Il duomo in viso – ovvero, il pugno a Berlusconi”

  • #1 nadia scrive:

    bellissimo post! grande!

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  • #2 guido scrive:

    In effetti c’è poco da stare allegri… questa è la risposta al No-Berlusconi Day temo.

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  • #3 Tommaso scrive:

    Altro che tono duro!In queste situazioni alzare la voce ci sta. Se lo si fa con un nobile intento come hai fatto tu, poi, ancora meglio. Quoto tutto ciò che hai detto, tranne che il modello berlusconiano sia uno peggiori mali dell’occidente, ma questo dipende dall’ideologia che uno ha, e dalle proprie argomentazioni. Più che la statuetta scagliata in faccia al Premier, mi hanno spaventato quei commenti idioti sui social network, blog e forum in cui si ineggiava a Massimo Tartaglia e si auspicava un’altra aggressione. Credo che Tartaglia non sia il vero responsabile: la responsabilità è di coloro che hanno scaldato il clima all’inverosimile aizzando poi pazzi contro Berlusconi. Fin quando giornalisti e politici continueranno a dare un’immagine del Governo e dell’Italia che non corrisponde a quella reale, facendo così terrorismo psicologico credo che ci sia da preoccuparsi!Non vorrei mai tornare all’epoca degli Anni di Piombo…
    Son convintissimo che discutere pacatamente con la dialettica sia sinonimo di civiltà. Chi lascia questa strada per la violenza non è in alcun modo giustificato, qualunque siano le sue idee. E’ solo una semplicissima questione di civiltà che molti hanno dimostrato di non possedere in questi due giorni, e ciò mi preoccupa enormemente!!!

    Tommaso

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  • #4 bis(bet)ica scrive:

    ciao :-)
    ci si è incrociati qualche rara volta di là e non so come son capitata qui.
    beh…che aggiungere? poor’ italia canta uno che piace a me

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  • #5 Alessia scrive:

    Ritengo profondamente corretto tutto quello che hai scritto, difendi in maniera egregia le tue(giustissime)convinzioni non-violente(anche se poi se un micio si arrabbiasse con te gli daresti un calcio e questo NON è non-violento! :p).A parte gli scherzi, tu come al solito ti difendi bene con le parole,ma rischi di essere frainteso.
    Condanno milioni di volte la violenza usata contro quest’uomo del quale non condivido la minima idea, ma condanno anche chi adesso strumentalizza la vicenda a suo favore.E’ probabile che questo particolare comportamento possa essere stato causato da determinati comportamenti e/o dichiarazioni anti-Berlusconi,ma è,appunto, PROBABILE, non una verità assoluta e inoppugnabile. Per quanto mi riguarda ho sempre trovato nelle parole di Marco Travaglio(tanto per citarne uno di quelli contro i quali è stato puntato il dito)in televisione e in quel poco che ho letto(se qualcuno potesse smentirmi perchè più informato di me lo invito caldamente a farlo,la mia e-mail è disponibile)una denuncia dura,ma sempre educata di particolari comportamenti,idee situazioni non condivise dallo stesso. Perchè c’è chi preferisce non prendere posizione e c’è chi la prende però ed è giusto che chi si impegna in qualcosa lo faccia coi mezzi a sua disposizione anche duramente se lo ritiene necessario.
    Sicuramente una forma di violenza che OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO è stata istigata da un clima generale di dichiarazioni,leggi e provvedimenti è quella razzista ed omofoba(leggetevi l’ultimo numero dell’Espresso e ricordate,se non condividete,che quelli riportati sono FATTI,non pugnette,come diceva qualcuno).
    Ritengo infine che se un particolare leader trae soddisfazione dall’essere indiscusso capo carismatico di una particolare fazione politica debba sì, crogiolarsi nei complimenti e nei meriti che gli vengono attribuiti per ogni buon provvedimento preso dal suo governo,ma debba anche essere consapevole che come uomo-simbolo di alcune particolari ideologie dovrà assumersi tutte le responsabilità di ciò che invece del suo(loro)operato non viene condiviso.
    Per cui ben venga la condanna della violenza,ma che per favore non sfoci nella condanna dell’espressione delle proprie convinzioni anche in maniera forte(IL CHE NON COMPRENDE I GRUPPI DEFICIENTI SU FB).Tutto questo lo dico solo perchè già mi pare di notare una interpretazione delle tue parole tutta a favore di una politica di maggioranza “senza se e senza ma” che, sinceramente, non riuscirei a tollerare(oltre).
    Non ti sembri che io abbia voluto “chiarire”il tuo post, non mi permetterei mai, queste sono tutte idee MIE e me ne assumo la totale responsabilità, ma mi pare di avere notato che io ho inteso qualcosa di completamente diverso da ciò che mi pare altri abbiano inteso.

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  • #6 Tommaso scrive:

    Non condivido totalmente il pensiero di Alessia. Infatti, io sono terribilmente convinto che dietro al pazzo rappresentato dal Sig. Tartaglia ci sia ben altro in Italia. Tendo a considerare il gesto di un pazzo istigato da qualcosa o da qualcuno. Questa istigazione, si badi bene, può essere sia volontaria che involontaria. Ad esempio è innegabile che una parte di stampa italiana a partire da aprile (dopo che Berlusconi dichiarò che i sondaggi davano la fiducia del governo al 70%, che questa sia una coincidenza lo deciderete voi) c’è stata una sorta di campagna mediatica contro Berlusconi e contro l’attuale maggioranza. Eppure, tra l’aprile quando tutto taceva e maggio quando fecero scoppiare il polverone, non è cambiato molto!Passò solo un mese in cui il Governo non fece chissà cosa!Prendiamo ad esempio il caso di Repubblica: da maggio parla continuamente di Berlusconi, ovviamente nel male. E’ partita con le prostitute, è proseguita col processo Mills e ad ogni elezione ne viene fuori con qualcosa. Tralasciando per il momento il processo Mills, sul quale credo ci sia un accordo assoluto fra i commentatori di questo blog, prenderei la vicenda delle prostitute come emblematica: un affare personale e privato, privo di ogni addebito legale e privo di alcun “rischio”, né per il Presidente né per il Paese, è stato montato ad arte fino a chiederne le dimissioni. Dimissioni per cosa, scusate?Per una scopata con una prostituta. Mi perdoni, Giorgio l’utilizzo di un termine poco educato…Comunque dicevo che da parte di una certa stampa non ci si è solo limitati al più che doveroso compito di portare a conoscenza il popolo italiano di ciò che fa il Premier. Si è sfociati nel gossip più becero, andando a vedere cosa il Presidente fa o non fa sotto le lenzuola, dimenticando di botto tutte le schifezze che il resto della politica ha combinato nel frattempo. Ad esempio quell’assessore pugliese che andava anche lui ad escort e che aveva conflitto d’interessi essendo assessore alla sanità. Un caso ben più grave di una prestazione sessuale con una escort, eppure è stata data una rilevanza ben minore!O sbaglio?Ancora: quando scoppiò il caso Marrazzo, che possiamo dire essere ben più grave del caso Berlusconi per tutta una serie di provlemi che vanno dall’uso della cocaina, al ricatto, e alla ricattabilità del Presidente della Regione, il Sig. D’Avanzo scrisse un articolo per me allucinante, in cui i primi tre paragrafi parlava della vicenda. Il quarto parlava di Marrazzo auspicandosi le dimissioni, e infine ci buttò dentro il Presidente del Consiglio che nulla c’entrava in quella situazione. Questo cosa può mai provocare?Una sorta di faida tra giornali e giornalisti incompetenti!Allora Repubblica attacca il Premier, Il Giornale difende ed attacca Repubblica, mentre l’Unità difende la Repubblica, che viene poi attaccata magari da Libero. Ecco a cosa siamo arrivati!Oltre ad aver fatto scendere di livello il giornalismo italiano, abbiamo provocato una faida tra giornali. Un tutti contro tutti. Quello che Telese giustamente chiamò giornalismo vendicativo!

    Io credo che ci vorrebbe più civiltà e buon senso: ogni giornale sia libero di scrivere ciò che vuole, nel rispetto delle persone e dei diritti di queste persone. Non credo sia tollerabile mettere dentro ad ogni situazione il Presidente del Consiglio anche quando non c’entra. Da maggio, infatti, il Presidente del Consiglio ha dovuto rispondere più a delle accuse giornalistiche a volte infondate e relegabili come gossip che a domande di Governo. Quello che io vorrei domandare è se davvero crediamo che questo possa andare a nostro vantaggio!A me non me ne frega assolutamente che il Premier vada con una prostituta, una escort o un trans. E’ giusto che si sappi, per i suoi elettori, ma da cittadino vorrei che il Premier venisse tirato in ballo per ragioni più di Governo del Paese che di chiacchiere!Dunque, il caso di Repubblica, ben sostenuto poi una volta la settimana da Travaglio e Santoro (che un pizzico di berlusconismo ce lo mettono in ciascuna puntata, prova ne è che le prime quattro puntate dell’anno riguardavano a torto o a ragione proprio Berlusconi)di certo non serve per raffreddare un clima eccessivamente caldo. Io ritengo che si debba tornare a fare il proprio mestiere: i giornalisti facciano i giornalisti, i politici i politici, e se magari ogni tanto allentiamo la pressione ingiustificata su questo Governo, forse sarebbe meglio. Da parte mia non c’è la volontà di oscurare od occultare nulla, ma se ogni giorno parliamo di Berlusconi e lo consideriamo come il responsabile di tutto ciò che accade nel nostro Paese, dandogli addirittura del fascista, è chiaro che sentendo questo messaggio tutti i giorni, un pazzo si armi di quello che può e inveisca od aggredisca il Premier. Per questo io considero Tartaglia non come il vero colpevole, ma come l’esecutore finale di un messaggio barbaro ed incivile che dice: “Siccome non ci sta simpatico Berlusconi, freghiamocene di ciò che nel 2008 sclese il Popolo. Sovvertiamo quel 30% (più l’8% della Lega) che ha chiesto al centro destra di governare, e che nel 2009 ha riconfermato ancora più ampiamente la propria scelta, perché per noi Berlusconi non deve governare. Non è nella condizione giusta per farlo. Sono un giornalista, valgo un sessantamilionesimo in Italia, ma non frega nulla: le mie idee sono superiori a quei 30 milioni di italiani che nel 2008 vennero chiamati a votare. Poiché va a prostitute, e viene accusato solo a parole da Spatuzza (mentre ciò che dice Graviano non mi interessa visto che non va nella direzione che vorrei), è giusto che nel bel mezzo della crisi Berlusconi si dimetta. E se non si dimette quei 350.000 del No B Day è giusto che lo facciano dimettere (poco importa se 350.000 su 30.000.000 sono una cifra esigua, chi se ne frega!Chi ha mai detto che in democrazia sceglie la maggioranza), solo perché io ritengo di adempiere ai principi democratici”.Semplificato molto questo è il messaggio che proviene dai giornalisti, in primis, e poi da certi politici.
    Io auspico un miglioramento della qualità del giornalismo italiano che ritengo vomitevole. Leggo i quotidiani almeno 3 volte alla settimana, e ti giuro, non ne ho ancora trovato uno serio!In un paese dove i giornali crescono più dei funghi!

    Tommaso

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  • #7 Alessia scrive:

    Purtroppo ci si ritrova sempre nello stesso impasse. Non c’è niente da fare. Tutti gli argomenti sono opinabili, tutto è passibile di modifiche in base alle nostre convinzioni politiche e il dialogo diventa pressochè nullo. Commento solo per dovere di illustrare il mio punto di vista, nonostante sia consapevole della scarsissima costruttività della discussione(e ciò mi rattrista profondamente).
    A voi elettori di Berlusconi non frega mai niente del suo “privato”,ma se l’amico di famiglia comincia ad andare a prostitute Oh mio Dio questa non è gente da frequentare; se ci governa è tutta un’altra storia, ci fa magari piacere. Negate quanto volete è così e basta vizi privati e pubbliche virtù(?)vanno insieme solo nei modi di dire e questo gli americani lo hanno capito da tempo. Chiedo venia se a questo punto il mio linguaggio come le mie argomentazioni cominciano a variare rispetto alla serietà che di solito cerco di infondervi ma davvero ne ho abbastanza di sentirmi ripetere sempre le stesse ragioni a mio modesto parere prive di senso. E il mio modesto parere conta(anche se sono un sessantamilionesimo di questo Paese)perchè altrimenti potremmo cominciare a sdraiarci tutti in panciolle sul divano a guardare il Grande Fratello, tanto non contiamo niente, con buona pace di tutte le buone cause e convinzioni che invece si cerca di portare avanti NEL NOSTRO PICCOLO.Perchè per fortuna si vota ancora UNO PER UNO, non si prende la gente a mazzi perchè come singoli contiamo quanto un due di coppe nella briscola a mazze.
    Ricattabilità dicevamo…Nooo figurarsi, se uno è il gran visir non lo inchiodano nemmeno le REGISTRAZIONI DELLA SUA VOCE mentre se uno è un Marrazzo qualsiasi se ne torna immediatamente a casuccia dalla moglie.
    Conflitti di interessi?Figurarsi anche in questo caso. Uno che possiede un’enorme fetta dell’informazione televisiva e giornalistica del Paese che governa fa semplicemente sgranare gli occhi a tutto il mondo conosciuto, ma noi italiani non ci stupiamo più di niente, siamo abituati noi, abbiamo visto cose che voi umani….
    Che la persona in questione sia coinvolta in decine e decine di processi e che alcune cose siano anche plausibili considerata la mole di affari che gira attorno ai suoi possedimenti è ben poca cosa in un Paese in cui la giustizia è considerata positivamente solo quando pesta a sangue e arresta immigrati rastrellandoli a caso(tanto sono tutti delinquenti no,caro 8% che vota la Lega?)e gli italiani li scarcera a rotazione continua anche semplicemente perchè sono carini in viso, nonostante a volte si chiamino Izzo. Ad ogni modo tutte azioni benedette finchè non vanno a toccare gli affari del premier, lì comincia a venire il pepe alle natiche(cerco di mantenermi il più educata possibile)a tutti nonostante proprio su questo non dovrebbe fregargliene niente di ciò che dice Berlusconi, perchè è coinvolto personalmente, non è chiaramente lucido.E invece tutti lì a ripetere a pappagallo che che tutti gli organi giudiziari sono comunisti e non avendo niente da fare compiono atti di bullismo nei suoi confronti.
    Perchè un giornalista scrive un articolo dicendo quello che pensa dato che è questo che fa di mestiere significa che si crede superiore?Questa non la sapevo. Devo allora presupporre che se Giorgio e Massimo scrivono questo blog è perchè si credono superiori?Oibò non ci avevo pensato,vergogna ragazzi,siamo tutti uguali tranne che per il lodo Alfano non lo sapevate?
    Adesso chiudo perchè mi pare di stare andando proprio random ormai…Concludo dicendo che se Tartaglia è matto da legare(e mi pare che questo sia stato assodato)potrebbe aver dato in escandescenze per ogni minima cretinata, non necessarimente perchè affezionato sostenitore di Annozero e compagnia bella. Magari si è arrabbiato perchè quella povera donna della Veronica gli è sembrata cornuta e bastonata,che ne sai?Non mi pare abbia dichiarato di essere stato istigato da qualcosa di particolare…
    Potrebbe anche essersela presa per le battutacce del premier o perchè “tutti vogliono una società multietnica e multirazziale,noi no”….ecc ecc…Insomma credo che in quanto a poter ispirare violenza ad un pazzo Berlusconi se la cavasse già benissimo da solo.
    Ma in questa Italia in cui i fatti sono come le bolle di sapone, se non convengono qualcuno li fa scoppiare e sparire, tutte queste sono solo opinioni.
    E perdonatemi se sarò sembrata vaga, se non avrò menzionato articoli e leggi, nomi, provvedimenti e quant’altro nel dettaglio ma ho ritenuto che alla luce di quanto detto un paio di righe sopra il vecchio sano buon senso sia l’unico argomento che mi rimane. Ma anche quello mi verrà contestato…Tant pis…

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  • #8 Tommaso scrive:

    Mi complimento con te, cara Alessia!Nel tuo intervento è praticamente riassunta l’essenza del qualunquismo più superificiale. Al di là del fatto che non hai compreso ciò che ho scritto, hai fatto un minestrone indegno di pregiudizi, preconcetti, e luoghi comuni di una sola parte della politica italiana. Io mi ero illuso di poter discutere con argomentazioni (non con parole in libertà), e invece mi accorgo che c’è una parte di persone che di discuterne non gliene frega niente. E’ già talmente convinta delle proprie idee, e talvolta della superiorità delle stesse (ecco dunque che col tuo atteggiamento mi hai dato ragione), da non voler comprendere alcuna altra ragione che possa divergere dalla propria. Io ho cercato di dare un’interpretazione diversa, e non l’hai voluta accettare. Hai nascosto la testa nella sabbia come fanno gli struzzi per non sentirti dire ciò che non accetti ma che potrebbe anche essere vero. Così facendo forse non ti accorgi che i problemi non stanno nella politica, ma risiedono nella società. Siamo noi a dover cambiare, ma finché non lasciamo da parte le ideologie per tornare a pensare con la nostra testa e non con quella del giornalista o del presentatore di turno, non andremo certamente da nessuna parte. Facendo così non agevoli certo le cose, perché nel momento in cui uno rifiuta ogni altra idea in opposizione alla propria, elevandola a “speciale”, continueremo quel clima di odio che tutti i giorni viviamo. E poco importa se fingi di non sentirlo o se proprio non lo senti: il clima d’odio c’è e si nota nei giornalisti, nei politici e nella società civile composta da persone ideologicamente “corrotte”.

    Dato che a me i minestoni non piacciono e li riservo agli altri, riporto delle frasi di alcuni giornalisti e politici che a seconda dello schieramento politico sono state interpretate in maniera diversa. In un caso si è pensato ad un atto fascista o golpista, nell’altro invece semplice diritto dovere di opposizione. Non scrivo i protagonisti, lascio a te l’individuazione. Se dopo queste frasi ancora mi dici che c’è differenza, allora vuol dire che te ne stai bene nella tua ideologia e che non perderò certo tempo con te per fartela cambiare!Tanto a me non me ne viene certo nulla!!!

    Affermazione 1 vs Affermazione 2:
    “Napolitano non è imparziale, ma sapete da che parte sta” vs “Cosa ci sta a fare Napolitano al Quirinale?”

    Affermazione 1 vs Affermazione 2:
    “In Italia le toghe sono spregiudicate e vanno a cene carbonare e piduiste” vs “I giudici sono la metastasi della democrazia”

    Affermazione:
    “Chi ha detto che non si può provare odio in politica?”

    Ecco, l’ultima affermazione ti dovrebbe far capire che l’odio in politica esiste eccome e che l’avversario sta diventando il nemico. Le precedenti affermazioni dovrebbero farti capire che ad affermazioni identiche le persone reagiscono con sdegno diverso, e nei giornali vengono trattate in maniera profondamente diversa.

    Ti lascio alle argomentazioni, non al minestrone1

    Tommaso

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  • #9 Alessia scrive:

    E’ proprio questo quello di cui parlavo,siamo perfettamente d’accordo,noto.
    E’ stato considerato quello che ho scritto come sbagliato a priori.
    Non è stato neanche considerato come un’insieme di opinioni(cosa che già avrei ritenuto deprecabile)ma come il ripetere le parole di qualcun’altro,udite udite!Mi pareva di aver chiarito che per scrivere quanto sopra mi sono appellata al buon senso e solo a quello!Per questo non ho citato nè articoli,nè frasi nè giornalisti che tu intendi come qualunquismo, io intendo come pensieri TUTTI scaturiti da questa mia testolina fumante.
    Sicuramente ci si rende conto da che parte politica potrei stare,ma,a costo di ripetermi, è solo il mio buon senso che mi ha fatto scrivere quanto ho scritto sempre per questo non mi lancio in citazioni selvagge e posso risultare qualunquista,ma se la smettiamo di ascoltare la gente solo quando quando si attorciglia in mille barocchi intellettualismi e si vanta di quanto legge ogni giorno(mi informo anch’io solo non mi piace vantarmene)possiamo diventare più aperti e disponibili al dialogo.
    Non ho mai fatto riferimento a questa presunta superiorità delle mie idee,ma se le considero giuste dovrò pur sostenerle.
    Solo perchè mi sono lamentata di essermi fatta prendere la mano dall’agitazione nel vedermi rifilare sempre le stesse argomentazioni precotte con chiunque io abbia a che fare non vuol dire che io non abbia argomentato correttamente.
    Perdonami se scelgo di non partecipare al quiz finale,piuttosto mi iscrivo al Milionario,ma ieri ho seguito una trasmissione molto interessante.Immaginerai di quale io stia parlando e ti stupirai del fatto che non mi sia ancora venuta voglia di uccidere il premier.Ci tengo a precisare che la seguo molto raramente per evitare di sentirmi ridare dello struzzo(mi pare che se avessi nascosto la testa nella sabbia non avrei potuto scrivere nulla di quanto sopra).
    “Chi l’ha detto che non si può provare odio in politica?”.Anche ieri tale frase è stata contestata al signor Travaglio.Ora…non ti sembra che a nascondere la testa in un posto che mi pare magari più profondo di un buco nella sabbia ci siano quelli che contestano tale affermazione?Come ha ben ribattuto ieri l’autore della domanda,esistono forse persone che vogliono bene a tutti e non hanno nessuno che stia loro sui cosiddetti?Capita che a casa nostra,nel nostro privato,pensiamo “ehi quello mi sta proprio antipatico” MA NON PER QUESTO ABBIAMO VOGLIA DI UCCIDERLO anzi nella stragrande maggioranza dei casi non ci passa neanche per l’anticamera del cervello di alzare le mani contro quella persona.
    E’ semplicemente orribilmente ipocrita sostenere che l’odio non debba esistere.Persino il premier mi considera una cogliona(insieme a tanti altri) per via delle mie tendenze politiche!Ma non credo mi lancerebbe mai un cannolo di marmo in faccia.
    Umberto Galimberti sostiene(riassumo) che attorno ad un grande carisma si formi inevitabilmente un grande amore(ammirazione)ma anche dell’odio,del risentimento,disapprovazione.Un carattere forte ispira sentimenti forti,figuriamoci associato anche ad un forte potere!Questi sentimenti applicati ad una persona di per sè squilibrata e quindi,etimologicamente,incapace di equilibrare i propri odii e amori, producono l’atto di violenza. Per questo egregio pensatore tra “clima” e “atto” non può esistere relazione causale,proprio perchè il primo è clima,il secondo è gesto.
    Resta comunque nascosta dal polverone creato da tutte queste chiacchiere la questione fondamentale: il premier non è stato protetto a dovere. Gli è stato addirittura permesso di venire fuori dall’auto una seconda volta cosa che,se Tartaglia non fosse stato l’unico violento presente,io credo gli sarebbe potuta costare la vita.
    Ma siccome nessuno pare avere interesse alla reale sicurezza del premier ma solo alle chiacchiere da costruirvi intorno per suscitare un ulteriore clima di tensione tra le parti politiche e il solito polverone mediatico, non vengono chieste le dimissioni di nessuno per aver permesso che Berlusconi si ritrovasse sanguinante.
    Sono una sua oppositrice eppure tollero meno dei suoi sostenitori che gli sia potuta accadere una cosa così grave e mi preoccupo molto più di loro di ciò che sarebbe potuto accadere per via dell’incompetenza della sicurezza e del fatto che al premier sia stato concesso di avere l’ultima parola e quindi di uscire nuovamente dall’auto mentre(qualsiasi cosa egli dicesse)chi di competenza avrebbe dovuto prendere in mano la situazione e portarlo via.
    A qualsiasi uomo importante,famoso,esposto,politico e non possono accadere cose del genere,è per questo che vengono assegnate le scorte e le guardie del corpo.Altrimenti,se tutti fossimo buoni,cari e sani di mente a che servirebbero?
    Non servono a niente quando tutti gli uomini della sicurezza piuttosto che guardare la folla(e notare che c’è uno che prende la mira con un oggetto contundente tra le mani)guardano a terra oppure tengono gli occhi fissi sul presidente(che timore hanno,che sparisca come per magia da sotto i loro occhi?).
    Ad Annozero ieri sera questo è stato spiegato con dovizia di particolari.Ma se il pregiudizio è troppo forte evita di guardarlo,ti farà solo innervosire Travaglio che al solito li mette tutti a nudo nelle LORO espressioni di odio,che guarda caso adesso tutti hanno dimenticato.E lo fa con grazia e maestria ammirevoli,altro che fomentare odio,Travaglio fomenta ad utilizzare e tenere sveglio il proprio cervello, è questo che li fa impazzire.

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  • #10 Tommaso scrive:

    Io ho guardato (ahimè) Santoro ieri sera. Ero curioso. Ho iniziato la stagione seguendo le prime cinque puntate e son rimasto disgustato quando anche nella puntata di Marrazzo son riusciti ad infilarci dentro il Premier. Così per un pò non l’ho più guardato, e da imbecille ieri ci sono nuovamente cascato. Pensavo tra me e me: avranno la decenza di affrontare il dibattito in maniera seria, costruttiva, e obiettiva?Giusto per capire i problemi dell’Italia…O continueranno sulla falsa riga dell’addebitare le colpe a Berlusconi che tanto piace ai sostenitori di Travaglio e Santoro?Esattamente così. Io non ho pregiudizi. Voto a destra, ma ho delle mie idee ben precisi e ben argomentate. Non guardo Report perché me lo impedisce il Capo; lo guardo e a volte faccio (dentro di me) i complimenti alla redazione, mentre altre volte non mi piacciono. Guardo Ballarò anche se ultimamente mi annoia con le solite liti inutili, guardo la Dandini e Fazio per quanto il personaggio in sé non mi piaccia affatto. Guardo quello che passa per la tv, purché sia ben fatto, organizzato e costruito. Non ho mai mosso critiche alcune a Report, se non di essere poco obiettivi in qualche puntata, quindi posso dire di conservare una certa obiettività che mi spinge a vedere anche quello che non è solo di destra. Non concepisco la destra e la sinistra dell’informazione. Eppure in Italia è così. Se dunque guardo Annozero e lo ritengo disgustoso, è perché l’ho guardato più di una volta e non mi ha mai impressionato. Tanto meno ieri sera. Il giornalista del Corriere ha tirato fuori uno spunto che Santoro ovviamente non ha colto: sono stati scritti libri, film ed opere teatral musicali sulla morte di Silvio Berlusconi. Come si può dire che titoli come Shooting Silvio, Bye bye Berlusconi, e Kill Berlusconi non incrementino l’odio?Mi pare abbastanza palese che potrebbero istigare anche una persona qualsiasi!

    Nella storia italiana, non si è mai vista un’avversione tale nei confronti di una persona!E non basta la motivazione di Galimberti (che comunque apprezzo)!Troppo semplicistico dire che è nella natura delle grandi star l’essere amati e l’essere odiati!Può essere che un pazzo ti uccida perché è tuo fan (chiedere a John Lennon), ma non deve capitare che in politica si tartassi una persona nell’aspetto privato. Questo mi pare inaccettabile, a destra quanto a sinistra. Sarà che sono di vecchie maniera e conosco solo l’opposizione alle idee e alle azioni, ma l’avversione alla persona questo mi disgusta profondamente!Avrebbero potuto benissimo fondare la puntata su altri presupposti, ma la scaletta è stata del tipo: negare l’esistenza di un clima d’odio, andare ad ascoltare coloro che hanno fatto la contro manifestazione, criticare la disposizione del corteo, del palco e delle transenne, colpevolizzare la scorta del Premier, e fare strane congetture su quello che poteva accadere se…

    A me i se non piacciono. Ritengo doveroso riflettere su tutti gli aspetti della faccenda, anche la scorta, anche la disposizione del palco e quant altro, ma rispetto al problema principale tutto ciò mi pare un’inezia. E poiché noto che non è la prima volta che Santoro programma in questa maniera la sua trasmissione, mi domando davvero perché lo faccia. Un qualsiasi altro programma avrebbe fatto in tutta un’altra maniera, come è naturale che sia, ma si vede che Santoro & Travaglio devono difendere l’immagine che si son creati!Come farà Travaglio alla morte di Berlusconi?Di chi parlerà???

    Quello che voglio far capire è che è stata sovvertita la scala di valori. Non è importante parlare a cosa può portare questo clima violento ed analizzare la situazione obiettivamente, bisogna sempre schierarsi e contro schierarsi. Così abbiamo nelle tv pubblica presentatori pro e contro il Governo, mentre mancano i giornalisti e presentatori veri. Quelli che non si distinguono dal colore politico, ma con che professionalità fanno il proprio mestiere!
    Dire che l’odio non deve esistere non è ipocrita, ma significa solo fare la dovuta distinzione tra antipatia ed odio. Di Pietro mi sta sulle palle. Lo dico candidamente, per una serie di ragioni. E’ sufficiente per dire che lo odio?Certo che no. Non serbo odio a nessuno io, perché ritengo che l’odio sia un sentimento da provare in situazioni estreme, al limite, e mi vergogno persino a dire di odiare qualcuno…. No, mi dispiace, non concepisco l’odio se nessuno ti fa personalmente qualcosa e i giornali come le tv dovrebbero trasmettere il doveroso messaggio che l’avversario rimane pur sempre l’avversario e non si trasforma in nemico. I nemici sono in guerra, sono altrove, non all’interno della nostra stessa società civile!Nei confronti degli avversari si prova antipatia, e l’odio lo si riserva solo ai nemici. Ricordiamoci altresì che l’antipatia non ti porta ad aggredire od uccidere, l’odio si. Ed è per questo che dovrebbe sparire dalle nostre bocche e dai nostri pensieri. Non si tratta di ipocrisia, ma forse di civilità. Ecco perché il discorso di Travaglio è fallace al pari della sua predica dove paragonava l’antimanifestazione di Ricca alla contestazione al Motor Show di Prodi….Come dire?Due situazioni slegate fra di loro ma che servono ad inebetire i telespettatori, al pari degli applausi pilotati, visto che lo studio (guarda caso) applaude a comando, e solo a determinate persone. E’ ininfluente che uno dica cose di principio e condivisibili da tutti, l’importante è da che parte politica sta!E’ questa la mentalità che vorrei sradicare, e che ci rincoglionisce sempre di pià come popolo!A Matrix, Porta a Porta, o a Ballarò (e lo dico anche per par condicio) ciò non accade. Si applaudono i politici si sinistra come quelli di destra, o sbaglio?

    Ultima cosa: Kennedì morì circondato da guardie del corpo, in uno spiazzo enorme, relativamente lontano dalla folla, in un auto che correva a velocità media. Questo per dire che tutti possiamo morire in qualunque momento. Nemmeno restando a casa siamo sicuri di esserci domani, quindi le ipotesi fatte da Annozero sono certamente utili ma la rilevanza nel concreto è davvero esigua. Perché morì Kennedy?Perché “qualcuno” trovò un pazzo esaltato che era disposto ad ucciderlo. L’ultima cosa che vorrei è vedere un imbarbarimento della società, dove la gente è tra il pazzo e l’ideologicamente esaltato, tanto da essere disposta a compiere gesti inconsulti, per sé stessi o per altri.

    Tommaso

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  • #11 Giorgio scrive:

    Io sono nonviolento. Sempre. E non solo mi ributta l’odio, ma direi che ci dovrebbe essere un certo tipo di amore, in giro. Solo che indignarsi davanti all’odio è facile e lo fanno tutti, muovere il culo per amare tutti è faticoso e non lo fa nessuno. Si sceglie la via di mezzo più comoda per i nostri grassi culi occidentali. O per barcamenarsi mantenendo altri tipi di odio a cui siamo affezionati.
    Quello di Travaglio a mio parere è stato un buon intervento, nonostante lui non mi piaccia a livello personale. E’ stato elegante e si è appuntato sulle questioni giuste. Come quella della scorta, diamine. Che non va assolutamente fatta passare per una questione secondaria. Circa il discorso-odio di Travaglio, il suo ho trovato fosse un ribadire “cogitationis poenam nemo patitur”, un principio del Diritto Penale per cui nessuno può essere punito per un pensiero o un sentimento. Anzi, nel video che si trova su internet (ho visto quello, la televisione non la guardo per questioni di igiene) dice giustamente che la politica deve essere asettica, priva di sentimento. Cosa molto giusta, perché in certe forme, sia amore che odio accecano l’uomo. Fermo restando il diritto all’odio fondato sul cogitationis poenam nemo patitur. Diritto che esiste solo per libertà personale, ma il cui esercizio Travaglio stesso sottolinea essere moralmente deprecabile.

    Comunque, il modello che Silvio Berlusconi simboleggia non è scevro da violenza – una bestia che ahinoi si manifesta in moltissimi modi. E’ il modello dell’esclusività estrema: la corsa ad una vetta cui si può arrivare solo escludendo altri da quei traguardi. Ricchezza, potere, notorietà. Le tre manifestazioni più lampanti di questa esclusività, di cui Berlusconi è in Italia il triplice vertice. Un simile modello -incentivato col suo modo di gestire la cosa pubblica- è un modello che inevitabilmente ispira violenza. Un tipo di violenza ovviamente più strisciante dell’inneggiare all’imbracciare i fucili, ma più penetrante e strisciante. E’ la violenza della sopraffazione, dell’esaltazione di una vita vissuta egoicamente. Una violenza che spinge ad arraffare quanto più si può facendo il meno possibile, una bestialità aculturale che ride di arte e studio, un sonno della ragione che genera i mostri dei Reality show, i cui concorrenti sono i veri idoli di questo nostro paese. L’esclusività è violenza, poiché concorrenza per risorse limitate. E Silvio Berlusconi è il re, in Italia, di questo modello. Non l’ho mai visto incentivare beni non esclusivi, o addirittura inclusivi. E questo è incentivare la violenza. Una violenza che non ti dice “va’ a picchiare il prossimo tuo”, certo. Ma la violenza non ha compartimenti stagni. Se sei violento in un ambito, il germe infetta ogni altra sfaccettatura della tua vita. Corrompe, imbarbarisce. Per questo io vedo Silvio Berlusconi come una malattia. Perché quello che passa della sua persona è che lui è il più fico del mondo perché lui ha, perché lui può, perché lui è il più in vista. Ed è qualcosa di cui l’Italia -come nessun luogo al mondo- non ha davvero bisogno.

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  • #12 Tommaso scrive:

    Io non contesto Travaglio per ciò che ha detto, e le sue frasi sull’odio. Penso solo che lui sia liberissimo di pensare a ciò che vuole, anche ad odiare Tizio, Caio e Sempronio ma vista la sua posizione, e la possibilità che quotidianamente ha di influenzare o formare i pensieri altrui, dovrebbe evitare di dire cose simili. Moralmente parlando, dovrebbe tenersi i propri sentimenti per sé. E’ facile, per le persone stupide e frettolose capire una cosa per un’altra, e maturare un’idea che magari Travaglio non ha nemmeno voluto divulgare. Ci sono delle categorie di persone che fanno presa più di altri: è innegabile che il bidello o lo spazzino nella società contino meno del giornalista o del politico, almeno dal punto di vista intellettuale. Allora, a mio avviso, costoro dovrebbero prefiggersi un obbligo morale: discutere in maniera pacata, senza mai parlare d’odio o di violenza. Questo dovrebbe capitare. Invece in Italia questo non capita, e ciò mi fa incazzare, perché significa che esistono tante persone ignoranti che, incapaci di sconfiggere Berlusconi in altri modi, ricorrono all’uso della violenza, che in questo caso è da configurarsi come extrema ratio.
    Il punto è che il modello che tu riferisci a Berlusconi, sbagliato o no che sia, è un modello di per sé vincente e che nessuno è riuscito a battere né imprenditorialmente né politicamente. Questo credo che tu lo debba riconoscere, visto che imprenditorialmente possiede mezza Italia, e che politicamente è stato premier 3 volte su 5. Il modello che lui propina è invidiato dalle altre persone, perché conosco ben pochi soggetti che rifiuterebbero di vivere alla sua maniera, dunque devo pensare che pur sbagliato che sia (dal tuo punto di vista) risulta a tutt’oggi un modello vincente per l’intera società italiana. Al che mi domando: o non è sbagliato come appare, oppure c’è stata un’incapacità totale da parte degli avversari di Berlusconi di proporre un modello altrettanto allettante, visto che buona parte della popolazione vorrebbe vivere come lui.

    Inoltre: politicamente parlando (ed è al cosa che conosco meglio) il sistema berlusconiano non è poi così nuovo!E’ cambiata la persona, ma non il concetto di fondo che era molto gettonato pure nella prima repubblica, dove non c’erano (per ovvi motivi) imprenditori del suo calibro, ma personcine più o meno modeste che in politica usavano il sistema che tu imputi a Berlusconi. In questo senso io svincolerei il Premier dal modello di comportamento generale, senza dargli eccessivi meriti!Perché per noi italian è una cosa vista e rivista, pure sulla nostra pelle, se vogliamo. Per la serie: nulla di nuovo sotto il sole!

    Infine, ciò che lamentavo era la soluzione troppo semplicistica e pure assurda che alcuni esponenti del giornalismo italiano o della politica hanno trovato per giustificare l’accaduto. La soluzione semplicistica, ma per taluni molto conveniente è quella di addebitare la responsabilità a Berlusconi un pò di tutto. Così facendo, non solo si commette un errore palese, ma pure si preferisce nascondere la verità al posto di esaminarla attentamente!E se partiamo da questo punto, caro Giorgio, la nostra fine, come popolo, può essere vicina. Perché è un pò come nascondere l’immondizia sotto il tappeto: prima o poi il tappeto non ce la fa più e scoppia. E questo Stato che storicamente si è fondato sulla menzogna, in 150 anni di bugie ne ha dette tante. Dagli attentati estremisti, alle stragi mafiose agli incidenti come Ustica, il nostro Stato ha sempre coperto la verità, trovando un capro espiatoria a cui addossare le colpe. E io non voglio che ciò accada nuovamente. Se vogliamo ripartire da nuove basi, è bene farlo partendo da una realtà condivisa. Abbiamo detto in lungo e in largo che la colpa può essere stata della scorta, che Berlusconi può aver avuto le sue responsabilità col modello che propina, e poi?Abbiamo già finito?Ma se la lista è ancora lunga ed interminabile!

    Ci sono intellettuali da due soldi che pubblicano libri e film dai titoli emblematici come Bye bye Berlusconi, Shooting Silvio, Killing Berlusconi, vi sono giornalisti (si veda Travaglio) che fondano il proprio successo su Berlusconi, e politici che parlando di Berlusconi raccolgono punti percentuali in più che permettono loro di entrare in Parlamento od accrescere la propria importanza.

    Io vorrei che finalmente si parlasse anche di loro, perché quando lo si fa sembra di combinarla grossa: “Io mandante?Ma da quando?Qui son tutti pazzi, mi vogliono far fuori” è il ritornello che si ripete…Diversamente, se vogliamo cambiare (ed è il momento giusto) dobbiamo cominciare pensando ad addebitare le colpe ai veri responsabili, in politica e nella società. Troppo semplice, immaturo e folle pensare che chi è responsabile di una condotta, di un danno o di un’azione al 50%, all’80% o al 15% lo debba essere al 100%. Così non si risolve un bel niente ma si crea un ulteriore problema di cui davvero non ne abbiamo bisogno.

    Negli anni si è sviluppato un modello politico, economico e sociale che tu attribuisci a Berlusconi e dal quale mi dissocio considerando Berlusconi solo uno degli esponenti, e nel medesimo lasso temporale si è formato un pseudo modello che contrasterebbe (a parole) il berlusconismo, senza però proporre nulla d’alternativo. Ebbene, ci sono migliaia di persone che dall’applicazione dell’antiberlusconismo ci hanno personalmente guadagnato senza arricchire di alcunché la popolazione. Hanno creato un contro modello che si opponeva al primo ma non propone nulla di nuovo. Ovviamente questo non può certo portare a grandi vantaggi per la popolazione italiana, ed infatti così accade!Fissandosi con Berlusconi e rimanendo nel tempo ossessionati da questa persona, hanno perso di vista il punto principale: creare veramente qualcosa di nuovo o di innovativo che potesse battere sul campo il berlusconismo. Non è stato fatto, e ora vediamo i nefasti effetti dell’applicazione di questo contro modello che molto mi fa ridere e temere allo stesso tempo!

    Tommaso

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  • #13 Giorgio scrive:

    Circa il “da grandi poteri derivano grandi responsabilità anche”, ma la gestione di quelle responsabilità è per forza di cose rimessa al libero arbitrio del singolo potente. Potrei anche dire che chi possiede le televisioni dovrebbe evitare di far colare spazzatura nelle case e nei cervelli degli Italiani. Ma resta una questione di libero arbitrio, non c’è questione morale assoluta che tenga.
    Circa la mancanza di proposte di modelli alternativi nelle alte sfere ti do ragione in pieno.
    Questo non rende però in assoluto migliore quello berlusconiano. Tu dici che O non è sbagliato O non c’è un modello alternativo allettante. Ma il punto è che tu non sei un cane. Non hai bisogno che qualcosa sia allettante per ritenerlo giusto. Il modello di Berlusconi è vincente per uno solo e per nessun altro. Questa non è una vittoria. E coloro che vorrebbero vivere come lui sono persone inette a vivere, che desiderano una vita a quel modo in maniera da poter compensare le loro inettitudini con denaro e potere. Gente che crede che la felicità e l’influenza siano merce. Ma purtroppo per lor signori non è così – e infatti il fallimento di questo modello, pur mascherato col successo economico e politico, sta nelle nuove generazioni di Italiani che cambiano sei cellulari l’anno e che non vanno mai a teatro; incapaci di trovare una felicità dentro di sé o comunque di affrontare e coltivare il proprio universo interno, che resta invariabilmente vuoto, ma capaci di accendere un mutuo per un’automobile di lusso.
    Quello di Berlusconi, Tommaso, non è un modello già visto. Nessuno prima d’ora ha mai posseduto tati soldi, tanto potere mediatico e tanto potere politico.

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  • #14 Alessia scrive:

    Temo che sia andata a finire come avevo presagito. Ognuno espone le proprie ragioni sostanzialmente al muro.
    Veramente credevo non sarei più intervenuta, ma a certe cose proprio non sono capace di rimanere estranea.
    ” Il punto è che il modello che tu riferisci a Berlusconi, sbagliato o no che sia, è un modello di per sé vincente e che nessuno è riuscito a battere né imprenditorialmente né politicamente. ” Io spero vivamente che tu stia scherzando. Credo che anche a te l’esperienza abbia insegnato che non è affatto vero che il fine giustifica i mezzi. Quando il fine si chiama “potere” o “denaro”o peggio ancora entrambi allora proprio no. Quello che sto per scrivere sarà anche viziato dal luogo in cui sono nata e cresciuta(ma “la fortuna è un fatto geografia” dice qualcuno)però ritengo sia applicabile. Secondo ciò che si evince da questo tuo discorso ogni mezzo,giusto o sbagliato che sia si giustifica nel momento in cui l’obiettivo raggiunto è un certo tipo di successo, di abbienza per così dire,che susciti l’invidia altrui.Orbene allora io mi chiedo cosa mai possano trovarci di sbagliato nelle attività mafiose. Insomma abito in un paese ad altissima densità mafiosa e ti posso assicurare che la vita che fa molta gente intorno a me è assolutamente invidiabile secondo gli standard da te illustrati:ville da far girare la testa a Tom Cruise, auto sportive cambiate ogni sei mesi,donne intorno,giri di affari per decine di migliaia di euro. E un alto grado di rispetto come se non bastasse. E non mi rispondere che sono cose diverse, il fine giustifica i mezzi nel tuo mondo,quindi deve giustificare anche questi. Dopotutto la maggior parte di questa gente non ha mai ucciso nessuno. E nel tuo mondo ciò che non viene processato perchè ben celato o ben difeso semplicemente non esiste, per cui i più tra di loro sono candidi come agnellini appena nati.
    E questo è ciò che per primo mi ha profondamente disgustata in ciò che hai scritto(sottolineo che il disgusto NON si estende alla persona nè a tutto ciò che essa pensa e/o scrive,non sono così approssimativa).
    In secondo luogo ritengo che per degli esseri nel pieno possesso delle proprie capacità intellettuali sia pressochè impossibile invidiare una vita come quella di Berlusconi. Rapporti interpersonali che nel caso di maggiore profondità si limitano ad una prestazione sessuale a pagamento; gli unici legami autentici(come il matrimonio)che vanno a scatafascio, i rapporti di “amicizia” basati su principi di dipendenza dal potere,sottomissione e remissività totale;rispetto ottenuto sempre per via di sblianciati rapporti di potere;profondità intellettuale paragonabile al livello d’acqua in un pozzo nel Sahara;amore per il bello, per la conoscenza, per tutto ciò che non è tangibile…EH?MA CHE E’? E potrei andare avanti all’infinito…No, sinceramente non ci vorrei vivere come lui. Te lo dico proprio a cuore aperto.
    Che le alternative siano assenti non ti/ci costringe ad approvarlo. I soliti miei esempi banali ma efficaci se intesi bene:sposeresti una ragazza solo perchè a corto di alternative?
    Che qualcuno possa aver costruito la propria fama su Berlusconi è possibile.Ma non si trova tra coloro che ricevono più consensi. Questi ultimi li ricevono perchè il loro percorso(cominciato moooolto tempo prima)adesso li porta ad opporvisi in maniera coerente e decisa.Tutto qui. Non mi sembra che il semplice opporsi a qualcuno possa determinare un successo repentino, ci sarà pur qualcosa di ammirevole in ciò che queste persone fanno. Altrimenti vorrebbe dire che il “pubblico”che determina questo successo è idiota. Ed io non sono incline a ritenere masse incalcolabili di persone che non conosco idiote a prescindere.
    Per il resto, tanto di cappello a Giorgio che ha esaminato la questione sicuramente con maggiore lucidità.

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  • #15 Tommaso scrive:

    E’ tardi e domani devo andare all’università, quindi mi tratterò poco. Quel che basta per farti capire che la tua critica così come l’hai costruita può essere sgretolata in due secondi. Non tutto ciò che dico deve per forza essere da me approvato. Infatti, quando parli ad inizio post di muro contro muro, non so bene a chi ti riferisci. Ritengo che ci siano diversi modi di commentari gli articoli altrui. uno può limitarsi ad esporre le proprie idee, uno le può argomentare, oppure (e qui intervengo io) può proporre un’analisi lucida della realtà. Questo vuol per forza dire approvare l’analisi?Non è detto e nessuno ha i mezzi per dirlo. Se vi fidate di me, bene, se no non avete molte alternative: io ho fatto semplicemente notare come tale modello berlusconiano sia invidiato presso una quantità non certo esigua di persone che non pensano istintivamente ai rapporti interpersonali del premier o alle tresche amorose, ma si fermano ad analizzare ciò che meglio conoscono: la pecunia.
    Ora, qui non si parla se condivido o meno tale modello, tanto che non ricordo di essermi espresso in questo modo. Volevo solo contribuire al dibattito, facendo notare delle particolari cose, che non per forza mi devono trovare d’accordo. Probabilmente nemmeno io scambierei la mia vita con quella del Premier, ma ciò non significa che ci siano un qualche milione di persone che lo farebbero. Nemmeno io farei atti deliquenziali o mafiosi, eppure c’è chi lo fa. Certo, nemmeno per me è giusto e non è detto che io concordi col fine giustifica i mezzi, però quando io commento posso sia esprimere le mie idee, sia portare a galla un’evidenza che potrebbe stimolare il dibattito. Ecco perché tutto il tuo discorso crolla, semplicemente perché io non mi sento descritto nel tuo commento. Comprendo chiaramente che le mie parole possono essere state intese altrimenti, ma quel che è certo è che nel mio commento precedente non sostenenvo la validità del modello, ma mi limitavo ad analizzarlo: siccome molte persone vivrebbero al pari di Berlusconi (economicamente ed eticamente parlando), volevo semplicemente sapere se forse non vi pare che il problema non sia Berlusconi ma sia la società in sé. E poiché le caratteristiche del modello berlusconiano ricalcano in qualche maniera il modello statunitense ed occidentale, questo permetterebbe di analizzare più in profondità la situazione che da nazionale diventa internazionale.

    Ti ringrazio di non esserti spinta oltre, ogni tanto può capitare che nell’incomprensione uno si spinga un po’ troppo oltre e succedano degli spiacevoli inconvenienti!Infine, non metto in dubbio che Travaglio avesse già un curriculum di rispetto, al pari magari di Di Pietro, però ecco se questi due (rappresentativi di un campione ben più grande)hanno il successo che hanno ora, lo devono anche e soprattutto a Berlusconi, nel bene e nel male. per evitare incomprensioni dico sin da subito che Berlusconi non ha il merito dei loro successi, affatto, però è difficile vedere un Tonino che non ha un Berlusconi con cui prendersela od un Travaglio che non ha da chi accusare il giovedì sera!Dico solo che avrebbero mantenuto comunque la loro notorietà, ma avrebbero certamente venduto molte meno copie, avrebbero fatto molte meno apparizioni televisive, probabilmente non avrebbero fondato un giornale, un partito e ottenuto il 7% dei consensi. Sbaglio o lo diceva pure Galimberti che i grandi statisti ricevono tanto amore quanto odio?Non conosco personalmente un grande personaggio storico che sia riuscito a calamitare attorno a sé solo amore e consensi, quindi è normale che così come l’”amore” per Berlusconi gli ha permesso di andare tre volte a Palazzo Chigi, è altrettanto vero che economicamente parlando (e questo è il mio campo) c’era una schiera di insoddisfatti e frustrati che andava soddisfatta e che poteva essere economicamente “sfruttata”. Economicamente parlando, non ho nulla da eccepire nei confronti né dell’uno né dell’altro, anzi, tanto di cappello!Si sono accalappiati il surplus di un determinato segmento di mercato, e stanno attuando politiche di fidelizzazione, come è normale che sia!
    Come ogni volta i buoni propositi son venuti meno, e anche stavolta l’ho tirata lunga, pardon

    Tommaso

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  • #16 Tommaso scrive:

    Ah, dimenticavo di segnalare: io non considero i sostenitori di Travaglio inferiori, ma semplicemente uguali a coloro che ai comizi gridano Silvio Silvio o Tonino Tonino, per intenderci. Persone che deficitano di quella apertura mentale necessaria per valutare le situazioni più obiettivamente. Ogni giovedì sera si assiste ad uno spettacolo indegno che non si verifica in alcun programma nelle altre reti: costoro che accorrono in massa per sentire il proprio beniamino applaudono quasi a comando. Se parla Lupi tutti zitti, se parla Belpietro tutti zitti, se invece parla Travaglio, Di Pietro o anche il sindaco di Bari (per far un esempio estremo), cascate di applausi. Sembra come nei Simpson quando nella trasmissione Krusty il Clown i bambini applaudono quando si accende il cartello rosso con scritto: APPLAUSE.
    Insomma, Ballarò, Porta a Porta, Matrix (per citarne alcuni) hanno un pubblico bipartisan, e applaudono se ritengono che sia giusto applaudire. Che sia uno di destra o di sinistra a dire cose di principio, applaudono. Ad Annozero ciò non accade, e anche se Lupi o Belpietro possono dire cose condivisibilissime da tutti e di principio non applaudono per una mera ragione di schieramento. Questo mi fa inorridire, schifare e disgustare perché non concepisco un sistema simile!E spero che si abbia la decenza di ammetterlo senza negare l’evidenza!

    Tommaso

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  • #17 Alessia scrive:

    Credo sia sempre stata una questione di opinioni.
    Potrai schifarti quanto ti pare ma potrei ugualmente risponderti che se Porta a porta è una trasmissione bipartisan io sono étoile all’Opéra di Parigi. E io non riuscirei a smentire te come tu non riusciresti a smentire me.Purtroppo è così, nonostante ci leggiamo con attenzione e cerchiamo di replicare quanto più obiettivamente possibile a quel che leggiamo, parliamo lingue diverse di pianeti diversi e nonostante sia mia intenzione diventare mediatrice linguistica quando si tratta di questo tipo di questioni mi trovo letteralmente con le spalle al muro!
    Credo che stiamo pagando lo scotto di chi ha annullato il dialogo in politica da tempo immemore…E su questo punto ti posso assicurare che l’estremismo dei seguaci berlusconiani non ha limiti nè confini, difatti continuano a vincere le elezioni. Dopotutto se urli tutto il tempo è difficile che si riescano a distinguere altre voci se non la tua.

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  • #18 Tommaso scrive:

    E’ già più bipartisan (Porta a Porta) perché non ho rilevato anomalie presso il pubblico, come le ho rilevate in Annozero. E questa mia attività di ricerca delle anomalie è sempre la medesima in tutte le trasmissioni d’approfondimento culturale, che guardo sempre con occhio critico qualunque sia il canale che le ospita. Lo scotto che paghiamo, concordo con te, deriva dalla non volontà di molte persone di dar vita ad un dibattito democratico. I partiti vorrebbero più italiani tesserati, schierati e privi di intelligenza e a me queste persone non piacciono. Che poi i berlusconiani siano contagiati da estremismo si potrebbe discutere senza pervenire ad alcunché di certo!Diversamente, l’altro giorno(lunedì) leggevo sui giornali che Di Pietro apostrofava il Governo come piduista, come Dracula alla banca del sangue ed altre ilarità simili, mentre sia a destra che a sinistra si cercava di convergere verso un’opinione comune e attuare riforme condivisibili in maniera bipartisan. Credo sia questo ciò di cui ha bisogno il Paese che però la destra con le percentuali che ha potrebbe fare da sola. Quello che mi dispiace è che una parte politica sembra aver recepito l’insegnamento derivante dall’aggressione, mentre l’altra parte continua a sferrare attacchi (più o meno giusti) al berlusconismo e peggio ancora al Paese intero. Dunque mi domando se sia meglio che il Parlamento trovi intese ed accordi comuni o che si continui a discutere alzano la voce e basandosi sulle proprie ideologie senza retrocedere di un passo?Io preferisco la prima, e forse lunedì si è chiarita un pò la situazione politica e sociale dell’Italia.

    Tommaso

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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