#139

gen 19 2010

Decennale della morte di Craxi: grande statista o ladro latitante?

Ladro latitante. Ovviamente.

In questi giorni del decennale della morte di Bettino Craxi ad Hammamet, stanno cercando di farci intendere, con interviste esclusive, parenti commossamente piangenti e documenti finora tenuti nascosti, che Craxi era un buon uomo. In fondo. Vittima di un complotto, di una persecuzione – solo ad aver pagato col suo esilio il fio per un intero sistema corrotto.

Bene. Ora, ciascuno può pensarla come vuole, accendere tutte le luci e le ottiche possibili. Però non vorrei che fra trent’anni a scuola si insegnasse che Craxi è stato uno statista illuminato.
Il mastodontico e pressoché irrecuperabile debito pubblico che ci ritroviamo? Una sua illuminazione. E’ stato condannato con sentenze passate in giudicato per finanziamenti illeciti e corruzione processuale, e molti altri processi già alle battute finali per tangenti, fondi neri et similia, già in secondo grado e Cassazione, furono conclusi con una sentenza di estinzione del reato per decesso dell’imputato quando, nel 2000, il cosiddetto bravuomo passò a miglior vita.
Bettino Craxi nonostante tutto questo non ha fatto un singolo giorno di carcere, perché fuggì in Tunisia. Questa, bambini, si chiama latitanza. E anche se Napolitano si mantiene saggiamente distaccato e avalutativo, questo non va preso come un indice di rivalutabilità del defunto leader socialista.

Adesso, in un periodo in cui l’integrità dei politici è così -ehm- sentita come necessità inderogabile, tanto a sinistra quanto a destra, in cui ci si affretta a bacchettare (giustamente) ogni uomo pubblico che per distrazione si faccia beccare in affari illeciti o contro il buoncostume, la figura di Bettino Craxi non può essere riabilitata e annoverata fra le “figure politiche positive d’Italia” come ho sentito dare per scontato dalla figlia. Bettino Craxi è stato un delinquente e la sua figura resterà quella di un delinquente. Inutile invocare complotti delle magistrature. Inutile dire che l’Italia lo ha ammazzato perché, malato, gli ha impedito di rimpatriare per curarsi: lui non è tornato in Italia perché c’erano già le manette aperte pronte a chiudersi sui suoi polsi grassocci. Perché lui veramente ha commesso quei reati stando al vertice della politica italiana. Perché Craxi è un’onta all’Italia intera.
Poco conta che sia morto. “Parce sepulto”, è vero. Perdona il sepolto. Ma che la dichiarazione “E’ reo” non diventi “Eroe”. Bettino Craxi resta un pezzo di merda anche due metri sotto terra. Curiosa però ‘sta storia che se sei stronzo la morte ti rende onesto. Si potrebbe magari pensare a sfruttarla con un programma organizzato su ampia scala, che dite?

Riassumendo, vi ricordate Benigni, il suo Giudizio Universale?

Dio: “I grandi statisti vadano a destra, i ladri a sinistra… Craxi, dove cazzo vai?!

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6 Commenti per “Decennale della morte di Craxi: grande statista o ladro latitante?”

  • #1 Alessia scrive:

    Beh mi pare un po’ come quando qualcuno muore e se chiedi com’era è sempre “solare,allegro/a e sempre disponibile ad aiutare tutti” anche se era gioviale come un grizzly appena uscito dal letargo.E’ sempre la stessa storia.
    Ma in certi casi come questo è meglio che si metta in chiaro.Da bravo giurista :)

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  • #2 Tommaso scrive:

    Volevo fare delle precisazioni che esulano da contesti politici. Io ammetto candidamente di non averci mai capito nulla di Mani pulite e di tutto ciò che accadde. So solo che tutti i partiti ne finirono distrutti e si formarono partiti nuovi. Una svolta radicale per il nostro paese. Pertanto non parlerò di Craxi né come eroe né come ladro, visto che non conoscendo i fatti non sono la persona più adatta a parlare. Faccio delle semplici constatazioni: in Italia spesso si finisce per condannare un capro espiatorio mentre tutti gli altri colpevoli vengono riabilitati. Io ho sempre sentito parlare di Craxi nella maniera peggiore, e non conoscendolo questo un pò mi ha influenzato. Devo dire che proprio perché non conosco sono dubbioso del fatto che lui rappresenti una sorta di male assoluto per quel che è accaduto. Secondo me era il sistema ad essere malato e tutto insieme doveva essere pesantemente condannato. Così non è di fatto accaduto, visto che poi chi c’era prima c’è stato pure dopo mani pulite riciclandosi nella maniera migliore e alcuni colpevoli magari l’avranno pure fatta franca. Non sono un ammiratore di Craxi al quale contesto certe politiche economiche fallimentari, ma credo che l’immaginario collettivio l’abbia fatto passare come capro espiatorio di tutto un periodo negativo, e così facendo si perde il contatto con la realtà e la storia, senza imputare ai veri responsabili le loro colpe.

    Poiché non parlo a vanvera faccio un esempio: quando si parla di debito pubblico si parla sempre di Craxi, e praticamente si associa l’uno all’altro in maniera indissolubile. Ma siamo davvero convinti che fosse lui il colpevole della lievitazione del debito pubblico?Conoscendo l’economia e l’economia italiana posso dire in parte che lui non è il solo responsabile, visto che ben prima che fosse premier il debito era salito alle stelle. Quindi, visto che anche tu in questo articolo associ Craxi al debito pubblico italiano, sono più che mai convinto che la società pigra italiana abbia preferito per semplicità addossare le colpe addosso una persona e che non se ne parli più. Non posso condividerlo, visto che sembrerebbe una mistificazione assurda della realtà. Mani pulite fu una schifezza per tutto il popolo italiano ma, poiché tutti i partiti si disgregarono io credo che la storia debba fare giustizia e dare le colpe ai veri colpevoli nelle giuste proporzioni. La mia non è una riabilitazione di Craxi che continuo a disprezzare ma è solo un atto di responsabilità che chiede alla società italiana di riflettere su chi effettivamente combinò i pasticci, perché a forza di incolpare uno per tutti, rischiamo di subire una nuova tangentopoli e non aver imparato nulla.

    Dall’altro canto mi pare assurda questa riabilitazione di Craxi che forse non merita, ma che solitamente si riserva dopo tot anni dalla morte. Se è vero che bisogna perdonare il sepolto (ed io non vi credo) non bisogna però veicolare un messaggio sbagliato e confondere i fatti storici. Per me Craxi non fu un eroe ma non fu nemmeno il Male Assoluto come molti, per semplicità, hanno voluto sostenere. Ritengo ignobile la sua fuga dall’Italia. Non credo che sia morto per colpa nostra, perché non l’abbiamo rimpatriato, ma credo che un premier non colpevole debba rimanere in territorio nazionale e non fuggire in Tunisia come un ladro. Questo mi schifa, perché se anche Craxi non fosse stato un ladro, con la sua fuga l’ha fatto intendere e un pò si merita quella camionata di letame che da anni certe persone gli scaricano addosso con colpe sue e non sue. Sebbene io abbia pochissima fiducia sulla giustizia italiana, e possa anche comprendere che uno fugga all’estero perché teme di essere incriminato da innocente rivelando così d’avere sfiducia nella giustizia, credo che questo atteggiamento non lo dovrebbe avere un politico, tanto meno un ex Presidente del Consiglio. Questo è ciò che io imputo, come colpa grave, a Craxi, visto che il contorno delle vicende non lo conosco complice anche una certa confusione e mistificazione che negli anni si è creata e che difficilmente permetterebbe una lucida analisi dei crimini commessi nella Prima Repubblica.

    In conclusione dico una sola cosa: limitiamoci ad osservare la storia, una via forse la potremmo pure dedicare visto che, nel bene o nel male, Craxi è stato parte della storia politica nazionale. Questo non lo potremmo mai cancellare. E’ stato nostro Premier, ed è stato uno statista. Che poi fosse corrotto o latitante, può essere altrettanto vero, ma non diciamo (come altri politici hanno detto) che è solo un latitante e non uno statista. Io inviterei tutti, in questo decennale dalla sua morte, a commemorarlo come meglio credono, ma ad una condizione: le responsabilità sono personali, e non facciamo ricadere, con argomentazioni assurde, tutto il peso di Mani pulite su una sola persona. E’ stata accertata la sua colpevolezza?perfetto, attribuiamogliela nei limiti delle sue responsabilità. Dire che abbiamo un debito pubblico elevatissimo, come la società italiana ci ha erroneamente fatto credere, è un’analisi superficiale del suo operato, nonché una pericolosa tendenza a chiudere gli occhi ed attribuire colpe generiche ad una persona che è morta, che non può replicare e che nell’immaginario collettivo è diventato un mostro. Sapendo che il debito pubblico ha altre origini, io imputerei a Craxi la colpa di essere stato un latitante, e di aver intascato tangenti. Ma poiché questa parte non la conosco, preferisco tacere e affidarmi a persone più autorevoli. Nel mio campo (l’economia) posso affermare che il danno è stato fatto da lui ma anche da molti altri.
    Un saluto e la mia stima come sempre per questi articoli.
    Tommaso

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  • #3 Alessia scrive:

    @ Tommaso
    Non voglio commentare addentrandomi in questioni politiche e storiche delle quali ne so esattamente quanto se non meno di te.
    L’unica cosa che mi sento di dire in merito a ciò che hai scritto è che non sono affatto d’accordo nella scarsa fiducia nella giustizia.
    Innanzitutto le idee che mi sono sempre fatta riguardo questa vicenda,oltre che a provenire da mia(scarsa)informazione personale,derivano anche dall’adesione a ciò che nel tempo ho sentito commentare da altri.Il punto è che non sono il tipo da fidarmi di altri a meno che non li ritenga degni di tale fiducia e di un pensiero corretto,lucido,intelligente(tutto ciò ovviamente solo nel momento in cui io non dovessi ritenermi in grado di crearmi un’ idea in merito,non come abitudine).Come ultima persona dalla quale sento commenti riguardo la questione,Giorgio non mi sembra il tipo da lanciarsi in infuocate quanto infamanti accuse in maniera tanto diretta se non partendo da giuste convinzioni e informazione a riguardo.Può darsi che io debba ricredermi,ma allo stato attuale non ne ho ancora avuto modo.
    In secondo luogo,c’è un discorso che mi è rimasto particolarmente impresso che è stato pronunciato da mio padre durante le ultime vacanze di Natale che mi ha particolarmente fatto riflettere.Ultimamente condivido molto poco di ciò che mio padre esprime,tutto ciò che fuoriesce dalla sua bocca passa un vaglio molto duro prima di venire accettato da me.
    Si stava discutendo a proposito delle famose “storie infinite”,ormai più oggetto di talk show che di aula di tribunale come la questione della condanna di Amanda Knox(ormai famosa alla stregua di un’attrice di fiction televisive)e al di sopra del coro dei “sì,secondo me è stata proprio lei” o “ma questa giustizia italiana alla fine sbaglia sempre,si fa offuscare dal gossip e dalle chiacchiere e dimentica le prove” si è levata l’opinione di mio padre che disse:”Io credo che per quanto riguarda queste questioni non abbia il minimo senso prodigarsi in mille congetture,improvvisarsi investigatori e giudici dovendo a tutti i costi dire la propria.E’ importante e mai come ora,avere FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA(questa espressione si è marchiata a fuoco nella mia mente,non saprei spiegarvi bene il perchè,nd),nel lavoro di PM,giudici,scientifica ecc. che è giusto ritenere competenti per le mansioni a loro affidate.Ad esempio:se un mio amico fosse accusato di aver ucciso la propria moglie,nella confusione e nell’angoscia che ciò potrebbe suscitare nella mia mente l’unica cosa che mi rimarebbe sarebbe aggrapparmi alla fiducia nella giustizia e nelle sue istituzioni,anche se dovessero condannarlo. Sarebbe l’unica ancora alla quale affidarmi,il credere che prove delle quali io non so nulla li abbiano spinti ad un determinato giudizio che è giusto che io accetti.Se non siamo capaci di accettare le decisioni della giustizia che persone e che società pensiamo di diventare?”.Aggiungo io che allo stesso modo in cui il cittadino civile di una società civile è tenuto a ripettarne le regole è tenuto anche a rispettare chi della supervisione di tali regole è incaricato.Altrimenti è l’anarchia,miei cari.Ognuno pensa quello che vuole riguardo le proprie azioni(legali o illegali)e quelle degli altri,conseguenza:ognuno fa quello che gli pare in barba anche ai giudici che decidono che sei stato proprio tu a stuprare quella ragazza anche se tu non lo ammetteresti mai al punto quasi da convincerti di non averlo fatto.
    Chiaramente è giusto che un buon cittadino tenga anche gli occhi bene aperti riguardo le azioni di tutte le istituzioni,assumendosi anche il compito di critico;non mi sognerei mai di predicare una cieca fiducia nelle istituzioni in quanto tali.Ma fiducia nella loro competenza fintanto che essa non venga smentita in maniera chiara e visibile sì.
    Mi sembra che si regga molto male sulle proprie gambe l’idea che Craxi sia fuggito per timore dell’incompetenza della giustizia italiana,perchè innocente.Se fuggi hai qualcosa da nascondere,non togliamoci anche questa pura e semplice certezza.
    Altrimenti anche Bernardo Provenzano si nascondeva perchè solo un innocente vecchietto in balìa di una giustizia sporca e cattiva.
    Se una persona viene condannata ci sono delle PROVE.Che hanno lo stesso valore sia per Craxi che per Provenzano.Punto.
    Su tutto il resto si può anche discutere,ma,ad oggi,se la MIA giustizia condanna qualcuno,per me quello è un colpevole.A maggior ragione se fugge prima di poter scontare la sua punizione.

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  • #4 Tommaso scrive:

    Devo dire la verità: essere frainteso proprio non mi piace. io a Giorgio non ho mosso alcuna critica; ho solo voluto dimostrare come su Craxi ne siano state dette di tutti i colori e gli siano state attribuite più colpe di quelle che effettivamente sopportava. Mi pare di aver dimostrato che parlando di debito pubblico, la figura di Craxi è onnipresente e a lui si imputa l’impennata del debito pubblico ma ahimè non è così. Ho detto solo questo. Inoltre non ho difeso Craxi che ripeto per l’ennesima e spero ultima volta, non mi sta affatto simpatico. Ho solo detto, riguardo alla giustizia, che è successo e succederà che cittadini italiani che erano innocenti sono scappati all’estero perchè non si fidavano della giustizia italiana e temevano d’essere incarcerati da innocenti. Mi pare evidente che lo Stato abbia sborsato milioni di risarcimento ad innocenti rimasti per anni in carcere, e ciò la dice lunga su chi ci deve giudicare. Non solo: la giustizia è mossa da strane pratiche per le quali chi in italia combina marachelle non viene mai condannato, mentre il povero Cristo che ruba 500 lire si fa un mese di prigione. Non è demagogia, semplice storia!Vai a vedere chi pagò per lo scandalo della banca romana o per scandali simili!Poi, magistrati sbadati che dimenticano di depositare le sentenze di mafiosi li scarcerano per decorrenza dei termini. Altri esempi?La scientifica quando è andata a rilevare orme per il delitto di Amanda Knox ne ha combinate di tutti i colori, contaminando la scena del delitto senza pervenire a nulla. Qualcuno è riuscito ad entrare in casa, rubare qualche oggetto e cambiare la disposizione di alcuni oggetti, senza che nessuno fiatasse. E io dovrei avere fiducia di questo sistema qui????????????????????????
    Dai, per favore, diciamolo pure che la giustizia in Italia spesso sbaglia, e non incensiamola inutilmente. A Craxi imputo la colpa d’essere scappato come un ladro e mai nel mio commento l’ho giustificato per la mancanza di fiducia che si può riporre nel sistema giuridico!Ho semplicemente detto che un comune mortale può non avere fiducia e scappare all’estero per temere di venir condannato da innocente, ma mai e poi mai uno Statista o un alto funzionario statale si dovrebbe permettere questa fuga per il pessimo esempio che da e per la pessima immagine che fa. Mi pare d’aver detto questo, quindi non capisco cosa mi viene imputato. Se è per la sfiducia nella giustizia, tu stessa hai scritto che non bisogna avere fiducia cieca in un organo, ma porsi criticamente: ebbene io l’ho fatto e lo sto facendo, e ti faccio notare come l’Italia sia piena di casi di mala giustizia!!!!Ovvio che la fiducia nella magistratura viene minata!

    Tommaso

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  • #5 Giorgio scrive:

    Allora… Come si sarà notato, nel post mi sono mantenuto più sul giuridico, piuttosto che lanciarmi sull’economico. Chiaramente ciascuno parla più volentieri del proprio campo: così si evitano di dire cavolate. :D
    Ma per quanto riguarda i governi Craxi, ferme restando le eccezioni poste da Tommaso, degli appunti economici me la sento di farli.
    Con lui in carica il debito pubblico passò (facendo un’equivalenza con l’euro) da 234 a 522 miliardi di euro. Fu un periodo anche economicamente fiorente, è vero, ma ciò non toglie che il rapporto fra debito pubblico e pil fece un salto di venti punti percentuale arrivando al 90%. Oltretutto -e questa è memoria dei nestri genitori- fu con Craxi che in Italia si iniziò a teorizzare (e ohimè a praticare) la meraviglia della svalutazione. Ottima per l’export, ma se si ha intenzione di ripianare il debito pubblico, be’, è una zappata sui piedi. Queste sono tutte faccende economiche a lui attribuibili, e se proprio non è stato solo lui ad affondarci, un paio di bordate di quelle serie ce le ha tirate. Che quantomeno dovrebbero toglierlo dal novero dei grandi statisti. E anche da quelli così così.
    Per quanto riguarda il discorso sulla giustizia italiana, cascate molto bene, perché proprio in questo periodo sto studiando il colosso di Diritto Processuale Penale.
    Quello che non si sa è che il diritto penale -sostanziale o processuale- italiano è un faro mondiale. Pochi sono gli ordinamenti capaci di poter reggere il confronto con la raffinatezza e l’avanguardia dei nostri istituti. Ma come ogni costruzione raffinata, è anche più delicata e più soggetta ad inceppamenti. Un computer darà sempre più problemi di un manganello. Comunque, se necessario, sono disposto a scendere più nel particolare.
    Io ho enorme fiducia nella giustizia proprio per questo. Perché conoscendo la rara ponderazione dei bilanciamenti fra diritti che opera la branca del Diritto che la regola, so quale sia il margine di miglioramento nella sua azione. Ovviamente c’è molto da sistemare e certi problemi resteranno insoluti, ma lo sviluppo è in corso. Nuove leggi sui processi brevi permettendo. :)

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  • #6 Tommaso scrive:

    Bè, se gli lanciavano dietro le monetine che non valevano niente negli anni 80 un motivo ci sarà pure!Se negli anni 80 si parlava della Milano da bere un altro motivo ci sarà!E sicuramente questi motivi saranno in parte riconducibili a Craxi. tuttavia, quello che volevo scrivere nel mio commento era che la faccenda del debito pubblico è un pò più spinosa ed è iniziata prima che diventasse ministro (1983) addirittura verso la seconda metà degli anni 70, anno in più anno in meno. Quindi se è vero che Craxi nulla ha fatto per diminuire il debito pubblico, è anche vero che chi venne prima di lui fece altrettanto meglio e il mio discorso non era di esaltazione della fallimentare politica di Craxi quando l’avversione verso certi luoghi comuni o certe comodità di addossare tutte le responsabilità (e trasmettere la voce) ad una persona usandola come capro espiatorio. Semplicemente questo. Poi sul fatto che ognuno debba parlare di ciò che sa concordo pienamente, anche per le ragioni da te elencate.
    Saluti
    Tommaso

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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