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	<title>Commenti a: Il compromesso mancante (che poi un compromesso non è)</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Di: Alessia</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/01/il-compromesso-mancante-che-poi-un-compromesso-non-e-1993.htm#comment-636</link>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 02:58:55 +0000</pubDate>
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		<description>No,non sono &quot;solitamente&quot;superficiali. E anche in questo che può sembrarlo ti confesserò che mi ci è voluto un po&#039; per capirne il significato... :D Sarò un po&#039; tocca io...

Io condivido la tua idea di orgoglio(che poi è proprio il tipo di orgoglio che mi contraddistingue) e il fatto che non esistano muri indistruttibili. Ma le condivido in teoria.
E&#039; raro che io mi azzardi a scrivere con tale convinzione di cose che non ho sperimentato,nel caso preferisco astenermi.Quello che scrivo è dettato dall&#039;esperienza,da un&#039;esperienza parecchio dolorosa perchè per la maggior parte della mia vita io ho vissuto nella più totale adorazione di mio padre.
Quando dico che continuo a sbattere sul muro e ottengo solo di spaccarmi la testa e disperarmi non è perchè io parta dal presupposto che non ce la farò mai ad abbatterlo o perchè sia troppo pigra per metterci la giusta convinzione. Lo dico perchè è così.E non sai quanto sarei felice che non lo fosse.
Magari anche tu hai sperimentato ciò di cui scrivi,non lo metto in dubbio.Ma la realtà ha più possibilità di qualsiasi fantasia,a volte, mentre la nostra capacità di accollarci grossi sforzi emotivi dei limiti ce li ha,eccome.
Dipenderà dal mio carattere,dal mio essere una sorta di cartina tornasole delle tensioni che mi circondano,ma io riesco a sopportare fino ad certo punto.Poi rischio di perdere la testa o quanto meno quel minimo di serenità che ci permette di non essere esauriti.Sono stata molto vicina al limite e non è affatto piacevole.
Sono un po&#039; troppo emotiva,un po&#039; troppo empatica e devo accettare i miei limiti.Mi sono già spinta abbastanza oltre e conosco troppo bene il sapore della delusione nel vedere distrutte le speranze che alimentavo(pensandola come te). A livello di emozioni è come se fossi quasi totalmente priva di scorza e quel poco che ho l&#039;ho creata a forza di delusioni e riprese.Sono sicura che sarà successo un po&#039; a tutti,ovviamente non mi credo un&#039; aliena o che altro,solo che spesso prendo le cose un po&#039; troppo a cuore.Molto troppo :)
Tutto qui. :)
Buonanotte!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No,non sono &#8220;solitamente&#8221;superficiali. E anche in questo che può sembrarlo ti confesserò che mi ci è voluto un po&#8217; per capirne il significato&#8230; <img src='http://2honolulu.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Sarò un po&#8217; tocca io&#8230;</p>
<p>Io condivido la tua idea di orgoglio(che poi è proprio il tipo di orgoglio che mi contraddistingue) e il fatto che non esistano muri indistruttibili. Ma le condivido in teoria.<br />
E&#8217; raro che io mi azzardi a scrivere con tale convinzione di cose che non ho sperimentato,nel caso preferisco astenermi.Quello che scrivo è dettato dall&#8217;esperienza,da un&#8217;esperienza parecchio dolorosa perchè per la maggior parte della mia vita io ho vissuto nella più totale adorazione di mio padre.<br />
Quando dico che continuo a sbattere sul muro e ottengo solo di spaccarmi la testa e disperarmi non è perchè io parta dal presupposto che non ce la farò mai ad abbatterlo o perchè sia troppo pigra per metterci la giusta convinzione. Lo dico perchè è così.E non sai quanto sarei felice che non lo fosse.<br />
Magari anche tu hai sperimentato ciò di cui scrivi,non lo metto in dubbio.Ma la realtà ha più possibilità di qualsiasi fantasia,a volte, mentre la nostra capacità di accollarci grossi sforzi emotivi dei limiti ce li ha,eccome.<br />
Dipenderà dal mio carattere,dal mio essere una sorta di cartina tornasole delle tensioni che mi circondano,ma io riesco a sopportare fino ad certo punto.Poi rischio di perdere la testa o quanto meno quel minimo di serenità che ci permette di non essere esauriti.Sono stata molto vicina al limite e non è affatto piacevole.<br />
Sono un po&#8217; troppo emotiva,un po&#8217; troppo empatica e devo accettare i miei limiti.Mi sono già spinta abbastanza oltre e conosco troppo bene il sapore della delusione nel vedere distrutte le speranze che alimentavo(pensandola come te). A livello di emozioni è come se fossi quasi totalmente priva di scorza e quel poco che ho l&#8217;ho creata a forza di delusioni e riprese.Sono sicura che sarà successo un po&#8217; a tutti,ovviamente non mi credo un&#8217; aliena o che altro,solo che spesso prendo le cose un po&#8217; troppo a cuore.Molto troppo <img src='http://2honolulu.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Tutto qui. <img src='http://2honolulu.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Buonanotte!</p>
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		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/01/il-compromesso-mancante-che-poi-un-compromesso-non-e-1993.htm#comment-635</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 22:15:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=1993#comment-635</guid>
		<description>Come al solito i miei commenti sono i più superficiali. :D
Ma adesso farò un&#039;osservazione, forse peregrina, forse no. I muri indistruttibili non esistono. Semplicemente, non se ne sono ancora trovate le crepe. In psicologia, l&#039;orgoglio è la prima forma di timidezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito i miei commenti sono i più superficiali. <img src='http://2honolulu.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Ma adesso farò un&#8217;osservazione, forse peregrina, forse no. I muri indistruttibili non esistono. Semplicemente, non se ne sono ancora trovate le crepe. In psicologia, l&#8217;orgoglio è la prima forma di timidezza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/01/il-compromesso-mancante-che-poi-un-compromesso-non-e-1993.htm#comment-634</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 20:10:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=1993#comment-634</guid>
		<description>Concordo con voi orgoglio e arroganza siano due dei protagonisti nella creazione dei conflitti, aggiungerei anche la presunta onniscenza. Il fatto è che qualunque posizione, punto di vista, e opinione può essere espressa in un modo aggressivo, che fa mettere l&#039;altro sulla difensiva - o lo predispone al contrattacco a seconda del carattere -, o in modo aperto per la comunicazione.
Il punto è semplice, se si vuole tagliare il dialogo lo si fa. Altrimenti no. E la prevenzione è innanzitutto non tagliare, e magari cercare di farlo capire al testone che è dall&#039;altra parte. 

Grazie per i vostri sempre preziosi commenti.
M.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con voi orgoglio e arroganza siano due dei protagonisti nella creazione dei conflitti, aggiungerei anche la presunta onniscenza. Il fatto è che qualunque posizione, punto di vista, e opinione può essere espressa in un modo aggressivo, che fa mettere l&#8217;altro sulla difensiva &#8211; o lo predispone al contrattacco a seconda del carattere -, o in modo aperto per la comunicazione.<br />
Il punto è semplice, se si vuole tagliare il dialogo lo si fa. Altrimenti no. E la prevenzione è innanzitutto non tagliare, e magari cercare di farlo capire al testone che è dall&#8217;altra parte. </p>
<p>Grazie per i vostri sempre preziosi commenti.<br />
M.</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessia</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/01/il-compromesso-mancante-che-poi-un-compromesso-non-e-1993.htm#comment-633</link>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 19:31:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=1993#comment-633</guid>
		<description>Ogni riferimento è sempre puramente casuale :)

Anch&#039;io come tutti ritengo il secondo e terzo esempio i più complicati di certo.Anche se il primo più solitamente si risolve con un:&quot;Non sono disposto a spendere questa cifra&quot; &quot;Ma il prezzo è questo,arrivederci.&quot; &quot;Arrivederci&quot;.

Come ho premesso, gli esempi seguenti sono più complicati per cui non c&#039;è moltissimo da dire, se fossimo capaci di prevenire e/o mediare ogni conflitto suppongo non saremmo umani(anche perchè il conflitto presuppone che si sia almeno in due e non tutti hanno una certa consapevolezza o sono capaci di metterla in pratica).
Nel primo caso è ovvio che alla fine uno dei due dovrà cedere più di buon grado possibile, quello che mi sembra raccomandabile è che non sia sempre lo stesso a cedere nella coppia. Molto spesso c&#039;è chi tende ad abbassare più spesso la testa per evitare i conflitti(di solito la donna),ciò non fa altro che creare risentimento che,accumulandosi,non potrà far altro che esplodere senza che nè il diretto(o diretta) interessato/a nè il/la partner si rendano conto del motivo.A tal proposito mi sento di consigliare a chiunque volesse avviare una relazione stabile e duratura,a chi la avesse già avviata o chi volesse semplicemente prendere consapevolezza di buona parte delle dinamiche uomo-donna(perchè imparare qualcosa di nuovo non fa MAI MAI male)&quot;Gli uomini vengono da Marte,le donne da Venere&quot;di John Gray.Sicuramente ne avrete sentito parlare,magari lo avrete pure snobbato.Di solito non gradisco leggere nè saggi nè manuali,ma sono rimasta molto piacevolmente sorpresa dalla profonda conoscenza del nostro pensare e agire che si nasconde dietro un titolo apparentemente banale e poco accattivante. Ci sono anche capitoli dedicati proprio a questo tipo di dinamiche e consigli pratici per prevenire o mediare conflitti senza creare risentimento o senso di frustrazione o risultare finti e insinceri.
Provateci,come ho fatto io,male certo non può farvi.

Per quanto riguarda l&#039;ultimo caso credo che dovrei limitarmi in quello che scriverò perchè ultimamente sono direttamente coinvolta in maniera moooolto mooolto meno semplice di quella esemplificata.
Beh è chiaro che la realtà sia sempre più complicata di ogni esempio possibile(serve proprio a questo e-semplificare!).
Te lo dico perchè davvero la realtà può superare ogni immaginazione e non ti racconto quello che mi succede perchè sarebbe noioso stare qua a parlare dei cavoli miei o di chiunque altro nel dettaglio.
Però mi sento di dirti che tutto quello di cui tu parli non può essere contestato,ci mancherebbe altro,ma richiede un grado di consapevolezza,ragionevolezza e capacità di mettere in pratica ciò che di buono abbiamo dentro che pochi possiedono.E questo non si può insegnare.Almeno non a tutti.
Io da parte mia cerco di cogliere ogni più piccola occasione di mettere in pratica ciò per cui a parole siamo tutti pronti a pontificare peggio di Savonarola.Ma c&#039;è gente,un esempio a caso:mio padre, che sarà l&#039;età,sarà quel che vuoi,ma ha perso totalmente questa capacità.La capacità di mettere gli altri prima di se stessi senza per questo trascurarsi, di prendere mille euro e partire per l&#039;Africa senza pensare&quot;no no prima vengo io,la mia laurea e tutto quanto&quot; o anche solo la capacità di discutere civilmente.
Siamo sempre pronti a parlare della gente egoista e incapace di migliorarsi per contrapporci ad essa,ma spesso è come se parlassimo di fumo,di entità astratte che tutti conoscono ma che nessuno ha mai visto.
Esistono.Esistono.E quando ti imbatti in loro per quanto tu ti lanci con tutte le tue forze,tutte le tue migliori intenzioni e tutta la tua migliore dialettica finirai per sbattere contro il muro.E tanta più dedizione e convinzione ci avrai messo più ti farai male.Riproverai tante volte ma sempre ti ritroverai seduta/o ai piedi del muro con la testa sanguinante a piangere,a disperarti e a chiederti se non sei tu che sbagli.Ma non sbagli,perchè tu sei capace di crederti in fallo,il muro invece no,lui si crede infallibile.
Io ho ancora una piccola speranza a cui aggrapparmi,ho mia madre.E naturalmente la mia volontà di diventare quella che sento di poter essere,di tornare davanti a quel muro un giorno a testa alta,forte delle mie esperienze e con in volto la luce di un animo che avrò coltivato con fatica e pazienza.
Quel giorno il muro,vecchio e mangiato dalla muffa crollerà davanti alla mia luce o resterà eretto nella sua arroganza.Ma in entrambi i casi io mi volterò e tornerò sulla mia strada che avrò già cominciato a battere da tempo.
Non dobbiamo pensarlo troppo spesso ma ogni tanto fa bene: abbiamo troppa grandezza dentro per sfibrarla sprecandola su chi non la apprezzerà mai semplicemente perchè non è denaro.
E non è una frase fatta,queste sofferenze ci rendono davvero più forti.Le lacrime che verso oggi sono braccia che sosterranno me e chi amo e amerò e sarò invicibile.Senza però mai pensarlo davvero.
Come sempre grazie per la possibilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni riferimento è sempre puramente casuale <img src='http://2honolulu.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Anch&#8217;io come tutti ritengo il secondo e terzo esempio i più complicati di certo.Anche se il primo più solitamente si risolve con un:&#8221;Non sono disposto a spendere questa cifra&#8221; &#8220;Ma il prezzo è questo,arrivederci.&#8221; &#8220;Arrivederci&#8221;.</p>
<p>Come ho premesso, gli esempi seguenti sono più complicati per cui non c&#8217;è moltissimo da dire, se fossimo capaci di prevenire e/o mediare ogni conflitto suppongo non saremmo umani(anche perchè il conflitto presuppone che si sia almeno in due e non tutti hanno una certa consapevolezza o sono capaci di metterla in pratica).<br />
Nel primo caso è ovvio che alla fine uno dei due dovrà cedere più di buon grado possibile, quello che mi sembra raccomandabile è che non sia sempre lo stesso a cedere nella coppia. Molto spesso c&#8217;è chi tende ad abbassare più spesso la testa per evitare i conflitti(di solito la donna),ciò non fa altro che creare risentimento che,accumulandosi,non potrà far altro che esplodere senza che nè il diretto(o diretta) interessato/a nè il/la partner si rendano conto del motivo.A tal proposito mi sento di consigliare a chiunque volesse avviare una relazione stabile e duratura,a chi la avesse già avviata o chi volesse semplicemente prendere consapevolezza di buona parte delle dinamiche uomo-donna(perchè imparare qualcosa di nuovo non fa MAI MAI male)&#8221;Gli uomini vengono da Marte,le donne da Venere&#8221;di John Gray.Sicuramente ne avrete sentito parlare,magari lo avrete pure snobbato.Di solito non gradisco leggere nè saggi nè manuali,ma sono rimasta molto piacevolmente sorpresa dalla profonda conoscenza del nostro pensare e agire che si nasconde dietro un titolo apparentemente banale e poco accattivante. Ci sono anche capitoli dedicati proprio a questo tipo di dinamiche e consigli pratici per prevenire o mediare conflitti senza creare risentimento o senso di frustrazione o risultare finti e insinceri.<br />
Provateci,come ho fatto io,male certo non può farvi.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;ultimo caso credo che dovrei limitarmi in quello che scriverò perchè ultimamente sono direttamente coinvolta in maniera moooolto mooolto meno semplice di quella esemplificata.<br />
Beh è chiaro che la realtà sia sempre più complicata di ogni esempio possibile(serve proprio a questo e-semplificare!).<br />
Te lo dico perchè davvero la realtà può superare ogni immaginazione e non ti racconto quello che mi succede perchè sarebbe noioso stare qua a parlare dei cavoli miei o di chiunque altro nel dettaglio.<br />
Però mi sento di dirti che tutto quello di cui tu parli non può essere contestato,ci mancherebbe altro,ma richiede un grado di consapevolezza,ragionevolezza e capacità di mettere in pratica ciò che di buono abbiamo dentro che pochi possiedono.E questo non si può insegnare.Almeno non a tutti.<br />
Io da parte mia cerco di cogliere ogni più piccola occasione di mettere in pratica ciò per cui a parole siamo tutti pronti a pontificare peggio di Savonarola.Ma c&#8217;è gente,un esempio a caso:mio padre, che sarà l&#8217;età,sarà quel che vuoi,ma ha perso totalmente questa capacità.La capacità di mettere gli altri prima di se stessi senza per questo trascurarsi, di prendere mille euro e partire per l&#8217;Africa senza pensare&#8221;no no prima vengo io,la mia laurea e tutto quanto&#8221; o anche solo la capacità di discutere civilmente.<br />
Siamo sempre pronti a parlare della gente egoista e incapace di migliorarsi per contrapporci ad essa,ma spesso è come se parlassimo di fumo,di entità astratte che tutti conoscono ma che nessuno ha mai visto.<br />
Esistono.Esistono.E quando ti imbatti in loro per quanto tu ti lanci con tutte le tue forze,tutte le tue migliori intenzioni e tutta la tua migliore dialettica finirai per sbattere contro il muro.E tanta più dedizione e convinzione ci avrai messo più ti farai male.Riproverai tante volte ma sempre ti ritroverai seduta/o ai piedi del muro con la testa sanguinante a piangere,a disperarti e a chiederti se non sei tu che sbagli.Ma non sbagli,perchè tu sei capace di crederti in fallo,il muro invece no,lui si crede infallibile.<br />
Io ho ancora una piccola speranza a cui aggrapparmi,ho mia madre.E naturalmente la mia volontà di diventare quella che sento di poter essere,di tornare davanti a quel muro un giorno a testa alta,forte delle mie esperienze e con in volto la luce di un animo che avrò coltivato con fatica e pazienza.<br />
Quel giorno il muro,vecchio e mangiato dalla muffa crollerà davanti alla mia luce o resterà eretto nella sua arroganza.Ma in entrambi i casi io mi volterò e tornerò sulla mia strada che avrò già cominciato a battere da tempo.<br />
Non dobbiamo pensarlo troppo spesso ma ogni tanto fa bene: abbiamo troppa grandezza dentro per sfibrarla sprecandola su chi non la apprezzerà mai semplicemente perchè non è denaro.<br />
E non è una frase fatta,queste sofferenze ci rendono davvero più forti.Le lacrime che verso oggi sono braccia che sosterranno me e chi amo e amerò e sarò invicibile.Senza però mai pensarlo davvero.<br />
Come sempre grazie per la possibilità.</p>
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		<title>Di: Tommaso</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/01/il-compromesso-mancante-che-poi-un-compromesso-non-e-1993.htm#comment-632</link>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 18:30:22 +0000</pubDate>
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		<description>Do il mio modesto parere su questo intervento: eccezion fatta per la situazione 1che mi pare la più semplice da risolvere, credo che le due successive siano un po&#039; più complicate. Nella seconda ci sono due persone che sono &quot;vittime&quot; dei pregiudizi della società: ovvero che cedere (nel rapporto di coppia o in altri rapporti) significa uscirne sconfitti. Questo, purtroppo, è evidenziato talvolta proprio dalla controparte, che nel momento in cui ti disinteressi di una decisione e lasci all&#039;altro scegliere, ti fa comunque capire di sentirsi il &quot;vincitore morale&quot; di una lunga lotta. Certo, se tutti noi discutessimo senza voler vincere a tutti costi (visto che non c&#039;è alcun premio), arriveremmo a compromessi più facilmente!Invece talvolta è proprio il sentirsi sconfitti, o il credere che gli altri pensino che tu in questa ipotetica lotta ne sia uscito sconfitto, che ti fanno desistere dall&#039;accettare una proposta altrui. In questo caso nessuno dei due è interessato alle ragioni altrui, ma diventa una vera e propria guerra senza alcun premio in palio e senza alcun vincitore. Molto spesso termina con due sconfitti (come hai fatto notare te)oppure continuiamo a discutere dimenticandoci nel frattempo la motivazione, tanto che diventa solo una lotta a chi cede per primo, una sorta di braccio di ferro.
Il terzo rapporto forse è ancora più complicato, perché spesso (non mi limito all&#039;ambito familiare) in un rapporto di subordinazione chi comanda è completamente (e a volte giustamente) disinteressato alle opinioni o gusti altrui. In un&#039;azienda se ne fregano se non ti piace fare una cosa o se preferiresti farla in un altro modo: lì c&#039;è da sviluppare l&#039;efficienza e l&#039;efficacia. A volte le si possono sviluppare in modi diversi, altre volte no, e dunque c&#039;è necessità assoluta che uno decida anche per gli altri!Lo stesso vale in un rapporto maestra-alunno, dove la prima deve per forza prevalere sul secondo perché difficilmente ciò che pensa un bambino può conciliarsi con le necessità del mondo adulto. Dunque il terzo esempio a mio avviso non riassume completamente tutti i conflitti verticali. Quel che è certo è che,anche questa volta, a chiunque che sia in posizione dominante scoccerebbe sentirsi messo in inferiorità da un subordinato, e talvolta dunque l&#039;orgoglio prevale spesso sulla ragione. Così puoi trovare manager che pur di aver ragione e dare un&#039;immagine positiva e di dominio all&#039;esterno, non scelgono la scelta migliore per un&#039;impresa.
Alla fine purtroppo il tutto si riduce sempre all&#039;orgoglio: una volta tolto di mezzo i rapporti interpersonali potrebbero essere certamente più sereni!

Tommaso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Do il mio modesto parere su questo intervento: eccezion fatta per la situazione 1che mi pare la più semplice da risolvere, credo che le due successive siano un po&#8217; più complicate. Nella seconda ci sono due persone che sono &#8220;vittime&#8221; dei pregiudizi della società: ovvero che cedere (nel rapporto di coppia o in altri rapporti) significa uscirne sconfitti. Questo, purtroppo, è evidenziato talvolta proprio dalla controparte, che nel momento in cui ti disinteressi di una decisione e lasci all&#8217;altro scegliere, ti fa comunque capire di sentirsi il &#8220;vincitore morale&#8221; di una lunga lotta. Certo, se tutti noi discutessimo senza voler vincere a tutti costi (visto che non c&#8217;è alcun premio), arriveremmo a compromessi più facilmente!Invece talvolta è proprio il sentirsi sconfitti, o il credere che gli altri pensino che tu in questa ipotetica lotta ne sia uscito sconfitto, che ti fanno desistere dall&#8217;accettare una proposta altrui. In questo caso nessuno dei due è interessato alle ragioni altrui, ma diventa una vera e propria guerra senza alcun premio in palio e senza alcun vincitore. Molto spesso termina con due sconfitti (come hai fatto notare te)oppure continuiamo a discutere dimenticandoci nel frattempo la motivazione, tanto che diventa solo una lotta a chi cede per primo, una sorta di braccio di ferro.<br />
Il terzo rapporto forse è ancora più complicato, perché spesso (non mi limito all&#8217;ambito familiare) in un rapporto di subordinazione chi comanda è completamente (e a volte giustamente) disinteressato alle opinioni o gusti altrui. In un&#8217;azienda se ne fregano se non ti piace fare una cosa o se preferiresti farla in un altro modo: lì c&#8217;è da sviluppare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia. A volte le si possono sviluppare in modi diversi, altre volte no, e dunque c&#8217;è necessità assoluta che uno decida anche per gli altri!Lo stesso vale in un rapporto maestra-alunno, dove la prima deve per forza prevalere sul secondo perché difficilmente ciò che pensa un bambino può conciliarsi con le necessità del mondo adulto. Dunque il terzo esempio a mio avviso non riassume completamente tutti i conflitti verticali. Quel che è certo è che,anche questa volta, a chiunque che sia in posizione dominante scoccerebbe sentirsi messo in inferiorità da un subordinato, e talvolta dunque l&#8217;orgoglio prevale spesso sulla ragione. Così puoi trovare manager che pur di aver ragione e dare un&#8217;immagine positiva e di dominio all&#8217;esterno, non scelgono la scelta migliore per un&#8217;impresa.<br />
Alla fine purtroppo il tutto si riduce sempre all&#8217;orgoglio: una volta tolto di mezzo i rapporti interpersonali potrebbero essere certamente più sereni!</p>
<p>Tommaso</p>
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