#138

gen 10 2010

Il mio ultimo safari per l’estate

Com’è che non riesci più a volare cacciare?

Be’. Capodanno è passato, e a lunghe falcate si avvicina la primavera, tenendosi dietro per mano la tanto amata estate.
Per evitare di ripegare all’ultimo su vacanzucce dappoco e arrangiate, è il caso di iniziare subito a tirare fuori idee e a farsi un bel programma, no?

Anche io, in pausa da notifiche a Pubblici Ministeri e Consigli d’Amministrazione di S.p.A., ho fatto vagare la mia fantasia indugiando sull’estate prossima, e mi sono guardato un po’ intorno a caccia dell’offerta migliore, quella proprio adatta a me. E il diavolo mi porti se non l’ho trovata.

Chiaramente ogni riferimento a strutture o persone reali è fortemente voluto dall’autore, che è cattivo e rancoroso.

Sudafrica. Linea del Tropico del Cancro. Ah… una natura vergine e spietata. Come una Valchiria dei Mari del Sud. Ecco, osservate: una riserva naturale privata, curata da un filantropo sognatore vestito di bianco. Recintata stile Jurassic Park. Al centro di questa riserva naturale, un esclusivo residence con così tante stelle che la Via Lattea recupera il cappotto e se ne va umiliata. Ci sono dei cottage elegantissimi in rustico stile safari. I materassi sono imbottiti di crine di leone e i cuscini di piume di dodo. Sì, l’avevo detto che è luogo molto esclusivo. Fuori, strepitosi luoghi di socializzazione. Una piscina d’acqua limpida, piastrellata con maioliche originali del ’300 senese, così grande che ha solo due ore di buio al giorno. Splendida, ma mi chiedo come abbiano fatto a trasferirci dentro anche la barriera corallina. Poi, un punto in cui fare fuochi serali così colossali che anneriscono la luna. Gli schiavi I servi in livrea, pronti a servirvi frutta fresca del luogo e generose bottiglie di Morellino di Scansano di casa vostra o di vini francesi che non pronuncerete mai correttamente. Ma non è un semplice residence superlusso nella natura incontaminata. E sapete perché? Perché domattina andiamo a fare un safari particolare. Un safari di Caccia Grossa.

Io come arma userò un arco, che fa più Zulu. Tu prendi pure un fucile, di quelli che quando sparano ridisegnano la geografia del luogo. Che animali ci sono nella riserva? Be’, di tutti i tipi. Centinaia di specie di uccelli. Gazzelle, bufali, impala, zebre, giraffe. Leopardi. Foscolo. E altri poeti da pelliccia. “Un momento!” dirà qualcuno. “Ma non ci sono anche specie prote…”. Un sonoro soffio di cerbottana. Un tonfo. Andiamo!

Eccoci di ritorno. A bordopiscina un amico siede comodamente su una poltrona di bufalo, la testa abbandonata nell’incavo delle corna, e fuma un Montecristo appoggiando i piedi sul ventre di un facocero. Le ragazze, in acqua, chiacchierano e ridono, leziose, aggrappate al collo galleggiante di una giraffa. Le donne, sedute attorno a un tavolo, si fanno vento con le orecchie di un fu-pachiderma. Io me ne sto stoicamente in piedi vicino al fuoco, con ottanta chili di leopardo sulle spalle a mo’ di stola. Dissimulo l’imminenza del mio crollo sorseggiando un mojito, che mescolo con un corno di impala. Vicino a me dei bambini fanno volare i loro Power Ranger con le ali di superbi volatili smontati, e due più grandicelli fanno la lotta usando due zanne di elefante come spade.

“Hai visto com’era grossa la zebra che ho ammazzato?” dico agli altri.
“Ma figuriamoci! Non era grande mezzo pony”.
“Ha-ha-ha! E’ vero! Quella che ho ucciso io, invece sì che era un colosso”.
“Quella era una giraffa”.
“Sempre morta è! Ha-ha-ha!”
“Ha-ha-ha!”
“Ha-ha-ha!”

Sì. E’ questa la vacanza che voglio fare! Nell’Africa selvaggia. Con amici fidati. All’avventura ma nel lusso. Uccidendo brutalmente tutto quello che mi passi vicino anche solo per distrazione. Specie se è bello, elegante e maestoso come io non sarò mai. Dopotutto 50.000 dollari per una vacanza del genere (escluse le spese dell’assistenza venatoria durante i safari, ma sono solo 10, massimo 15.000 dollari, e le tasse di abbattimento – 5.800 dollari per un leone è un affare, più costoso un elefante con zanne sopra i 32 kg, che viene 24.000 dollari), 50.000 dollari per una vacanza del genere, dico, sono ben spesi.

____________________________________________

Un leone è un leone perché gli uomini, contro di lui, non possono nulla, perché per catturarlo perdiamo cinque dei nostri, perché per ucciderlo bisogna essere più silenziosi, più veloci, più forti, e con un coraggio come il suo. Lo sapete? I leoni, uccisi col fucile da biascicanti americani entusiasti d’ignoranza o da ricchi francesi pallidi e burrosi, muoiono due volte. La caccia può non essere un male assoluto. Ma non se fatto per il divertimento di sentirsi qualcuno ammazzando vigliaccamente le fiere più superbe per farne trofei, per farsi foto coi loro cadaveri riversi scoprendone le zanne sporche del sangue che anche tu vomiteresti con una pallottola di piombo incandescente che ti sfonda i polmoni. Sono quelle fiere che ci terrorizzavano a morte, quando non eravamo che gli ultimi ospiti di questa terra. Quelle che hanno passato al vaglio il valore e l’intelligenza di tanti uomini. Quelle che portano ancora riflesso negli occhi, senza mai scordarlo, il volto bellissimo e terribile della Natura.

Postilla: ho romanzato. Ma questo posto esiste davvero. E non è l’unico. Sono decine, e decine, e decine.

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7 Commenti per “Il mio ultimo safari per l’estate”

  • #1 Tommaso scrive:

    Ottimo post, davvero!Peccato fosse solo così corto. Ad ogni modo ero venuto qui non per adulare, ma per un commento rapidissimo, in merito all’ultima riga di spot. Per quanto la pensi come te, e non ci vedo molto coraggio nell’ammazzare un leone col fucile (sarebbe meglio un duello con due fucili, uno per me ed uno per il leone, oppure a mani nude, almeno così c’è un filo di coraggio o di bravura da dimostrare), e per quanto io ammazzerei una bestia solo se mette a repentaglio la mia vita, devo sottolineare per forza come non possiamo sembrare stupefatti dell’esistenza di posti simili (almeno così mi è parso dall’ultima riga, se sbaglio correggimi!), in quanto laddove c’è una domanda è naturale che ci sia pure un’offerta. Non possiamo pensare che tutti abbiano la nostra stessa moralità, e ovviamente sapevo dell’esistenza di posti simili, localizzati in paesi che magari di questo tipo di turismo ne hanno davvero bisogno, o per migliorare le finanze del Paese o per ingrossare le finanze di questo o di quell altro dittatore africano.
    Il punto praticamente è che pur non piacendomi i safari (ma li disprezzo in quanto concepisco la caccia solo per mangiare la carne d’animale, anche se non andrei mai a cacciare), capisco perfettamente come sia ovvio che se a qualcuno piace, qualcun altro sarà disposto a fornire un’offerta di safari. Facciano come gli pare, ma a me personalmente pare molto da sfigati andare in giro (o farsi anche solo fotografare) con un ghepardo (vivo o morto?) sulle spalle e magari ammazzato grazie ad un fucile!

    Tommaso

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  • #2 Alessia scrive:

    Senti Giorgio, ma non è che di questi 50.000 dollari che spenderai me ne daresti un migliaietto?
    Andrei anch’io in Africa,in un posticino un po’ meno lussuosino,ma ci terrei davvero!Lo chiamano “missione”,mi pare…
    Magari poi mi fai pure fare qualche foto con gli animali che ammazzerai,io credo sarò troppo impegnata a mangiare con le mani senza farmi ridere in faccia dagli abitanti del luogo…Però voglio raccontare alle amiche di essermi procacciata da sola l’alligatore che tengo nella vasca da bagno!T’immagini che vergogna dire che sono andata a fare la stessa vita degli schiavi,ops,servi?
    Fammi sapere,cià! ;)

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  • #3 Giorgio scrive:

    @ Tommaso
    Io non sapevo che esistessero. Pensavo ci fosse una sorta di protezione diffusa di certe specie anche se non strettamente a rischio d’estinzione. Pensavo i safari fossero mero watching. Di certo, non credevo si potessero ammazzare leopardi, leoni ed elefanti.
    A posteriori, intendo che non saranno certo gli stati africani sul filo del collasso economico a porre fine a questa barbarie, visto che qualche soldarello così lo raccattano. Si dovrebbe invece avere fiducia nell’etica della Cultura Occidentale! Sì, so benissimo di essere un umorista di prim’ordine.
    Etica, poi. Ma quale etica. La faccenda è tanto più a monte! Questa è estetica. Un leone è cento volte più bello di qualsiasi mozzarellone pseudo-action-man vada lì a impallinar grandi felini. Quindi logica vorrebbe che fossero invece i leoni a venire qui a sbranare la gente! :D

    @ Alessia
    Coccodrillo coccodrillo… Ecco: tassa d’abbattimento 2.080 dollari. Lo vuoi per il compleanno?
    Comunque dovrei poterti accontentare. Se rinuncio ai pediluvi con lo Chateau Cheval Blanc del ’95 posso usare il risparmiato per pagarti il viaggio. Anche se… non sai quanto amo i pediluvi di Chateau Cheval Blanc del ’95.

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  • #4 Guido Giacomo Gattai scrive:

    Per me uno dei tuoi migliori post di sempre, complimenti e inchini, come ormai d’abitudine :)

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  • #5 kiara scrive:

    Ammetto che anchio non sapevo che esistessero. Trovo disgustoso che per sentirsi qualcuno si uccidano animali senza motivo. (Ho quasi finito di leggermi tutto il sito :) )

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  • #6 Massimo scrive:

    Oddio avevo visto solo il primo sito, però il secondo è anche più orribile dell’altro :/

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  • #7 Alessia scrive:

    @ Giorgio

    Io non ti priverei mai di un pediluvio allo Chateau Cheval Blanc del ‘95!!Anche se dubito di averne mai visto uno in vita mia sono certa che sia di vitale importanza!Non farmi passare per l’orribile egoista che non sono!
    Magari il coccodrillo per il compleanno te l’accetto,così lo faccio sguazzare insieme ai gatti(che animali volgari i gatti,meglio i leoni denutriti,molto meglio,chiedetelo al professor Tommaselli)!Però per quanto riguarda il viaggio tutto sommato credo che resterò a casa a guardare le repliche del Grande Fratello,sarò contenta di sapere che starai facendo il tuo pediluvio e che porterai tante pellicce di animali ai quali potresti essere allergico(un motivo in più per ammazzarli!!)!
    Credo di aver scelto saggiamente….sì,sto proprio crescendo!

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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