Legge-libera-caccia
Il nostro beneamato Parlamento ha approvato la deregolamentazione della caccia. Da oggi esiste quindi una legge che prevede la sostituzione della regolamentazione nazionale della caccia con una disciplina regionale. Chiaramente molto più libera e smaliziata. Ma adesso, lasciatemi dire due parole in generale…
Un tempo si cacciava per sopravvivere. Poi si è iniziato a cacciare per -ehm- divertimento (o per questioni di arredamento, come potete vedere sopra). Attualmente, poi, fra i motivi della caccia c’è la necessità di mantenere un equilibrio fra le popolazioni del regno naturale.
Ma nel ventunesimo secolo, chi è il nuovo cacciatore?
Il nuovo cacciatore (neo-venator carabina) è un uomo di estrazione sociale variabile, di età variabilissima ma con alcune caratteristiche fisse.
- Ha il pene piccolo. Compensa con la colossale mole del suo fucile, capace di disintegrare un toro in coriandoli da duecento metri.
- Ha una vita vuota. Infatti non ha altri hobby e può permettersi di passare giornate intere a rincorrere animali enormemente più furbi di lui finché non riesce ad abbatterli solo con una superiore potenza di fuoco. (Odia i fagiani perché da piccolo lo battevano sempre a scacchi.)
- Pensa di avere un ottimo rapporto con la natura. In realtà non conosce il valore della vita animale né vegetale. Che distrugge ad libitum. Millanta di sapersi muovere invisibile e silenzioso fra gli sterpi e i cespugli, ma assomiglia ad un trattore degli anni ‘50 e respira come una motosega.
- In casa ha un arsenale di carabine doppiette cannemozze da far paura a Provenzano. Esposte in salotto. Spesso quei curiosoni dei figli tredicenni ridipingono le pareti con le proprie cervella o con quelle dei fratelli.
- Ha un sacco di amici zoppi o feriti e un paio di processi pendenti per omicidio colposo. Ma diavolo, non è mica colpa sua se le persone nel bosco si muovono come cinghiali.
Io non voglio negare che la caccia abbia un suo perché. Può essere esercitata con molti spiriti diversi. Può essere strumento, doloroso, per mantenere l’equilibrio naturale delle cose. Equilibrio che la Natura è sempre in grado di ripristinare, ma in modo molto più lento ed eugualmente se non più doloroso. Però essendo un’attività che spenge vite animali, ed essendo la vita sacra, la caccia è accettabile soltanto nel caso in cui mantenga questa dimensione di sacralità. I nostri antenati, quando erano costretti a uccidere per sopravvivere, domandavano perdono allo spirito dell’animale. Ma nelle pianure americane i bufali marcivano a migliaia, uccisi dall’uomo bianco che sparava dai treni.
Aldifuori di una dimensione scientifica sacrale, la caccia non deve esistere. Non ci devono essere persone che per sport uccidono gli esseri con cui condividiamo il cielo e la terra. Non ci devo essere zoticoni cameratisti che per sentirsi uomini e affermare la propria incerta virilità violentano la Natura. Non ci devono essere uomini stupidi che tengono micidiali armi da fuoco in casa – o non ci si deve almeno stupire se molte persone ogni anno vengono uccise da armi da fuoco “regolarmente denunciate”. Come se il denunciarle le rendesse meno letali.
Tutto questo è pericoloso e offensivo per ciò che di più sacro esiste. Ma la maggioranza del nostro Parlamento ha dimostrato ancora una volta che di ciò che è veramente sacro se ne sbatte le palle. Facciano pure sregolatamente le regioni. Che i neo-venatores carabinis sparino pure d’agosto e di febbraio. Quando è bello camminare da soli per i boschi e gli uccelli nidificano. Dopotutto per i cattolici il dio cervo non ha un’anima. Quindi, a non rispettarlo, non si pestano i piedi a nessuno.












29 gennaio 2010 @ 21:28
Mi è stato segnalato questo interessantissimo blog da un altro vostro fan e da tempo seguo le vostre discussioni. Mi permetto ora di commentare questo sacrosanto “articolo”.
E’ sicuramente scandaloso che il nostro parlamento abbia approvato una legge simile, ma dopotutto è l’ennesima conferma che non sono gli ideali a comandare in Italia, e nemmeno a creare un barlume di speranza, ma è solamente la speculazione economica e il conflitto di interessi. L’ignoranza poi che l’uomo comune possiede non gli permette di concepire l’animale come un essere vivente, e quindi non si farà sicuramente scrupoli a cacciare ancora più spietatamente di prima. Ma non per cattiveria, bensì per “divertimento”….MAh…
Mi permetto però di muoverti una critica. Io sono un cattolico credente e praticante, e ritengo di essere ormai abbastanza entrato in dinamiche che mi consentono di esprimere un commento non totalmente campato per aria.
Colui che non rispetta gli animali ed è cattolico non lo fa perchè quell’essere non ha anima, ma perchè è ignorante. infatti gli animali, quali esseri del creato, sono creature di Dio, e come tali vanno rispettate. Attenzione a non confondere gli atteggiamente di chi si dice cattolico e di chi invece lo è….
29 gennaio 2010 @ 21:38
@Articolo in generale
Interessante punto di vista che condivido a grandi linee, anche se le tue considerazioni probabilmente rappresentano solo la facciata del problema, bisognerebbe considerare ciò che si muove dietro a livello “economico”.
@cattolici
…non si può fare di tutta un’erba un fascio…
Io sono un Cristiano che ha ricevuto una formazione Cattolica ed ha frequentato il “catechismo”, dove mi è stato insegnato il rispetto dell’ambiente e della natura.
Nessuno mi ha mai vietato di seguire la filosofia di vita Vegana.
Quotidianamente cerco di rispettare, nei limiti delle mie capacità, ogni forma di vita animale (compreso l’uomo
, continuando a credere in Dio e considerando negativamente la scelta fatta dal governo.
Sapessi poi quanti laici cacciatori sono presenti in Italia, soprattutto nel Gran Ducato…
See ya!
29 gennaio 2010 @ 21:43
@Nicola
Quoto il tuo commento
@Giorgio
Ovviamente articolo interessante.
@Armi in casa
Opterei per vietare a tutti il possesso di armi, dato che la mente umana non sempre segue la via della ragione e anche il più sano di mente può perdere la strada…
29 gennaio 2010 @ 23:34
Piacere di conoscerti, Nicola! Bentornato FocaSan.
Lo so, sono pigro.
Risponderò a entrambi con un commento unico.
Ciò che si muove a livello economico, lobbistico e politico non mi interessa troppo. Non ci posso fare nulla e non amo le tesi complottische. Posso invece cercare di influenzare i lettori andando a parlare del piano umano. Su cui poi si reggono anche le alte sfere, imperscrutabili. Quindi non mi sono interessato della facciata, ma del micro, del particolare.
Circa il cattolicesimo, innanzitutto la mia era una provocazione. Proprio oggi ho sentito parlare dell’ennesimo penoso caso di un uomo ridotto a un vegetale che per farsi morire è dovuto andare in Belgio, dall’Italia. E mentre subito gli alti gerarchi della Chiesa si sono fatti prontamente sentire, in proposito, nulla è stato detto su questa legge – nonostante la tendenza al commento legislativo da parte del clero.
Non crediate che io di Cristianesimo sia digiuno. Sono battezzato, comunicato, cresimato e ho insegnato catechismo. Ho studiato istituzioni di apologetica. A maggior ragione, senza voler sconfinare in un discorso che certo non può essere tenuto tramite commenti, posso affermare che quanto affermato, per la dottrina non è affatto scontato. Posso accordarvi di appartenere ad un ramo compassionevole e naturalistico del Cattolicesimo, molto in voga ed estremamente apprezzabile. Ma non dimentichiamo che con argomentazioni eugualmente forti si può giungere cristianamente a dire che tutto questo mondo non è che manipolabile res extensa, che il corpo è un’entità da mortificare, che -quale fu il papa che lo disse ex cathedra, quindi infallibilmente, forse Pio XI? devo ricontrollare- le grida degli animali al macello non sono diversi dagli stridori dei macchinari industriali. Dopotutto, non è un caso se la scienza si è sviluppata inizialmente solo dove ha attecchito il Cristianesimo. L’operazione storica di questa religione è stata quella di risucchiare dal mondo il sacro immanente in un santo trascendente, trasformando lo stesso mondo, così, in cosa sfruttabile ad libitum, sezionabile, sviscerabile ma soprattutto improfanabile. Perchè solo ciò che è sacro è profanabile. Quindi, se nel vostro sentir cristiano nutrite un sentimento per la Natura come creatura di Dio, non ho che piacere. Ma quella nei confronti della Natura, per il Cattolicesimo, è una posizione dottrinalmente controversa e complessa.
Il mio riferimento alla Chiesa, comunque, era circoscritto ad una provocazione per le tendenze eccessivamente teodem e teocon che il parlamento ha dimostrato di soffrire. Non ho mai dato a intendere altri legami o esclusività circa la caccia, praticata da beoti d’ogni credenza.
Sulle armi in casa, mi sono espresso più volte a favore della tua posizione, FocaSan. Come in Giappone. Se non sono male informato secondo l’ordinamento nippponico è fatto divieto ai civili di possedere armi rosse.
30 gennaio 2010 @ 02:04
Vorrei tanto fare un commento a questo splendido post ma non mi viene in mente niente che non abbiate già detto. Dirò però che mio padre è cacciatore, ha sempre rispettato gli equilibri della natura e diretto per anni l’ufficio Agricoltura della Provincia, e che è per questo che sarebbe perfettamente d’accordo con te e con le sregolate regole di oggi ha smesso da vent’anni di andare a caccia. Non si caccia più per equilibrio, si caccia per massacro.
30 gennaio 2010 @ 13:56
@Giorgio
Uno scambio di provocazioni è al quanto divertente, non trovi?
Io sono un Cristiano di formazione cattolica, questo per me non significa essere un cattolico e soprattutto non rappresenta il fatto che debba seguire tutto ciò che dice la Chiesa.
Contrasto spesso ciò che la Chiesa Cattolica rappresenta oggi e sono convinto che essa necessiti di un cambiamento radicale, il problema risiede nel trovare persone, credenti, con una certa apertura mentale per poter attuare questo tipo di “rivoluzione spirituale”.
Spesso si contesta l’influenza della Chiesa a livello politico, senza considerare il numero di persone che hanno rafforzato la sua presenza in tale contesto, indirettamente, votando determinati partiti. Con questo non giustifico le influenze indirette che spesso esercita, a mio parere, ingiustamente.
Ripensando alla questione del possesso di armi, credo di aver ragionato troppo superficialmente, alla fine anche un trincetto o una sparachiodi possono diventare strumenti di morte. Quindi il cambiamento dovrebbe esistere a livello sociale.
Mi definisco un sognatore che spesso si diverte a sconfinare nel ruolo del visionario, ci sentiamo dire che la soluzione più semplice è spesso la soluzione migliore ma se in questo caso la soluzione più complessa rappresentasse l’unica via di uscita?
Perché non cambiamo tutto? perché non cambiamo questa società completamente, creandone una basata su alcuni principi come l’amore e l’assoluto rispetto di ogni singola persona? mi verrete a dire che il potere economico e la scarsa evoluzione celebrale di alcuni individui non ce lo permetterebbe, che le diversità di pensiero non riuscirebbero mai ad accordarsi…
… non rappresentano però solo delle scuse? ci poniamo spesso limiti invalicabili, quando in realtà c’è stato dato un potere a dir poco “divino” che è il pensiero, un elemento di Infinita potenza.
Se condividessimo i nostri pensieri per trovare la soluzione che ci serve, potremmo veramente cambiare ciò che ci circonda… ma spesso è più semplice focalizzarsi sui problemi derivati e rientrare nel masochistico giro delle infinite lamentele…
Questa discussione è stata una piacevole pausa celebrale.
Complimenti per gli interessanti articoli realizzati finora.
Statemi bene e forse un giorno mi farò di nuovo sentire.
Damiano
30 gennaio 2010 @ 22:52
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature
Francesco D’Assisi
31 gennaio 2010 @ 10:58
Peccato che nella linea comune adottata dai prelati che pesano all’interno della Chiesa l’insegnamento di San Franscesco non abbia respiro, e anzi sia reputato sconveniente. E’ curioso che le grandi fugure religiose, quelle veramente illuminate, ammirate anche dai laici, siano le più denigrate ai vertici della loro stessa istituzione.
31 gennaio 2010 @ 16:12
Come non essere d’accordo?
E’ decisamente emblematico della sviluppata intelligenza degli individui che si dedicano a tale “passatempo”il fatto che quando la domenica andiamo a trovare i gattini e il cane in campagna dobbiamo cominciare a spaventarci sentendo degli spari, nonostante ci troviamo in una zona piena di villette e nei pressi di un agriturismo; che debba trattenere il respiro mentre il mio ragazzo va a far correre un po’ il cane per timore che lo scambino per non so quale bestia rara(ovviamente per ridurre il rischio io rimango ad aspettare vicino casa)o che debba sentire le pallottole o che cavolo d’altro sarà stato tintinnare contro le sbarre del cancelletto a pochi metri da me. Per non parlare del timore che il mio micio venga scambiato per una volpe…
A proposito del terzo paragrafo dell’articolo mi è venuto in mente Avatar. Una specie di moderno Pocahontas in 3D, comunque pieno di buone intenzioni oltre a quella di incassare triliardi.
Sono state sollevate altre questioni spinosissime, credo che uno dei problemi sia che forse, molto spesso, e parlo principalmente per me, non siamo del tutto consapevoli e informati su ciò che la nostra religione ci chiede per poterne fare parte da buoni cristiani o cosa professi o metta al bando nel particolare.
Ci ho riflettuto spesso, la scorsa domenica ho pure partecipato ad una riunione, ma sempre con scarsi risultati. Per il momento rinuncio alla Cresima in quanto, finché mi definisco cristiana e cattolica, per me avrà il valore di una piena conferma della mia fede e la decisione di abbracciare questo credo per come la nostra Chiesa ce lo impone(forse l’espressione imporre è un po’ infelice, ma è un fatto)e di tutto ciò io non mi sento affatto convinta. Vorrei evitare almeno di mentire ad una della parti più profonde di me stessa. Sento un forte bisogno di spiritualità e di amore e gratitudine per tutto ciò che mi circonda e di buona disposizione nei confronti del mio prossimo, ma questa Chiesa non mi convince.
31 gennaio 2010 @ 16:16
Chiedo umilmente venia, il commento si è fiondato da solo sulla pagina senza che avessi dato il mio consenso.
Ad ogni modo, be’, non c’era più molto da dire. Non è questa la sede per interrogarmi(ci)sulla mia(nostra)fede e chissà se ne può esistere una al di fuori del nostro animo e della nostra coscienza.
Aurevoir!