#145

feb 10 2010

Esperimento: Visione periferica e consapevolezza

Oggi abbiamo una proposta tutta nuova per i nostri affezionati lettori!

Invece del solito post scritto, ecco il nostro primo audio-post! Sì, lo so, siete sconvolti. Ma vi riprenderete, ne sono certo. Voglio proporvi un esperimento che potete fare comodamente stando davanti al vostro computer (non temete, e non accampate scuse, dura 4 minuti!).

Questo esperimento riguarda la visione periferica – ovvero la capacità di intuire quello che succede intorno a noi, anche se è ai limiti del nostro campo visivo. Dico intuire e non vedere, perché non siamo in grado di distinguere bene gli oggetti e le persone che si muovono, però possiamo percepirne la presenza.

Conoscendo innanzitutto – e ampliando poi – la visione periferica, siamo in grado di essere più presenti nell’ambiente in cui ci troviamo. Inoltre, dopo che abbiamo esteso la nostra percezione all’esterno, possiamo includere anche noi stessi in questa percezione. Ma non fatemi scrivere altro..!

Ascoltate l’audio qua sotto, e fateci sapere se l’esperimento ha funzionato e vi ha trasmesso qualcosa! Buon ascolto.

(Cliccate sul link qua sotto per caricare il player! Se volete potete anche scaricare il file.)

Esperimento – Visione periferica e consapevolezza

Credits:
Ispirazione per il testo da PNL di James – Shepard
Musica di
Livio Amato e Philippe Bray

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8 Commenti per “Esperimento: Visione periferica e consapevolezza”

  • #1 L'Uomo Focaccina scrive:

    Massimo hai una voce sexissima :O

    Comunque è veramente veramente figo, lì per lì è molto intrippante, dopo un po’ ti rendi conto che funziona davvero.
    Non so se è quello che dovevo fare, correggimi se sbaglio, ma io mi sono creato un modello tridimensionale precisissimo della mia camera. Alla fine era come se fossi circondato da uno schermo sferico di cui vedevo tutti i punti contemporaneamente. Lo stato di coscienza alterata in cui ti trovi verso la fine è veramente poderoso, è come se si riuscisse a riempire ogni angolo della stanza espandendo sé stessi.
    Sì, sì, è ganzissimo. Ti rendi conto di quanto poco si sia presenti in condizioni normali. :D

    E poi fa un sacco jedi.

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  • #2 Massimo scrive:

    Tutto esatto! Fortuna che è arrivato un commento, pensavo che sta cosa avesse spaventato (ma forse è così?)…

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  • #3 L'Uomo Focaccina scrive:

    Hai una voce troppo sensuale per essere spaventoso :O

    Forse sono tutti ancora preda del trip, oppure in bagno.

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  • #4 Marina scrive:

    No,non credo proprio che faccia paura.
    Credo, piuttosto, che si possa definire impressionante.
    E’ qualcosa che avevo già sperimentato tempo fa e ti dico che se provato in un ambiente diverso dal quotidiano,in cui il ricordo e la profonda conoscenza di quello che c’è là dove lo sguardo non arriva, non possono incidere più di tanto nella percezione generale, è ancora più strabiliante. Ti trovi a ” sentire” qualcosa che non solo non vedi ma che al tempo stesso non conosci ed è come se lo stessi guardando per la prima volta senza vederlo davvero. :)
    Per quanto riguarda il resto ti faccio i complimenti.
    Non è facilissimo monopolizzare l’attenzione e guidare la mente in percorsi del genere, ma mi pare che tu ci sia riuscito.

    Buonanotte.

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  • #5 Massimo scrive:

    Grazie, fa veramente piacere ricevere risposte del genere. :)
    Il bello è che un’esperienza del genere è davvero personalissima, diversa da persona a persona, quindi fa molto piacere che cerchiate di esprimere quello che avete provato.

    Anche se devo dire che ormai inizia a far strano sapere che sul blog c’è una cosa cliccabile che mi fa parlare :D

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  • #6 Giorgio scrive:

    Con una voce così suadente, poi. :D
    Comunque sono sempre esperimenti piacevolissimi, questi. Ricollegandosi al post sulle droghe (:)) ti permettono un’alterazione sensoriale la cui consapevolezza torna utile nello stato normale. Una buona percezione del sé nello spazio dà grande forza. Riacquistare questa percezione è qualcosa che sarebbe bene ricordarsi di fare, nei momenti di tristezza debole. Non risolve, ma la presenza del concentrarsi sul problema (come sul punto) senza vedere solo quello aiuta sempre molto.

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  • #7 kiara scrive:

    Bello! Quoto l’Uomo Focaccina: fa molto jedi. E’ davvero (perdonate il termine) “intrippante”: fa uno stranissimo effetto poter utilizzare i sensi in questo modo, poterli governare e percepire cose a cui solitamente non fai caso. E’ anche molto rilassante.
    :D Bell’idea quella degli audio-post! Fatene altri :)

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  • #8 tool scrive:

    quello che stavo cercando, grazie

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
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