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	<title>Commenti a: Quello che non dobbiamo sapere sulla droga</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Di: Alessia</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/02/quello-che-non-dobbiamo-sapere-sulla-droga-2252.htm#comment-723</link>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 23:09:14 +0000</pubDate>
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		<description>Mmmh... Sono un po&#039; confusa, anche perché ho letto tutto piuttosto in fretta(questo succede quando calcoli male i tuoi tempi...). Per cui chiedo venia in anticipo per l&#039;eventuale sommarietà di questo commento, ma se non lo faccio adesso è sicuro che non lo farò più.

Anch&#039;io ritengo che l&#039;arte sia assolutamente altro dalla morale e dall&#039;educazione del pubblico. Perdonate l&#039;erudizione della citazione, ma giustamente Caparezza sostiene:&quot;Faccio canzoni, mica catechesi&quot;. Lo sappiamo bene, ne sono stati citati moltissimi esempi:non sempre gli artisti che più apprezziamo sono o sono stati degli esempi che ci piacerebbe seguire dal punto di vista personale e della conduzione della propria vita. Ascolto con estremo piacere le canzoni di Morrison ma non potrei mai condurre quello stile di vita, non mi piacerebbe e non ne sarei capace; mi capita di sentire un forte bisogno di disintossicazione anche solo dopo una semplice serata con un po&#039; d&#039;alcol e sigarette in più.
Certo Morgan non ne ha parlato in una sua canzone, lo ha dichiarato in un&#039;intervista(che si è pure saputa fare taaaanta bella pubblicità)... Ma se siamo per la libertà di parola non capisco perché dobbiamo però negarla agli artisti!Vi dico una cosa: non avrà certo creato più tossicodipendenti Morgan del mito dell&#039;eternamente forti, belli, efficienti e allegri. Che Morgan l&#039;abbia detto è stata pura e semplice, candida sincerità. E la sincerità per me è sempre un bene. Perchè trattando la cocaina come qualcosa di cui si può discutere serenamente e non come un mostro IMPRONUNCIABILE si potrebbe anche stimolare qualcuno a rifletterci un po&#039; su e poi scegliere se volerla provare o meno. Il non parlarne crea solo confusione e buio e la scelta diventa cieca e inconsapevole. O ti ci fiondi sopra e senza rendertene conto ti ritrovi un ebete ad essa completamente asservito oppure ti ci scagli contro senza riserve ed emargini chiunque voglia anche solamente discuterne con te. Credo che parlarne con serenità sia l&#039;unico modo per portare a scelte consapevoli, bisogna sempre far sentire a coloro che reputiamo più inesperti che comunque crediamo nella loro intelligenza e capacità di giudizio e che siamo sicuri che, messi di fronte ai TUTTI  gli effetti piacevoli e spiacevoli di determinate sostanze, poi sapranno prendere una decisione giusta o almeno consapevole. Trattare questa massa informe e indefinita che politici e opinionisti vari si ostinano a chiamare &quot;i giovani&quot; come se fossero dei bambinetti idioti, non insegnerà loro a farsi padroni delle proprie azioni. E&#039; come se i vostri genitori vi avessero tenuti per tutta la vita all&#039;oscuro dell&#039;esistenza dei coltelli e avessero impedito a chiunque di nominarli in vostra presenza per paura che poteste non saperli impugnare dalla parte giusta: non vi sentireste trattati come degli idioti e deresponsabilizzati?Non che Morgan abbia voluto rendere consapevole chissachì, lui parlava e basta, ma tentare di tappargli la bocca o costringerlo(di fatto)a ritrattare pubblicamente mi fa sentire in maniera mooolto ma molto forte l&#039;alta opinione che certa gente può avere di questi famigerati &quot;giovani&quot;. E non è una sensazione piacevole. Ci saranno anche i decerebrati ma ci sono anche quelli come mio fratello, che a diciotto anni sono circondati di amici che si drogano ma rimangono del tutto indifferenti e sereni perché hanno fatto la loro scelta consapevole nonostante ascoltino J-Ax(che di certo non mi pare abbia mai fatto mistero del suo amore per la marijuana). Evidentemente però chi deve andare a Sanremo è meglio che stipi tutti gli scheletri(o presunti tali)dentro all&#039;armadio per poi ritirarli fuori non appena finito il festival; cosa che non solo lo rende una sagra dell&#039;ipocrisia nel senso odierno e più comune del termine(ma su questo non avevamo dubbi), ma attua anche il dubbissimo meccanismo secondo il quale chi viene ammesso al festival di Sanremo non è più libero di vivere e parlare come gli pare in quanto facente parte da quel momento del Regno della Canzone Italiana in cui tutti sono irreprensibili e irreprensibilmente censurati(a meno che non si sia manifestamente idioti come Povia:l&#039;idiozia è sempre stranamente tollerata e anzi magnificata in tali contesti). L&#039;unica cazzata che a mio parere si può imputare a Morgan è stata la sua subitanea ritrattazione e il suo dichiararsi amaramente pentito. Ma lo capisco. Non siamo tutti perfetti, anche quando siamo artisti, e Morgan voleva semplicemente partecipare a Sanremo, fare il suo successo e guadagnare i suoi milioncini anche a costo di dover lustrare qualche decina di natiche con la lingua. Mi piace quello che scrive, lo leggo, lo ascolto, mi piace anche come pensa a volte, ma io questo non l&#039;avrei mai fatto. Dopotutto se ci reputiamo esseri pensanti dobbiamo essere capaci di critiche anche a chi ammiriamo per certi aspetti. Adesso però abbiamo un possibile perché della sua ritrattazione. Io sono sicura che se al posto suo ci fosse stato qualcun&#039;altro, Morgan avrebbe fatto fuoco e fiamme sostenendo la sua(di quello) libertà di vivere, di scegliere, di parlare. Ma sulla brace ci stavano le sue di chiappe e ha preferito preservarle nella maniera meno faticosa. Peggio per lui, secondo la mia modesta opinione.

E&#039; successo che il mio illuminatissimo professore di filosofia del liceo ci parlasse del peyote e di &quot;A scuola dallo stregone&quot; di Carlos Castaneda. Si può intuire che opinione egli avesse a tal proposito dato che ce ne parlò con grandissimo entusiasmo ed essendo lui stesso stato, nel suo piccolo, un buon rappresentante della &quot;generation&quot; a Castaneda associata, la cosiddetta &quot;beat&quot;. Credo che ne avesse provate di tutte anche lui(il mio prof), partito a piedi da casa sua intorno ai diciott&#039;anni e giunto fino in Germania attraverso chissà quali vie e mezzi e avendo anche fatto esperienza di determinate comunità che, semplificando ciò che ricordo dei suoi racconti, potrei definire radicalmente votate alla filosofia hippy. Ma non era dipendente da niente che non fosse nicotina a quel tempo in cui venne ad insegnare nella mia classe. Per questo lo ammirai ancora di più. Lui di certo non disdegnava le droghe né le teorie di ampliamento della percezione ad esse associate, ma certo non aveva permesso che quelle porte della percezione gli sbattessero violentemente in faccia lasciandolo a terra, confuso, con numerosissimi neuroni in meno. 
Ci credo quando Giorgio scrive che se certi artisti non avessero fatto esperienza di determinate sostanze probabilmente il mondo sarebbe stato privato di opere sublimi e capaci di commuovere. Ma sono anche consapevole che certe sostanze ci abbiano privato di tantissime altre. Il punto è che se posso accettare di non aver più potuto ascoltare ipotetiche altre canzoni di Cobain, non sono sicura di poter accettare che gente che magari non sarà mai geniale, ma anche persone che potrebbero esserlo brucino più della metà delle proprie capacità intellettive A CHE PRO?
Anche per quanto riguarda gli artisti forse bisogna specificare qualcosa:essi possono creare e donare al mondo la loro arte(o anche solo il racconto della loro esperienza) GRAZIE ALLE o NONOSTANTE le droghe: grazie, come nel caso di Castaneda o degli episodi citati da Giorgio, nonostante come nel caso di Kurt Cobain che è stato un grande musicista ed era anche una persona davvero profonda, ma la cui arte è stata uccisa stavolta, dalla droga, basta leggere i suoi diari...Cobain sarebbe stato un grande visionario anche senza l&#039;eroina, difatti ha preferito schiantarsi il cervello non appena resosi conto di star diventando un invertebrato, incapace anche solo di pensare a qualcosa che non fosse la sua prossima dose. Probabilmente molti avrebbero fatto la sua stessa fine se non avessero avuto la macabra “fortuna”di morire di overdose o per altre cause. So che è una cosa piuttosto forte da dire, stupisce anche me perché sto formulando i pensieri nel momento stesso in cui scrivo, ma pensateci: è scientifico che le droghe comincino sin da subito a farti i neuroni alla brace e a creare subdolamente dipendenza, ma i veri effetti devastanti di questi due processi si manifestano dopo tempo. Io non sono un’artista e nonostante ciò non sopporterei di sapere le mie capacità intellettive e la mia stessa volontà lentamente annientate da qualcosa di evitabile che presto si renderà inevitabile.  Posso solo immaginare cosa possa voler dire questo per un artista invece, qualcuno che grazie a quelle capacità e quella volontà CREA arte. E quello che immagino è pauroso. Non mi stupisce che qualcuno di loro possa aver deciso di metter fine alla propria vita non appena sbirciato dentro l’abisso che si era scavato da solo. 
E’ pensando questo che ho sempre voluto evitare di provare alcunché, a parte la marijuana, tra l’altro sperimentando che non mi faceva il minimo effetto. 
Per questo spero che per “uso sapienziale” Giorgio intenda anche “occasionale”, molto “occasionale”, perché purtroppo prima o poi la dipendenza arriva, l’abbiamo sperimentato col fumo, e non credo sia facile sottrarvisi; io almeno ho voluto evitare di mettere alla prova il mio corpo, salvo poi dovermi dare ragione avendo ricominciato a fumare dopo un po’ che avevo smesso. Capisco in che senso si vogliano paragonare fumo, alcol e droghe ma mentre il fumo non intacca il nostro cervello(se non nel momento in cui agisce nella nascita di una dipendenza), l’alcol e le droghe lo fanno, ma ancora differentemente gli effetti dell’alcol si possono cancellare con una bella dormita e magari qualche caffè(parlo molto limitatamente agli effetti permanenti sul cervello, è ovvio che se si è alcolisti il discorso cambia), quelli della droga purtroppo no. Ho rincontrato ragazzi che frequentavo al liceo dopo un paio d’anni di università: questi al liceo si spaccavano di canne dalla mattina alla sera e poi discutevano, dipingevano e quant’altro…Quando li ho rivisti a malapena articolavano una frase e per chiederti “Ciao, come stai?”ci voleva almeno un buon quarto d’ora… Alcuni amici di mio fratello che erano stati delle persone divertentissime ed esilaranti sono diventati freddi e vuoti, anche loro mooolto lenti nell’articolare pensieri e parole. Credo che nessuno possa sfuggirvi. Neanche gli artisti più illuminati. Di questo è bene che ne siamo consapevoli, dopodiché possiamo permetterci di essere tolleranti. 
Credo che se ne debba parlare e lo si debba fare senza pregiudizi. Siamo tutte persone molto informate, intelligenti e consapevoli, per questo siamo tolleranti e non sopportiamo ostruzionismo e ipocrisia(sempre nel senso più comune).  

Per il resto non mi sento di dissentire con Giorgio quando dice che non esistono mali assoluti e che un uso passivo anche della televisione stessa può essere deleterio, ma su questo ci sarebbe ancora da discutere perché in realtà sembra proprio che lui però la tv la consideri davvero un male assoluto, mentre io credo che stia a noi riuscire a farne un uso intelligente e a trovare ciò che di buono può esserci anche in qualcosa di apparentemente sterile. Solo dopo aver cercato con mente aperta e senza pregiudizi potremo esprimerci sulle qualità o mancate tali di quasi ogni cosa oserei dire.
Ma non stiamo parlando di questo. 
Credo possa essere tutto. Sarà sicuramente un po’ confuso ma spero sia almeno possibile indovinarne il mio pensiero senza eccessivi fraintendimenti!
Sempre complimenti per i post e grazie per le occasioni di dialogo. :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mmmh&#8230; Sono un po&#8217; confusa, anche perché ho letto tutto piuttosto in fretta(questo succede quando calcoli male i tuoi tempi&#8230;). Per cui chiedo venia in anticipo per l&#8217;eventuale sommarietà di questo commento, ma se non lo faccio adesso è sicuro che non lo farò più.</p>
<p>Anch&#8217;io ritengo che l&#8217;arte sia assolutamente altro dalla morale e dall&#8217;educazione del pubblico. Perdonate l&#8217;erudizione della citazione, ma giustamente Caparezza sostiene:&#8221;Faccio canzoni, mica catechesi&#8221;. Lo sappiamo bene, ne sono stati citati moltissimi esempi:non sempre gli artisti che più apprezziamo sono o sono stati degli esempi che ci piacerebbe seguire dal punto di vista personale e della conduzione della propria vita. Ascolto con estremo piacere le canzoni di Morrison ma non potrei mai condurre quello stile di vita, non mi piacerebbe e non ne sarei capace; mi capita di sentire un forte bisogno di disintossicazione anche solo dopo una semplice serata con un po&#8217; d&#8217;alcol e sigarette in più.<br />
Certo Morgan non ne ha parlato in una sua canzone, lo ha dichiarato in un&#8217;intervista(che si è pure saputa fare taaaanta bella pubblicità)&#8230; Ma se siamo per la libertà di parola non capisco perché dobbiamo però negarla agli artisti!Vi dico una cosa: non avrà certo creato più tossicodipendenti Morgan del mito dell&#8217;eternamente forti, belli, efficienti e allegri. Che Morgan l&#8217;abbia detto è stata pura e semplice, candida sincerità. E la sincerità per me è sempre un bene. Perchè trattando la cocaina come qualcosa di cui si può discutere serenamente e non come un mostro IMPRONUNCIABILE si potrebbe anche stimolare qualcuno a rifletterci un po&#8217; su e poi scegliere se volerla provare o meno. Il non parlarne crea solo confusione e buio e la scelta diventa cieca e inconsapevole. O ti ci fiondi sopra e senza rendertene conto ti ritrovi un ebete ad essa completamente asservito oppure ti ci scagli contro senza riserve ed emargini chiunque voglia anche solamente discuterne con te. Credo che parlarne con serenità sia l&#8217;unico modo per portare a scelte consapevoli, bisogna sempre far sentire a coloro che reputiamo più inesperti che comunque crediamo nella loro intelligenza e capacità di giudizio e che siamo sicuri che, messi di fronte ai TUTTI  gli effetti piacevoli e spiacevoli di determinate sostanze, poi sapranno prendere una decisione giusta o almeno consapevole. Trattare questa massa informe e indefinita che politici e opinionisti vari si ostinano a chiamare &#8220;i giovani&#8221; come se fossero dei bambinetti idioti, non insegnerà loro a farsi padroni delle proprie azioni. E&#8217; come se i vostri genitori vi avessero tenuti per tutta la vita all&#8217;oscuro dell&#8217;esistenza dei coltelli e avessero impedito a chiunque di nominarli in vostra presenza per paura che poteste non saperli impugnare dalla parte giusta: non vi sentireste trattati come degli idioti e deresponsabilizzati?Non che Morgan abbia voluto rendere consapevole chissachì, lui parlava e basta, ma tentare di tappargli la bocca o costringerlo(di fatto)a ritrattare pubblicamente mi fa sentire in maniera mooolto ma molto forte l&#8217;alta opinione che certa gente può avere di questi famigerati &#8220;giovani&#8221;. E non è una sensazione piacevole. Ci saranno anche i decerebrati ma ci sono anche quelli come mio fratello, che a diciotto anni sono circondati di amici che si drogano ma rimangono del tutto indifferenti e sereni perché hanno fatto la loro scelta consapevole nonostante ascoltino J-Ax(che di certo non mi pare abbia mai fatto mistero del suo amore per la marijuana). Evidentemente però chi deve andare a Sanremo è meglio che stipi tutti gli scheletri(o presunti tali)dentro all&#8217;armadio per poi ritirarli fuori non appena finito il festival; cosa che non solo lo rende una sagra dell&#8217;ipocrisia nel senso odierno e più comune del termine(ma su questo non avevamo dubbi), ma attua anche il dubbissimo meccanismo secondo il quale chi viene ammesso al festival di Sanremo non è più libero di vivere e parlare come gli pare in quanto facente parte da quel momento del Regno della Canzone Italiana in cui tutti sono irreprensibili e irreprensibilmente censurati(a meno che non si sia manifestamente idioti come Povia:l&#8217;idiozia è sempre stranamente tollerata e anzi magnificata in tali contesti). L&#8217;unica cazzata che a mio parere si può imputare a Morgan è stata la sua subitanea ritrattazione e il suo dichiararsi amaramente pentito. Ma lo capisco. Non siamo tutti perfetti, anche quando siamo artisti, e Morgan voleva semplicemente partecipare a Sanremo, fare il suo successo e guadagnare i suoi milioncini anche a costo di dover lustrare qualche decina di natiche con la lingua. Mi piace quello che scrive, lo leggo, lo ascolto, mi piace anche come pensa a volte, ma io questo non l&#8217;avrei mai fatto. Dopotutto se ci reputiamo esseri pensanti dobbiamo essere capaci di critiche anche a chi ammiriamo per certi aspetti. Adesso però abbiamo un possibile perché della sua ritrattazione. Io sono sicura che se al posto suo ci fosse stato qualcun&#8217;altro, Morgan avrebbe fatto fuoco e fiamme sostenendo la sua(di quello) libertà di vivere, di scegliere, di parlare. Ma sulla brace ci stavano le sue di chiappe e ha preferito preservarle nella maniera meno faticosa. Peggio per lui, secondo la mia modesta opinione.</p>
<p>E&#8217; successo che il mio illuminatissimo professore di filosofia del liceo ci parlasse del peyote e di &#8220;A scuola dallo stregone&#8221; di Carlos Castaneda. Si può intuire che opinione egli avesse a tal proposito dato che ce ne parlò con grandissimo entusiasmo ed essendo lui stesso stato, nel suo piccolo, un buon rappresentante della &#8220;generation&#8221; a Castaneda associata, la cosiddetta &#8220;beat&#8221;. Credo che ne avesse provate di tutte anche lui(il mio prof), partito a piedi da casa sua intorno ai diciott&#8217;anni e giunto fino in Germania attraverso chissà quali vie e mezzi e avendo anche fatto esperienza di determinate comunità che, semplificando ciò che ricordo dei suoi racconti, potrei definire radicalmente votate alla filosofia hippy. Ma non era dipendente da niente che non fosse nicotina a quel tempo in cui venne ad insegnare nella mia classe. Per questo lo ammirai ancora di più. Lui di certo non disdegnava le droghe né le teorie di ampliamento della percezione ad esse associate, ma certo non aveva permesso che quelle porte della percezione gli sbattessero violentemente in faccia lasciandolo a terra, confuso, con numerosissimi neuroni in meno.<br />
Ci credo quando Giorgio scrive che se certi artisti non avessero fatto esperienza di determinate sostanze probabilmente il mondo sarebbe stato privato di opere sublimi e capaci di commuovere. Ma sono anche consapevole che certe sostanze ci abbiano privato di tantissime altre. Il punto è che se posso accettare di non aver più potuto ascoltare ipotetiche altre canzoni di Cobain, non sono sicura di poter accettare che gente che magari non sarà mai geniale, ma anche persone che potrebbero esserlo brucino più della metà delle proprie capacità intellettive A CHE PRO?<br />
Anche per quanto riguarda gli artisti forse bisogna specificare qualcosa:essi possono creare e donare al mondo la loro arte(o anche solo il racconto della loro esperienza) GRAZIE ALLE o NONOSTANTE le droghe: grazie, come nel caso di Castaneda o degli episodi citati da Giorgio, nonostante come nel caso di Kurt Cobain che è stato un grande musicista ed era anche una persona davvero profonda, ma la cui arte è stata uccisa stavolta, dalla droga, basta leggere i suoi diari&#8230;Cobain sarebbe stato un grande visionario anche senza l&#8217;eroina, difatti ha preferito schiantarsi il cervello non appena resosi conto di star diventando un invertebrato, incapace anche solo di pensare a qualcosa che non fosse la sua prossima dose. Probabilmente molti avrebbero fatto la sua stessa fine se non avessero avuto la macabra “fortuna”di morire di overdose o per altre cause. So che è una cosa piuttosto forte da dire, stupisce anche me perché sto formulando i pensieri nel momento stesso in cui scrivo, ma pensateci: è scientifico che le droghe comincino sin da subito a farti i neuroni alla brace e a creare subdolamente dipendenza, ma i veri effetti devastanti di questi due processi si manifestano dopo tempo. Io non sono un’artista e nonostante ciò non sopporterei di sapere le mie capacità intellettive e la mia stessa volontà lentamente annientate da qualcosa di evitabile che presto si renderà inevitabile.  Posso solo immaginare cosa possa voler dire questo per un artista invece, qualcuno che grazie a quelle capacità e quella volontà CREA arte. E quello che immagino è pauroso. Non mi stupisce che qualcuno di loro possa aver deciso di metter fine alla propria vita non appena sbirciato dentro l’abisso che si era scavato da solo.<br />
E’ pensando questo che ho sempre voluto evitare di provare alcunché, a parte la marijuana, tra l’altro sperimentando che non mi faceva il minimo effetto.<br />
Per questo spero che per “uso sapienziale” Giorgio intenda anche “occasionale”, molto “occasionale”, perché purtroppo prima o poi la dipendenza arriva, l’abbiamo sperimentato col fumo, e non credo sia facile sottrarvisi; io almeno ho voluto evitare di mettere alla prova il mio corpo, salvo poi dovermi dare ragione avendo ricominciato a fumare dopo un po’ che avevo smesso. Capisco in che senso si vogliano paragonare fumo, alcol e droghe ma mentre il fumo non intacca il nostro cervello(se non nel momento in cui agisce nella nascita di una dipendenza), l’alcol e le droghe lo fanno, ma ancora differentemente gli effetti dell’alcol si possono cancellare con una bella dormita e magari qualche caffè(parlo molto limitatamente agli effetti permanenti sul cervello, è ovvio che se si è alcolisti il discorso cambia), quelli della droga purtroppo no. Ho rincontrato ragazzi che frequentavo al liceo dopo un paio d’anni di università: questi al liceo si spaccavano di canne dalla mattina alla sera e poi discutevano, dipingevano e quant’altro…Quando li ho rivisti a malapena articolavano una frase e per chiederti “Ciao, come stai?”ci voleva almeno un buon quarto d’ora… Alcuni amici di mio fratello che erano stati delle persone divertentissime ed esilaranti sono diventati freddi e vuoti, anche loro mooolto lenti nell’articolare pensieri e parole. Credo che nessuno possa sfuggirvi. Neanche gli artisti più illuminati. Di questo è bene che ne siamo consapevoli, dopodiché possiamo permetterci di essere tolleranti.<br />
Credo che se ne debba parlare e lo si debba fare senza pregiudizi. Siamo tutte persone molto informate, intelligenti e consapevoli, per questo siamo tolleranti e non sopportiamo ostruzionismo e ipocrisia(sempre nel senso più comune).  </p>
<p>Per il resto non mi sento di dissentire con Giorgio quando dice che non esistono mali assoluti e che un uso passivo anche della televisione stessa può essere deleterio, ma su questo ci sarebbe ancora da discutere perché in realtà sembra proprio che lui però la tv la consideri davvero un male assoluto, mentre io credo che stia a noi riuscire a farne un uso intelligente e a trovare ciò che di buono può esserci anche in qualcosa di apparentemente sterile. Solo dopo aver cercato con mente aperta e senza pregiudizi potremo esprimerci sulle qualità o mancate tali di quasi ogni cosa oserei dire.<br />
Ma non stiamo parlando di questo.<br />
Credo possa essere tutto. Sarà sicuramente un po’ confuso ma spero sia almeno possibile indovinarne il mio pensiero senza eccessivi fraintendimenti!<br />
Sempre complimenti per i post e grazie per le occasioni di dialogo. <img src='http://2honolulu.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/02/quello-che-non-dobbiamo-sapere-sulla-droga-2252.htm#comment-721</link>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 22:50:26 +0000</pubDate>
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		<description>Questa è una cosa buona (il fatto che non sei un paladino della droga). La tua tesi è interessante. Ad ogni modo, personalmente, sono restio a prendere come obiettivo un determinato risultato ottenuto con l&#039;uso di sostanze stupefacenti, ma per due motivazioni che sono strettamente personali e perciò tatalmente opinabili: 1)Perchè non voglio che un qualcosa che non è la mia mente nelle normali funzioni mi ponga degli obiettivi, che è, a questo punto, una scelta. 2)Perchè l&#039;obiettivo mostratomi con l&#039;uso della droga raramente potrebbe essere un qualcosa di auspicabile da raggiungere, questa però è una pura e autentica congettura. Con ciò mi rendo conto che il discorso sta fuggendo dai binari che gli abbiamo dato. Colgo l&#039;occasione comunque per dirti che la discussione e l&#039;argomento sono interessanti e che li approfondirei volentieri. Grazie della risposta e del confronto.
Alla prossima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una cosa buona (il fatto che non sei un paladino della droga). La tua tesi è interessante. Ad ogni modo, personalmente, sono restio a prendere come obiettivo un determinato risultato ottenuto con l&#8217;uso di sostanze stupefacenti, ma per due motivazioni che sono strettamente personali e perciò tatalmente opinabili: 1)Perchè non voglio che un qualcosa che non è la mia mente nelle normali funzioni mi ponga degli obiettivi, che è, a questo punto, una scelta. 2)Perchè l&#8217;obiettivo mostratomi con l&#8217;uso della droga raramente potrebbe essere un qualcosa di auspicabile da raggiungere, questa però è una pura e autentica congettura. Con ciò mi rendo conto che il discorso sta fuggendo dai binari che gli abbiamo dato. Colgo l&#8217;occasione comunque per dirti che la discussione e l&#8217;argomento sono interessanti e che li approfondirei volentieri. Grazie della risposta e del confronto.<br />
Alla prossima.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/02/quello-che-non-dobbiamo-sapere-sulla-droga-2252.htm#comment-719</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 22:18:29 +0000</pubDate>
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		<description>Con tutto questo ci tengo a sottolineare che comunque NON -e percepite la negazione- sono un paladino della droga. :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con tutto questo ci tengo a sottolineare che comunque NON -e percepite la negazione- sono un paladino della droga. <img src='http://2honolulu.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/02/quello-che-non-dobbiamo-sapere-sulla-droga-2252.htm#comment-718</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 22:09:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=2252#comment-718</guid>
		<description>Mi sono detto d&#039;accordo con te, Ale. :)
Appunto per questo, la droga usata per fini sapienziali può aiutare a mettere dei paletti, a ricomporre un puzzle circa le percezioni che si possono acquisire e la vita. Può ri-velare, nel senso proprio del termine, cioè togliere il velo da certi traguardi e di nuovo velarli: si rimane quindi con un obiettivo. &quot;Io voglio essere così, voglio avere questa percezione dell&#039;Altro, questa percezione del Me&quot;. Il lavoro è tutto lavoro su se stessi da sobrii. E questo è solo un esempio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono detto d&#8217;accordo con te, Ale. <img src='http://2honolulu.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Appunto per questo, la droga usata per fini sapienziali può aiutare a mettere dei paletti, a ricomporre un puzzle circa le percezioni che si possono acquisire e la vita. Può ri-velare, nel senso proprio del termine, cioè togliere il velo da certi traguardi e di nuovo velarli: si rimane quindi con un obiettivo. &#8220;Io voglio essere così, voglio avere questa percezione dell&#8217;Altro, questa percezione del Me&#8221;. Il lavoro è tutto lavoro su se stessi da sobrii. E questo è solo un esempio.</p>
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		<title>Di: Alessandro</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/02/quello-che-non-dobbiamo-sapere-sulla-droga-2252.htm#comment-717</link>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 21:59:11 +0000</pubDate>
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		<description>Giorgio, come l&#039;uso di droghe può agevolare un percorso di umanità dietro una creazione? Come l&#039;uomo assumendo droghe si supera restando puro e naturale? Se voglio agevolare il percorso miro al risultato. E&#039; questione di obiettivi l&#039;estetica o la purezza. La droga può aiutare un&#039;artista a esternare qualcosa di assai recondito in lui, ma pensa se questi riuscisse naturalmente a liberarlo, solo con la sua mente, solo con le sue doti, senza chimica. Allora chi non resterebbe impietrito di fronte a un simile potere. Tu cosa sceglieresti il pensiero maturato negli sforzi, nelle riflessioni, nelle esperienze, nei confronti, o la visione data dall&#039;ennesimo allucinogeno? Uno schiavo di una sostanza, unico mezzo per accedere ad un oltre o un uomo oltre l&#039;umano, ma sempre uomo e sempre umano?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio, come l&#8217;uso di droghe può agevolare un percorso di umanità dietro una creazione? Come l&#8217;uomo assumendo droghe si supera restando puro e naturale? Se voglio agevolare il percorso miro al risultato. E&#8217; questione di obiettivi l&#8217;estetica o la purezza. La droga può aiutare un&#8217;artista a esternare qualcosa di assai recondito in lui, ma pensa se questi riuscisse naturalmente a liberarlo, solo con la sua mente, solo con le sue doti, senza chimica. Allora chi non resterebbe impietrito di fronte a un simile potere. Tu cosa sceglieresti il pensiero maturato negli sforzi, nelle riflessioni, nelle esperienze, nei confronti, o la visione data dall&#8217;ennesimo allucinogeno? Uno schiavo di una sostanza, unico mezzo per accedere ad un oltre o un uomo oltre l&#8217;umano, ma sempre uomo e sempre umano?</p>
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