Causa-effetto: curarti il setto nasale non ti protegge dalla prossima martellata
Niente è più indicativo delle azioni della Televisione di Stato, per individuare il trend culturale che le istituzioni vogliono dirigere. Azioni tuonanti di esilio e censura contro ciò che questa cultura d’istituzione e di massa disapprova, di ammisione o silenzio verso ciò che invece è gradito o innocuo.
La conduttrice Antonella Clerici conduce una puntata del Festival di Saremo con Antonio Cassano:
Clerici: “Campione fantasioso e ribelle…”
Clerici: “Bocciato sei volte fra elementari e medie.”
Cassano: “Ho scritto più libri di quanti ne abbia letti.” (Ne ha scritti due e letti uno. Però ne sta leggendo un altro. Che ha scritto lui. Nda)
Cassano: “Non so leggere tanto bene. Non sono mica un fenomeno.”
Cassano: “Ho fatto diciassette anni da disgraziato e dieci da miliardario: mi mancano sette anni per fare pari.”
Per la televisione di Stato questi non sono sproloqui inaccettabili da barbari ignoranti. E’ qualcosa di degno di essere detto durante il Festival di Sanremo – un “monumento culturale“, come ho sentito dire quando Morgan ne è stato escluso con ignominia.
Evidentemente, alle alte dirigenze istituzionali pare normale.
Pare normale cacciare da un “monumento culturale” un artista che faccia uso di droga perché “ennesimo cattivo maestro di cui fare a meno”, come disse la ministra della Gioventù, attribuendo un innaturale ruolo didattico e pedagogico all’arte e all’artista.
Pare normale integrare all’interno di quello stesso “monumento culturale” l’apoteosi di un atleta cinghiale come Cassano, che balbetta oscenità con la verve di un immigrato clandestino dall’inizio alla fine. Che ride dell’istruzione, dell’educazione scolastica – nonostante questa sia per tutti noi la premessa prima e necessaria per una libertà piena e autentica. Nonostante gli atleti godano a livello storico internazionale dello status di cui godono proprio in virtù del loro essere modelli, esempi da seguire.
Dove sta la differenza? Perché Morgan è un cattivo maestro di cui fare a meno e Cassano no? Perché i poteri che dovrebbero risollevare il Paese non si sono levati anche contro il ridicolo deplorevole e dannosissimo spettacolo di quella bestia di un calciatore? Per fare il quale è stato, fra l’altro, pagato duecentomila euro?
Porto massimo rispetto ai bacchettoni – purché siano bacchettoni seri. Altrimenti insomma… meglio tacere e passar per stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio. Eh, ministra della Gioventù?
Ma devo dire che questo è normale. Dopotutto siamo una società che cercando di risolvere i propri problemi non tiene conto del rapporto causa-effetto.
Posso disporre di bende, garze, tamponi, medici supremi, paramedici espertissimi, ambulanze pronte e del miglior reparto di chirurgia maxillofacciale del mondo, ma se continuo a tirarmi martellate in volto la mia salute non migliorerà.
Allo stesso modo posso avere il miglior impianto di magistratura, forze dell’ordine, pubblicità, esperti, campagne di sensibilizzazione, ma se continuo a trascurare deliberatamente la costruzione della cultura, le persone continueranno a drogarsi pesantemente. A livello ideale, si può dire che la potenziale cattiva influenza di Morgan è effetto della pessima influenza di mostruosità mentalmente deformi cone Antonio Cassano.
Perché è vero che personaggi famosi che si drogano non sono un buon esempio. Ma quelli stupidi e ignoranti fanno infezione a monte.
Per un mondo senza piaghe sociali della portata della droga è necessario un mondo di cultura.
E pensare che un tempo la RAI trasmetteva programmi come “Non è mai troppo tardi“…



4 marzo 2010 @ 16:57
Sul caso di Morgan e quanto diseducative fossero le sue parole, ci siamo ampiamente soffermati. Io ammetto di non aver visto la puntata in cui era presente Cassano, e leggendo quanto hai scritto forse è stata una fortuna!Comunque, hai ragione, entrambi hanno fatto una pessima figura, però forse nel nostro Paese si tende a giustificare maggiormente l’ignoranza alla droga, e si può anche comprendere il perché. La droga porta alla disintegrazione del fisico e delle facoltà mentali, a volte, mentre l’ignoranza no. Tuttavia, al di là degli effetti esterni e visibili a tutti, credo che l’ignoranza sia molto più deleteria se risulta molto diffusa. Diversamente dall’italiano medio, io cerco di ragionare a lungo periodo ed è proprio per questo motivo che non giustifico quasi mai un’ignoranza generale, ma la ritengo una grave colpa dell’individuo. All’interno di una società dobbiamo dare ciascuno un contributo se vogliamo che la società vada avanti e si evolva. Gente come Cassano, altri calciatori o persone comuni (si guardi il GF) non danno molto contributo al progresso materiale della società italiana, e dunque la loro ignoranza potrebbe, astrattamente, rappresentare un freno per tutti noi.
Il popolo italiano, però, è stato a lungo analfabeta; ed è anche per questa ragione (forse) che si tende generalmente a scusare o giustificare un ignorante (per quanto io la pensi all’opposto!). Io auspico che la tv torni al suo obiettivo primario: quello di divulgare rapidamente le notizie ma soprattutto informare ed acculturare le persone. D’altronde i primi programmi televisivi (come tu stesso hai ben ricordato) erano programmi istruttivi e che il popolo italiano seguiva costantemente per uscire dall’analfabetismo. Ora invece sembra che la tv si sia piegata al mercato e ai desideri dei telespettatori, i quali la vedono come uno strumento rilassante che manda in onda programmi non impeganti ma utili al rilassamento della persona dopo un’intensa giornata di lavoro. Così pensando son nate le tv commerciali e programmi che fanno rabbrividire (si pensi a Uomini e Donne, il Gf, tutti i cartoni giapponesi violenti e mediamente stupidi, e via discorrendo). Se anche la RAI mandasse in onda programmi impeganti o intelligenti credo che riscuoterebbero poco successo perché è in primis il popolo italiano a non volerli. E poi, se hai anche dei concorrenti da tener d’occhio, è ancora peggio!Negli anni 50 questi problemi non esistevano e i tempi erano notevolmente diversi. Ora sia Mediaset che Sky fanno durissima concorrenza alla RAI la quale anche se volesse credo che non potrebbe proporre programmi alternativi e diversi dalle solite minchiate, pena l’esclusione dal mercato!
un saluto
Tommaso