Io odio Jim Morrison
Nulla di personale. Ma è così.
Passato alla storia come un artista di supremo calibro, adorato ai limiti dell’idolatria, citato all’inverosimile, non si può dire che non abbia un ascendente sul pubblico. Ma ma ma…
E’ un figlio (bastardo) dell’aborto ideale che si continua a chiamare beat generation, crosta di sudicio che ignora ogni grazia d’azione e di pensiero – nell’ottica attuale, ovviamente: tutto è necessario e giustificato, nel proprio contesto. Ma nel 2010 quella della beat generation è un’ideologia che sa di naftalina.
Si vorrebbero affondare le radici di Morrison nella cultura decadente dei Poeti Maledetti. Dopotutto sia loro che lui si strafacevano di tutto quello che avevano a disposizione – ma Rimbaud scriveva “Elle est retrouvée./ Quoi? – L’Eternité./ C’est la mer allée/ avec le soleil.“, Morrison scriveva “I’m the Lizard king/ I can do anything“. E la differenza – colpo di scena – c’è.
Si vorrebbero affondare le sue radici in un misticismo new age, farne un vate che spalanca le porte della percezione, tralasciando totalmente la fondamentale parte del lavoro su se stessi che è necessaria per spalancare quelle porte. I Poeti Maledetti si autodistruggevano con scienza, fottendosene altamente di luci in fondo al tunnel. Lui no.
E poi, e poi, e poi. L’abisso. Il fondo del fondo. La botola in culo al pozzo del peggio. Gli aforismi di Jim Morrison.
Citati con entusiasmo tonto, sono privi di qualsiasi rilevanza concettuale ed estetica, propri di una mente ottusa e rovinata che trova nell’esasperazione dello stupore stupido e nel ribaltamento cancrizzato delle frasi l’unico mezzo d’espressione percorribile. Se bazzicate luoghi virtuali in cui le persone possono fare citazioni – che siano forum, social network o che so io – potrete averlo già notato. Tipo…
“Se una mattina ti svegli e non vedi il sole o sei morto o sei il sole.”
Una posizione meteorologica forte. Ma se fossero solo nuvole?
“Quando imparerai a fregartene della gente allora sarai grande.”
Amen, fratello! Diglielo! Così, senza peli sulla lingua!
“Non piangere per chi non merita il tuo sorriso.”
Per sapere chi merita il tuo sorriso compila l’ISEE e poi piangigli addosso.
“Se tu fossi una lacrima non ti piangerei per paura di perderti.”
E allo stesso modo, se tu fossi urina non andrei al bagno per paura di perderti.
“Non sarò mai nessuno, ma nessuno sarà mai come me.“
Ma la mia è una evidente finta. Io non odio Jim Morrison. Non posso odiarlo.
Odio un Jim Morrison. Il Jim Morrison nato dalla deformazione di un artista altrimenti autentico, che lo strappa alla propria particolare dimensione e al proprio naturale calibro imponendo alla sua figura una universalità e una grandezza che non può sostenere.
Un lago può essere uno splendido lago, ma sarà sempre un pessimo oceano.
Così può essere un artista, che nel proprio speciale contesto raggiunge vette di bellezza micidiali, infinitamente apprezzabile. Ma se si pretende da questo artista di assurgere a profeta universale di saggezza e amore, be’… farà una figura di cacca. Come ogni artista trapiantato dalla propria radice, da cui è nato e cresciuto. Sradicato, Jim Morrison può essere uno stupidello caruccio dalla splendida voce e dall’imponente carisma sessuale che era “contro” e si strafaceva per evasione: gran personaggio, e non più di questo. Ma non è tutto!
Neruda, ad esempio: odio anche lui. Ma non in sé. Lo odio come artista deformato, che si trascina biascicando con la bocca offesa da ictus di sentimentini coagulati parole d’amore sempre più dette e sempre meno capite, capitanate da un “Lentamente muore” bolso, sciocco e soprattutto non suo» . Io non odio il Pablo Neruda delle spiagge, dei ciliegi, delle donne. Anzi. Ma odio quello da blog adolescenziale, da FaceBook, da idioti che dell’amore non capiscono altro se non l’intontimento e l’ossessione singolare – e fanno di lui una comoda autorità d’appoggio.
Evitiamo agli artisti di diventare altro rispetto a quello che sono, sopravvalutandoli e sovraccaricandoli o sminuendoli e svilendoli, insomma snaturandoli a rialzo o a ribasso.
Poverelli, che vi hanno fatto di male, in fondo?!




19 marzo 2010 @ 20:56
Bravo Giorgio.
Per un attimo leggendo ho temuto che dicessi sul serio.
Non riuscivo a credere che stessi prendendo una posizione così monolitica nei confronti dell’opera di Morrison in toto. Non che egli sia il mio mentore o il mio dio alternativo, ma apprezzo sempre le sfaccettature di pensiero. Ad ogni modo, sono d’accordo con te. E’ naturale che qualsiasi artista che assurga per sua decisione o per acclamazione al ruolo di maestro assoluto di vita e di pensiero farà, nel 90% dei casi, una figura non esattamente dignitosa. Ma di qualcosa di simile, come avete giustamente correlato voi, si è già detto sul post a proposito della droga.
Il mio consiglio ad ogni modo è sempre quello: tenersi lontani dai social network. So che ritieni di utilizzare Facebook per i tuoi scopi di rintracciabilità, se così posso dire, ma alla fine, come vedi, si finisce sempre per andare ad affondare il piede nel mare di….mmh…diciamola con educazione, escrementi che trovano la loro più perfetta espressione e ragion d’essere proprio in questo disgraziato mezzo. Prima o poi ti risucchia(sempre che non l’abbia già fatto)e personalmente ritengo il mio tempo troppo prezioso per buttarlo via diventando fan delle chiappe chiacchierate di Spongebob o aderendo al gruppo “Salviamo i babbuini col sedere a strisce”. Se proprio devo rendermi inutile al mondo, preferisco farlo arricchendo la mia anima, anche solo passando una mattinata in giro in bici per Palermo tentando di vedere solo il bello intorno a me e non lo smog che, più tardi, mi renderò conto avermi appestato i capelli. Per non parlare poi dei nervi quando ti imbatti nelle citazioni di Morrison. Il gioco non vale la candela, temo.
Chiedo venia, tendo troppo a divagare. Tornando a noi comunque ci voleva davvero un post di questo tipo. Sono contenta di aver scoperto che non stavi dando un giudizio sommario come hai fatto intendere in apertura. Io ad esempio non ho letto molto della cosiddetta beat generation, ma apprezzo molto Walt Whitman che dicevano essere uno degli artisti alla base delle loro ideazioni.
E poi comunque non amo fare degli artisti i pacchetti formato famiglia con annesso giudizio sommario, parziale e spesso di condanna inutilmente condita da inspiegabile acredine. Amo criticare nella giusta misura in modo da non rendermi cieca, ma amo anche cercare sempre qualcosa da apprezzare in un artista. Se poi quell’artista è Moccia però… Mi spiace, non sono Madre Teresa. E poi si sa che quando si è single nei pacchetti formato famiglia resta sempre qualcosa sul fondo. Che poi va a male. E puzza. Evitiamoli quanto più spesso possiamo.
Bene, questo è tutto. Adesso vado ad ascoltare un bel disco dei Doors. No,sul serio, vado ad ascoltare “The end”. Mi piace. E non la citerò su Facebook. Così credo possa andare
Sayonara!
24 marzo 2010 @ 13:51
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
lo dico sempre anch’io!
se poi pensiamo al povero shakespeare, o a rostand nei baci perugina, milton citato a sproposito e balzac nei film di moccia..
però è il rischio della citazione questo purtroppo. penso che la vittima peggiore sia stato quell’insulto continuo che si sente fare degli aforismi di wilde
decontestualizzazione storica filosofica e letteraria, e parole troppo potenti
1 luglio 2010 @ 21:45
ciao, mi è piaciuto il tuo articolo ed hai espresso cose che in parte condivido…Non sono riuscito però a capire bene se quello che odi è Morrison in sè oppure l’uso strumentale che ne è stato fatto…Perchè in quel caso ovviamente non stiamo più parlando della persona e dell’artista, ma dei mezzi di comunicazione e i loro comportamenti :O