#159

mar 27 2010

Leggere leggere leggere (i nostri due)

di Massimo | in Ai piedi dell'arcobaleno

«Guarda guarda chi si incontra sul treno!»

«Ciao carissimo, che coincidenza! Anche tu in viaggio, stasera?»

«Così pare! Allora, che si dice di bello? E a chi lo porti quel girasole enorme?»

«Sai, le solite cose… Ero a Firenze per lavoro, ed è stata una giornatina stancante. Il girasole, strano eh? Sai, non vedo mia sorella da diversi mesi, e oggi viene a prendermi alla stazione. E’ il suo fiore preferito…»

«Benone, benone… e io che mi immaginavo chissà quale tresca!»

«E tu invece che combini? E’ da un bel po’ che non ho tue notizie!»

«Mah, si studia, si gira in bici, si fa l’amore… poi ora si legge!»

«Esaustivo e chiaro come al solito… E insomma, che leggi di bello?»

«Guarda, mi ero portato dietro la settimana enigmistica, però prima di arrivare in stazione mi è successo una cosa strana.»

«Ah sì? Che cosa?»

«Ero in bici, avevo appena salutato la mia bella e stavo ripartendo, quando un tizio in cappotto mi si è praticamente gettato sotto le ruote tendendomi questo libro qua, e dicendomi che era un regalo.»

«“Sessanta racconti”, di Buzzati.»

«Io lì per lì non ho saputo che dire… Ho balbettato un “Guarda che lo leggo, eh!” e oh, sembrava che ci tenesse tanto a darmelo! E in effetti è stata una sorpresa piacevolissima.»

«Che strano… Non è che per caso questo tipo era un ragazzo sulla ventina, alto, occhi azzurri, e con addosso una giacca grigia?»

«Mah, guarda, alto e giovane sì, però al colore degli occhi non c’ho fatto caso. Comunque portava un cappotto nero lungo, non una giacca grigia. E aveva un orecchino ad anello parecchio grosso. Perché?»

«No, allora è un’altra persona. Che strano… Sai, mi è successa una cosa identica, mentre facevo la coda per il biglietto. Mi si avvicina questo ragazzo, e mi dice che vuole regalarmi un libro. “Addirittura?” gli rispondo io. Lui semplicemente si raccomanda che lo legga, e se ne va. Questo è il libro che mi ha dato, mi ha detto che ci teneva molto.»

«Oh-ho-ho! “La città della gioia”, di Dominique Lapierre!»

«Ah, lo conosci?»

«No. Ma diavolo, il titolo esalta!»

«A quanto pare parla dell’India, non ho mai letto niente a riguardo… Non conoscendo la situazione, mi sento un po’ ignorante. Il tuo invece che roba è?»

«Ho iniziato a sfogliarlo… sono racconti brevi. Non avevo mai letto nulla del genere. Ti lasciano una sensazione strana. Ma non vedo l’ora di finirli tutti.»

«Sai che adesso mi hai messo la curiosità… Anche io voglio iniziare a leggerlo. Se per lui era così importante sicuramente sarà una bella lettura. Tra l’altro che cosa strana che due ragazzi ci abbiano regalato dei libri, a noi, perfetti sconosciuti. Non capita certo tutti i giorni un’esperienza del genere. Chissà come gli è venuto in mente…»

«Eh, già! Ma per fortuna che di cose strane ne succedono. La notte è lunga, il treno va lontano. Leggiamo?»

«Leggiamo.»

*  *  *

Ieri 26 marzo 2010 si è svolta un’iniziativa personale collettiva: dona un libro a uno sconosciuto, o a qualcuno che vedi sempre ma con cui non parli mai.
A voi come è andata? Che libro avete regalato?

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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