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	<title>Commenti a: Amico dell&#8217;altra trincea</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Di: Antonio Besana</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/04/amico-dellaltra-trincea-2681.htm#comment-1336</link>
		<dc:creator>Antonio Besana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 11:12:51 +0000</pubDate>
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		<description>Un breve intervento per segnalarvi un volumetto che ho scritto sull&#039;argomento, e che raccoglie le traduzioni delle lettere inviate dal fronte dai soldati che hanno assistito e partecipato alla tregua di Natale del Dicembre 1914

Antonio Besana - La tregua di natale del 1914 - 

Il libro è stato scritto quasi per gioco (nella vita faccio tutt&#039;altro), e stampato in proprio. E&#039; reperibile presso la Libreria Militare di Milano
Via Morigi 15, (angolo Via Vigna)  
20123 Milano
Tel. 02 89010725
e-mail: libmil@libreriamilitare.com
http://www.libreriamilitare.com/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un breve intervento per segnalarvi un volumetto che ho scritto sull&#8217;argomento, e che raccoglie le traduzioni delle lettere inviate dal fronte dai soldati che hanno assistito e partecipato alla tregua di Natale del Dicembre 1914</p>
<p>Antonio Besana &#8211; La tregua di natale del 1914 &#8211; </p>
<p>Il libro è stato scritto quasi per gioco (nella vita faccio tutt&#8217;altro), e stampato in proprio. E&#8217; reperibile presso la Libreria Militare di Milano<br />
Via Morigi 15, (angolo Via Vigna)<br />
20123 Milano<br />
Tel. 02 89010725<br />
e-mail: <a href="mailto:libmil@libreriamilitare.com">libmil@libreriamilitare.com</a><br />
<a href="http://www.libreriamilitare.com/" rel="nofollow">http://www.libreriamilitare.com/</a></p>
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		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/04/amico-dellaltra-trincea-2681.htm#comment-910</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 21:47:54 +0000</pubDate>
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		<description>Quella con le spade e le lance, gli arcieri e i cavalieri, gli scudi e le asce: quella era guerra. Ma le cose sono cambiate, oggi tutto questo si chiama &quot;gioco di ruolo&quot; e ieri come oggi i soldati partecipano non a guerre, ma a vere e proprie &lt;strong&gt;carneficine di stato&lt;/strong&gt;. (cit. Luigi Lombardi Vallauri)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quella con le spade e le lance, gli arcieri e i cavalieri, gli scudi e le asce: quella era guerra. Ma le cose sono cambiate, oggi tutto questo si chiama &#8220;gioco di ruolo&#8221; e ieri come oggi i soldati partecipano non a guerre, ma a vere e proprie <strong>carneficine di stato</strong>. (cit. Luigi Lombardi Vallauri)</p>
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		<title>Di: Tommaso</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/04/amico-dellaltra-trincea-2681.htm#comment-909</link>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 17:09:02 +0000</pubDate>
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		<description>Consiglio caldamente il libro &quot;Grande guerra, piccoli generali. Una cronaca feroce della prima guerra mondiale&quot; di Lorenzo Del Boca che fa schifare perché racconta retroscena della Prima Guerra Mondiale alluccinanti. Noi italiani guerrafondai a tempo perso ma soprattutto opportunisti che a seconda dll&#039;occasione stavamo di qua o di là (sia nella I che nella II) eravamo semplicemente dei criminali con le vite degli altri. Il tanto gloriato Cadorna durante i combattimenti, andava a soggiornare a parecchi chilometri dal fronte, per mettersi al sicuro mentre giovani ragazzi venivano usati come carne da macello, per dire. Questo mi ha fatto capire che la I guerra mondiale era una guerra che nessuno voleva (ma già lo sapevo) ma soprattutto la guerra è nel DNA di quegli esseri umani che non vanno a combattere, ma coloro che rimangono nei palazzi. Gli altri, probabilmente, se ne stavano a zappare la terra senza pensare all&#039;Austria o alla Francia. Quindi se qualcuno vuol far la guerra che ci metta il corpo per lo meno, non che muova le pedine umane e le mandi al macello adottando tra l&#039;altro tattiche suicide!E&#039; inconcepibile a mio avviso che si giochi a Risko (grazie Alessia per la citazione) con le vite umane. Giochiamo coi carroarmati di plastica e le nazioni disegnate sulla carta, ma prendiamo consapevolezza di quanto accadde in questa guerra per capire che non dobbiamo più mandare i nostri figli al suicidio, al macello, ma che se qualcuno vuol far la guerra, ci vada lui sul fronte qualche anno, nelle trincee ad impazzire!!!Troppo facile starsene nel quartier generale dorato e vedere da lontano il campo di battaglia!
Ma, soprattutto, mi domando perché Cadorna che in vita sua ha raccolto solo insuccessi sia ricordato alla stregua di un valoroso generale!Forse perché la storia d&#039;Italia nei libri di storia è raccontata mò di favoletta???Dal 1861 in poi???

Tommaso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio caldamente il libro &#8220;Grande guerra, piccoli generali. Una cronaca feroce della prima guerra mondiale&#8221; di Lorenzo Del Boca che fa schifare perché racconta retroscena della Prima Guerra Mondiale alluccinanti. Noi italiani guerrafondai a tempo perso ma soprattutto opportunisti che a seconda dll&#8217;occasione stavamo di qua o di là (sia nella I che nella II) eravamo semplicemente dei criminali con le vite degli altri. Il tanto gloriato Cadorna durante i combattimenti, andava a soggiornare a parecchi chilometri dal fronte, per mettersi al sicuro mentre giovani ragazzi venivano usati come carne da macello, per dire. Questo mi ha fatto capire che la I guerra mondiale era una guerra che nessuno voleva (ma già lo sapevo) ma soprattutto la guerra è nel DNA di quegli esseri umani che non vanno a combattere, ma coloro che rimangono nei palazzi. Gli altri, probabilmente, se ne stavano a zappare la terra senza pensare all&#8217;Austria o alla Francia. Quindi se qualcuno vuol far la guerra che ci metta il corpo per lo meno, non che muova le pedine umane e le mandi al macello adottando tra l&#8217;altro tattiche suicide!E&#8217; inconcepibile a mio avviso che si giochi a Risko (grazie Alessia per la citazione) con le vite umane. Giochiamo coi carroarmati di plastica e le nazioni disegnate sulla carta, ma prendiamo consapevolezza di quanto accadde in questa guerra per capire che non dobbiamo più mandare i nostri figli al suicidio, al macello, ma che se qualcuno vuol far la guerra, ci vada lui sul fronte qualche anno, nelle trincee ad impazzire!!!Troppo facile starsene nel quartier generale dorato e vedere da lontano il campo di battaglia!<br />
Ma, soprattutto, mi domando perché Cadorna che in vita sua ha raccolto solo insuccessi sia ricordato alla stregua di un valoroso generale!Forse perché la storia d&#8217;Italia nei libri di storia è raccontata mò di favoletta???Dal 1861 in poi???</p>
<p>Tommaso</p>
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		<title>Di: Alessia</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/04/amico-dellaltra-trincea-2681.htm#comment-908</link>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 11:57:24 +0000</pubDate>
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		<description>Probabilmente sarò off topic, non ne sono sicura, la domanda è se la guerra sia nella natura umana e suppongo su questo non si sprecherebbero mai troppe pagine o troppo inchiostro(o non si consumerebbero abbastanza tasti sulla tastiera)però al momento mi preme precisare che io, personalmente, di quello che mi avevano fatto studiare sulla Prima Guerra Mondiale non c&#039;è niente che ricordi con tanta nitidezza quanto il paragrafo sulle diserzioni e su quello che si era capaci di fare per NON andarci a fare quella guerra.
Che spesso manco si parlava la stessa lingua nella stessa trincea(un piemontese ed un campano probabilmente non avrebbero saputo manco come salutarsi), quindi come ci si poteva chiamare &quot;Italia&quot; che andava in guerra contro questo e quello?
Che la visione che abbiamo della storia sia paurosamente parziale e semplificata peggio del resoconto di una partita a Risiko non c&#039;è dubbio, ma io non ho mai pensato che i soldati che andavano in guerra lo facessero per piacere o per amore della patria, tutti.
Tutt&#039;oggi i ragazzi e gli uomini che so andare in missione per conto di alleanze di cui probabilmente non hanno nemmeno idea(personalmente credo che nessuno di noi possa essere capace di sbrogliare tutti i fili dei burattinai che mandano i ragazzi e le ragazze in guerra), lo fanno solo perché le missioni sono STRAPAGATE e sottolineerei strapagate e così magari riusciranno a sostenere le spese del matrimonio SE e quando torneranno. Sempre che al ritorno non scoprano di avere un cancro per via di tutta la merda che hanno dovuto respirare.

Quindi la guerra è nella natura umana?Quanto esporsi volontariamente a pericoli mortali senza ragione apparente. 
Però è nella natura degli interessi economici e politici. Solo che un tempo chi indiceva una guerra partiva in prima fila lui coi suoi figli al fianco.
Adesso è tutto più semplice. Andate miei prodi, coraggiosi, uomini della patria!Io vado a prendere un té. Fatemi sapere com&#039;è andata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente sarò off topic, non ne sono sicura, la domanda è se la guerra sia nella natura umana e suppongo su questo non si sprecherebbero mai troppe pagine o troppo inchiostro(o non si consumerebbero abbastanza tasti sulla tastiera)però al momento mi preme precisare che io, personalmente, di quello che mi avevano fatto studiare sulla Prima Guerra Mondiale non c&#8217;è niente che ricordi con tanta nitidezza quanto il paragrafo sulle diserzioni e su quello che si era capaci di fare per NON andarci a fare quella guerra.<br />
Che spesso manco si parlava la stessa lingua nella stessa trincea(un piemontese ed un campano probabilmente non avrebbero saputo manco come salutarsi), quindi come ci si poteva chiamare &#8220;Italia&#8221; che andava in guerra contro questo e quello?<br />
Che la visione che abbiamo della storia sia paurosamente parziale e semplificata peggio del resoconto di una partita a Risiko non c&#8217;è dubbio, ma io non ho mai pensato che i soldati che andavano in guerra lo facessero per piacere o per amore della patria, tutti.<br />
Tutt&#8217;oggi i ragazzi e gli uomini che so andare in missione per conto di alleanze di cui probabilmente non hanno nemmeno idea(personalmente credo che nessuno di noi possa essere capace di sbrogliare tutti i fili dei burattinai che mandano i ragazzi e le ragazze in guerra), lo fanno solo perché le missioni sono STRAPAGATE e sottolineerei strapagate e così magari riusciranno a sostenere le spese del matrimonio SE e quando torneranno. Sempre che al ritorno non scoprano di avere un cancro per via di tutta la merda che hanno dovuto respirare.</p>
<p>Quindi la guerra è nella natura umana?Quanto esporsi volontariamente a pericoli mortali senza ragione apparente.<br />
Però è nella natura degli interessi economici e politici. Solo che un tempo chi indiceva una guerra partiva in prima fila lui coi suoi figli al fianco.<br />
Adesso è tutto più semplice. Andate miei prodi, coraggiosi, uomini della patria!Io vado a prendere un té. Fatemi sapere com&#8217;è andata.</p>
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