#162

apr 9 2010

Voglio il tuo sangue!

di Massimo | in Ai piedi dell'arcobaleno

Sei un lavoratore dipendente e stamattina ti fa fatica andare a lavoro?

Non vuoi prendere ferie ma vuoi essere pagato lo stesso?

E soprattutto, hai così tanta fame che mangeresti tua madre, ma non hai un soldo in tasca per pagarti la colazione?

Abbiamo la soluzione per te!

Ben nascosti nei centri sanitari, scherzosamente chiamati reparti di medicina trasfusionale, esistono dei luoghi in cui gente gentile, in cambio di un po’ del tuo sangue, ti ricompensa con un buono colazione e un foglio per l’esenzione da lavoro. E se ce ne fosse bisogno, nel pacchetto è compreso anche un buono per il parcheggio.

Cosa poi ne facciano di questo sangue è un mezzo mistero: c’è chi dice lo usino per girare i film horror/splatter, altri sostengono che venga usato come colorante per vestiti, moquette, rossetti, cartucce della stampante e candele, mentre i più eccentrici pensano che venga reimmesso in altre persone, tramite brindisi o endovena.

Ma questo è del tutto irrilevante.

E’ del tutto irrilevante che qualsiasi procedura medica complicata o impegnativa, dalle operazioni al trattamento dell’anemia, necessiti di trasfusioni di ingenti quantità di sangue, plasma e piastrine.

E’ del tutto irrilevante che l’intera procedura di donazione, tra scartoffie e prelievo, duri al massimo un’oretta.

E’ del tutto irrilevante che la quantità di sangue che ti viene tolta sia per te irrisoria, ma che per qualcun altro possa fare la differenza.

E’ del tutto irrilevante che ad ogni donazione ti vengano gratuitamente fatte e comunicate delle approfondite analisi del sangue.

E’ del tutto irrilevante che un giorno tu ti possa trovare a dover ringraziare un manipolo di persone senza nome, fra decine di migliaia di donatori, che col loro gesto – senza chiedere niente in cambio – hanno salvato te o qualcuno che ami.

E’ del tutto irrilevante che tu possa salvare la vita a qualcuno.

Scegli pure le tue motivazioni, l’importante è che tu vada a donare il sangue. Istituzionalmente esistono le giornate nazionali per la donazione del sangue, fa che la tua sia domani.

http://www.avis.it

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7 Commenti per “Voglio il tuo sangue!”

  • #1 Alessia scrive:

    Il discorso della donazione del sangue mi mette sempre una grande amarezza…
    Perché è una cosa che mi piacerebbe infinitamente fare, ma che non riesco assolutamente a sostenere. Ho la più totale e viscerale fobia degli aghi e di tutto ciò che è medico in genere, per non parlare del sangue. Sono riuscita anche ad accasciarmi al suolo(il mio primo vero svenimento con totale perdita di conoscenza)solo SENTENDO PARLARE di un’operazione chirurgica(e gli infermieri che credevano digiunassi per fare la velina :O). Quando alle scuole medie ci spiegavano il parto mi dovettero trascinare in due fuori dalla classe, pallida come un cencio.
    E per ogni prelievo di sangue perdo sempre parzialmente conoscenza.
    Non ci riesco proprio, quando alle superiori sono venuti quegli angeli dell’Avis a farci fare la nostra prima donazione io sono dovuta scappare perché già solo l’attrezzatura mi faceva girare la testa.
    Ci sto parecchio male per questa cosa.
    In ogni caso faccio in modo che si sappia tra i miei familiari che, dovesse succedere qualcosa, io ho ferma intenzione di donare i miei organi.
    Almeno quello.

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  • #2 Giorgio scrive:

    Allora, ti capisco benone. Devi sapere che sono una mammoletta. Sì, ok, sono una vera femminuccia. :D
    Anche io ho passato qualcosa del genere. Non ho mai potuto studiare anatomia al liceo, perché solo aprire il libro col disegnino stilizzato dello scheletro mi faceva girare il capo (per fortuna abbiamo fatto quasi solo botanica, adesso sono maestro nel coltivare piante officinali :D ). La prima volta che sono svenuto è stato per un taglietto al dito che mi ha fatto uscire cinque gocce di sangue cinque. E dà molto fastidio anche a me solo sentir parlare di operazioni, e anche io ho dei mancamenti quando faccio gli esami del sangue: gli aghi in sé non mi fanno paura, sono gli aghi in me che mi terrorizzano.
    Però donare il sangue è diverso. Almeno, per me lo è.
    Non è che mi viene il coraggio del buon cittadino, dell’uomo solidale. Tutto è come sempre. Quindi l’impressione, il disagio ci sono. Ma non fanno lo stesso effetto.

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  • #3 Massimo scrive:

    Idem per me.
    Io da piccolo svenni per la prima volta vedendo un episodio di ER, nel quale operavano un tizio… E in seguito nell’ora di educazione fisica alle medie, mentre il prof. ci parlava dei muscoli.
    Poi però mi sono rotto le scatole, e ho cercato di prendere potere su questa cosa, e in qualche modo ha funzionato, quindi non penso sia impossibile per nessuno :)

    E comunque conta che ieri mattina io e Giorgio avevamo scommesso su chi sarebbe svenuto prima, ma purtroppo la scommessa si è conclusa con un misero pareggio :p

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  • #4 Tommaso scrive:

    Ho sempre sentito parlare di situazioni del genere, e di gente che sveniva o si sentiva male. Io, invece, sono completamente a mio agio sia quando si parla di anatomia, che di interventi chirurgici. E tra l’altro un giorno vorrei assistere ad un’autopsia, poiché ritengo formidabile riuscire a rilevare gli ultimi istanti di vita da un cadavere. Formidabile non nel senso di macabro, quanto di difficoltà insita che ci può essere ma che poi il genio umano ha saputo superare.

    Tuttavia, la donazione del sangue è un qualcosa che io ancora non riesco a fare. Così come Giorgio afferma di essere una “mammoletta” io sono talvolta pigro, e questa mia pigrizia mi spinge ahimè anche a non aiutare l’altro donando il mio sangue. Non mi costerebbe nulla in realtà!Farei una cosa che non mi provoca alcun problema, vengo rifocillato con panini e croissant, e in più faccio del bene. Sembra tutto perfetto no?Invece da me fanno tre prelievi l’anno di domenica e mi dispiace, sono quasi mortificato, ma io per nulla al mondo mi sveglierei la domenica mattina prima delle 11. Lo so, è una spiegazione perfettamente stupida e forse descrive l’amore che provo per il sonno o la mia pigrizia però ciascuno di noi ha i propri difetti. C’è chi sviene di fronte ad una goccia di sangue e chi invece dedica la domenica mattina a dormire. Tuttavia, visto che sono una persona di buona volontà, mi son già prefissato l’obbligo morale di andare a fare almeno il primo prelievo, giusto per vedere se sono o meno compatibile. E poi, fatto la prima volta, verranno anche le altre!E’ da quando ho compiuto i diciottanni che desidero ardentemente partecipare a questa campagna, e poiché cerco sempre di ottenere ciò che voglio, anche io sarò presto o tardi donatore dell’Avis. Tanto a me che cosa costa???Tanto più che alla mia morte (si spera il più possibile in là col tempo) i miei organi se li potranno tranquillamente distribuire persone bisognose alle quali serviranno certamente più che a me, sempre che siano ancora in buone condizioni!!!
    Tommaso

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  • #5 Alessia scrive:

    Sì, effettivamente credo che volere possa davvero essere potere.
    Mi sono accorta di una piccola evoluzione(piuttosto idiota a dire il vero, per qualsiasi essere umano è naturale), ovvero adesso quando guardo il Dr.House o Fringe resto impassibile e magari ridacchio pure se chi è con me si impressiona. Wow, sono riuscita a non aver paura del succo di mirtillo, io sì che sono forte.

    Avete ragione dovrei provare, almeno per mettermi a posto la coscienza, se vogliamo prenderla egoisticamente. Allora non riuscii neanche a fare il prelievo per verificare se fossi in grado di donare o meno ma credo di sì… L’ingiustizia più incredibile è stato il fatto che la mia amica che non vedeva l’ora di donare sia stata giudicata non idonea perché troppo mingherlina, mentre io che potrei già mi sento male.
    Ma continuo a non essere sicura, la mia è una fobia incredibile, potrei anche appendermi al tetto vedendo quel grosso ago che usano!Visto?Già rabbrividisco… Che poi una volta che ti presenti lì volontariamente sembri una deficiente se poi ti devono legare al lettino per farti stare ferma, no?
    Non lo so, mi rimorde ancora la coscienza ma le mie gambe mi stanno avvertendo molto chiaramente:se tu vai lì, noi ti abbandoniamo, sappilo.
    Resta il fatto che dovrei provare. Magari con qualcuno che mi accompagna. Trascinandomi per i capelli. :D

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  • #6 Giorgio scrive:

    @ Tommaso
    Ehi ehi ehi! Che storie son queste? Alza il culo e fila a donare TUTTO il sangue, subito! :)
    Scherzi a parte, visto che tutti doneremmo del sangue per un nostro amico o per un nostro caro, in caso di bisogno, facciamolo subito superando i nostri muretti. Perché paradossalmente quando ce ne sarà bisogno potrebbe non essercene ormai più bisogno. Quindi sbrighiamoci. E dopotutto trovo anche che sia un buono stimolo ed un ottimo esercizio per creare un senso di disciplina civica comunitaria che auspichiamo tutti: si sa, verba docent, exempla trahunt.

    @ Alessia
    Gli ambienti in cui si dona il sangue sono estremamente rilassati e tranquillizzanti. Le persone che ci lavorano sono abituate a casi di fifa blu, quindi non sarai certo una mosca bianca. E’ abbastanza comune che persone terrorizzate siano comunque determinate a fare la donazione.
    Fai bene a voler provare, serve un grande spirito per superare certe fobie. ^^

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  • #7 Alessia scrive:

    Probabilmente se un giorno riuscirò a donare il sangue dovrò ringraziarvi infinitamente.
    Volere è potere, ma molto spesso non basta; però se davvero vorresti poter fare quella cosa anche la spinta più impercettibile può essere la scintilla che fa divampare il fuoco.
    Dovesse presentarsi l’occasione(o magari cercandola), mi farò forza e cercherò di verificare la mia compatibilità. Da lì in poi dovrebbe essere abbastanza in discesa.
    Se sono riuscita a tappare occhi e istinti per il mio ultimo prelievo, non vedo perché non dovrei riuscirci per questo.
    Vi ringrazio già da ora se non altro per avermi strappato queste parole. ^^

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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