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	<title>To Honolulu &#187; Ai piedi dell&#8217;arcobaleno</title>
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		<title>Il giorno quando tornarono le balene</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricorderò sempre col sorriso il giorno quando tornarono le balene. Si era raccolta proprio una gran folla acclamante, nell&#8217;oceano, ai lati della Corrente. Ti ricordi? Le avan-foche, e i trichechi alfieri con i pesci-trombetta che annunciavano l&#8217;arrivo delle sovrane! Che splendore, che marcia! Guizzando, saltando dentro e fuori dall&#8217;acqua arrivarono poi i delfini (li rivedi?), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricorderò sempre col sorriso <strong>il giorno quando tornarono le balene</strong>.</p>
<p>Si era raccolta proprio una gran folla acclamante, nell&#8217;oceano, ai lati della Corrente. Ti ricordi? Le avan-foche, e i trichechi alfieri con i pesci-trombetta che annunciavano l&#8217;arrivo delle sovrane! Che splendore, che marcia! Guizzando, saltando dentro e fuori dall&#8217;acqua arrivarono poi i delfini (li rivedi?), mentre alghe variopinte fluttuavano scendendo a mo&#8217; di festoni, di lenti petali rotanti che cadano a fondo rifrangendo in mille baleni i raggi filtrati del sole.<br />
E poi eccole, lentissime, le grandi sovrane di ritorno. Rimembri lo sgomitìo per portarsi in prima fila? Lontani i tempi delle acque rosse e dei fischi degli arpioni, nuotando lentamente accennano alla folla ora qua, ora là, con le ampie bocche sorridenti e gli occhi calmi, prestando anche i fanoni ai flash dei sub-fotografi (con le giacche aperte e le cravatte lenti). E che stupore, quando si levano in volo perfetto le ardite coreografie dei coloratissimi banchi di pesci corallini, fra milioni di bolle borbottanti. Che vibrìo d&#8217;emozione, e tutti sono sereni; perfino gli squali, in disparte, stanno calmi, composti, sistemandosi con la pinna il nodo stretto del farfallino bianco, e i barracuda, anche, con le scarpinne di vernice.<br />
Il corteo piega a fianco della vecchia piattaforma petrolifera, ricettacolo di vita ardita. Le piovre degli abissi, risalite per l&#8217;evento e rimesso indosso il vecchio abito delle grandi occasioni (ormai liso, con le toppe sulle otto maniche &#8211; e un po&#8217; stretto in vita, a dirla tutta), commosse, per non venir meno si appoggiano ai piloni di cemento armato ormai verdi di alghe &#8211; mentre sopra l&#8217;acqua la gazzarra degli uccelli (osservata col sopracciglio alzato dagli albatri schierati in tight) si diverte e rumoreggia con gli arnesi lasciati lì dagli umani (quasi come bambini che giochino col cappello, gli occhiali e gli effetti del gerarca nazista ritrovati nel suo studio abbandonato in fretta e fuga).<br />
Bambini, sì, a riva li puoi vedere, d&#8217;uomini, che son voluti venire per forza o passavan di lì per caso coi parenti, le bimbe che se ne stanno in acqua fino alle ginocchia, col capo dell&#8217;onda che gonfia i vestitini di lino bianco, e i bimbi che giocano a schizzarsi ormai zuppi fino ai capelli, e i pescetti piccoli ad agitarsi lì con loro, e anche da terra tutti son vòlti, tutti guardano il corteo sottomarino che si fa intuire in superficie, lo guardano con l&#8217;aria di chi, alla fine era vero, colpa ne aveva, ma se si rimedia poi tutto è bene quel che finisce bene &#8211; guardano il corteo, dico, che di mare in mare riporta le balene in ciascuna reggia che in passato fosse stata appannaggio loro, e dove, è scritto, continueranno indisturbate ad insegnare alle balenottere, che adesso avanzano con loro sottopinna, i segreti antichi del respiro, il respiro che solo le lega al cielo.<br />
E ti rammenti, sì, l&#8217;<a href="http://unaparolaalgiorno.it/significato/O/oceano.htm" target="_blank">oceano</a>? Con nuvole pacifiche all&#8217;orizzonte, deserto terribile, salato, infinito, eterno, silenzioso, piatto ma minaccioso, asilo di ogni terrore umano, che sorrideva, eh sì, che sorrideva, l&#8217;oceano, che sorrideva perché è la vita.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.serenamarangon.it/index.html" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-3341" title="Balena - disegno di Serena Marangon" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/06/balena.jpg" alt="" width="588" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Oggi è la Giornata Mondiale degli Oceani. Mi piace pensarci così.</p>
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Perché?

Be', sì, magari è un ringraziamento da spiegare. Perché tante,...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Svelato il mistero del furto della salma di Mike Bongiorno</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 12:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A venticinque anni da che la salma del celeberrimo conduttore televisivo Mike Bongiorno è stata trafugata &#8211; inizio della misteriosa serie di furti delle spoglie di personaggi celebri della televisione e non solo &#8211; si svela l&#8217;enigma che lega assieme tutti questi macabri colpi. %IRONIC% Tutti pensammo ad una goliardata, ai tempi &#8211; era il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/mike-bongiorno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3245" title="Mike Bongiorno" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/mike-bongiorno.jpg" alt="" width="460" height="311" /></a></p>
<p>A <strong>venticinque anni</strong> da che la salma del celeberrimo conduttore televisivo Mike Bongiorno è stata trafugata &#8211; inizio della <strong>misteriosa serie di furti delle spoglie di personaggi celebri</strong> della televisione e non solo &#8211; si svela l&#8217;enigma che lega assieme tutti questi macabri colpi.</p>
<p>%IRONIC% Tutti pensammo ad una goliardata, ai tempi &#8211; <strong>era il gennaio del 2011</strong> -, poi ad un furto per ottenere un riscatto, al gesto di un fanatico ammiratore o ad un atto estremo di vandalismo e oltraggio da parte delle frange che accusavano e accusano Mike Bongiorno di aver concorso a minare profondamente la cultura italiana attraverso il vecchio tubo catodico. Ipotesi, questa, che si riaprì quando poco più tardi furono trafugate le salme dei <strong>coniugi Vianello</strong> e quella di <strong>Pippo Baudo</strong>. La magistratura seguì anche la pista politica quando a scomparire fu il cadavere di <strong>Emilio Fede</strong>. Negli anni la lista di questi esecrabili reati si allungava senza che fosse chiara la matrice: <strong>Pippo Franco</strong>, <strong>Alfonso Signorini</strong>. Quello che è apparso subito certo, però, è che <strong>il piano fosse concertato e progettato da professionisti</strong> capaci di non lasciare la minima traccia. Infatti i tentativi di emulazione da parte di bande sbandate &#8211; come con la salma di Enrico Papi &#8211; sono stati sempre puntalmente smascherati dalle forze di polizia.</p>
<p>Tutto si è svelato quando <strong>ieri notte, ad Arcore</strong>, quella che pareva una <strong>violenta scossa di terremoto</strong> ha svegliato la città. <strong>L&#8217;enigmatico <a href="http://www.youtube.com/watch?v=aF5IiA7qVN0" target="_blank">mausoleo</a> dell&#8217;ex Premier Silvio Berlusconi ha infine dischiuso il suo mistero</strong> quando enormi reattori sotterranei &#8211; di cui niente si sapeva &#8211; si sono azionati con una potenza propulsiva immensa, scrollando dalla terra il faraonico monumento, che si è scoperto, all&#8217;esterno, interamente decorato a specchio, e sollevandolo dapprima lentamente poi sempre più rapidamente verso il cielo, mentre l&#8217;enorme fiammata dei reattori tracciava una scia di fuoco nel cielo notturno. <strong>Attualmente orbita attorno alla terra</strong> &#8211; ed è visibile in tutto il globo ad ogni ora del giorno e della notte, a parte i casi di congiunzione col sole, sotto forma di sfera luminosissima. La meravigliosa villa dei Casati Stampa ad Arcore è crollata rovinosamente, e accanto vi si apre una voragine gigantesca.<br />
Allo stesso tempo è stato <strong>divulgato un video di Silvio Berlusconi, girato nel 2010</strong> e rimasto segreto fino ad oggi, in cui spiega che è stato lui a ordinare di trafugare le salme delle personalità eminenti che <strong>più delle altre &#8211; volontariamente o meno &#8211; hanno contribuito a realizzare il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica" target="_blank">progetto</a> della loggia Propaganda 2 prima, e il suo poi</strong>, per accoglierle magnanimamente all&#8217;interno del suo mausoleo &#8211; che sarebbe poi stato elevato alle altezze celesti che giustamente si confanno agli unti dal Signore e agli umili che bene hanno servito il loro carismatico piano.<br />
Il lancio è stato effettuato quando anche l&#8217;ultima salma mancante &#8211; che doveva essere quella di <strong>Gerry Scotti</strong> &#8211; è stata clandestinamente collocata nel proprio loculo del monumento. La lista completa delle salme celebri che sono ospitate nel mausoleo è in via di pubblicazione, ma per certo vi sono anche quelle di <strong>Previti e Confalonieri</strong>.</p>
<p>Le reazioni all&#8217;evento sono state le più variegate, dall&#8217;entusiasmo dei nostalgici all&#8217;indignazione sgomenta degli avversi &#8211; e la politica stessa si divide. I capi di Stato di mezzo mondo, molto obbligati per la vecchia amicizia con l&#8217;ex premier hanno reagito con un contenuto plauso per l&#8217;eterno ricordo dell&#8217;affabile burlone. I capi di Stato dell&#8217;altra metà del mondo ridono a crepapelle.</p>
<p>Su internet è già partita la campagna di donazioni <strong>&#8220;Uno Stinger per Silvio&#8221;</strong>, attraverso cui ciascuno potrà dare il suo contributo all&#8217;acquisto del razzo che <strong>nella notte del solstizio d&#8217;estate abbatterà festosamente il mausoleo volante ponendo fine alla pagina più incresciosa della storia politica e culturale italiana dopo il ventennio fascista.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Firenze, 30 gennaio 2036</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/mike-bongiorno-funerali.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3244" title="Mike &amp; Silvio - che amiconi!" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/mike-bongiorno-funerali.jpg" alt="" width="576" height="436" /></a></p>
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		<title>Il teschio da cinquanta milioni di sterline</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 09:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quasi sospeso. Nel buio profondo immobile della piccola stanza, su un invisibile piedistallo nero e protetto da una spessa teca cristallina, il teschio, tempestato da migliaia di diamanti, illuminato, solo, da piccoli fari che lo fanno barbagliare di tutti i colori dell&#8217;iride, ti guarda con le brillanti orbite vuote e ti sorride, grottesco, con denti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quasi sospeso.</strong><br />
Nel buio profondo immobile della piccola stanza, su un invisibile piedistallo nero e protetto da una spessa teca cristallina, il teschio, tempestato da migliaia di diamanti, illuminato, solo, da piccoli fari che lo fanno barbagliare di tutti i colori dell&#8217;iride, ti guarda con le brillanti orbite vuote e ti sorride, grottesco, con denti antichi e marci che trecento anni fa veramente hanno masticato cibo, beffardo, con la sua invisibile guardia armata che respira nel cubicolo, e la senti respirare, e con la radio le annunciano che altri stanno per entrare, e in perfetto silenzio ti scosta la tenda per farti uscire. Guardi ancora il teschio, guardi il gigantesco diamante a goccia che ha incastonato in fronte e la corolla di altre gocce che lo circondano, rispondi al sorriso ed esci. <strong>&#8220;For the love of God&#8221;, opera di Damien Hirst.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/damien_hirst_003_for_the_love_of_god.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3183" title="For the love of God" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/damien_hirst_003_for_the_love_of_god.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a><br />
</strong></p>
<p>Ero in centro, in pausa dallo studio. Nella biblioteca in cui sono vedo un libro che ha in copertina il teschio di diamante di Hirst, e mi dico <strong>&#8220;Diavolo, è in mostra a Palazzo Vecchio. Quasi quasi faccio un salto&#8221;</strong>. Mollo zaino e libri lì, metto il giubbotto e trotto verso Piazza della Signoria.<br />
E&#8217; sempre un piacere passare fra il David ed Ercole, ed entrare in Palazzo Vecchio, essere accolti in cortile dallo scrosciare gentile della fontana, passare fra le larghe colonne decorate e sotto le volte affrescate. <strong>Mi dirigo alla biglietteria</strong>: nell&#8217;ufficio le persone stanno scherzando, mi accolgono sorridendo e mi chiedono se possono essermi d&#8217;aiuto. Domando un biglietto per la mostra di Hirst, pago ridotto, ci salutiamo cordialmente, esco e salgo per gli scaloni.<br />
<strong> Amo le scalinate dei vecchi palazzi fiorentini</strong>: hanno gradini lunghissimi e bassissimi, che accompagnano il passo, buoni per fermarsi a parlare, da fare lenti. &#8220;<em>Tu proverai sì come sa di sale/ lo pane altrui, e come è duro calle/ lo scendere e &#8216;l salir per l&#8217;altrui scale</em>&#8220;, dice Cacciaguida a Dante nel diciassettesimo canto del Paradiso, proprio per questo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/Firenze-Palazzo-Vecchio_Salone-dei-Cinquecento.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3182" title="Salone dei Cinquecento" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/Firenze-Palazzo-Vecchio_Salone-dei-Cinquecento.jpg" alt="" width="559" height="360" /></a></p>
<p><strong>Arrivo al Salone dei Cinquecento</strong>, immenso, ricco, aereo, dove il brusio si ovatta nella lontananza delle pareti dipinte e fra le statue di marmo. <strong>Dov&#8217;è la mostra?</strong> Mi volto sulla destra e vedo i cartelli e mi meraviglio subito: per arrivare alla stanza del teschio <strong>il passaggio è obbligato attraverso lo Studiolo di Francesco I!</strong> Una piccola stanza che di solito è chiusa e che è una dei gioielli più meravigliosi nello scrigno di Firenze.<br />
Entrando mi attardo un attimo, un ragazzo mi supera spedito, si avvicina all&#8217;ingresso della saletta del teschio diretto, senza rallentare, e <strong>noto una custode che parlando in una radiolina annuncia che &#8220;sta entrando una persona&#8221;</strong>. Io mi fermo a guardare lo Studiolo. Mi metto a parlare con la ragazza addetta alla cura della stanza e degli utenti della mostra, è molto bella e molto simpatica, ridiamo, ci scambiamo le impressioni e i sentimenti, ci indichiamo i particolari dello Studiolo col dito.<br />
<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/studio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3181" title="Studiolo di Francesco I" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/studio.jpg" alt="" width="543" height="382" /></a></p>
<p><strong>Sul soffitto</strong>, affrescati uno per lato e conferenti il tema ad ogni parete, i quattro elementi, nelle sembianze di bellissime donne, e negli angoli le loro unioni rappresentate come putti abbracciati &#8211; in amore o lotta? &#8211; e le rappresentazioni dei relativi umori della medicina ippocratica. <strong>Due tondi</strong> con dipinti i genitori di Francesco si affrontano ai due lati dello studiolo, circondati dallo zodiaco &#8211; magico circolo dell&#8217;avvicendarsi dei mesi e delle stagioni. <strong>Le pareti sono grandi armadi</strong>, ed ogni anta un dipinto, mitologico, naturalistico, magico &#8211; Francesco I vi teneva i suoi tesori più preziosi, le gioie più rare, gli oggetti di maggiore onore, ripartiti per affinità con l&#8217;elemento naturale che comanda la singola parete. Alcune nicchie ospitano piccole statue dalla grande grazia e dal forte simbolo.<br />
Insomma, <strong>un&#8217;armonia complessa, riecheggiante, che parla dei lenti e vivissimi cicli della natura</strong> con colori caldi, con scricchiolii boschivi, con arte intenta e col mistero delle ante serrate, un luogo chiuso che diventa sintesi di tutto ciò che è aperto, stretto e che respira largo come fanno le maree.<br />
Infine mi decido a passare oltre.</p>
<p><strong>La ragazza mi annuncia</strong>. Scosto la pesante tenda nera da cinema ed entro.<br />
Vedo la guardia in penombra, prima che la tenda torni a coprire ogni luce. Questa vezzosa testa umana spolpata e ricoperta di diamanti ghigna, serafica. Le giro intorno, mi godo lo sbrilluccicare dei diamantini &#8211; quasi vetruzzi su una borsa kitsch: <strong>mi esaltano di colorucci fatui che al mio movimento cangiano rapidissimi.</strong></p>
<p>Nello Studiolo <strong>ero un uomo al centro della natura</strong>, parte di essa nel modo più profondo e partecipe, abbeverato nella luce dai preziosissimi simboli dei suoi cicli immortali, e ridevo e condividevo la gioia. Nello stanzino, forzato a fissare il teschio di diamante, sinolo di morte e di eterna infertilità dal titanico prezzo in denaro, scrigno che non contiene più niente di valore, piantonato da una guardia silenziosa e minacciosa che ogni tanto mi ricordava il numero dei diamanti incastonati, <strong>lo dovevo adorare come unica fonte</strong> di luce, sospeso nel buio.</p>
<p>Ne esco. Faccio il giro. Torno allo Studiolo e con la mano e il sorriso saluto la bella custode, che ricambia con gioia. Faccio una rapida visita del resto del Palazzo fino alla <em>Giuditta e Oloferne</em> di Donatello e alla Sala delle Carte Geografiche, poi torno giù rapido, ripasso dalla biglietteria, saluto e ringrazio, ed esco dal Palazzo nella luce abbacinante della piazza.</p>
<p>Certo che<strong> a livello artistico il Teschio di Damien Hirst, senza lo Studiolo di Francesco I, ha veramente il valore di un servizio di Studio Aperto.</strong></p>
<p>Poco dopo ho incontrato un amico, che mi ha chiesto come si chiamasse l&#8217;opera. Controllo sul taccuino. &#8220;<em>For the love of God</em>&#8220;. Che immagino si possa tradurre &#8220;<strong>Ma per l&#8217;amordiddìo!</strong>&#8220;</p>
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		<title>Cari Massimo e Giorgio</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 22:34:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari Massimo e Giorgio, quest&#8217;anno siete stati delle merde. Lo capite che i regali vanno fatti a Natale, non quando si sentono in cuore? Altrimenti io qui fallisco. Già c&#8217;è la crisi. Per favore, venitemi incontro e inoltratemi qualche ordine. E&#8217; un ordine. E&#8217; vero, come  organizzazione fa un po&#8217; acqua. La gente si stressa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/12/babbo-natale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3169" title="babbo natale" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/12/babbo-natale.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a></p>
<p>Cari Massimo e Giorgio,</p>
<p>quest&#8217;anno siete stati delle merde. Lo capite che i regali vanno fatti a Natale, non quando si sentono in cuore? Altrimenti io qui fallisco. Già c&#8217;è la crisi. Per favore, venitemi incontro e inoltratemi qualche ordine. E&#8217; un ordine.</p>
<p>E&#8217; vero, come  organizzazione fa un po&#8217; acqua. La gente si stressa a inventarsi i regali più adatti e allora si ritrova ad arrangiarsi con cazzate costose o di moda con sopra un marchio che ne dovrebbe essere il valore. Si spendono un sacco di soldi, le paranoie sull&#8217;opportunità di fare un regalo sì ma di che tipo e quanto ci voglio spendere si appiccano da persona a persona come fiamma da foglia a foglia, la gente sta ore in automobile per andare ai centri commerciali, ingrassa di brutto perché non muove mai il culo (io sono grasso perché non dico mai di no, ma sport ne faccio) e come se non bastasse per un mese all&#8217;anno ho la posta totalmente intasata, quindi se mi arriva una bolletta o una lettera dalla casa di massaggi di Bangkok (ho piccole quote di alcune società, affari miei) è probabile mi sfugga. Ma che ci volete fare? Gli affari sono affari. E se non guadagno come li pago gli elfi? Hanno anche messo su un sindacato&#8230;</p>
<p>Sapete, voi sareste piaciuti a mio fratello. Ma è molto tempo che non c&#8217;è più. Lui si faceva spedire le lettere tutto l&#8217;anno. E le persone gli dicevano che cosa volevano regalare, non che cosa volevano ricevere. Babbo Donato. Gestivamo l&#8217;azienda insieme, ma le cose così non andavano, eravamo a crescita zero. Poi una volta ci fu una discussione&#8230; Lui voleva che ritagliassimo la nostra quota di utili per iniziare a fare anche noi dei regali, ma&#8230; era tanto tempo fa, ancora avevamo pochi soldi, che potevo fare? Tirar fuori altri soldi dal cappello? E glielo dissi: &#8220;Io ho quel che ho, Donato&#8221;. Lui mi guardò con uno sguardo strano e mi rispose &#8220;Io ho quel che ho donato&#8221;.</p>
<p>Forse non erano idee sbagliate, ma come si fa a conciliarle con questa vita qua? Mi hanno detto che l&#8217;hanno visto regalare sementi ai contadini rovinati del Bengala, lavorare con loro. Sempre col suo ridicolo vestito verde.</p>
<p>Vabbè, alla fine non siete poi così male. Il vostro quest&#8217;anno l&#8217;avete fatto, e per quanto giustamente vi chiediate di più, alla fine siete sempre nella lista dei buoni. Vedrò che cosa mi è rimasto e vi potrò mandare &#8211; ma Massimo non aspettarti obbiettivi per la macchina fotografica grossi come tronchi, e Giorgio non ti aspettare stilografiche col pennino in palladio.</p>
<p>Intanto vi auguro un Natale splendido, denso (come il miele) di quel sentimento di calore e festa che sa portare, in compagnia, a riparo dal freddo, con un grande pasto e vino buono, un Natale di regali sentiti, coronamento di questo anno di Nostro Signore 2010, capace di rasserenare la mente per tirare le giuste conclusioni sulla propria vita quando sarà il momento. Ma in fondo, aldilà di ogni augurio, il segreto del Natale è forse quello del creare una scusa buona per passare del tempo &#8211; fosse anche solo un giorno &#8211; esattamente come tu desideri.</p>
<p>Avanti e in alto,</p>
<p>Babbo Natale</p>
<p>P.S. Fortunelli, mi sono rimasti i preservativi al mango.</p>
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Caro Babbo Natale,

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		<title>Assetto antisommossa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 21:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo. Antefatto e precisazioni Oggi, al Polo universitario di Scienze Sociali di Novoli, a Firenze, era invitata Daniela Santanchè, controversa sottosegretaria di Stato per l&#8217;Attuazione del Programma di governo &#8211; invitata da Studenti per le Libertà, associazione di studenti rispondente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo.</em></p>
<h3>Antefatto e precisazioni</h3>
<p>Oggi, al <strong>Polo universitario di Scienze Sociali di Novoli</strong>, a Firenze, era invitata <strong>Daniela Santanchè</strong>, controversa sottosegretaria di Stato per l&#8217;Attuazione del Programma di governo &#8211; invitata da <strong>Studenti per le Libertà</strong>, associazione di studenti rispondente al <strong>PdL</strong>. Tema dell&#8217;incontro: <strong>immigrazione</strong>.<br />
A me la Santanchè <strong>non piace</strong>, ha più volte espresso posizioni xenofobiche, omofobiche, razzistiche e perfino aderenti tout-court al fascismo con cui è impossibile, da persone sensate, concordare.<br />
Vado a raccontare la mia esperienza e le mie riflessioni e le mie domande.</p>
<h3>Arrivo all&#8217;università</h3>
<p>Me la sono presa comoda, arrivo poco dopo le 10. L&#8217;incontro è previsto per le 10:30. Gran fermento e facce conosciute. Vedo un <strong>gazebo della Lega</strong> montato per l&#8217;occasione dirimpetto all&#8217;edificio. Mi dicono che ci sono state delle discussioni. Entro nell&#8217;edificio (il D4), e c&#8217;è una gran confusione. Subito emergono due parole che saranno fra le più usate: &#8220;<strong>Vergogna!</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Inaccettabile!</strong>&#8220;. Dei megafoni spiegano che è una vergogna inaccettabile che una dichiarata fascista entri in un luogo pubblico a parlare, poiché <strong>contro la Costituzione</strong>.<br />
<strong>Prima nota</strong>: <em>mi aggiravo con penna e taccuino, quello che riporto è quello che ho registrato su carta con inchiostro.</em><br />
<strong> Seconda nota</strong>: <em>dire che la Costituzione impedisce a una persona &#8211; comunque si qualifichi &#8211; di entrare in un luogo pubblico e di esercitare la libertà di parola, significa non avere idea di che cosa sia la Costituzione. E dirlo nell&#8217;edificio della facoltà di giurisprudenza è umoristico.</em><br />
Aleggiano cori sui padroni dal delicato sapore veterocomunista; nel mentre io entro nella stanza in cui si terrà il dibattito.<br />
Industriosi affiliati di Studenti per le Libertà avevano <strong>appeso i loro manifesti in tutta la stanza</strong>. Squallidi addobbi. Personcine d&#8217;altra schiatta<strong> li strappavano</strong> lasciandoli a terra, o appallottolandoli e gettandoli nella foresta di sedie &#8211; irrecuperabili. Qualcuno, cavalcando l&#8217;onda di ribellione, <strong>si accendeva una sigaretta nella stanza</strong>. Fuck the Law, il polmone è mio e me lo gestisco io.<br />
<strong> Terza nota</strong>: <em>si protesta contro il fascismo e si impone il fumo in un luogo chiuso fregandosene di leggi conquistate? Gli sfoghi d&#8217;anarchia sono piacevoli come scoregge in ascensore.</em><br />
Anyway il comizio che un megafonante tiene nella stanza non mi interessa: <strong>voglio la Santanchè</strong>. Ma si inizia a vociferare che <strong>l&#8217;incontro sarà spostato altrove</strong> &#8211; altro edificio del Polo. Esco, mi informo e vado.</p>
<h3>L&#8217;attesa e la polizia</h3>
<p>Cammino spedito. Sono lì per sentire la Santanchè e magari, se c&#8217;è occasione, per cercare di farle le giuste domande che palesino le sue agghiaccianti posizioni &#8211; dopotutto <strong>la persona migliore </strong><strong>per screditare qualcuno </strong><strong>è lui stesso</strong>. Non voglio essere scambiato per un attaccabrighe da nessuno, quindi sono vestito di conseguenza. Cappotto, gilet, ascot al collo.</p>
<p>Arrivo in vista della nuova location (edificio D15) e l&#8217;azzurro tenue dei caschi e il barbagliare degli scudi della <strong>polizia in tenuta antisommossa</strong> mi accoglie serenamente. Intanto il corteo di persone che si stanno spostando lì si muove lentamente, in <strong>stile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Quarto_Stato" target="_blank">Pellizza da Volpedo</a></strong>. Sento gridare a qualcuno che doveva essere un responsabile, &#8220;Li mandi via, l&#8217;università è pubblica!&#8221;, riferito alla polizia.<br />
<strong> Quarta nota</strong>: <em>non siamo più ai tempi del Diritto d&#8217;Asilo. Le università sono soggette alla legge, oggi. E laddove a causa di previste contestazioni che non sempre mantengono il loro aplomb sia autorizzato da chi di dovere l&#8217;intervento di forze di polizia in protezione di un pur bruto funzionario statale, be&#8217;, è perfettamente legale &#8211; ed è sacrosanto che lo sia, vista l&#8217;ampiezza di casi che si possono presentare. Anche perché sul posto, davanti all&#8217;edificio, ci saranno stati quindici poliziotti. Forse venti. Insomma, non una divisione dell&#8217;esercito.</em><br />
Arriva il corpo del corteo. E arrivano i cori. <strong>Tanti cori &#8211; e troppi contro la polizia</strong>. &#8220;Servi dei servi dei servi dei servi&#8221;, &#8220;Andate a lavorare&#8221;, &#8220;Via, via, fascisti e polizia&#8221;.<br />
<strong> Quinta nota</strong>: <em>prendersela con le forze dell&#8217;ordine è da idioti. Io non ho astratta simpatia per i militari, e il solo vedere un&#8217;arma da fuoco mi ingombra la mente di angoscia. Intravedere il nero liscio dei manganelli alla cintura mi metteva in fortissimo disagio. Ciononostante, quelli che ricoprono funzioni di polizia di sicurezza e giudiziaria sono cardini della nostra società, che svolgono un lavoro (memento art.1 Costituzione) per giunta malpagato &#8211; ferme le critiche, che <a href="http://2honolulu.it/2009/09/il-potere-e-lo-tzimtzumpappa-1599.htm" target="_blank">abbiamo già avuto modo di fare</a>. Pure, non credo che fra i coristi ci fosse qualcuno che non andrebbe a sporgere denuncia, se gli rubassero il motorino. E auspico che non sia necessaria l&#8217;esperienza di De André, per cambiare idea su &#8220;sbirri e carabinieri&#8221;. E&#8217; così old fashioned&#8230;</em><br />
Comunque la polizia crea un cordone intorno all&#8217;entrata e nessuno viene fatto entrare. Io sono a lato ma in prima fila, come ogni (pseudo)giornalista che si rispetti. Della Santanchè non si sente nemmeno l&#8217;odore. Il tempo passa.</p>
<h3>Manganello mon amour</h3>
<p>I cori continuano. Ancora e ancora. Vedo i poliziotti più anziani guardare in alto con gli occhi tristi di chi li conosce già a memoria. Quelli più giovani hanno una tensione nera sotto gli occhi che saettano qua e là. I manifestanti vogliono entrare e premono. <strong>La tensione da ambo le parti è già ammassata.</strong><br />
<strong> Sesta nota</strong>: <em>chi ha organizzato questo incontro è un coglione. Come si può pensare di cacciare Santanchè e pubblico bipartisan in una sala da cento persone? Abbiamo l&#8217;aula magna di Economia che è titanica. Perché non scegliere quella? Chiaro che non potevano fare entrare. Immaginatevi quattrocento persone che tappano un atrio modesto. Vi ci volete ritrovare in mezzo? Chiaro che così l&#8217;incontro è andato a ramengo perché il pubblico non era rappresentativo, ma l&#8217;errore era organizzativo, a monte. Riflettiamo, prima di pigiare contro le barricate come bovi. Che cosa sarebbe accaduto se avessero lasciato entrare tutti?</em><br />
Una scaramuccia e la tensione esplode. La causa scatenante probabilmente sarà stata di poco conto. Fatto sta che la polizia carica <strong>abbattendo manganellate</strong> meccanicamente. Come se follasse la lana. <strong>Una volta. Poi un&#8217;altra, e un&#8217;altra ancora</strong>. Iniziano nel mentre a <strong>volare oggetti</strong>. Sassi? Boh. Uova di sicuro ma non solo. E durante le cariche vedo i gesti bestiali di persone incappucciate che <strong>brandiscono caschi da motorino</strong> schiantandoli sugli scudi dei poliziotti. Un ragazzo <strong>finisce con la testa rotta</strong>, altri prendono un sacco di botte.<br />
<strong> Settima nota</strong>: <em>qui finisce la civiltà. Persone, umani, che confliggono con violenza. Non si pongono domande, hanno reazioni da bestie. Usano istintivamente il coro e il casco e il calcio per offendere, il manganello è un prolungamento del braccio. La comprensione è svaporata, resta un&#8217;imposizione bilaterale cieca, violenta, violenta, violenta &#8211; l&#8217;altro è nemico, non umano con cui si ha il futuro in comune. La gente fumava nervosamente, e sentivo i giornalisti di idee diverse dettare al telefono &#8220;La polizia ha caricato i manifestanti virgola&#8221; o &#8220;&#8230;i manifestanti virgola che hanno cercato di sfondare il cordone&#8230;&#8221;. Ma la vogliamo piantare? Ogni cosa si può vedere da due angolazioni. Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno non me ne frega. Mi interessa come è che si riempie. La colpa della tensione esplosa è da entrambe le parti. Non ci sono i buoni e i cattivi. Chi lo crede è un coglione. Ci sono gli umani, che davanti alla tensione violenta funzionano tutti alla stessa maniera. E quando sarò chi voglio essere avrò il coraggio di mettermi in mezzo gridando &#8220;Basta!&#8221; e facendo ragionare le persone. Ma sono una mammoletta, ancora, mi veniva da piangere perché è qualcosa di tremendo che non capisco.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/novoli7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3148" title="Scontro a Novoli" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/novoli7.jpg" alt="" width="512" height="362" /></a><br />
</em></p>
<h3>Il tè</h3>
<p>Impossibile entrare, impossibile seguire la Santanchè di persona &#8211; nemmeno aria per restare. <strong>Mi allontano</strong>. Avrò notizia, dopo, dai giornali, del <strong>penoso show della sottosegretaria</strong> &#8211; ma non l&#8217;ho visto, io, quindi non ne parlerò. Avrò notizia delle sorti del corteo, che è uscito dal Polo <strong>infartuando il traffico</strong> di un&#8217;arteria fondamentale della città, ingombrando la strada con cassonetti dell&#8217;immondizia.<br />
Io me ne vado a prendere un tè caldo.<br />
<strong> Che cosa è stato ottenuto con questo tipo di protesta?</strong> Risonanza mediatica, certo, ma positiva? A che cosa è valso creare questa tensione? <strong>E&#8217; stata una protesta intelligente?</strong><br />
Si sarebbe potuto fare qualcosa di <strong>civile e ironico</strong> &#8211; magari capendo anche qualcosa in più di lei e di chi la pensa come lei. Conoscenza sempre utile per maturare il confronto e migliorare il mondo. Si sarebbero potute fare <strong>domande intelligenti, di politica vera</strong>, saggiare le proprie belle idee a confronto con la lordura del provincialismo mentale. In altre parole, da un confronto vero <strong>si sarebbe potuti uscire brillanti come l&#8217;Eldorado, compartecipi di un progetto comune e col cuore pulito da tensioni, aggressività, violenza.</strong><br />
Ma non è andata così. Sono rimasti lividi, incazzature, indignazioni &#8211; un ingrossato scontento generale e (finora) sterile.</p>
<h3>Il criptofascismo</h3>
<p>Estremizziamo il caso. <strong>Il nazista ha diritto di parola?</strong><br />
In un mondo in cui esiste la libertà di parola, sì. Questo perché chiunque ha il sacrosanto <strong>diritto di fare pensieri nazisti</strong>. Altrimenti sarebbe <em>1984</em>. Non ha però il diritto di <strong>fare cose naziste</strong>. Quindi se si aggira con una tanica di benzina e un accendino cercando la sinagoga, be&#8217;, questo non va tollerato.<br />
Uno dei motti della protesta odierna era &#8220;<strong>Intolleranza per gli intolleranti</strong>&#8220;. A parte ricordare occhio per occhio, ci pone una questione. La Santanchè non era venuta a calciare nelle costole dei senegalesi usando le scarpe a punta. Era venuta a parlare.<br />
La parola ha uno status particolare, a metà fra pensiero e azione. Ciò considerato, la volontà di censura è giustificata, nel caso? O il bavaglio non va bene per nessuno?<br />
Personalmente credo che sia sano non imbavagliare in assoluto. Mi ricordo quella citazione apocrifa di Voltaire:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Trovo quel che dici un abominio, ma darei la vita perché tu lo possa dire.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Il rischio reale è quello del <strong>criptofascismo</strong>, come dice un mio buon amico, il <strong>fascismo nascosto</strong>. Quello che ti infetta da sotto<strong>. Quello interiore che ciascuno di noi ha e contro cui ciascuno di noi è chiamato a lottare</strong>. Quello che ti fa venire voglia di far tacere chi non la pensa come te, quello che ti fa venire voglia di menare le mani e importi con la violenza &#8211; manganello o casco non importa. Quello che ho visto oggi. Quello che possiamo imparare ad estirpare.</p>
<h3>Gandhi e gli studenti</h3>
<blockquote><p><em>&#8220;Le agitazioni vanno bene solo per quelli che hanno completato i loro studi. Mentre studiano, la sola occupazione degli studenti dovrebbe essere quella di aumentare le proprie conoscenze.&#8221;</em> Gandhi, Harijan, 7 settembre 1947</p></blockquote>
<p>Oggi i manifestanti sono entrati in biblioteca usando l&#8217;interfono per richiamare alla protesta tutti gli studenti. Che stavano studiando in silenzio. Dal mio punto di vista è un po&#8217; come<strong> interrompere una liturgia sacra</strong>. Oltretutto, è interrompere qualcosa <strong>la cui difesa è lo scopo principale</strong> delle proteste che scoccano lungo lo Stivale. E quanti studenti brillanti lanciano uova contro vetrate? Lo studio dovrebbe proprio servire, collateralmente, a renderci persone migliori, più posate, capaci di <strong>far sentire la nostra voce in maniera efficace e limpida, non arrochita dalle grida</strong> &#8211; quasi fosse una frizione d&#8217;auto che brucia.</p>
<h3>Concludendo</h3>
<p>Non ho stima per la Santanchè né per le sue idee. Ma diavolo, diavolo! <strong>Le cose vanno fatte con il sorriso e con eleganza. E saggezza. Soprattutto saggezza.</strong></p>
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