apr 25 2009

La Liberazione

Liberazione Roma

“I carri armati tedeschi riuscirono  a passare lo sbarramento di via Foria, scesero a piazza Dante e si avviarono per via Roma. Là sono stati fermati. Giuseppe Capano, di anni 15, si è infilato sotto i cingoli di un carro armato, ha disinnescato una bomba a mano ed è riuscito da dietro prima dell’esplosione. Assunta Amitrano, di anni 47, dal quarto piano ha tirato una lastra di marmo presa da un comò e ha scassato la mitragliatrice del carro armato. Luigi Mottola, 51 anni, operaio delle fogne, ha fatto saltare una bombola di gas sotto la pancia di un carro armato. Uno studente di conservatorio, Ruggero Semeraro, di anni 17, aprì il balcone e prese a suonare al pianoforte La Marsigliese, quella musica che ti fa venire ancora più coraggio. Il prete Antonio La Spina, anni 67, sulla barricata davanti al banco di Napoli gridava il salmo 94, quello delle vendette. Il barbiere Santo Scapece, anni 37, tirò un catino di schiuma di sapone sul finestrino di guida di un carro armato, che andò a sbattere contro la saracinesca di un fioraio. La mira dei nostri cittadini era diventata infallibile nel giro di tre giorni. Le bottiglie incendiarie facevano il guasto ai carri armati, li accecavano di fiamme. Ero diventato esperto nel farle, ci mettevo dentro qualche scaglia di sapone per fare attaccare meglio il fuoco. Il diesel ce lo avevano dato i pescatori della Mergellina, che non potevano uscire per mare a causa del blocco del golfo e delle mine.
Sei persone in mezzo a una folla pronta inventavano la mossa giusta per inguaiare un reparto corazzato del più potente esercitoche da solo aveva conquistato mezza Europa. Non era la prima volta che sei persone riuscivano nell’impresa. Già nel 1799 le armate francesi, le più forti del tempo, erano state fermate all’ingresso della città da un’insurrezione di popolo, dopo che si era sciolto l’esercito borbonico. Sei persone dotate di nome, cognome, età, mestiere, fermavano la riconquista tedesca della città. Sei persone tirate a sorte dalla necessità risolvono la situazione mentre intorno gli altri fanno tante mosse generose ma imprecise. Quando spuntano sei persone, tutte in una volta, allora si vince.”

“E dove sta quel popolo, adesso? [...]“

Erri De Luca, “Il giorno prima della felicità”

Questa era la liberazione di Napoli. Il 25 aprile furono liberate Milano e Torino.
In quelle occasioni fu mostrato un coraggio senza euguali. Ma serve davvero un invasore armato, perché sia necessaria una liberazione? Serve davvero una dittatura palese, per suscitare il desiderio di alzare di nuovo la testa al cielo?

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 4.6/5 (5 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: +4 (from 4 votes)

mar 31 2009

Immaginatevi

Fra i padri della letteratura fantascientifica d’alto livello c’è un cenerentolo, che quasi nessuno conosce nonostante i suoi racconti brevi siano fra i capolavori più geniali che possa capitare di leggere.
Sto parlando di Fredric Brown, giornalista statunitense morto nel ’72.
Fra le sue opere più celebri – che affiorano qua e là nelle antologie, splendide e brevissime – ci sono Sentinella, La Risposta, Un Uomo esemplare e Inno di Congedo. Se ne avete le palle, andateveli a cercare: ne rimarrete esterrefatti. Comunque, qualsiasi cosa scritta da lui vi capiti di leggere, non vi deluderà.

Oggi vi propongo» un suo fulminante componimento sull’immaginazione – Imagine. Credo che possa essere rappresentativo di tutto il suo stile, di tutto il suo pensiero e in generale dell’intero potenziale del canale artistico della fantascienza. Quando lo lessi la prima volta, mi cadde il libro di mano.

Immagina.
Immagina fantasmi, dèi e diavoli.
Immagina inferni e paradisi, città galleggianti nel cielo o sprofondate nel mare.
Unicorni e centauri. Fattucchiere, stregoni, genii e banshee.
Angeli e arpie. Malìe e incantesimi. Spiriti Elementali, folletti, demoni.
Facili da immaginare, tutte queste cose: l’uomo le ha immaginate per migliaia di anni.

Immagina astronavi, e il futuro.
Facili da immaginare: il futuro sta già arrivando, e con sé porterà le astronavi.

Non c’è niente che sia difficile immaginare, allora?

Certo che c’è.

Immagina una quantità di materia e te stesso dentro di quella, te stesso cosciente, pensante e che perciò sai di esistere, capace di muovere quella materia dentro la quale sei, di farla dormire o stare sveglia, fare l’amore o camminare in collina.
Immagina un universo – infinito o no, figurartelo
come preferisci  – con miliardi di miliardi di miliardi di soli.
Immagina un grumo di fango che vortica pazzamente intorno a uno di questi soli.
Immagina te stesso in piedi su quel grumo di fango, mentre vortichi con lui, turbinando attraverso il tempo e lo spazio in una direzione ignota.

Immagina!

Terra-luna

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 5.0/5 (7 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: +2 (from 2 votes)
Purtroppo una traduzione decente in giro non si trova, quindi temo dovrò improvvisarmi io traduttore. Con vostro grande dispiacere.

gen 4 2009

Poesia a encefalogramma piatto

Di recente ho letto un libro – sulla copertina c’era scritto: poesie. Fiera autrice, Martha Lazzeri Ugolini, la quale, con questa sua raccolta, ha addirittura vinto il Fiorino d’oro.

Il titolo è estremamente evocativo: Ekstasis. Sottotitolo: nel tempio dei sogni. WOW. E non si fa in tempo ad aprire il libro che ci accoglie una spiegazione sempre evocativa, anche se molto superficiale, su che cosa significhi “Ekstasis“. Che carina. Poi, dopo due panegirici assolutamente insulsi fatti da Mario Conti e Antonio Lucchi – come fa notare Jorge Luis Borges, le prefazioni hanno il difetto strutturale di parlare di qualcosa che il lettore ancora non conosce, fornendo già giudizi e proponendo punti di vista che ne travieranno la valutazione – iniziano ad avvicendarsi i componimenti dell’autrice.

Credetemi, uno ci prova ad apprezzare certe cose, ma non è assolutamente possibile. Il fatto è che questa raccolta potrebbe essere lo stendardo di ciò che la poesia non dovrebbe mai essere, cioè un’informe accozzaglia di sinestesie inflazionate e fuochi d’artificio e bengala semantici lanciati nell’oscurità, espressione di sentimenti affatto interessanti osservati in maniera infantile, parziale e trita come con un sorriso da valletta che pensa di aver detto qualcosa di vagamente intelligente, di sofferenze che nel modo in cui sono trasmesse – anche se sei presente anima e corpo – ti bruciano quanto calore di fiamma lontana, agghiaccianti inversioni di aggettivi e sostantivi, il tutto coronato da un bombardamento a tappeto stile cluster-bomb di puntini di sospensione su cui più di una volta ho avuto l’impressione di dover scrivere qualcosa io, in quanto non lasciano in sospeso, ma tacciono qualcosa che dovrebbe invece assolutamente essere detto. Sic.

Giusto epilogo per la serie “Tutti i salmi finiscono in gloria“, nelle notizie biografiche l’autrice vanta il consenso di grandi scrittori (che buffo, però, uno ha il suo stesso cognome) e numerosi inviti da parte della Telvisione Italiana (WOW), durante i quali ha ricevuto critiche molto favorevoli anche grazie alla sua collezione di bambole antiche (WOW).

Eh… Troppo spesso si cerca di fare arte per ostentarla. Il risultato evidentemente sarà di rado arte e comunque mai arte di valore. Il fatto è che l’arte non può solo essere l’ispirazione del momento, la semplice evocazione di un sentimento vago – che quando uno stregone invoca uno spirito deve anche essere in grado di controllarlo. Non si può nascondere la propria pigrizia o incapacità nell’affinare la tecnica dietro improbabili rifiuti della forma in poesia, squallidi strascichi di Dadaismo, Espressionismo, Futurismo, Beat generation ed Ermetismo – movimenti che trovano la loro ragion d’essere solo nel momento in cui sono nati, assolutamente inadatti alla realtà attuale e che spesso, chi goffamente crede di fare poesia senza usare metro né musica, cita senza conoscere. Non è tempo per nuovi Trakl, né Kerouac, né Majakovskij. Non è tempo che risorgano Neruda a illudere le persone di certi grandi amori che poi altro non sono che miti occidentali di possesso. Questa deve essere l’era della consapevolezza, e l’arte, come sempre ha fatto, deve evolversi di conseguenza: inutile restare appesi a utopie o ideologie appassite.

In conclusione, questa “Ekstasis, nel tempio dei sogni“, è una raccolta che di certo ha un suo valore per l’autrice, ma che da un punto di vista artistico è totalmente irrilevante – il che la dice lunga sulla capacità di giudizio delle giurie dei concorsi.

eegdeathai4

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 4.0/5 (8 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: +3 (from 5 votes)

nov 24 2008

Vold-è-mort

Sì, mi rendo conto che parlare di Harry Potter può sembrare da ragazzine quattordicenni. Ma vi ricrederete.

Il numero di copie vendute della saga ha sfondato ampiamente il tetto delle cento milioni. I sette libri che la compongono sono stati tradotti in decine e decine di lingue. E’ il fenomeno letterario più esplosivo della storia.

Figuriamoci, è perfino riuscito a far scoprire il piacere redentore di leggere a una bella fetta della sorgente generazione di bimbiminkia pur senza essere un intrattenimento stupido come i libri di Moccia. Certo, è spesso infantile fino all’imbarazzante – specie nel solito campo amoroso – ma riesce a dare concretamente dei modelli affascinanti di integrità morale ed interpersonale che non solo suggeriscono una condotta, ma ti ci trascinano verso – il tutto alleggerito da una narrazione fluente e delicata.

E’ stato un fenomeno sociale di proporzioni globali. Prima dell’uscita di ogni volume, davanti alle librerie di tutto il mondo, c’erano file interminabili di persone di tutte le età travestite da maghi e streghe, pronte a scattare ferinamente sulle pile di copie, come fossero state acqua nel deserto. Diavolo, immaginate. Cinquanta, cento milioni di persone che bevono come ipnotizzate ciò che scrivi, totalmente indifese, pronte a recepire e fare proprio appieno ogni tuo messaggio, perfino il capriccio etico più improbabile. Leggi tutto…

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 5.0/5 (2 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: 0 (from 0 votes)

I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

Iscriviti alla mailing list