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	<title>To Honolulu &#187; Gestione dei conflitti</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Il compromesso mancante (che poi un compromesso non è)</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 13:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Davanti allo specchio (Riflessioni)]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni interpersonali]]></category>
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		<description><![CDATA[In un post di qualche tempo fa, Giorgio aveva parlato di Mediazione dei conflitti. Oggi vorrei provare a trattare un argomento a monte, ovvero la prevenzione dei conflitti. Per prevenire un conflitto &#8211; quando è possibile &#8211; bastano veramente pochi accorgimenti. Per cominciare, dividerei i conflitti in due categorie, orizzontali e verticali. I conflitti orizzontali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">In un post di qualche tempo fa, Giorgio aveva parlato di <a href="http://2honolulu.it/2008/12/gestione-dei-conflitti-formula-magica-diplomatica/" target="_blank">Mediazione dei conflitti</a>. Oggi vorrei provare a trattare un argomento a monte, ovvero la <strong>prevenzione dei conflitti</strong>.</div>
<div id="_mcePaste">Per prevenire un conflitto &#8211; quando è possibile &#8211; bastano veramente pochi accorgimenti.</div>
<div id="_mcePaste">Per cominciare, dividerei i conflitti in due categorie, orizzontali e verticali.</div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>I <strong>conflitti orizzontali</strong> sono i tipici &#8220;muro contro muro&#8221;, nel quale una parte cerca di prevalere sull&#8217;altra, ed entrambe hanno lo stesso potere.</li>
<li>I <strong>conflitti vertical</strong>i sono invece quelli in cui una parte è subordinata all&#8217;altra, ad esempio famiglia-figlio, stato-cittadini, eccetera.</li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Per dare un&#8217;anticipazione in due parole, penso che ogni conflitto si possa prevenire con dei <strong>compromessi</strong> e con un po&#8217; di <strong>tatto</strong>.<span id="more-1993"></span> Trovo che un esempio funzioni meglio di mille spiegazioni, quindi proverò a raccontare alcune situazioni di conflitti con storie vere, opportunamente adattate e modificate.</p>
</div>
<h3><strong>Storia 1</strong></h3>
<blockquote>
<div><span style="color: #000080;">Un cliente entra nel negozio di un orologiaio, e dopo essersi fatto consigliare diversi modelli, sceglie finalmente quello da comprare.</span></div>
<div><span style="color: #000080;">C: &#8220;Quanto costa quest&#8217;oggetto?&#8221;</span></div>
<div><span style="color: #000080;">N: &#8220;Sono 640 euro.&#8221;</span></div>
<div><span style="color: #000080;">C: &#8220;E&#8217; un po&#8217; troppo, al massimo sono disposto a spendere 550 euro!&#8221;</span></div>
<div><em><span style="color: #000080;">A questo punto il negoziante può scegliere se rifiutarsi di vendere l&#8217;orologio al cliente, sperando di riproporlo al prossimo a prezzo pieno, oppure &#8211; conoscendo il margine di guadagno sull&#8217;oggetto &#8211; andare incontro al cliente, abbassando un poco il prezzo.</span></em></div>
<div><span style="color: #000080;">N: &#8220;Guardi, faccio un sacrificio e glielo lascio a 600 euro. Però di più non posso scendere.&#8221;</span></div>
<div><span style="color: #000080;">C: &#8220;Affare fatto!&#8221;</span></div>
</blockquote>
<div>Facendo questa scelta l&#8217;orologiaio vince due volte, perché guadagna comunque sull&#8217;orologio, e inoltre si assicura un possibile futuro acquisto da parte del cliente. Il cliente da parte sua è soddisfatto, ha risparmiato e trovato un posto nel quale potrà tornare a fare affari. Sono soddisfatti entrambi perché hanno trovato un <strong>compromesso </strong>che li fa uscire entrambi contenti dalla trattativa.</div>
<div>Viene da se che il compromesso non sarebbe stato possibile se uno dei due fosse rimasto fermo sulla propria posizione, ad esempio il negoziante (o il compratore) non avesse accettato di trattare il prezzo. Risultato: nessuna vendita immediata e nessun cliente soddisfatto.</div>
<div>In questo caso <span style="text-decoration: underline;">i poteri si controllano a vicenda</span>, e perché avvenga la trattativa è necessario scendere a patti.</p>
</div>
<h3>Storia 2</h3>
<blockquote>
<div><span style="color: #000080;">Anna e Mirko stanno ormai insieme da 1 anno, si vogliono un gran bene, e sono entrambi due gran testardi. Le cose tra loro vanno benissimo, fino al momento in cui c&#8217;è da decidere qualcosa insieme. Recentemente hanno deciso di fare un viaggio, ma al momento della scelta della destinazione hanno iniziato ad avere i primi problemi. Lei voleva andare a Berlino, città che sogna di visitare da sempre, e dove vivono alcuni amici che ha conosciuto al mare anni prima; a lui invece Berlino non piace, preferisce una città spagnola. A nulla valgono le discussioni, le ragioni di lei, e le opposizioni di lui. Nessuno dei due è disposto a mettere in discussione la propria posizione, e anzi, più l&#8217;altro cerca di minarla, più strettamente vi si appiglia. A questo punto quasi non conta più il viaggio: l&#8217;importante è avere ragione.</span></div>
<div><span style="color: #000080;">Ovviamente il viaggio salta, e probabilmente a breve, i due si lasceranno.</span></div>
<div><span style="color: #000080;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Bum-bum.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2064" title="Bum bum" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Bum-bum.jpg" alt="" width="378" height="255" /></a></span></div>
</blockquote>
<div>In questo caso non è stato possibile ottenere il compromesso, per via dei caratteri cocciuti dei due.<br />
<span style="text-decoration: underline;">I poteri si scontrano</span>, è un muro contro muro, una prova di forza, dalla quale solo uno, o nessuno, uscirà vincitore. Questa situazione, apparentemente irrisolvibile, diventa banale se si considera quello che dovrebbe essere ovvio. Stiamo parlando di una coppia, e se davvero ci si vuol bene, allora l&#8217;interesse primo dev&#8217;essere quello di riuscire a prendere decisioni insieme, anche avvicinandoci all&#8217;altro. E questo avvicinamento non è assolutamente un atto di sconfitta, ma tutto il contrario, è un atto d&#8217;amore!</div>
<div>Se l&#8217;interesse principale è tutelare il rapporto con l&#8217;altro, allora la propria testardaggine passa completamente in secondo piano, e se entrambi facessero questo ragionamento sicuramente si ritroverebbero nella situazione &#8220;dai decidi tu! No, dai voglio che sia tu a scegliere!&#8221;. Opposta!</div>
<div><strong>Chiediamocelo, è più importante avere ragione, o mantenere la serenità nel rapporto?</strong> Quest&#8217;esempio riguarda una coppia, ma è la stessa cosa tra amici, colleghi, parenti e tutte le persone alle quali siamo molto legati.</p>
</div>
<h3>Storia 3</h3>
<blockquote>
<div><span style="color: #000080;">I protagonisti sono madre e figlia e la situazione è quella in cui nessun figlio vorrebbe mai trovarsi: essere messo in punizione.</span></div>
<div><span style="color: #000080;">M: &#8220;Basta, da oggi niente più amici, niente più macchina, niente feste, aperitivi e cene; non uscirai di casa fino a che non sarai in pari con gli esami, e guai se ti vedo prendere una matita o un colore per disegnare. Tu devi solo studiare, gli artisti non sono nessuno a questo mondo! Studia e rendici felici per tutto quello che abbiamo fatto per te!&#8221;</span></div>
<div><span style="color: #000080;">La giovane studentessa sarebbe tranquillamente in grado di poter fare tutte le cose che le sono state negate, e insieme portare avanti lo studio. Negli ultimi tempi non c&#8217;è riuscita perché non si sentiva bene con se stessa, e proprio adesso che le cose stavano ricominciando ad ingranare, ecco, è tutto perso.</span></div>
<div><span style="color: #000080;">F: &#8220;Ma se non posso fare quello che voglio, allora butto via anche lo studio, d&#8217;altra parte non sono io che voglio diventare dentista, siete voi che volete vedermi laureata ad ogni costo! Io sarò una pittrice, capito? Pittrice!&#8221;</span></div>
</blockquote>
<div>Questo è un conflitto verticale, la figlia è subordinata alla madre perché questa <span style="text-decoration: underline;">ha potere economico su di lei</span>. E non può permettersi di andarsene di casa, di continuare la sua vita da sola. Allo stesso modo non può fare proposte a chi non vuole saperne: non può trovare un compromesso. Per risolvere il conflitto, qualcuno dovrebbe parlare con la madre, e cercare di farla ragionare, in modo che capisca che quello che lei vuole non necessariamente è quello che vuole la figlia, e nemmeno la cosa migliore.</div>
<div>Ma qui vorrei parlare di prevenzione, e non di risoluzione, di prevenzione nel caso fossimo al posto della madre. Purtroppo quando si ha potere è facile prendere decisioni che per noi vanno bene, senza considerare minimamente le conseguenze che possono avere sugli altri. Per evitare questo, bisogna sviluppare un po&#8217; di tatto e di sensibilità; provare a capire l&#8217;altro, ed è proprio da questa posizione che l&#8217;atto d&#8217;amore di cui ho parlato prima diventa più difficile: quando si è il carnefice. Siamo buoni tutti ad essere bravi e comprensivi quando siamo vittime.</div>
<div><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/equilibrio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2067" title="equilibrio" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/equilibrio.jpg" alt="" width="453" height="230" /></a></div>
<div>Penso che queste tre storie, sintetizzino la maggior parte dei conflitti con i quali abbiamo a che fare, e che soprattutto possiamo evitare di creare.</div>
<div>Non sono dati scientifici, non sono uno psicologo, e non ho studiato scienze sociali. Tuttavia mi sembrano atteggiamenti così semplici da mettere in pratica una volta che ne siamo coscienti, che non vorrei sentire nessuna delle persone che ha letto questo post lamentarsi di un conflitto che ha creato. Perlomeno, non con le persone a cui tiene.</div>
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		<title>Antiche come le montagne</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 13:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da due anni la data di oggi, 2 ottobre, è stata designata come la Giornata Internazionale della Nonviolenza. Ottima scelta, visto che il 2 ottobre è l&#8217;anniversario della nascita del Mahatma Gandhi &#8211; oggi, il centoquarantesimo. L&#8217;Assemblea delle Nazioni Unite chiede agli Stati membri di &#8220;divulgare il messaggio della Nonviolenza, anche attraverso l&#8217;informazione e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da due anni la data di oggi, 2 ottobre, è stata designata come la Giornata Internazionale della Nonviolenza. Ottima scelta, visto che il 2 ottobre è l&#8217;anniversario della nascita del Mahatma Gandhi &#8211; oggi, il centoquarantesimo. L&#8217;Assemblea delle Nazioni Unite chiede agli Stati membri di &#8220;<em>divulgare il messaggio della Nonviolenza, anche attraverso l&#8217;informazione e la consapevolezza pubblica</em>&#8220;.</p>
<p>Non vi voglio chiedere di partecipare alle iniziative che vengono promosse in questo giorno &#8211; anche qui a Firenze non è che ci sia molto di esaltante. Ma&#8230; abbiamo già avuto modo di parlare della titanica figura di Gandhi e della Nonviolenza, e della loro capitale importanza nel sogno di un mondo migliore. In questo giorno, potete <strong>dedicare del tempo a voi stessi</strong> per informarvi di più, a riguardo. Il pensiero di Gandhi è così fertile che non può non lasciarvi qualcosa di buono. Quindi cogliete l&#8217;occasione per amarvi e farvi del bene, per schiudervi un orizzonte in più &#8211; che nel caso, può essere davvero immenso.</p>
<p style="text-align: left;">Quando vi capita di imbattervi in una figura titanica, di quelle che hanno spinto avanti la razza umana, fermatevi e osservatela. Probabilmente non era una persona più grande e geniale di tante altre.<br />
Semplicemente, fra tutte, è stata quella che più ha creduto di poter cambiare il mondo. E per questo ha vinto.<img class="size-full wp-image-1666 aligncenter" title="gandhi 5" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/gandhi-5.jpg" alt="gandhi 5" width="300" height="467" /></p>
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		<title>L&#8217;Hinduismo non esiste</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 13:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sapevate che la religione Hindu non esiste? Ora lo sapete. Trattasi di una mera categorizzazione occidentale che appiattisce una realtà religiosa vasta e varia come un prato fiorito. Ma facciamo un passo indietro. Alla fine del XV secolo, Da Gama doppia il capo di Buona Speranza e arriva in India. I secoli successivi saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sapevate che la religione Hindu non esiste?<br />
Ora lo sapete.</p>
<p>Trattasi di una mera categorizzazione occidentale che appiattisce una realtà religiosa vasta e varia come un prato fiorito. Ma facciamo un passo indietro.<br />
Alla fine del XV secolo, Da Gama doppia il capo di Buona Speranza e arriva in India. I secoli successivi saranno per l&#8217;Occidente un folle volo verso l&#8217;invasione e la conquista di questo paese di Bengodi straripante di ricchezze.<br />
Quella occidentale, però, non era la prima grande invasione che l&#8217;India subiva: dai primi scontri nell&#8217;VIII secolo dopo Cristo, passando per la costituzione del Gran Sultanato di Delhi nel XII e arrivando fino alla fioritura del rigoglioso Impero Moghul fa il XVI e XVIII secolo, l&#8217;India ha subito una pesantissima presenza musulmana di vertice, attenuatasi solo con la decadenza dell&#8217;Impero Moghul stesso e l&#8217;arrivo degli Europei.<br />
Il modo in cui funzionavano le invasioni islamiche era piuttosto semplice ed enormemente efficace. Gli Arabi sono sempre stati (e sono tutt&#8217;ora, è un fattore culturale) dei grandissimi commercianti. Abili e occhiuti ma umani come pochi nella storia. E perciò, le loro invasioni, più che sulla punta della scimitarra, venivano portate avanti da orde di commercianti vogliosi di ampliare i propri mercati; oltretutto, la loro invasione incideva in maniera relativamente indolore sulla popolazione, in quanto mirava a colpire e sostituire i vertici del potere senza che null&#8217;altro cambiasse. Certo, l&#8217;islamizzazione era incentivata, infatti chi si convertiva alla religione del Profeta godeva di certi privilegi, ma non era imposta &#8211; e non era imposta nemmeno la Shari&#8217;a, il diritto coranico, in quanto legge-solo-per-muslim.<br />
Così in India si rese necessaria una prima classificazione religiosa &#8211; attuata attraverso la categorizzazione in &#8220;islamici&#8221; e &#8220;non islamici&#8221;. Insomma, già a quel tempo la definizione di Hinduismo necessitò di essere compiuta in negativo, senza dire che cosa fosse, ma constatando che cosa di certo non era.</p>
<div id="attachment_1552" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-1552" title="Roberto De Nobili" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/07/vk105.jpg" alt="Roberto de Nobili vestito da sadhu che se ne va a far proseliti per l'India in un'incisione coeva." width="250" height="445" /><p class="wp-caption-text">Roberto de Nobili vestito da sadhu che se ne va a far proseliti per l&#39;India in un&#39;incisione coeva.</p></div>
<p>Ma all&#8217;europeo seicentesco e cattolico che arriva in India non basta un equilibrio fra mercati e religioni: deve imporsi come un asso di briscola che tutto vince. Così sorge il grande apparato delle Compagnie delle Indie Orientali, e soprattutto, le orde dei missionari si riversano da Mumbai, a Madras, al bacino del Gange. Tutti a far proseliti.<br />
Fra questi, nel 1604, arriva un gesuita, tal Roberto De Nobili. Costui era un geniaccio.</p>
<p>Gli altri missionari, presentandosi in tonaca nera e con gli interpreti, non avevano speranza di risultare graditi alle popolazioni autoctone &#8211; specie alla potentissima e acculturatissima casta dei Brahmani -, quindi puntualmente fallivano nella loro attività di proselitismo. Ma De Nobili no. Lui era furbo. Prese a vestirsi come un <em>sadhu</em>, un saggio indiano, e imparò alla perfezione il sanscrito e il tamil. Si spacciò per Brahmano di nobilissime origini, ed ovunque fu rispettato ed ammirato. Successivamente se ne andò, &#8220;<em>indus inter indos</em>&#8221; di tempio in tempio cercando di comprendere tutte le singole realtà religiose locali, e quando ebbe raccolto abbastanza informazioni stilò una brillantissima, completissima ed elefantiaca silloge dei precetti comuni della &#8220;religione Hindu&#8221;. Compiuto questo lavoro tornò alle centinaia di templi che aveva visitato, domandando ai Brahmani una valutazione sulla sua opera. Tutti i Brahmani d&#8217;ogni parte dell&#8217;India furono esaltati da questo lavoro, e tutti lo sottoscrissero, ammirando la maniera così assolutamente brillante con cui magistralmente definiva gli insegnamenti di una religione Hindu universale. Però, era proprio dopo la grande euforia che De Nobili faceva scattare la trappola.<br />
Infatti, parallelamente, aveva stilato una confutazione altrettanto forte di ogni punto della silloge, cosicché i  Brahmani vedessero distruggere in maniera inoppugnabile l&#8217;opera che tanto avevano osannato e che nero su bianco li rappresentava. A quel punto De Nobili entrava in modalità-proselitismo e convertiva masse oceaniche di Indiani.</p>
<p>Così, l&#8217;enorme varietà di religioni in India fu appiattita sotto una nomenclatura unica. E adesso conoscete la vera storia di come è nata la &#8220;religione Hindu&#8221;.<br />
E&#8217; necessario tenere presente, però, che la realtà di questa macro-religione fittizia, osservata alla lente d&#8217;ingrandimento, è composta da centinaia e centinaia di fili diversi &#8211; come un tessuto &#8211; e che tutti concorrono allo stesso scopo. Tutti concorrono alla Moksha, cioè alla Liberazione dal Samsara, dal ciclo di reincarnazioni, al fine di riportare l&#8217;Uomo al Brahmman, all&#8217;Assoluto primo. E questo avviene senza tentativi di conversioni né conflitti fra Hinduismi diversi, ma con una compartecipazione parallela.</p>
<p><strong>Tu segui il <em>brahmacharya</em> e la castità, io seguo il <em>kamasutra</em> ed il piacere: che vinca il migliore, ci becchiamo dopo nel Brahmman.</strong></p>
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		<title>L&#8217;Onda verde</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 12:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Be&#8217;, chiunque ha dei pregiudizi. Io ne avevo uno ben radicato, che in questi giorni ho avuto l&#8217;immenso piacere di poter vedere sgretolarsi davanti alla meravigliosa realtà dei fatti. Il 12 giugno in Iran si sono tenute le elezioni presidenziali. Quando si sente parlare di Iran, di questi tempi ci viene subito in mente Ahmadinejad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Be&#8217;, chiunque ha dei pregiudizi. Io ne avevo uno ben radicato, che in questi giorni ho avuto l&#8217;immenso piacere di poter vedere sgretolarsi davanti alla meravigliosa realtà dei fatti.</p>
<p>Il 12 giugno in Iran si sono tenute le elezioni presidenziali. Quando si sente parlare di Iran, di questi tempi ci viene subito in mente Ahmadinejad che sbraita sulla distruzione di Israele, che fa di tutto per creare incidenti diplomatici, un presidittatore ultranazionalista &#8211; e un paese che gli va dietro appecorato. &#8220;Sai, con una religione come quella islamica dopotutto risulta difficile alzare il capo contro autorità religiose come la Guida Suprema e Ayatollah Khamenei che appoggia Ahmadinejad, quindi capisco che la gente si ingreggisca e imbarbarisca arroccandosi su posizioni perconservatrici veteromusulmane&#8221;. Questo pensavo. Ma avevo torto.</p>
<p>Il 12 giugno in Iran si sono tenute le elezioni presidenziali. Mi immaginavo fossero una formalità per rieleggere Ahamadinejad. Pensavo che il popolo intero dell&#8217;Iran adorasse il suo presidente, e le sue violentissime politiche estere ed economiche. Vedete che cosa porta a pensare l&#8217;ignoranza?</p>
<p>Il 12 giugno in Iran si sono tenute le elezioni presidenziali. Attese a gloria da gran parte degli Iraniani nella speranza concreta di poter davvero cambiare le cose. Cambiare un&#8217;economia fallimentare, un&#8217;apertura sul mondo inesistente, un regime reazionario e violento. «Stasera tutti a casa, zero provocazioni. La polizia po­trebbe cancellare le elezioni». «Non fare differenze tra i seg­gi nelle scuole o nelle mo­schee, concentrare i voti solo nelle scuole aumenterebbe la possibilità di brogli». «Porta la tua penna, quelle ai seggi hanno l’inchiostro simpatico che scompare dopo un’ora». E la gente andava fiera alle urne, con negli occhi la scintilla di chi sente nell&#8217;aria che il proprio mondo si può davvero cambiare. Ed ecco che cosa ho visto di nuovo.</p>
<p>Due giorni dopo risultava chiaro vincitore Ahmadinejad, anche e soprattutto nei seggi della capitale Teheran, dove più che in ogni altro luogo i milioni di sostenitori degli altri candidati, Moussavi in testa, avevano manifestato la propria massiccia presenza. E&#8217; così risultato che di seggi irregolari nel conteggio e nel trasporto delle schede ce ne sono stati quasi 700. Ahmadinejad però ha escluso controlli e riconteggi, e si è affrettato a riprendere ufficialmente il ruolo di presidente dell&#8217;Iran.</p>
<p>Allora è successa la meraviglia: è nata l&#8217;Onda Verde.<br />
Una manifestazione quotidiana di milioni di persone nella capitale, vestite di verde o con fazzoletti verdi al collo &#8211; verde, il colore dello schieramento di Moussavi, il colore dello stendardo del Profeta, il colore dei giardini del paradiso che sogna chi vive nel deserto.</p>
<p>Ahmadinejad ha fatto oscurare i mezzi telematici, ha bloccato gli sms, ha stretto in una morsa televisioni e giornali, confinato i giornalisti esteri, e ha sguinzagliato i Pasdaran armati per le strade. Ma dai tetti dei palazzi le persone cantano &#8220;Allah-u-Akbar!&#8221; &#8220;Dio è grande!&#8221;, sulle banconote circolanti viene scritto &#8220;Dov&#8217;è il mio voto?&#8221;, e la folla oceanica che sfila in strada è composta, in certe parti silenziosa, in certe parti motteggiante, e i giovani recitano ad alta voce poesie composte sul momento, facendo onore alla <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-1')" title="click to expand/collapse slider loro tradizione">loro tradizione&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-1"></span>. I Pasdaran manganellano e sparano, arrestano, uccidono, mandano a morte, ma nessuno dei manifestanti li attacca, né si difende. Le ossa dei manifestanti vengono rotte dai soldati ma nessuno smette di cantare. I proprietari dei palazzi in cui vogliono entrare i Pasdaran barricano le porte e incitano chi sta sui tetti a cantare più forte, tutti vivi, tutti pervasi da una gioia irrefrenabile e titanica che rende tutti eroi.</p>
<blockquote><p><em>It is the same life that shoots in joy through the dust of the earth<br />
in numberless blades of grass<br />
and breaks into tumultuous waves of leaves and flowers</em>. (Tagore)</p></blockquote>
<p>E così, attraverso la polvere del deserto è sbocciata un&#8217;Onda Verde di vita, tumultuosa e bellissima come le chiome degli alberi attraversate dal vento, solare e colorata come un prato fiorito.<br />
Allora questi sono uomini. Allora questi sono nostri fratelli. La Nonviolenza di chi ha addosso la gioia vincerà sempre la Violenza di chi ha dentro l&#8217;ira o l&#8217;odio. Le onde del mare non si possono respingere o fermare con manganelli, pistole e scudi antisommossa. I dittatori non possono nulla sulle nostre anime e sulla Vita. Perché il loro potere è la Morte, ma la Vita è più forte della Morte.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1368" title="teheran-voters" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/06/teheran-voters.jpg" alt="teheran-voters" width="585" height="350" /></p>
<div id="hackadelic-sliderNote-1" class="concealed">Che mentre noi affogavamo nel medioevo dell&#8217; XI secolo, i Persiani facevano rivivere Orazio e Alceo in Omar Hayyam, che cantava del vino e dell&#8217;oggi</div><h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2010/01/legge-libera-caccia-2201.htm" title="Legge-libera-caccia">Legge-libera-caccia</a><br /><small>Il nostro beneamato Parlamento ha approvato la deregolamentazione della caccia. Da oggi esiste quindi una legge che prevede la sostituzione ...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/02/se-solo-si-smettesse-di-pensare-al-nucleare-anniversario-della-rivoluzione-in-iran-2278.htm" title="Se solo si smettesse di pensare al nucleare &#8211; Anniversario della rivoluzione in Iran">Se solo si smettesse di pensare al nucleare &#8211; Anniversario della rivoluzione in Iran</a><br /><small>di David Caratelli

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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 14:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oh, lo charme del leader rivoluzionario&#8230; E&#8217; davvero ineuguagliabile. Questa sua volontà di cambiare alla radice una realtà malata, questo sottile romanticismo in odore di utopia lo rendono realmente una delle figure più affascinanti capaci di camminare su questa terra insieme a noi. Forte, capace di vedere un domani migliore ma senza illudere nessuno che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oh, lo charme del leader rivoluzionario&#8230; E&#8217; davvero ineuguagliabile. Questa sua volontà di cambiare alla radice una realtà malata, questo sottile romanticismo in odore di utopia lo rendono realmente una delle figure più affascinanti capaci di camminare su questa terra insieme a noi. Forte, capace di vedere un domani migliore ma senza illudere nessuno che questa rivoluzione sarà una passeggiata.</p>
<p>Eppure, anche all&#8217;interno di una categoria così al vertice, fra rivoluzionario e rivoluzionario, esistono differenze abissali &#8211; tali da creare fra loro delle colossali disparità di statura morale e umana. Infatti, per questo piccolo post senza pretese, ho deciso di prendere come esempi di questa differenza due leader rivoluzionari in particolare.<span id="more-365"></span></p>
<p>Il primo è il rivoluzionario per antonomasia: <strong>Ernesto Che Guevara</strong>. Idealista romantico di prima linea, che fucile in braccio si è battuto anima e corpo per indurre rivoluzioni popolari attraverso cui le nazioni potessero liberarsi in mezzo mondo, dalla Bolivia al Congo a Cuba.</p>
<div id="attachment_722" class="wp-caption alignright" style="width: 231px"><img class="size-medium wp-image-722" title="250px-guerrilleroheroico1" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/01/250px-guerrilleroheroico1-221x300.jpg" alt="Il Che Guevara nel celeberrimo scatto di Korda." width="221" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il Che Guevara nel celeberrimo scatto di Korda.</p></div>
<p>Uomo di cultura profonda e varia, coraggioso, sempre trasparente con se stesso e gli altri, titanico nel non piegarsi &#8211; ahimè nemmeno per mediare compromessi &#8211; e nell&#8217;ergersi contro un mondo ingiusto. Il suo motto più celebre, &#8220;<em>Hasta la victoria siempre!</em>&#8220;, vessillo di una rivoluzione forte che però lascia dietro di sé una scia di sangue: &#8220;<em>un popolo senza odio non può distruggere un nemico brutale. Bisogna portare la guerra fin dove il nemico la porta: nelle sue case, nei suoi luoghi di divertimento. Renderla totale.</em>&#8221; E ancora oggi, dopo 42 anni da quando gridò al suo boia esitante &#8220;<em>So che sei qui per uccidermi, spara dunque, codardo, stai solo uccidendo un uomo!</em>&#8221; è l&#8217;icona della possibilità del riscatto violento per molti giovani d&#8217;occidente. E&#8217; per questo molto comune vedere bandiere, magliette, spille col suo volto sparse per le nostre città. Per la vita che ha avuto, potrebbe essere un eroe della letteratura.</p>
<p>Ciononostante, le posizioni di Ernesto Guevara sono infantili e imbarazzanti &#8211; oltre che dei tragici fallimenti etici -, a confronto con quelle di un altro rivoluzionario vissuto prima di lui. <span style="text-decoration: line-through;"><span style="text-decoration: line-through;">E&#8217; proprio vero che l&#8217;uomo è incapace di imparare dalla storia.</span></span></p>
<p>Mi sto riferendo a<strong> Mohandas Karamchand</strong><strong> Gandhi</strong>. Anche lui si è ritrovato a fare i conti con una realtà estremamente ostile. Vissuto per un certo tempo in Sudafrica, ha conosciuto l&#8217;abominio dell&#8217;<em>apartheid</em>, e l&#8217;agghiacciante sfuttamento inglese in India. Eppure, non ha mai detto di credere &#8220;<em>nella lotta armata come unica soluzione per i popoli che lottano per liberarsi</em>&#8220;, come invece ha fatto il Che aggiungendo anche perle come &#8220;<em>La via pacifica è da scordare e la violenza è inevitabile. Per la realizzazione di regimi socialisti dovranno scorrere fiumi di sangue nel segno della liberazione, anche al costo di vittime atomiche.</em>&#8221; Gandhi si è fatto stendardo di una rivoluzione non-violenta di proporzioni colossali &#8211; non so se avete idea di quanto cazzo sia grande e popolosa l&#8217;India. Ha fatto della propria cultura un giusto strumento per accrescere la propria consapevolezza nell&#8217;osservare il mondo. Ci ha dimostrato che è possibile vivere e conquistare la propria libertà senza spargere sangue o fare violenza ad alcuno. E&#8217; probabile che per la vita che ha avuto, se quest&#8217;uomo fosse vissuto duemila anni fa, si sarebbe tramandato fosse capace di miracoli.</p>
<p>&#8220;<em>Ci sono molte cose per cui sarei disposto a morire, ma nessuna per cui sarei disposto a uccidere</em>&#8220;. La rivoluzione armata, come ogni guerra, è sempre un male. Rende gli uomini bestie &#8211; come sottolineava proprio il Che parlando delle sue prime esperienze di uccisione e stupendosi della propria freddezza: l&#8217;odio &#8220;<em>rende l&#8217;uomo una macchina mortale ed efficace, violenta, selettiva e a sangue freddo.</em>&#8220;  La via pacifica esiste sempre, ed è sempre possibile. Altrimenti, occhio per occhio e diventeremo tutti ciechi. Purtroppo, nessun giovane oggi indossa magliette di Gandhi. Il fascino della <em>guerrilla</em> armata è ancora troppo forte &#8211; e ciò che dispiace è vedere nei cortei pacifisti, al posto dell&#8217;immagine di questo indiano magro, il volto fiero del Che Guevara, grande rivoluzionario sì, ma anche assassino efferato. &#8220;<em>Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo</em>&#8220;, diceva il Mahatma, &#8220;<em>grande anima</em>&#8221; (come ebbero a chiamarlo personalità del calibro del poeta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rabindranath_Tagore" target="_blank">Rabindranath Tagore</a>). Quindi, se vuoi la pace, non essere violento.</p>
<p>Eh&#8230; ma che ci volete fare? E&#8217; ancora questo, l&#8217;occidente. Sapete, anche Gandhi, durante un&#8217;intervista, si pronunciò su questo argomento</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000080;">Intervistatore: <em>Mr. Gandhi, che ne pensa della civiltà occidentale?</em></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000080;">Gandhi:<em> Credo sarebbe un&#8217;ottima idea!</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><em> </em></span></p>
<p><em> </em></p>
<div id="attachment_591" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><em><img class="size-full wp-image-591" title="gandhi-8" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/01/gandhi-8.jpg" alt="Per una scodella d'acqua, rendi un pasto abbondante; per un saluto gentile, prostrati a terra con zelo; per un semplice soldo, ripaga con oro; se ti salvano la vita, non risparmiare la tua. Così parole e azione del saggio riverisci; per ogni piccolo servizio, dà un compenso dieci volte maggiore: chi è davvero nobile, conosce tutti come uno solo e rende con gioia bene per male. (L'arte di vivere)" width="480" height="399" /></em><p class="wp-caption-text">Per una scodella d&#39;acqua, rendi un pasto abbondante; per un saluto gentile, prostrati a terra con zelo; per un semplice soldo, ripaga con oro; se ti salvano la vita, non risparmiare la tua. Così parole e azione del saggio riverisci; per ogni piccolo servizio, dà un compenso dieci volte maggiore: chi è davvero nobile, conosce tutti come uno solo e rende con gioia bene per male. (L&#39;arte di vivere)</p></div>
<p><em> </em></p>
<dd class="wp-caption-dd" style="text-align: center;"><em><br />
</em></dd>
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Antefatto e precisazioni
Oggi, al Polo universit...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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