giu 9 2010

L’Utopia di Honolulu

«La realtà è un uccello che non ha memoria, devi immaginare da che parte va» Giorgio Gaber

C’è un punto circa i nostri propositi e i nostri progetti che va chiarito: l’utopia. Che cos’è? Come la si può vivere?

Chiaro. L’utopia è uno schiaffo. “La tua è pura utopia! Torna a studiare Diritto Privato!” E tu che avevi espresso un bell’orizzonte ti ritrovi moralmente con una gota rossa senza sapere bene perché. Be’, è per via dell’utopia.
In altri casi è un sospiro. “Sarebbe bello un mondo in cui i politici non fossero corrotti”. Sospiro e torno a contare le mazzette da distribuire. “Pace nel mondo”. Sospiro e suono il clacson. “Un mondo di Libertà!” Sospiro e torno a tremare dalla paura di non trovare la mia utopica casella.
In altri casi ancora è zapping. “Sarebbe bello vivere tutti insieme in armon// Con tutti gli amici sulla WestCoast nel lusso più sfren// Isola-che-non-c’è, seconda stella a destra e poi dritto fino al// Cacchio, ti immagini un mondo in cui tutti campano due secoli?” O qualcosa del genere. Fantasticheria sconnessa e spezzata, muta d’azione.
Poi c’è l’utopia che è il brivido di una promessa folle, il garrire demagogico di una bandiera sciroccata. Politica (“usciremo a testa alta dalla crisi! Pane e giustizia”), religiosa (“dove sono le mie settantadue vergini?”), scientifica (“scopriremo il gene dell’immortalità”), economica (“continuiamo così, lo sviluppo dei PIL può essere infinito”). La più normale, purtroppo, che spesso non sa nemmeno di esserlo – o non lo vuole ammettere.
Infine c’è l’utopia che è intimità. Quella timida, segreta, che non si pronuncia, che non si vede ma c’è. Il motivo inespresso per cui a testa bassa chiunque continua a vivere, a mettere al mondo figli nonostante tutto. Impalpabile e nebulosa e diversa per ognuno, inconoscibile ma che c’è – ben aldilà della conservazione della specie. Anche se forse questa è solo un sogno, un’impressione, un fantasma sottile…

Ma a mio avviso -mio e non solo- l’utopia può essere un’altra cosa.

Outopeia, non-luogo; Eutopeia, buon luogo.
Secondo il grande filosofo nonviolento Aldo Capitini, l’utopia è necessaria innanzitutto all’interno di sé. Si può dire “da oggi, pace nel mondo”, ma non avrà luogo. Dire “da oggi pace nel mio cuore” è la scelta di un buon luogo in cui c’è tanto più della speranza, dell’augurio. C’è potere esercitabile su se stessi.
In altre parole, noi siamo una zona franca da utopie di sorta. Siamo il luogo dell’universo in cui l’utopia può essere già certezza esistente e viva. L’utopia può non essere evasione. Può essere l’intimo timone che dal non-luogo della nostra idea ci guida attraverso il tempo fino al buon luogo in cui possa crescere rigogliosa. Perché se non è evasione può essere lotta costante con in volto il sorriso di chi ama, devota resistenza che i nostri nonni hanno fatto coi fucili e che può essere condotta -da noi- in mille modi più nobili. Perché le utopie, talvolta, si realizzano. E questo è pur sempre un vantaggio – anche se a vederle non saremo noi, ma i nipoti dei nostri nipoti. Dopotutto…

Un nobile cinese chiamò a sé il suo giardiniere, e gli chiese di piantare il seme di un albero raro e bellissimo. «Ma mio signore» fece notare il giardiniere «ci vorranno cento anni prima che quest’albero fiorisca!» «Allora» rispose il nobile «è meglio piantarlo oggi stesso».

Questa è la nostra utopia. Il buon luogo. (Honolulu.)

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giu 1 2010

Se il fritto è a rischio d’estinzione

Scalpore. Scandalo.
Ai telegiornali non si parla (quasi) d’altro. Vengono fatti speciali, servizi, reportage concitatissimi, urgenti. I giornalisti di più grosso calibro si scagliano contro l’UE. La mano senza volto di Bruxelles ci leva il piatto di fritto misto dalla tavola. Maledetti mangiaformaggio.
I piccoli pescatori si irritano, vociano, si strappano i capelli: la nuova normativa, questa catena blu stellata che cadendo dall’alto li vincola senza appello, impone di pescare a minimo un miglio e mezzo dalla costa e con reti dalle maglie più larghe. Niente pescetti da frittura. I ristoratori levano gli scudi: “L’economia subirà un duro colpo!” “La frittura è a rischio!”. Il Presidente dell’ADOC, Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, grave, afferma: “L’Unione Europea, ancora una volta, fa prevalere la logica delle grandi multinazionali dei surgelati a discapito del diritto degli Italiani e dei popoli mediterranei a difendere la propria cultura gastronomica”.
Ma adesso cerchiamo di scandagliare ogni sfaccettatura della questione.

Con questa normativa i piccoli pescatori, 5% della flotta italiana, avranno delle limitazioni, e dovranno ricalibrarsi su altri tipi di pescato. Sarà di fatto impossibile procurarsi il necessario per la tradizionale frittura di paranza, e i ristoratori dovranno fronteggiare un certo imbarazzo d’offerta alternativa. La cultura gastronomica, orgoglio italiano, si ritroverà parzialmente muta di frittura.

Vero è che i vertici europei di cucina non ci capiscono un cavolo. Le leggi sulla produzione del cioccolato (è lecito produrlo con quasi ogni grasso) e dei succhi di frutta (la soglia minima di polpa è infima) ne sono una prova sensibile.
Vero è che noi Italiani per quanto riguarda la cucina siamo avanti anni luce. E una frittura mista del Tirreno non teme rivali esteri in quanto a bontà.

Anche se la pesca di queste specie di molluschi e pescetti viene – fino ad oggi – effettuata con reti a strascico a maglie fini. Pesca con rete a strascico vuol dire ripulire il fondale da tutto ciò che ospita. Tabula rasa.
Quindi possiamo notare che il rischio per il fritto c’è comunque – solo, in due tempi diversi.

Nel primo caso, il nostro reale, il fritto subirà un colpo quasi da estinzione per salvaguardare gli animali-da-fritto. I pescatori ne risentiranno economicamente, come i ristoratori, e noi resteremo a bocca asciutta.
Nel secondo caso, che si verificherebbe senza questa normativa, i sereni pescatori continuerebbero a strascicare le loro reti fino a esaurimento scorte. Si estinguerebbe non il fritto, ma la materia prima. Fra qualche anno.

Adesso si possono vedere pescatori, istituzioni e commercianti inveire fieramente contro legislatori lontani. Ma non so se avete mai visto dei pescatori che piangono perché non c’è più pesce. Che restano sul molo perché non riuscirebbero nemmeno a ripagare la nafta della barca, uscendo in mare. Perché se è un ciccione di Bruxelles a dirti che stai esagerando ti puoi incazzare. Quando è il mare stesso a dirti che hai esagerato, non puoi fare più niente. Sei fottuto. Sei fritto.

Il Mediterraneo si sta svuotando. Lo stiamo svuotando noi. Se un’autorità bacchettona ci pone un freno, fermiamoci un secondo a riflettere. Avere in tavola certe cose non è scontato. Pretendere, con risorse fisse, di servire pesce da frittura a un mercato sempre più ampio è una follia pura – rivestita di banconote.
Le specialità gastronomiche sono specialità. Non generalità.

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ago 4 2009

Fine stagione

di Giorgio | in Omnia | 1 commento

Con questo post si conclude la prima stagione di To Honolulu.

Fine stagione I

Da quando è iniziata, almeno per noi, è cambiato tutto. Quante cose non avremmo nemmeno immaginato, a novembre! E speriamo che sia così anche per voi tutti.
Sul filo dell’orizzonte, un nuovo anno – con un interessante passaggio di decade – che vorrà saggiare la motivazione nostra e non solo. Le prospettive sono infinite, vaste come la fantasia.
E trovare la propria via senza mappa non sarà mai stato così coinvolgente, e mai sarà stato così bello entrare nella tana del lupo per arredarla a modo nostro – qualunque lupo esso sia-, e nemmeno avremmo potuto immaginare che cosa arriveremo a provare, e quanto ci farà sentire vivi fare tutto questo con quante più persone possibili. E chissà quanto e come verremo travolti dall’imponderabile!
Ma per adesso c’è ancora un agosto da vivere, il meriggio d’oro dell’anno domini 2009, il respiro profondo poco fuori dal mondo prima del prossimo tuffo – il tuffo più bello. Perché…

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Ma proprio perché c’è un agosto davanti, rimaniamo nel presente. Intanto vi salutiamo augurandovi sinceramente delle splendide vacanze, che possano rigenerarvi per il prossimo giro di giostra, e delle notti come forse ce ne possono essere solo quando si è giovani, amabile lettore.
Riprenderemo la nostra vita civile e l’attività di blogger a inizio settembre (con maggior presenza rispetto all’ultimo periodo).
Fino ad allora, au revoir.

M & G

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Ah, dimenticavo. Le coordinate geografiche della casa in cui i proprietari del blog si stabiliranno per dedicarsi all’otium sono:
38°19’31.54″ N
16°24’05.49″ E
Se qualcuno intendesse lanciare un attacco missilistico ai nostri danni, sappia che possediamo n°2 missili antibalistici. Pertanto si consiglia di munirsi di un numero di missili ≥ 3.
Si prega però cortesemente di astenersi dallo sferrare attacchi simili ore pasti e durante la pennichella postprandiale.
Grazie.

Roccella map

Un grosso grazie anche a Tiziano Vignolini che ci ha disegnato l’illustrazione di testa e a Marina Quinto che ha fornito il pic di GoogleMaps (Giorgio è un po’ inabile col computer).  À bientôt!

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giu 29 2009

#100

di Giorgio | in Omnia | nessun commento

Ridendo e scherzando siamo arrivati a cento post pubblicati. Che sforzo, per i nostri cervellini!
Abbiamo così deciso di selezionare dieci post, fra questi cento, i dieci a nostro avviso più belli, e che meglio rappresentano lo stile, le idee e lo spirito di questo blog; o anche quelli dei quali siamo più soddisfatti, o che hanno favorito la discussione tra voi lettori. Ve li riproponiamo, così che i nuovi arrivati possano leggersi la crème de la crème, mentre i fedeli – se ne hanno voglia – possono rileggersi dei post che a nostro avviso valgono la pena di una rilettura. Ciancio alle bande, ecco a voi la

top10

(In ordine di pubblicazione)

Che cosa è in grado di migliorare davvero la nostra vita?
Post collaborativo coi nostri lettori, che hanno partecipato proponendo la loro risposta.

Gestione dei conflitti – Formula Magica Diplomatica
Una semplice tecnica di pratica della mediazione dei conflitti per migliorare la qualità della propria vita.

Davanti alla Grande Libreria
Davanti alle librerie del centro di Firenze, alcuni ragazzi senegalesi che nessuno ascolta vendono orizzonti impensati.

Ero in macchina e pensavo ad alta voce
Riflettendo da soli, magari in auto, si possono capire cose davvero importanti. Quin un esempio nero su bianco.

Augurio in tre “C”
Il bellissmo commiato finale del corso del professore di Diritto Privato Antonio Rizzi, della facoltà fiorentina di giurisprudenza.

Allitteration
La nobiltà e il potere multiforme del gioco di parole in un post nato per divertimento.

Arrivano i Barbari
Riflessione completa sul vero fenomeno delle moderne invasioni barbariche.

Per tutti, di tutti
Considerazioni su un fare Arte vivo e in comune, specie da un punto di vista urbano e e quotidiano, sulla scia di una riflessione del celebre architetto Giovanni Michelucci.

Un’ora di silenzio – Seminario Vallauri 2009
Di ritorno dal seminario alpino di pratica filosofica del professor Lombardi Vallauri, una storia che racconta uno scorcio di questa colossale esperienza.

Forse è perché sono un selvaggio, e non capisco
Lettera del Capo indiano  Seattle al Presidente degli Stati Uniti Pierce. Un capolavoro, commovente e bellissimo.

Poter scegliere 10 ottimi post fra 100 buoni post è un buon inizio.
Poter scegliere 100 splendidi post fra 1000 ottimi post sarà un buon traguardo.
Dateci un punto d’appoggio (e un tempo ragionevole) e vi muoveremo la terra e il cielo.
Per servirvi,
M & G

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mag 29 2009

“Fuori dal Nulla” (a pedate)

Gli autori del blog istesso che leggete sono soliti dedicare aperitivi interi alla costruzione di spettacoli eccezionali in teatri colossali.
Stavolta tocca al Saschall, il teatro più grande di Firenze, sul cui palco si tenne il celeberrimo concerto di De André con la PFM, e da cui ha parlato il Dalai Lama. Spero non li faremo scomparire troppo – dopotutto son ragazzi bravi.locandina

Questo spettacolo che facciamo, “Fuori dal Nulla”,  è organizzato, in realtà, dall’intero circolo a cui apparteniamo, ossia “Gli Artisti dell’Inutile”, nato circa un anno fa, che raduna in un gruppo solido e compatto creatori eccelsi dei generi artistici più disparati; “Fuori dal Nulla” ne è la prima piena espressione unitaria.

Si tratta di una serata di beneficenza, infatti l’intero ricavato andrà alla Fondazione Francesco Caffè, impegnata nel settore della sicurezza stradale. Noi non ci becchiamo un centesimo, lo facciamo perché ci diverte, e perché questo tipo di espressione ci dà un senso.
Infatti è uno spettacolo che nasce con l’idea di non finire una volta che si è usciti dal teatro, ma di essere continuato per conto proprio da chi l’ha seguito. Se su questo aspetto vorrete saperne di più, venite lunedì 1° giugno ore 21:00 al Teatro Saschall di Firenze con 10 euro di donazione minima – e passate una buona serata fuori dal Nulla.

Nel remoto caso in cui ancora non foste convinti, o voleste saperne di più (ad esempio sulla scaletta della serata), potete visitare il sito del circolo.
Ma chi è curioso va all’inferno. Quindi poche domande e venite.

Ah, dimenticavo. Che cosa facciamo io e Massimo. Siamo autori delle sceneggiature, insieme ad una nostra amica, Nicole Zacco. Io, poi, tenterò di fare il presentatore.

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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