mag 29 2009

“Fuori dal Nulla” (a pedate)

Gli autori del blog istesso che leggete sono soliti dedicare aperitivi interi alla costruzione di spettacoli eccezionali in teatri colossali.
Stavolta tocca al Saschall, il teatro più grande di Firenze, sul cui palco si tenne il celeberrimo concerto di De André con la PFM, e da cui ha parlato il Dalai Lama. Spero non li faremo scomparire troppo – dopotutto son ragazzi bravi.locandina

Questo spettacolo che facciamo, “Fuori dal Nulla”,  è organizzato, in realtà, dall’intero circolo a cui apparteniamo, ossia “Gli Artisti dell’Inutile”, nato circa un anno fa, che raduna in un gruppo solido e compatto creatori eccelsi dei generi artistici più disparati; “Fuori dal Nulla” ne è la prima piena espressione unitaria.

Si tratta di una serata di beneficenza, infatti l’intero ricavato andrà alla Fondazione Francesco Caffè, impegnata nel settore della sicurezza stradale. Noi non ci becchiamo un centesimo, lo facciamo perché ci diverte, e perché questo tipo di espressione ci dà un senso.
Infatti è uno spettacolo che nasce con l’idea di non finire una volta che si è usciti dal teatro, ma di essere continuato per conto proprio da chi l’ha seguito. Se su questo aspetto vorrete saperne di più, venite lunedì 1° giugno ore 21:00 al Teatro Saschall di Firenze con 10 euro di donazione minima – e passate una buona serata fuori dal Nulla.

Nel remoto caso in cui ancora non foste convinti, o voleste saperne di più (ad esempio sulla scaletta della serata), potete visitare il sito del circolo.
Ma chi è curioso va all’inferno. Quindi poche domande e venite.

Ah, dimenticavo. Che cosa facciamo io e Massimo. Siamo autori delle sceneggiature, insieme ad una nostra amica, Nicole Zacco. Io, poi, tenterò di fare il presentatore.

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mag 1 2009

La salvezza è in Madagascar

di Massimo | in Omnia | 3 commenti
maialonisacconi

"Eddaii, dammelo un bacino!" "Bghh, meglio di no..."

Di solito le epidemie non mi hanno mai spaventato granché, ma questa volta, non so perché, mi sono venuti in mente scenari apocalittici di film come “28 giorni dopo”.

Mi sento però tranquillo, perché anche se a Ginevra – quei catastrofisti – hanno detto che “Nessun paese può considerarsi al sicuro”, il ministro della salute ha replicato che l’Italia non è assolutamente un paese a rischio. Che dopo l’immunità parlamentare abbiano fatto passare una qualche nuova legge che ci salvi dal rischio epidemia? Speriamo che almeno questa non sia ad personam.

Anche se adesso sembrerà un po’ meno divertente di come sarebbe stato il mese scorso, il fine del post era farvi provare una cosa, ovvero Pandemic II, un giochino nel quale lo scopo è creare un’epidemia e infestare il mondo aggirando le misure di sicurezza dei vari paesi e i vaccini. Si imparano anche cose importanti riguardo a come fare a sopravvivere ad un’epidemia mondiale. Ovvero, basta trasferirsi in Madagascar. La mia malattia è un virus, e si chiama “Peste Suina”, il vostro?

Crea il tuo virus!

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feb 22 2009

McMania

di Massimo | in Omnia | 9 commenti

Lo so, lo so, McDonald’s è l’istituzione del male, è malsano, tortura gli animali, è una multinazionale*. Ma succede che una volta ogni 1-2 mesi ci vada. Perchè lo considero consideravo buono. Ieri ho discusso molto con Giorgio, che non voleva venire a mangiare al Mc con me (lui preferisce mangiare cane fritto al cinese). Io però ne avevo voglia, e oggi, dato che il mio pranzo era stato poco abbondante, infine ci sono andato. E devo dire che sono soddisfatto. Non del cibo però.

C’è un documentario interessante da vedere: Supersize me, girato da un tizio che per fini “scientifici” e dimostrare quanto nuoccia mangiare ogni giorno da McDonald’s, ha deciso di fare questo esperimento, facendoci colazione, pranzo e cena per 30 giorni, monitorato da dottori e nutrizionisti. Il tutto avviene ovviamente in America, dove prima avevano un menu abominevole, il supersize appunto. Dopo la prima settimana era depresso, alla seconda dipendente, dopo la terza a serio rischio di salute, e ha dovuto smettere. Nonostante lo shock dopo aver visto questo video, ti assale un’irrefrenabile voglia di BigMac. E’ assurdo.

Qual’è allora il modo migliore per abbandonare un vizio? Fare in modo che non ti piaccia più! Un grande contributo viene dal mediocre sapore di quel big mac che ho mangiato oggi, oltre che dal mattone che alloggia nel mio stomaco in questo momento. Mi ha incuriosito anche la tovaglietta che ti danno sul vassoio, sulla quale c’è scritto “non per alimenti”, ottimo direi.

Dato che ormai questo post è quasi diventato un “come fare per smettere di andare da McDonald’s”, concludo con qualche altro buon motivo (leggetevi poi anche Cosa c’è di sbagliato in McDonald’s):

  • * E’ una multinazionale sfruttatrice di tutto lo sfruttabile (motivo fortemente sponsorizzato da Giorgio).
  • Gli animali passano la loro vita in condizioni completamente artificiali, in enormi fabbriche-fattorie senza accesso all’aria aperta o alla luce del sole e nessuna libertà di movimento. Le loro morti sono una sanguinosa barbarie.
  • E’ uno dei grandi deforestatori della foresta amazzonica. Sdradicano alberi per piantarci soia. E usano un sacco di pesticidi e robaccia chimica. (Quindi ogni volta che mangiate da Mc togliete 2 volte ossigeno a tutto il mondo, la prima per via della deforestazione, la seconda a causa dei peti disumani che sono generati dal consumo di paninozzi.)
  • I dipendenti di McDonald’s non hanno un salario minimo, hanno un contratto part-time e non possono aderire ad un sindacato (pena il licenziamento!).
  • Anche se mi sembra così scontato… Fa diventare obesi!
  • Abbassa il desiderio sessuale. (Può confermarvelo la ragazza del tipo di SupersizeMe)

Con questo post rinuncio ufficialmente a McDonald’s per un bel pezzo. Per suggellare questa volontà oggi me ne sono andato (non l’avevo mai fatto prima) lasciando il vassoio sporco sul tavolo. Amen.

Un comune esemplare che potete trovare da McDonald's: il bimbo piu-largo-che-alto.

L'omino Michelin a pranzo.

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feb 3 2009

Indipendence day

di Massimo | in Omnia | 2 commenti

2honolulu

Quando a fine novembre abbiamo deciso di aprire questo blog è stato quasi per scherzo: “vediamo che cosa verrà fuori”, dicevamo. A distanza di poco più di due mesi ci siamo fermati a guardare quello che avevamo creato, e siamo rimasti decisamente stupiti. Non volevamo un blog a tema, o su un argomento, ma uno spazio per condividere ciò che proviamo con tutti gli altri. E non per annoiare scrivendo come abbiamo passata la giornata. Abbiamo parlato di rabbia e felicità, di cultura e attualità; di politica e persone, di speranza e critica; di sogni e di Vita.

A volte è stato veramente difficile tirar fuori e condividere con tutti le emozioni e sentimenti più intimi, ma a conti fatti ne è valsa davvero la pena. Una riprova che non siamo soli. Grazie a tutti quelli che ci hanno seguiti finora e che – speriamo – continueranno a farlo in futuro. Giusto ieri abbiamo superato quota 4000 visite – un buon traguardo, anche se non puntiamo ad avere tanti visitatori, ma visitatori di qualità.

Visto che il blog ci sta dando molta soddisfazione, abbiamo deciso di staccarci da WordPress.com e di diventare indipendenti, ergendoci spalla a spalla nel mondo di internet con le sole nostre forze! In questo modo abbiamo la possibilità di organizzare la nostra opera in maniera più autonoma e personalizzata, tutto a vantaggio del lettore. Per quelli che ci seguono e  non commentano mai – pigroni e vergognosi – abbiamo inserito un rapido sistema di voto anonimo, per dare una semplice valutazione di quel che avete letto con un solo click! Non c’è pigrizia scrittoriale né vergogna espositiva che tenga, adesso!
Comunque sapete, per noi la soddisfazione più grande resterà conoscere l’opinione precisa delle persone che ci leggono: scoprire che alcuni la pensano come te, altri alla maniera opposta – il tutto visto in maniera costruttiva -, questo sì che è impagabile. E se è vero che nessuno sa quello che pensa se prima non lo scrive, allora fatevi il favore di conoscervi un po’ meglio coi vostri stessi commenti.

Seguiranno altre novità. Chi si è iscritto al feed o alla mailing list non ha nulla da temere: il passaggio avverrà in maniera automatica! (Sì, lo sappiamo che siamo troppo ganzi per essere veri…)

Last but not least, un enorme grazie a Eleonora Bressi che ci ha fedelmente illustrati.

Per concludere: avanti e in alto, to Honolulu!

M & G

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gen 30 2009

Shit happens – ovvero, avviamento alla Religione Comparata

di Giorgio | in Omnia | 3 commenti

Quest’estate sono andato ad una mostra di dipinti fiamminghi a Palazzo Pitti. Con me c’era anche il grande filosofo Luigi Lombardi Vallauri, che sfoggiava una maglietta incredibilmente bella su cui ci siamo volentieri soffermati a ragionare, all’ombra di una statua d’arte moderna, mentre il sole arroventava il piazzale. Su questa maglietta, che portava scritto in alto “Comparative Religions“, erano magistralmente descritte (in inglese) le differenze esistenti fra le teorie delle maggiori religioni esistenti – il tutto alla luce della locuzione anglosassone “Shit happens” (letteralmente, “La merda accade”). Di questa maglietta esistono molte versioni, ampliate, ridotte o modificate in maniera più o meno elegante, acuta e sensibile.

Vi propongo adesso questo avviamento alla comparazione fra religioni (religioni in senso lato) così come io l’ho potuto leggere sulla maglietta del Vallauri, direttamente in angloide (sono leggermente in polemica con Madame de Staël: secondo me non bisogna tradurre in Italiano, ma imparare la lingua straniera originale – anche se è vero, lei ha tirato fuori l’argomento in altri tempi e per altre ragioni):

Shit happens

  • Tao: Shit happens.
  • Buddha: When shit happens, it is not really shit.
  • Islam: If shit happens, it is the will of Allah.
  • Protestantism: Shit happens because you don’t work hard enough.
  • Judaism: Why does shit always happen to us?
  • Hinduism: This shit has happened before.
  • Catholicism: Shit happens because you are bad.
  • Hare Krishna: Shit happens rama rama.
  • TV Evangelism: Send more shit.
  • Atheism: No shit.
  • Jeovah’s Withness: Knock knock, shit happens.
  • Hedonism: There is nothing like a good shit happening!
  • Christian Science: Shit happens in your mind.
  • Agnostic: Maybe shit happens, maybe it doesn’t.
  • Existentialism: What is shit, anyway?
  • Stoicism: This shit doesn’t bother me.
  • Rastafarianism: Let’s smoke this shit!
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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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