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	<title>To Honolulu &#187; Res Publica (Politica)</title>
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		<title>Il vero cuore del referendum</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sappiamo: il 12 e il 13 giugno c&#8217;è il referendum, articolato in quattro quesiti. I primi due sull&#8217;acqua (il primo sull&#8217;affidamento e la gestione del servizio pubblico a privati; il secondo sulla proporzionalità del prezzo rispetto al capitale investito dal privato), il terzo sul nucleare (riguardante i nuovi progetti governativi in materia ) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/06/referendum_electionday.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3362" title="Referendum" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/06/referendum_electionday.jpg" alt="" width="354" height="346" /></a></strong></p>
<p>Lo sappiamo: il <strong>12 e il 13 giugno c&#8217;è il referendum</strong>, articolato in quattro quesiti. I primi <strong>due sull&#8217;acqua </strong>(il primo sull&#8217;affidamento e la gestione del servizio pubblico a privati; il secondo sulla proporzionalità del prezzo rispetto al capitale investito dal privato), il <strong>terzo sul nucleare</strong> (riguardante i nuovi progetti governativi in materia ) e il <strong>quarto sul legittimo impedimento</strong> (circa la possibilità per Premier e ministri di non comparire in tribunale nei processi che li coinvolgono).</p>
<p><strong>Le diverse posizioni</strong>, riguardo ai vari quesiti, <strong>sono ammissibilissime.</strong><br />
C&#8217;è chi vuole evitare in ogni modo che l&#8217;acqua cada in mano di privati, chi pensa che siano solo questi a poter gestire il servizio con capitali adeguati, chi pensa che l&#8217;acqua debba essere gratuita, chi pensa che il prezzo debba essere regolato in base al servizio fornito, chi reputa le centrali a fissione nucleare una terrificante follia (o un progetto obsoleto), chi le vede come unica soluzione seria e attuabile al problema energetico, chi vuole che non ci siano cittadini al di sopra della legge nemmeno nel corso del loro mandato istituzionale, chi pensa che addirittura ci sarebbe da ripristinare una generalizzata immunità parlamentare come stabilito dai Costituenti.</p>
<p>Queste però oggi si manifestano come discussioni contingenti e, paradossalmente, laterali. <strong>Il vero cuore del referendum è la vitale importanza del parteciparvi.</strong><br />
Sono sedici anni che non viene raggiunto il quorum. <strong>Sedici anni</strong>. Chi è nato il 12 giugno del &#8217;95 &#8211; e che ad oggi pensa, legge, studia, ama &#8211; non ha visto mai un quorum raggiunto. E non è che non siano stati indetti referendum importanti: ricordate nel 2005 il referendum su fecondazione assistita, ricerca sugli embrioni e fecondazione eterologa? (fatto fallire anche dai vescovi che dicevano &#8220;non andate a votare&#8221;) <strong>Più importante della procreazione e della ricerca a fini medici non so che cosa ci sia. Anzi, lo so.</strong> Ed è il motivo per cui perfino le scorie nucleari, così come il non poter fare ricerca sulle staminali, sono un problema contingente, di rilevanza secondaria.</p>
<p>L&#8217;uomo sa che non è eterno, e che <strong>il diritto alla salute trova il suo naturale limite nell&#8217;impermanenza</strong>. Ma se <strong>la nostra società</strong>, in ogni fibra del suo millenario tessuto, non avesse <strong>la certezza adamantina di essere eterna</strong>, il Diritto come lo conosciamo oggi non esisterebbe nemmeno.<br />
La delegittimazione, il fallimento puntuale e costante dell&#8217;<strong>unico strumento di democrazia diretta</strong> che abbiamo, il suo atrofizzarsi anno dopo anno, non investe soltanto questioni contingenti del momento storico particolare &#8211; dopotutto i Francesi sono sopravvissuti con le centrali nucleari, e noi senza: <strong>travolge la nostra stessa democrazia, e i</strong><strong>n un modo che forse adesso ancora ci sfugge</strong>. C&#8217;è un motivo se decine di migliaia di persone come noi, come noi, sono morte eroicamente per assicurarci di poter andare a votare a un referendum. Perché se lo lasciamo morire, se lasciamo avvizzire e inaridire il referendum, quando forse in una pagina futura della nostra storia ne avremo davvero bisogno, e <strong>sarà questione di importanza capitale</strong> &#8211; di vita o di morte dello Stato e della democrazia, forse &#8211; <strong>non sarà più percorribile</strong>. Sarà un&#8217;appendice inutile, un membro impotente, un muscolo atrofico, ridicolo e grottesco come il coccige da cui è caduta la coda, parodia di un diritto, una macchina da scrivere impolverata abbandonata da anni che quando saltano i computer si tira fuori, pregando disperatamente che funzioni.</p>
<p><strong>Non andare a votare non è un atto moralmente neutro o accettabile</strong>. Ha innanzitutto in sé la vigliaccheria del <strong>non porre sul banco le proprie idee</strong> accettando il confronto democratico &#8211; anche nel plausibile caso in cui si ritenga illegittimo un referendum a carattere tecnico: dopotutto non so quanti italiani abbiano conoscenze-base di fisica applicata alla produzione di energia, o di diritto amministrativo circa la gestione dei servizi pubblici. Ma la risposta non può essere fare abortire il referendum. Specie davanti all&#8217;argomentazione del &#8220;Se vado a votare si perde&#8221;. <strong>Il diritto-dovere di voto implica l&#8217;astenersi dall&#8217;astensionismo e da certi intrighi. Onestà intellettuale innanzi tutto.</strong> E inoltre l&#8217;effetto collaterale mortale è quello di avvelenare il referendum, ancora una volta indebolendone l&#8217;istituto. Di questo passo, davvero, resteremo senza. Ma ricordiamoci che <strong>è con un referendum che è nata la Repubblica.</strong></p>
<p>Quindi, <strong>se sentite che qualcuno non vuole andare a votare</strong>, domandategli perché. Sentite le sue argomentazioni. Poi ditegli la vostra. E se non si convince, sputategli in faccia, perché così come è <strong>intollerabile chi inquina in maniera devastante l&#8217;ambiente in cui si vive</strong>, è <strong>intollerabile chi inquina e rade al suolo gli istituti democratici che sono il nostro ambiente-Stato</strong> per delle contingenze storiche. E così come non sono solo le grandi industrie a distruggere l&#8217;ambiente, non sono solo i grandi politici a demolire la democrazia: <strong>ognuno dà il proprio piccolo contibuto al loro collasso. E ne sapremo i nomi e i cognomi.</strong></p>
<p>Spero in bene; ma se fallirà anche questo referendum, allora dovrò riscendere profondamente dentro me stesso e <strong>domandarmi se davvero, davvero, io credo che debba esistere il voto a suffragio universale.</strong></p>
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Non è un argomento semplice. Chi sostiene posizioni nette e facili, in questo caso si rivela un cretino. Per parte mia, cercherò di esse...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/11/festa-delle-forze-armate-1785.htm" title="Festa delle Forze Armate">Festa delle Forze Armate</a><br /><small>Sì, devo cercare di mitigarmi - e questa è l'occasione. Perché non esistono posizioni solide che si possano spianare a colpi di sciabola.
...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2011/10/dellonore-3376.htm" title="Dell&#8217;Onore">Dell&#8217;Onore</a><br /><small>Quando qualcuno offendeva il tuo onore c'era il duello, la rappresaglia, la spedizione punitiva. Niente altro che reazioni violente. Nel nos...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>The Big Match: Energia Nucleare VS Energie Alternative</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 18:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Davanti allo specchio (Riflessioni)]]></category>
		<category><![CDATA[Lo Stato libero di Bananas (Critica)]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è un argomento semplice. Chi sostiene posizioni nette e facili, in questo caso si rivela un cretino. Per parte mia, cercherò di essere il meno cretino possibile pur chiarendo nella maniera più trasparente una posizione decisamente articolata. Il paziente è in condizioni critiche, il medico esce dalla stanza e si rivolge a voi: si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/shawn-michaels-vs-the-undertaker.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3314" title="The Big Match" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/shawn-michaels-vs-the-undertaker.jpg" alt="" width="474" height="353" /></a></p>
<p><strong>Non è un argomento semplice</strong>. Chi sostiene posizioni nette e facili, in questo caso si rivela un cretino. Per parte mia, cercherò di essere il meno cretino possibile pur chiarendo nella maniera più trasparente una posizione decisamente articolata.</p>
<blockquote><p><em>Il paziente è in condizioni critiche, il medico esce dalla stanza e si rivolge a voi: si può provare la terapia farmacologica coi nuovi farmaci sperimentali, anche se la loro efficacia non è ancora stata testata, oppure si può operare, ma è un&#8217;operazione difficile, le possibilità che ce la faccia non sono altissime. Che cosa scegliete? Voi non siete medico, non avete una cognizione piena delle scelte, eppure è un vostro caro e siete voi a dover scegliere.</em></p></blockquote>
<p>Riconducendo la metafora al nostro caso, vediamo che l&#8217;argomento è di <strong>elevatissima tecnicità</strong>, <strong>comprensibile a  fondo solo per pochissimi</strong>, eppure gli <strong>interessi correlati sono  importantissimi, generali</strong> e perciò <strong>la cittadinanza ha diritto ad  esprimersi</strong>. Questo però non significa che milioni di persone debbano scegliere alla cieca o con delle sensazioni a pelle.<br />
Andiamo allora insieme a delimitare il perimetro di queste scelte, osservandole bene.</p>
<h3>Di che &#8220;energia nucleare&#8221; si parla?</h3>
<p>Esistono <strong>molti modi</strong> per generare energia sfruttando le forze nucleari.<br />
L&#8217;energia in questione sarebbe energia ricavata da <strong>fissione nucleare</strong>. In una reazione a catena controllata, gli instabili atomi di elementi radioattivi vengono spezzati generando energia, che servirà per vaporizzare acqua che farà girare le turbine, generando, finalmente energia elettrica.<br />
In particolare, per generare questa fissione, nel reattore verrebbero usati <strong>isotopi dell&#8217;uranio e del plutonio</strong> &#8211; tanto potenti quanto pericolosi per eventuali incidenti e per le scorie che producono.</p>
<p>Si tratta del <strong>modo più in voga</strong> per sfruttare queste forze nucleari, e praticamente <strong>tutti i reattori nucleari del mondo</strong> &#8211; che siano di seconda o terza generazione &#8211; funzionano così.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/3575263476_359863776f.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3310" title="La luce azzurra nei reattori nucleari è dovuta al cosiddetto &quot;Effetto Čerenkov&quot;" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/3575263476_359863776f.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<h3>Le alternative</h3>
<p>Come dicevo, non è l&#8217;unico modo possibile per impiegare l&#8217;energia nascosta nell&#8217;infinitamente piccolo: <strong>ne esistono altri</strong>, già possibili o allo studio, enormemente più vantaggiosi. Ad esempio, abbiamo <a href="http://2honolulu.it/2010/11/uranium-is-sooo-%E2%80%98last-century%E2%80%99-3132.htm">avuto modo di parlare</a> dell&#8217;incredibile superiorità dei <strong>reattori a fissione che sfruttino il Torio</strong>, e vi invito a documentarvi sui <strong>reattori a fusione nucleare</strong> dei progetti <strong>ITER</strong> ma soprattutto <strong>IGNITOR</strong>, progetto italiano che necessita di fondi per costruire il primo reattore.</p>
<p>Ma già a questo punto sorgono degli ulteriori quesiti: alle superiori, <strong>quando il professore spiegava fisica, ero solito dormire?</strong> Alle superiori ho avuto un professore che spiegava fisica? Il programma di fisica copriva le forze nucleari? Sono stato alle superiori? Ma soprattutto, <strong>ho avuto la curiosità di informarmi?</strong> Perché già qui la problematica si impone: <strong>per capire è necessario sapere</strong>.<br />
Non posso gridare un generalizzato &#8220;No al Nucleare&#8221; se non so che differenza c&#8217;è fra fissione e fusione: questo perché la seconda è del tutto priva dei rischi della prima ed è capace di generare un&#8217;energia ancora superiore, ma se il no è generalizzato, io tarpo le ali anche a lei; e non solo. Perfino se le tecnologie di fissione, come nel caso del Torio, fanno diventare accettabile il costo in scorie e rischi, io devo scendere a patti e approvare questa produzione di energia.</p>
<h3>Le non alternative</h3>
<p>Anche se Beppe Grillo potrà latrare diversamente, l&#8217;energia solare &#8211; con la tecnologia attuale, s&#8217;intende &#8211; <strong>non è un&#8217;alternativa</strong>. O meglio, è ottima e sacrosanta per riscaldare l&#8217;acqua e la casa, ma per certo non può far scoccare cinquecento tonnellate di treno a trecento chilometri orari o alimentare lunghe file di altiforni o fare andare delle automobili.<br />
Il problema è la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Potenza_%28fisica%29" target="_blank"><strong>Potenza</strong></a>. In altre parole, per questi fini una <strong>grande quantità di energia deve essere fornita in un lasso di tempo breve</strong> &#8211; e il solare non è in grado di fornirla.</p>
<blockquote><p><em>Se la mia tabella di allenamento prevede che io faccia una serie di cinquanta flessioni, non va bene lo stesso se faccio una flessione ogni venti minuti.</em></p></blockquote>
<p>Non è in grado di fornirla a meno di <strong>immagazzinare chimicamente questa energia</strong>, accumulandola e rilasciandola tutta insieme: questo con una pila o strappando l&#8217;idrogeno dall&#8217;acqua. Ma tutto ciò è altamente inefficiente, le pile sono molto inquinanti e le bombole di idrogeno sono delle bombe che non si possono far gestire ai privati cittadini.<br />
Stesso dicasi per l&#8217;energia eolica, con alcune <strong>felici eccezioni come il progetto <a href="http://kitegen.com/">KiteGen</a></strong>, ancora da valutare circa la fragilità e l&#8217;aleatorietà della produzione di energia, ma che parrebbe capace di generare potenze notevoli.</p>
<p>Non alternativa è anche proseguire come stiamo facendo, a <strong>generare energia bruciando combustibili fossili</strong>. Sarebbe bello un (impossibile) referendum anche per questo.</p>
<h3>Chi si adegua è già in ritardo<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/picture.gif"><img class="alignright size-full wp-image-3311" title="Mr. Burns" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/picture.gif" alt="" width="219" height="271" /></a></h3>
<p>Comprendo ma <strong>non voglio accettare la sfiducia nei confronti degli Italiani.</strong> Non voglio accettare l&#8217;idea del &#8220;<em>non sappiamo gestire i rifiuti normali, figuriamoci quelli radioattivi</em>&#8221; e del &#8220;<em>finirà tutto in mano alla mafia</em>&#8221; &#8211; forse per ottimismo, forse per ingenuità, forse perché trovo intellettualmente disonesto malgiudicare a scatola chiusa, forse perché se così deve essere Scampia sarà già piena di cantine stipate di fusti radioattivi anche senza avere delle centrali italiane. <strong>Né voglio farmi prendere dal terrore per gli incidenti nucleari</strong>: le centrali di terza generazione hanno apparati di sicurezza davvero imponenti, e sinceramente sarei contento se ce ne fosse una vicino a casa mia. La facoltà di Fisica garantirebbe un futuro.</p>
<p>Il mio è un <strong>discorso radicalmente diverso</strong>.<br />
<strong>Inseguiamo in ultima posizione</strong> una tecnologia che certi Stati usano per produrre energia <strong>da sessant&#8217;anni</strong>. Raffinata, per carità, ma sempre quella. Dire che sulla corsa al nucleare civile siamo in ritardo è un eufemismo. E da decenni patiamo una costante fame di energia. Forse il <strong>referendum dell&#8217; &#8217;87</strong> ha deliberato bene e con coraggio; forse è stato una craniata clamorosa. Ma se c&#8217;è qualcosa di cui sono persuaso è che la scelta più saggia, per noi, oggi, sarebbe <strong>un colpo di coda</strong> capace di farci arrivare per primi alle <strong>nuove tecnologie della fusione nucleare</strong>, che sono lì, reali, a portata di mano; o quantomeno avere il cuore e la saggezza di uscire dal seminato <strong>abbracciando le tecnologie alternative del nucleare</strong> che per futili motivi sono state trascurate.<br />
E non valga a troppo l&#8217;argomentazione &#8220;se sono state trascurate un motivo c&#8217;è&#8221;: vi basti abbassare lo sguardo per osservare <strong>una tastiera <em>qwerty</em></strong> il cui ordine delle lettere è stato brevettato nel 1873 per evitare che i martelletti delle prime macchine da scrivere si inceppassero battendo spesso caratteri adiacenti, non certo perché è il più razionale &#8211; eppure mantenuto nonostante tutte le rivoluzioni da centoquarant&#8217;anni a questa parte.</p>
<p>Il quesito referendario è strutturalmente zoppo, mal posto.<br />
Il mio timore è che l&#8217;esito abrogativo <strong>cristallizzi anche altri fronti del nucleare in Italia</strong>, e sedimenti una coscienza collettiva tanto orba quanto salda <strong>riassumibile in un generico &#8220;No al nucleare&#8221;</strong>, fermo restando che costruire le centrali in programma sarebbe <strong>un piano ritardatario ed antieconomico, che va bloccato</strong>.<br />
Il quesito referendario è strutturalmente zoppo, mal posto, perché oggi, oltre a negare, è assolutamente necessario affermare, e quindi <strong>pronunciare il proprio sì al nucleare &#8211; a quello giusto, a quello migliore. </strong>Ma questo è possibile <strong>solo propositivamente</strong>, e oltre a promuovere a proposito una cultura del discernimento, per il privato cittadino è difficile appoggiare grandi progetti innovativi di ricerca &#8211; se non con <strong>donazioni personali, cinque per mille, lettere ai giornali e ai politici</strong> e via dicendo.<br />
Badate bene, strade che <strong>paiono modeste ma categoricamente da percorrere</strong>.</p>
<p><strong>Nota personale</strong>: visto come lavora, a questo governo non affiderei nemmeno la costruzione di un castello di sabbia da fare col secchio &#8211; figuriamoci una centrale a fissione.</p>
<p><strong>Nota filosofica</strong>: ho domandato al professor Luigi Lombardi Vallauri che cosa ne pensasse di questo referendum sul nucleare. Sospeso il giudizio non sentendosi tecnicamente pronto per esprimersi (pur dicendosi, &#8220;a pelle&#8221;, contrario a queste centrali), ha aggiunto: &#8220;<strong><em>Siamo veramente sicuri di voler dare all&#8217;umanità energia infinita?</em></strong>&#8220;</p>
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		<title>Vacanze in Egitto &#8211; quello che c&#8217;è da sapere</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 11:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andare in vacanza sul Mar Rosso è tanto di moda. Ma quali sono le domande intelligenti che possiamo porci a riguardo? Perché gli squali hanno iniziato a mangiare i turisti? E&#8217; notizia recente. Spielberg ha fatto scuola fra i pescioni preistorici selachimorfi, così hanno iniziato ad assaggiare i bagnanti &#8211; con gran disappunto di questi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andare in vacanza sul Mar Rosso è tanto di moda. <strong>Ma quali sono le domande intelligenti che possiamo porci a riguardo?</strong></p>
<p><strong>Perché gli squali hanno iniziato a mangiare i turisti?</strong><br />
E&#8217; notizia recente. Spielberg ha fatto scuola fra i pescioni preistorici selachimorfi, così hanno iniziato ad assaggiare i bagnanti &#8211; con gran disappunto di questi. Il governo fa quel che può per mettere a tacere la faccenda spiegando ai turisti che l&#8217;acqua non è sporca di sangue, ma che il Mar Rosso, come si capisce dal nome, ha sempre quel colore. Però non ci credono troppo.<br />
Oltretutto ogni volta che catturano lo squalo serial killer, c&#8217;è sempre qualche pesce emulatore mitomane che si mette ad ammazzare anche lui.<br />
Qualcuno dice che per servire pesce alle orde di turisti dei paradisiaci villaggi vacanze si sia sfruttato così tanto il Mar Rosso che agli squali non è rimasto più cibo, e che quindi devono ripiegare sottocosta. Immagino che, per uno squalo abituato a divorare pesci muscolosi dal sapore deciso, buttarsi su una turista tedesca sia un po&#8217; come mangiare burro a morsi per fame disperata. E quindi secondo questa bizzarra ed inverosimile teoria sarebbe proprio l&#8217;insostenibile turismo di massa a spopolare il mare e aizzare gli squali &#8211; che a quanto pare non sono capaci di stare un po&#8217; senza mangiare, gli ingordi. Ma che ci vogliamo fare? I soldi son pur sempre soldi. Non è che puoi rimandare a casa i turisti solo perché Madre Natura viene bendata, legata e stuprata a turno. E poi il turismo è una pietra angolare dell&#8217;economia egiziana. Vorremo mica atterrarla?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/Sharks-bay.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3208" title="Shark's bay" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/Sharks-bay.jpg" alt="" width="538" height="300" /></a></p>
<p><strong>Perché vogliamo finanziare l&#8217;economia egiziana?</strong><br />
Si sa, <strong>l&#8217;Egitto è un paese di morti di fame</strong>. Peggio di noi &#8211; che pure c&#8217;abbiamo grossa grisi. Sparano datteri, coltivano e tessono cotone, succhiano e vendono gas e poi campano di turisti. Allora, anche se chiaramente non è che poi finisce in tasca a i poveracci, è carino lasciargli qualche soldino! Specie se si pensa che sono una repubblica civile. Certo, il loro presidente è in carica dal 1981 e non ci sono <strong>mai state elezioni democratiche da che lo Stato è rinato come Repubblica quasi sessanta anni fa</strong>.  Ma ognuno a casa propria fa quel che vuole. E&#8217; vero, è vero: Amnesty International, Freedom House e tante tante altre Organizzazioni Non Governative si sgolano per far sapere a tutti quale sia la <strong>situazione tragica dei diritti umani in Egitto</strong>. Ma si sa che qualche volta questi omosessuali sono proprio insopportabili, i Cristiani Copti in fondo non piacciono a nessuno (che cos&#8217;hanno fatto i Cristiani Copti per voi?!) e poi diciamoci la verità: una ragazzina infibulata sta più tranquilla &#8211; e la percentuale di infibulate prossima al 100% lo rende un paese tranquillissimo. Oltretutto&#8230; be&#8217;, volendo proprio essere delle malelingue ci sarebbe anche <strong>la questione dell&#8217;enorme spesa militare</strong> &#8211; in realtà meravigliosa partnership con le democrazie d&#8217;occidente &#8211; che poco va a colpire l&#8217;azione dello stato sociale e che non travolge assolutamente l&#8217;eventuale possibilità di rivoluzione per il popolo egiziano. Dopotutto <strong>mica ci sono dittature, in Nord Africa, né guerre civili né rivoluzioni in atto</strong>, quindi buttarci armi in mezzo non è che complichi le cose. E i borghesucci e i radical chic e i poveracci itagliani dovranno pur mandare per mail ai loro amici le proprie foto durante le ferie natalizie scrivendo &#8220;Guarda! E&#8217; il 29 dicembre e sono in costume da bagno! Figo!&#8221;.<br />
Se non c&#8217;è questo diritto viviamo veramente in un Paese oppresso che nega i diritti più elementari.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/Putin_Mubarak.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3209" title="Putin: &quot;Oh, Hosni, sei proprio incorreggibile!&quot;" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/Putin_Mubarak.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a></p>
<p>Come tutti, <strong>io amo profondamente l&#8217;Egitto</strong>. E&#8217; una terra di cultura antica, densa di una meraviglia unica al mondo, in cui ogni pietra, ogni linea d&#8217;orizzonte è scolpita e levigata da un&#8217;aria che odora di magia. E adorerei poter sbirciare in un&#8217;occhiata i quaranta secoli di storia che Giza respira, ascoltare la loro silenziosa incommensurabile saggezza, e i titanici templi di Luxor che ancora riecheggiano di riti nati insieme alla società umana e di liturgie perdute, e il pulsante scorrere del grande Nilo, paradigma di tutti i fiumi d&#8217;occidente, contemplare le sue sponde fertili, la striscia di vita che si allarga nella vertiginosa bellezza della morte eterna del deserto. Rivedere il Mar Rosso &#8211; lo vidi in Giordania, dall&#8217;altra sponda &#8211; percepire ancora il suo calore, vedere la sua vitale linea blu spezzarsi nella roccia altissima del Sinai, in lontananza, dove un Dio dettò le sue dieci leggi.</p>
<p>Ciononostante, andare in Egitto è come staccare un assegno di tremila euro al governo birmano: <strong>non ti puoi aspettare che con quei soldi poi offrano il gelato a tutti la domenica pomeriggio</strong>. L&#8217;Egitto è <strong>una dittatura della peggior specie</strong>, e trovare normale e innocente che un governo democratico ci faccia l&#8217;amore con contratti miliardari e lusinghe diplomatiche, e trovare normale e innocente andarci a fare un viaggetto relax &#8211; insomma, <strong>trovare normale e innocente appoggiare il governo egiziano anche privatamente e dialogarci </strong><strong>anche istituzionalmente come se fosse legittimo e civilmente accettabile</strong>, a spregio dei morti tunisini ancora caldi che hanno tentato di risollevare il proprio futuro, a spregio dei morti algerini nella guerra civile più sanguinaria che il Mediterraneo ricordi, ma soprattutto a spregio degli Egiziani che non potranno alzare la testa senza restare fulminati da un carro armato americano o una beretta italiana, <strong>trovarlo normale e innocente, dico, rende stupidamente incoerente ogni altra idea bella e buona che possiamo pensare di avere in testa</strong>. Anche perché Mubarak non veste nemmeno lontanamente figo come Gheddafi.<br />
Quindi combattiamo l&#8217;ignoranza, parliamo di ciò che sappiamo: <strong>all&#8217;amico che torna dall&#8217;Egitto chiediamo di come sono i pesci, di come era il bungalow, di come è il deserto e di come è la dittatura.</strong></p>
<p><strong>Come se poi a noi Italiani ci mancasse il mare</strong>. Dobbiamo anche pensare all&#8217;economia nazionale, e i mari della Sicilia, della Calabria, della Puglia, della Sardegna non hanno niente da invidiare a nessun altro mare. <strong>E poi altrimenti come è che campano, le mafie nostrane? Un po&#8217; di solidarietà famigliare, please.</strong></p>
<p><em>Finisco di scrivere questo post e leggo le ultime notizie. &#8220;Rubata la salma di Mike Bongiorno&#8221; &#8211; no, aspetta, è quella sbagliata. &#8220;Manifestazioni e scontri a Il Cairo e in tutto l&#8217;Egitto&#8221;. Decine di migliaia a protestare al grido di &#8220;pane e libertà&#8221; &#8220;Mubarak vattene&#8221;. Ci sono già due morti: questi e tutti quelli che ci saranno li ha per una certa quota finanziati chi è stato spensierato a villeggiare sul Mar Rosso. Bloccate le telecomunicazioni interne. Le forze armate mostrano i muscoli. Gli States non hanno perso tempo a rinnovare l&#8217;appoggio al governo &#8211; usuale, sono decenni che puntano sui dittatori sbagliati (ammettere il problema sarebbe il primo passo per guarire).<br />
Inizia la gran prova degli Egiziani per la libertà degli Egiziani. E dovremmo essere loro vicini.</em></p>
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Scalpore. Scandalo.
Ai telegiornali non si parla (quasi) d'altro. Vengono fatti speciali, servizi, reportage concitatissimi, urgenti. I g...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/05/non-tutta-la-privatizzazione-vien-per-nuocere-2788.htm" title="Non tutta la privatizzazione vien per nuocere">Non tutta la privatizzazione vien per nuocere</a><br /><small>Mi ero sempre tenuto fuori dall'argomento. Più per fatica che per altro. Però visto che continua ad essere sulla cresta dell'onda, forse è i...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Assetto antisommossa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 21:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo. Antefatto e precisazioni Oggi, al Polo universitario di Scienze Sociali di Novoli, a Firenze, era invitata Daniela Santanchè, controversa sottosegretaria di Stato per l&#8217;Attuazione del Programma di governo &#8211; invitata da Studenti per le Libertà, associazione di studenti rispondente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo.</em></p>
<h3>Antefatto e precisazioni</h3>
<p>Oggi, al <strong>Polo universitario di Scienze Sociali di Novoli</strong>, a Firenze, era invitata <strong>Daniela Santanchè</strong>, controversa sottosegretaria di Stato per l&#8217;Attuazione del Programma di governo &#8211; invitata da <strong>Studenti per le Libertà</strong>, associazione di studenti rispondente al <strong>PdL</strong>. Tema dell&#8217;incontro: <strong>immigrazione</strong>.<br />
A me la Santanchè <strong>non piace</strong>, ha più volte espresso posizioni xenofobiche, omofobiche, razzistiche e perfino aderenti tout-court al fascismo con cui è impossibile, da persone sensate, concordare.<br />
Vado a raccontare la mia esperienza e le mie riflessioni e le mie domande.</p>
<h3>Arrivo all&#8217;università</h3>
<p>Me la sono presa comoda, arrivo poco dopo le 10. L&#8217;incontro è previsto per le 10:30. Gran fermento e facce conosciute. Vedo un <strong>gazebo della Lega</strong> montato per l&#8217;occasione dirimpetto all&#8217;edificio. Mi dicono che ci sono state delle discussioni. Entro nell&#8217;edificio (il D4), e c&#8217;è una gran confusione. Subito emergono due parole che saranno fra le più usate: &#8220;<strong>Vergogna!</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Inaccettabile!</strong>&#8220;. Dei megafoni spiegano che è una vergogna inaccettabile che una dichiarata fascista entri in un luogo pubblico a parlare, poiché <strong>contro la Costituzione</strong>.<br />
<strong>Prima nota</strong>: <em>mi aggiravo con penna e taccuino, quello che riporto è quello che ho registrato su carta con inchiostro.</em><br />
<strong> Seconda nota</strong>: <em>dire che la Costituzione impedisce a una persona &#8211; comunque si qualifichi &#8211; di entrare in un luogo pubblico e di esercitare la libertà di parola, significa non avere idea di che cosa sia la Costituzione. E dirlo nell&#8217;edificio della facoltà di giurisprudenza è umoristico.</em><br />
Aleggiano cori sui padroni dal delicato sapore veterocomunista; nel mentre io entro nella stanza in cui si terrà il dibattito.<br />
Industriosi affiliati di Studenti per le Libertà avevano <strong>appeso i loro manifesti in tutta la stanza</strong>. Squallidi addobbi. Personcine d&#8217;altra schiatta<strong> li strappavano</strong> lasciandoli a terra, o appallottolandoli e gettandoli nella foresta di sedie &#8211; irrecuperabili. Qualcuno, cavalcando l&#8217;onda di ribellione, <strong>si accendeva una sigaretta nella stanza</strong>. Fuck the Law, il polmone è mio e me lo gestisco io.<br />
<strong> Terza nota</strong>: <em>si protesta contro il fascismo e si impone il fumo in un luogo chiuso fregandosene di leggi conquistate? Gli sfoghi d&#8217;anarchia sono piacevoli come scoregge in ascensore.</em><br />
Anyway il comizio che un megafonante tiene nella stanza non mi interessa: <strong>voglio la Santanchè</strong>. Ma si inizia a vociferare che <strong>l&#8217;incontro sarà spostato altrove</strong> &#8211; altro edificio del Polo. Esco, mi informo e vado.</p>
<h3>L&#8217;attesa e la polizia</h3>
<p>Cammino spedito. Sono lì per sentire la Santanchè e magari, se c&#8217;è occasione, per cercare di farle le giuste domande che palesino le sue agghiaccianti posizioni &#8211; dopotutto <strong>la persona migliore </strong><strong>per screditare qualcuno </strong><strong>è lui stesso</strong>. Non voglio essere scambiato per un attaccabrighe da nessuno, quindi sono vestito di conseguenza. Cappotto, gilet, ascot al collo.</p>
<p>Arrivo in vista della nuova location (edificio D15) e l&#8217;azzurro tenue dei caschi e il barbagliare degli scudi della <strong>polizia in tenuta antisommossa</strong> mi accoglie serenamente. Intanto il corteo di persone che si stanno spostando lì si muove lentamente, in <strong>stile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Quarto_Stato" target="_blank">Pellizza da Volpedo</a></strong>. Sento gridare a qualcuno che doveva essere un responsabile, &#8220;Li mandi via, l&#8217;università è pubblica!&#8221;, riferito alla polizia.<br />
<strong> Quarta nota</strong>: <em>non siamo più ai tempi del Diritto d&#8217;Asilo. Le università sono soggette alla legge, oggi. E laddove a causa di previste contestazioni che non sempre mantengono il loro aplomb sia autorizzato da chi di dovere l&#8217;intervento di forze di polizia in protezione di un pur bruto funzionario statale, be&#8217;, è perfettamente legale &#8211; ed è sacrosanto che lo sia, vista l&#8217;ampiezza di casi che si possono presentare. Anche perché sul posto, davanti all&#8217;edificio, ci saranno stati quindici poliziotti. Forse venti. Insomma, non una divisione dell&#8217;esercito.</em><br />
Arriva il corpo del corteo. E arrivano i cori. <strong>Tanti cori &#8211; e troppi contro la polizia</strong>. &#8220;Servi dei servi dei servi dei servi&#8221;, &#8220;Andate a lavorare&#8221;, &#8220;Via, via, fascisti e polizia&#8221;.<br />
<strong> Quinta nota</strong>: <em>prendersela con le forze dell&#8217;ordine è da idioti. Io non ho astratta simpatia per i militari, e il solo vedere un&#8217;arma da fuoco mi ingombra la mente di angoscia. Intravedere il nero liscio dei manganelli alla cintura mi metteva in fortissimo disagio. Ciononostante, quelli che ricoprono funzioni di polizia di sicurezza e giudiziaria sono cardini della nostra società, che svolgono un lavoro (memento art.1 Costituzione) per giunta malpagato &#8211; ferme le critiche, che <a href="http://2honolulu.it/2009/09/il-potere-e-lo-tzimtzumpappa-1599.htm" target="_blank">abbiamo già avuto modo di fare</a>. Pure, non credo che fra i coristi ci fosse qualcuno che non andrebbe a sporgere denuncia, se gli rubassero il motorino. E auspico che non sia necessaria l&#8217;esperienza di De André, per cambiare idea su &#8220;sbirri e carabinieri&#8221;. E&#8217; così old fashioned&#8230;</em><br />
Comunque la polizia crea un cordone intorno all&#8217;entrata e nessuno viene fatto entrare. Io sono a lato ma in prima fila, come ogni (pseudo)giornalista che si rispetti. Della Santanchè non si sente nemmeno l&#8217;odore. Il tempo passa.</p>
<h3>Manganello mon amour</h3>
<p>I cori continuano. Ancora e ancora. Vedo i poliziotti più anziani guardare in alto con gli occhi tristi di chi li conosce già a memoria. Quelli più giovani hanno una tensione nera sotto gli occhi che saettano qua e là. I manifestanti vogliono entrare e premono. <strong>La tensione da ambo le parti è già ammassata.</strong><br />
<strong> Sesta nota</strong>: <em>chi ha organizzato questo incontro è un coglione. Come si può pensare di cacciare Santanchè e pubblico bipartisan in una sala da cento persone? Abbiamo l&#8217;aula magna di Economia che è titanica. Perché non scegliere quella? Chiaro che non potevano fare entrare. Immaginatevi quattrocento persone che tappano un atrio modesto. Vi ci volete ritrovare in mezzo? Chiaro che così l&#8217;incontro è andato a ramengo perché il pubblico non era rappresentativo, ma l&#8217;errore era organizzativo, a monte. Riflettiamo, prima di pigiare contro le barricate come bovi. Che cosa sarebbe accaduto se avessero lasciato entrare tutti?</em><br />
Una scaramuccia e la tensione esplode. La causa scatenante probabilmente sarà stata di poco conto. Fatto sta che la polizia carica <strong>abbattendo manganellate</strong> meccanicamente. Come se follasse la lana. <strong>Una volta. Poi un&#8217;altra, e un&#8217;altra ancora</strong>. Iniziano nel mentre a <strong>volare oggetti</strong>. Sassi? Boh. Uova di sicuro ma non solo. E durante le cariche vedo i gesti bestiali di persone incappucciate che <strong>brandiscono caschi da motorino</strong> schiantandoli sugli scudi dei poliziotti. Un ragazzo <strong>finisce con la testa rotta</strong>, altri prendono un sacco di botte.<br />
<strong> Settima nota</strong>: <em>qui finisce la civiltà. Persone, umani, che confliggono con violenza. Non si pongono domande, hanno reazioni da bestie. Usano istintivamente il coro e il casco e il calcio per offendere, il manganello è un prolungamento del braccio. La comprensione è svaporata, resta un&#8217;imposizione bilaterale cieca, violenta, violenta, violenta &#8211; l&#8217;altro è nemico, non umano con cui si ha il futuro in comune. La gente fumava nervosamente, e sentivo i giornalisti di idee diverse dettare al telefono &#8220;La polizia ha caricato i manifestanti virgola&#8221; o &#8220;&#8230;i manifestanti virgola che hanno cercato di sfondare il cordone&#8230;&#8221;. Ma la vogliamo piantare? Ogni cosa si può vedere da due angolazioni. Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno non me ne frega. Mi interessa come è che si riempie. La colpa della tensione esplosa è da entrambe le parti. Non ci sono i buoni e i cattivi. Chi lo crede è un coglione. Ci sono gli umani, che davanti alla tensione violenta funzionano tutti alla stessa maniera. E quando sarò chi voglio essere avrò il coraggio di mettermi in mezzo gridando &#8220;Basta!&#8221; e facendo ragionare le persone. Ma sono una mammoletta, ancora, mi veniva da piangere perché è qualcosa di tremendo che non capisco.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/novoli7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3148" title="Scontro a Novoli" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/novoli7.jpg" alt="" width="512" height="362" /></a><br />
</em></p>
<h3>Il tè</h3>
<p>Impossibile entrare, impossibile seguire la Santanchè di persona &#8211; nemmeno aria per restare. <strong>Mi allontano</strong>. Avrò notizia, dopo, dai giornali, del <strong>penoso show della sottosegretaria</strong> &#8211; ma non l&#8217;ho visto, io, quindi non ne parlerò. Avrò notizia delle sorti del corteo, che è uscito dal Polo <strong>infartuando il traffico</strong> di un&#8217;arteria fondamentale della città, ingombrando la strada con cassonetti dell&#8217;immondizia.<br />
Io me ne vado a prendere un tè caldo.<br />
<strong> Che cosa è stato ottenuto con questo tipo di protesta?</strong> Risonanza mediatica, certo, ma positiva? A che cosa è valso creare questa tensione? <strong>E&#8217; stata una protesta intelligente?</strong><br />
Si sarebbe potuto fare qualcosa di <strong>civile e ironico</strong> &#8211; magari capendo anche qualcosa in più di lei e di chi la pensa come lei. Conoscenza sempre utile per maturare il confronto e migliorare il mondo. Si sarebbero potute fare <strong>domande intelligenti, di politica vera</strong>, saggiare le proprie belle idee a confronto con la lordura del provincialismo mentale. In altre parole, da un confronto vero <strong>si sarebbe potuti uscire brillanti come l&#8217;Eldorado, compartecipi di un progetto comune e col cuore pulito da tensioni, aggressività, violenza.</strong><br />
Ma non è andata così. Sono rimasti lividi, incazzature, indignazioni &#8211; un ingrossato scontento generale e (finora) sterile.</p>
<h3>Il criptofascismo</h3>
<p>Estremizziamo il caso. <strong>Il nazista ha diritto di parola?</strong><br />
In un mondo in cui esiste la libertà di parola, sì. Questo perché chiunque ha il sacrosanto <strong>diritto di fare pensieri nazisti</strong>. Altrimenti sarebbe <em>1984</em>. Non ha però il diritto di <strong>fare cose naziste</strong>. Quindi se si aggira con una tanica di benzina e un accendino cercando la sinagoga, be&#8217;, questo non va tollerato.<br />
Uno dei motti della protesta odierna era &#8220;<strong>Intolleranza per gli intolleranti</strong>&#8220;. A parte ricordare occhio per occhio, ci pone una questione. La Santanchè non era venuta a calciare nelle costole dei senegalesi usando le scarpe a punta. Era venuta a parlare.<br />
La parola ha uno status particolare, a metà fra pensiero e azione. Ciò considerato, la volontà di censura è giustificata, nel caso? O il bavaglio non va bene per nessuno?<br />
Personalmente credo che sia sano non imbavagliare in assoluto. Mi ricordo quella citazione apocrifa di Voltaire:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Trovo quel che dici un abominio, ma darei la vita perché tu lo possa dire.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Il rischio reale è quello del <strong>criptofascismo</strong>, come dice un mio buon amico, il <strong>fascismo nascosto</strong>. Quello che ti infetta da sotto<strong>. Quello interiore che ciascuno di noi ha e contro cui ciascuno di noi è chiamato a lottare</strong>. Quello che ti fa venire voglia di far tacere chi non la pensa come te, quello che ti fa venire voglia di menare le mani e importi con la violenza &#8211; manganello o casco non importa. Quello che ho visto oggi. Quello che possiamo imparare ad estirpare.</p>
<h3>Gandhi e gli studenti</h3>
<blockquote><p><em>&#8220;Le agitazioni vanno bene solo per quelli che hanno completato i loro studi. Mentre studiano, la sola occupazione degli studenti dovrebbe essere quella di aumentare le proprie conoscenze.&#8221;</em> Gandhi, Harijan, 7 settembre 1947</p></blockquote>
<p>Oggi i manifestanti sono entrati in biblioteca usando l&#8217;interfono per richiamare alla protesta tutti gli studenti. Che stavano studiando in silenzio. Dal mio punto di vista è un po&#8217; come<strong> interrompere una liturgia sacra</strong>. Oltretutto, è interrompere qualcosa <strong>la cui difesa è lo scopo principale</strong> delle proteste che scoccano lungo lo Stivale. E quanti studenti brillanti lanciano uova contro vetrate? Lo studio dovrebbe proprio servire, collateralmente, a renderci persone migliori, più posate, capaci di <strong>far sentire la nostra voce in maniera efficace e limpida, non arrochita dalle grida</strong> &#8211; quasi fosse una frizione d&#8217;auto che brucia.</p>
<h3>Concludendo</h3>
<p>Non ho stima per la Santanchè né per le sue idee. Ma diavolo, diavolo! <strong>Le cose vanno fatte con il sorriso e con eleganza. E saggezza. Soprattutto saggezza.</strong></p>
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		<title>Perché i tagli alla scuola sono giusti</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 16:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C&#8217;è polemica. </strong>%IRONIC%</p>
<p><em>In un periodo di austerità sembra che per qualche strana ragione la scuola non debba subirne gli effetti. Invece, essendo calata in un contesto sociale e nazionale è perfettamente normale che, come per le altre istituzioni, ci siano tagli economici anche sostanziosi per far fronte alla crisi. Ma ovviamente questo non può essere umilmente accettato dalla frangia politica e sindacale dei sepolcri imbiancati contro-ad-ogni-costo, che stanno tentando con manovre faziose di silurare un governo che funziona con la scusa dei tagli alla scuola &#8211; dimostrando così di andare contro al bene comune che esige un periodo di ristrettezze.</em><br />
Lo dimostra il fatto che quando una persona si trova in difficoltà economiche la prima cosa che fa è tagliare sull&#8217;indispensabile capace di riscattarla. Infatti in migliaia si licenziano da lavoro per non pagare il bus: niente è più necessario del superfluo. E dio, quei cacciabombardieri sono la fine del mondooo! Come si fa a non comprarli? E non avete ancora visto le borse di Chanel!<br />
<strong>La formazione è qualcosa su cui ci si può permettere di risparmiare, nella crisi?</strong></p>
<p><em>I privilegi enormi che il corpo docente del nostro Stato si è arrogato negli ultimi decenni sono nodi che stanno venendo al pettine. Avete mai pensato che in pratica gli insegnanti sono dei lavoratori part-time con più di tre mesi di ferie l&#8217;anno? Eppure sotto l&#8217;egida di sindacati che hanno spadroneggiato liberi e privi di controllo alcuno, pure in un mondo che richiede cambiamenti, evoluzione ed adattabilità, hanno mantenuto il loro status &#8211; senza neppure l&#8217;introduzione di un controllo sulla qualità effettiva del loro insegnamento, come è normale in qualsiasi azienda che si rispetti. Ma secondo le associazioni di categoria, tagliare fondi a questo meccanismo fallimentare per tenere a galla il paese è inaccettabile.</em><br />
Intendete quanto sia da idioti gestire per un anno scolastico -magari insegnando qualcosa- quattro classi da trentacinque adolescenti con un&#8217;età che va dai  tredici ai diciotto anni che tentano di accoppiarsi continuamente fra loro? In pratica è pastorizia. E poi hai i pomeriggi liberi. A volte. Specie se sei un bravo improvvisatore e non hai compiti da correggere. E poi ti fai tre mesi di mare. Esclusi gli scrutini, i consigli di classe, i corsi di recupero e gli esami di maturità e gli attacchi delle meduse. Ti resta anche del tempo per aggiornarti, e in questo l&#8217;Amministrazione ti viene incontro. Con un randello.<br />
<strong> Esistono professori bravi e meno bravi: come incentivare la qualità della loro formazione e del loro insegnamento, e come inserirli nel sistema scolastico? Come promuovere il dialogo collaborativo con i sindacati, piuttosto che lo storico (e amato) conflitto?<br />
</strong></p>
<p><em>In che modo un&#8217;istruzione generica e arrangiata forma le nuove generazioni? In che modo nozioni vuote e impolverate aiutano i nostri giovani ad immettersi su un mercato del lavoro sempre più esigente? Ma noi sordi. Invece di puntare con forza alla professionalizzazione delle nuove generazioni, formando una compagine compatta di eccellenze specializzate, ci teniamo sulla schiena i pesi morti di corsi universitari inutili e di ore infinite di materie pure inutili che vampirizzano l&#8217;insegnamento secondario. Scandalo davanti ai tagli di ore di Storia dell&#8217;Arte al liceo, idignazione pomposa e generale, e nessuno che si scandalizzi perché con un diploma di liceo classico oggi non si trova lavoro.</em><br />
Dopotutto l&#8217;obiettivo primario non è creare generazioni di persone complete e pensanti. Sarebbe come credere che sia necessario insegnare Virgilio alle galline. Tanto non ti faranno mai le uova in metrica. E poi per quanto riguarda la Storia dell&#8217;Arte noi Italiani abbiamo già dato, ora basta. Che non si pensi che non abbiamo altri interessi.<br />
<strong> In Italia possiamo pensare di prescindere dal nostro enorme patrimonio storico? Possiamo pensare di incentivare generazioni di altissimi specialisti totalmente ignoranti al di fuori della loro specialità?</strong></p>
<p><em>Vediamo masnade di insegnanti precari, ancora avvinghiati all&#8217;idea del &#8220;posto fisso&#8221; -che andava bene per le generazioni di quarant&#8217;anni fa- totalmente refrattari alla prospettiva attuale di dinamicità lavorativa che permette, oggi, al lavoratore, di variare e ampliare la propria capacità professionale con specializzazioni successive nel corso di una carriera che è evoluzione; masnade, dico, che si ammucchiano in discesa a difesa dei propri privilegi, che in virtù di una laurea polverosa dovrebbero vedersi assicurato un regime lavorativo assolutamente d&#8217;eccezione; masnade, dico, che appena la congiuntura economica propone una sfida si arroccano sulle proprie posizioni, e invece di rimboccarsi le maniche per il bene del paese scendono in piazza berciando slogan che non rendono onore alla loro presunta levatura intellettuale.</em><br />
Pensandoci bene si capisce che fare il professore non è più una vocazione, adesso. Le motivazioni sono altre: fare la fame è una prospettiva che fa venire l&#8217;acquolina in bocca &#8211; e non te la toglie più.<br />
<strong> Come responsabilizzare la figura del professore? Come restituirle l&#8217;autorevolezza di un tempo?</strong></p>
<p><em>Inoltre la categoria dei ricercatori è in sommossa, perché evidentemente, per qualche strano diritto che li dovrebbe rendere superiori e intoccabili, non vuole partecipare degli oneri che ci gravano addosso decenni di malgestione della cosa pubblica. La crisi è di tutti e tutti dobbiamo accettarne il costo. I tagli alla ricerca, visto che come investimento porta frutti a lunghissimo termine -quando li porta- sono assolutamente imprescindibili, in una situazione di emergenza. E la rivolta scomposta dei ricercatori, che si rifiutano di insegnare per protesta, finisce di paralizzare l&#8217;università a monte di qualsiasi aiuto legislativo &#8211; paradossalmente stracciando quel diritto allo studio con cui si gonfia la voce fra le loro fila.</em><br />
E poi le cose non tornano, dai. Gente che si vuol far pagare per studiare. Anche io voglio soldi, allora. O a tutti o a nessuno. Facciamo a nessuno, ecco. Tanto la fisica è sempre quella e non mi serve uno scienziologo che mi dimostri che le pere cascano in giù, di matematica meno ce n&#8217;è e meglio è -e tanto non ha utilità in nessun campo-, per non parlare poi di quelli che riordinano e studiano i libri all&#8217;Archivio di Stato o che stanno a discutere sulla lingua. La lingua è superflua, quando c&#8217;è l&#8217;amore &#8211; e i libri vecchi non servono: abbiamo quelli nuovi! E poi si sa, fanno finta di studiare un reattore a fusione nucleare capace di risolvere per sempre il problema energetico salvando il mondo e invece sono tutti a bere caffè in corridoio e spettegolare. Senza parlare della ricerca medica. A me il vaiolo ispirava fiducia.<br />
<strong> Vivere le nostre risorse alla giornata nel momento di crisi quanto avanti ci può portare? La lungimiranza è forse una virtù?</strong></p>
<p><em>Fortunatamente da parte del ministero stanno arrivando segnali di apertura verso una decisa riforma di questo impianto e di questi status privilegiati sedimentatisi col tempo &#8211; anche attraverso iniziative originali e creative come &#8220;L&#8217;allenamento per la vita&#8221;, capace di suggerire al giovane in formazione valori e orizzonti dell&#8217;ambito militare, fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;economia italiana e della presenza della nostra nazione sulla scena internazionale, fortunatamente individuato come campo da valorizzare.</em><br />
Sappiamo tutti che la vera tara nelle esistenze dei giovani d&#8217;oggi, quella che li spinge verso la droga e la disillusione è il non sapersi arrampicare, né saper tirare con l&#8217;arco né pistolettare. Questo si chiama prendere di petto i problemi. Così i drogati disillusi potranno in futuro imparare a maneggiare un mitra. E poi si avvicina l&#8217;esercito alla scuola &#8211; la cavalleria attaccherà ai lati.<br />
<strong> Si può spendere denaro pubblico in cazzate di queste supreme proporzioni? Non dovrebbero essere gli investimenti in cose come queste ad essere falciati via per sempre?</strong></p>
<p><em>Quindi basta idiozie. La gestione di una potenza mondiale non è un giochino. Dei sacrifici sono necessari. Necessari per un futuro radioso in cui la persona possa formarsi liberamente all&#8217;interno di uno stretto sistema specializzante, un futuro di crescita economica e di ricchezza.</em><br />
Come se fosse anche solo lontanamente quello di cui c&#8217;è bisogno.<br />
<strong> La gestione di una potenza mondiale non è un giochino. La vita lo è?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA GUERRA E&#8217; PACE<br />
LA LIBERTA&#8217; E&#8217; SCHIAVITU&#8217;<br />
L&#8217;IGNORANZA E&#8217; FORZA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/10/1984wasnot.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3001" title="1984 was not supposed to be an instruction manual" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/10/1984wasnot.jpg" alt="" width="427" height="320" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;">
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