ott 4 2010

Che cos’è l’ironia?

Ironia portami via!

L’ironia non è semplicemente un modo di dire le cose che fa ridere o sorridere. L’ironia non è divertente. Di-vertire è grossomodo un sinonimo di deviare. Il comico alla Aldo Giovanni e Giacomo sposta la tua attenzione inducendoti grasse risate. Dove la sposta? Altrove, via, lontano, la fa partire per la tangente sparandola ad anni-luce da problemi e riflessioni. Questa non è ironia. L’ironia non diverte: riverte.
Lo sguardo, su ciò di cui si ironizza, compie un’orbita completa, lo sorvola, lo rivolta, e sullo stesso punto si arriva da molte posizioni diverse. Le ali sono quelle del riso.

L’ironia è il sistema immunitario della mente. Quando si ironizza, potenti anticorpi agiscono contro convinzioni, credenze, incoerenze, influenze. L’ironia è, etimologicamente, dire qualcosa per dire il suo contrario. Una finzione che strutturalmente aumenta la consapevolezza e fa buon sangue. Saper ridere di tutto è quindi necessario: non possono esistere zone franche di seriosità, in quanto diventerebbero automaticamente ricettacoli di sporcizia mentale, muffe del pensiero e batteri di intolleranza.

L’impronta ironica di questo blog è sempre stata evidente – è un nostro stallone da monta (meglio che cavallo di battaglia); per sottolinearla e mettere le mani avanti con chi non sappia bene prendere sul ridere la rivertenza dell’ironia, nei post più ironici metteremo un piccolo marchio.

Sì, è vero quel che si dice in giro. Siamo i più simpatici.

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apr 21 2010

Io non mi sento italiano

di Giorgio | in Satyricon | 2 commenti

2010

Renzo “Trota” Bossi: Io non mi sento italiano.


2003

Giorgio “Signor G” Gaber: Io non mi sento italiano.

Trovate le venti differenze.

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feb 23 2010

Che succede se in una famiglia ci si accoppia con consanguinei per dieci secoli consecutivi?

di Giorgio | in Satyricon | 8 commenti

Nasce Emanuele Filiberto di Savoia.

Che va a Sanremo. E arriva secondo. Quindi, attenzione.

(In mezzo al trio, Emanuele Filiberto. Sulla destra, chiamato dal Principe per risollevare il livello della canzone, il provvido Pupo. Sulla sinistra, l’insegnante di sostegno.)

Di seguito, il testo della canzone. Questa NON è la parodia. E tutti i diritti d’autore sull’uso di questo testo appartengono a Emanuele Filiberto. Non lo dico per motivi legali, eh. Solo, mi piace puntalizzare che NON è roba mia.

Io credo sempre nel futuro,
nella giustizia e nel lavoro,
nell’equilibrio che ci unisce,
intorno alla nostra famiglia.

Io credo nelle tradizioni,
di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni,
di chi possiede poco o niente.

Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura,
di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte il mio cuore di un’Italia sola,
che oggi più serenamente si specchia in tutta la sua storia.

Sì stasera sono qui per dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.
Io non mi stancherò di dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.

Ricordo quando ero bambino,
viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo,
di stringerla fra le mie braccia.

Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare a chi ha sofferto veramente.

Sì stasera sono qui per dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.
Io non mi stancherò di dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.

Io credo ancora nel rispetto,
nell’onestà di un ideale.
Nel sogno chiuso in un cassetto,
e in un paese più normale.
Sì stasera sono qui per dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.

Non commenterò oltre, fare ironia adesso sarebbe come sparare ai pesci in un barile. Anche se alla finale, all’entrare del trio, metà del pubblico ha fischiato e l’altra metà ha applaudito. Alla metà che fischiava.
Se volete, commentate voi oltre.

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ott 26 2009

Grande Fratello 10 (e lode)

Oggi inizia la decima edizione de “Il Grande Fratello“. Questa è una buona notizia. Perché?
Be’, sciocchini, ve lo spiego subito.

  • Da oggi e fino a marzo quaranta persone disadatte alla vita che sognano di lavorare in televisione saranno rinchiuse e non potranno scorrazzare liberamente per il mondo appestandolo. Dove non arrivano i giudici arrivano le televisioni.
  • Da oggi e fino a marzo milioni e milioni di idioti, deficienti, cretini, ignoranti, stupidi, pettegoli subumani privi di ogni prospettiva od orizzonte buoni solo a scaldar poltrone e consumare il nostro pianeta passeranno un sacco di ore reclusi, avvinti  ad una scatola magica, risparmiandoci la loro presenza mentre camminiamo per strada sottobraccio con la nostra bella, prendiamo il bus o entriamo in un pub con amici.
  • Da oggi e fino a marzo milioni e milioni di esseri che insozzano il nome della razza umana con lo scempio che fanno della propria meraviglia, delle proprie possibilità e della propria vita parleranno esclusivamente fra loro e soltanto di quello che avviene nella Casa, lasciando libero il campo alla schiera delle persone degne del nome di “umani”, la quale non verrà diluita da merda-che-cammina-su-due-gambe e che potrà così confrontarsi più serenamente per migliorare la vita.
  • Da oggi e fino a marzo avremo la possibilità di ottenere la conferma che il nostro mondo sta andando a catafascio, se come sempre ci saranno davvero milioni di cittadini che passano le ore a guardare quello che un campionario accuratamente scelto di bestie televisive fa rinchiuso in una gabbia dorata – un po’ come se andassero allo zoo apposta per vedere i gibboni che copulano. Solo che invece dei gibboni ci sono gli Homines Provinorum, con abbronzature artificiali, seni posticci ed un desiderio spastico di mostrarsi all’etere tutto mentre esercitano mediocre genitalità con persone mediocri come loro.

Tutto va bene, nevvero? La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.

Giorgio Moretti,
Oceania, 26 ottobre 1984

Grande-fratello

Unico appunto… Godiamoci questi mesi. Perché a marzo i milioni di larve idiote si riverseranno per le strade. Di nuovo. E saranno proverbialmente cazzi amari per tutti.
E ricordatevi che è proprio per questo che in una società civile e complessa come la nostra non può e non deve esistere il diritto ad essere stupidi subumani privi di orizzonti: così come chi non fuma ha il diritto di non essere affumicato passivamente da tabacchi altrui, così chi vive la propria vita come persona complessa, profonda e sfaccettata guidato da sogni altruistici ha il pieno diritto a non patire la stupidità passiva che si spande come puzzo di fogna quando l’esercito dell’imbecillità dilaga per le strade.

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set 13 2009

… e a quando a quando, un elefante bianco

La giostra gira.
E mentre la giostra gira, stiamo seduti sulla panchina davanti e la guardiamo. Francamente non l’abbiamo osservata benissimo, quest’estate, l’abbiamo un po’ trascurata.
E non vediamo misteriosi lodi Bernardo che tagliano segretamente la mano destra alla Corte dei Conti.
E vediamo una crisi (da cui stiamo uscendo?) mietere posti di lavoro a migliaia lasciando operai in mezzo a una strada senza piegare nemmeno le vendite di cellulari.
Gira la giostra e assistiamo costernati al litigio di Governo e Chiesa che si rinfacciano meschinità a colpi di media come nel loro piccolo fanno davanti ai figli il marito panzone dalla canotta unta e la moglie ormai sfatta nel suo liso vestito a fiori anni ’50 che spazza via da terra i cocci dei suoi sogni.
Torna alla ribalta Feltri, con nuove motivazioni economiche, e il suo giornalismo bellicoso di distruzione di massa.
Ed ecco anche Gheddafi – su cui tutti i bambini vogliono salire – che si atteggia a dittatore d’orchestra bacchettando tutti e prende impunemente per i fondelli mezzo mondo. Ed ecco anche Gheddafi, coi sui abiti bellissimi.
Una giostra in cui insomma il Potere si sta universalmente permettendo tanto da attraversare la folla folle dovendo bisbigliare al cocchiere, Pedro, siempre adelante ma con juicio.
Ma mentre la giostra gira… a quando a quando, appare un elefante bianco.

Fini diventa di fatto il capo dell’opposizione.

fini

Sondaggio estemporaneo: voltare le spalle a una causa sbagliata è tradimento?

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P.S. Mi piace molto questa storia de “l’elefante bianco”. E’ una figura che appare in una poesia del grandissimo poeta decadente tedesco Rainer Maria Rilke, “Jardin du Luxembourg“, ambientata nell’omonimo giardino parigino. L’elefante bianco è in sostanza ciò che non ci si aspetta. L’imprevisto che scuote le tue certezze.
Credo lo inserirò come tag. Un tag molto poetico.

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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