apr 21 2010

Io non mi sento italiano

di Giorgio | in Satyricon | 1 commento

2010

Renzo “Trota” Bossi: Io non mi sento italiano.


2003

Giorgio “Signor G” Gaber: Io non mi sento italiano.

Trovate le venti differenze.

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feb 23 2010

Che succede se in una famiglia ci si accoppia con consanguinei per dieci secoli consecutivi?

di Giorgio | in Satyricon | 8 commenti

Nasce Emanuele Filiberto di Savoia.

Che va a Sanremo. E arriva secondo. Quindi, attenzione.

(In mezzo al trio, Emanuele Filiberto. Sulla destra, chiamato dal Principe per risollevare il livello della canzone, il provvido Pupo. Sulla sinistra, l’insegnante di sostegno.)

Di seguito, il testo della canzone. Questa NON è la parodia. E tutti i diritti d’autore sull’uso di questo testo appartengono a Emanuele Filiberto. Non lo dico per motivi legali, eh. Solo, mi piace puntalizzare che NON è roba mia.

Io credo sempre nel futuro,
nella giustizia e nel lavoro,
nell’equilibrio che ci unisce,
intorno alla nostra famiglia.

Io credo nelle tradizioni,
di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni,
di chi possiede poco o niente.

Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura,
di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte il mio cuore di un’Italia sola,
che oggi più serenamente si specchia in tutta la sua storia.

Sì stasera sono qui per dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.
Io non mi stancherò di dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.

Ricordo quando ero bambino,
viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo,
di stringerla fra le mie braccia.

Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare a chi ha sofferto veramente.

Sì stasera sono qui per dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.
Io non mi stancherò di dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.

Io credo ancora nel rispetto,
nell’onestà di un ideale.
Nel sogno chiuso in un cassetto,
e in un paese più normale.
Sì stasera sono qui per dire al mondo e a Dio,
Italia amore mio.

Non commenterò oltre, fare ironia adesso sarebbe come sparare ai pesci in un barile. Anche se alla finale, all’entrare del trio, metà del pubblico ha fischiato e l’altra metà ha applaudito. Alla metà che fischiava.
Se volete, commentate voi oltre.

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ott 26 2009

Grande Fratello 10 (e lode)

Oggi inizia la decima edizione de “Il Grande Fratello“. Questa è una buona notizia. Perché?
Be’, sciocchini, ve lo spiego subito.

  • Da oggi e fino a marzo quaranta persone disadatte alla vita che sognano di lavorare in televisione saranno rinchiuse e non potranno scorrazzare liberamente per il mondo appestandolo. Dove non arrivano i giudici arrivano le televisioni.
  • Da oggi e fino a marzo milioni e milioni di idioti, deficienti, cretini, ignoranti, stupidi, pettegoli subumani privi di ogni prospettiva od orizzonte buoni solo a scaldar poltrone e consumare il nostro pianeta passeranno un sacco di ore reclusi, avvinti  ad una scatola magica, risparmiandoci la loro presenza mentre camminiamo per strada sottobraccio con la nostra bella, prendiamo il bus o entriamo in un pub con amici.
  • Da oggi e fino a marzo milioni e milioni di esseri che insozzano il nome della razza umana con lo scempio che fanno della propria meraviglia, delle proprie possibilità e della propria vita parleranno esclusivamente fra loro e soltanto di quello che avviene nella Casa, lasciando libero il campo alla schiera delle persone degne del nome di “umani”, la quale non verrà diluita da merda-che-cammina-su-due-gambe e che potrà così confrontarsi più serenamente per migliorare la vita.
  • Da oggi e fino a marzo avremo la possibilità di ottenere la conferma che il nostro mondo sta andando a catafascio, se come sempre ci saranno davvero milioni di cittadini che passano le ore a guardare quello che un campionario accuratamente scelto di bestie televisive fa rinchiuso in una gabbia dorata – un po’ come se andassero allo zoo apposta per vedere i gibboni che copulano. Solo che invece dei gibboni ci sono gli Homines Provinorum, con abbronzature artificiali, seni posticci ed un desiderio spastico di mostrarsi all’etere tutto mentre esercitano mediocre genitalità con persone mediocri come loro.

Tutto va bene, nevvero? La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.

Giorgio Moretti,
Oceania, 26 ottobre 1984

Grande-fratello

Unico appunto… Godiamoci questi mesi. Perché a marzo i milioni di larve idiote si riverseranno per le strade. Di nuovo. E saranno proverbialmente cazzi amari per tutti.
E ricordatevi che è proprio per questo che in una società civile e complessa come la nostra non può e non deve esistere il diritto ad essere stupidi subumani privi di orizzonti: così come chi non fuma ha il diritto di non essere affumicato passivamente da tabacchi altrui, così chi vive la propria vita come persona complessa, profonda e sfaccettata guidato da sogni altruistici ha il pieno diritto a non patire la stupidità passiva che si spande come puzzo di fogna quando l’esercito dell’imbecillità dilaga per le strade.

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set 13 2009

… e a quando a quando, un elefante bianco

La giostra gira.
E mentre la giostra gira, stiamo seduti sulla panchina davanti e la guardiamo. Francamente non l’abbiamo osservata benissimo, quest’estate, l’abbiamo un po’ trascurata.
E non vediamo misteriosi lodi Bernardo che tagliano segretamente la mano destra alla Corte dei Conti.
E vediamo una crisi (da cui stiamo uscendo?) mietere posti di lavoro a migliaia lasciando operai in mezzo a una strada senza piegare nemmeno le vendite di cellulari.
Gira la giostra e assistiamo costernati al litigio di Governo e Chiesa che si rinfacciano meschinità a colpi di media come nel loro piccolo fanno davanti ai figli il marito panzone dalla canotta unta e la moglie ormai sfatta nel suo liso vestito a fiori anni ’50 che spazza via da terra i cocci dei suoi sogni.
Torna alla ribalta Feltri, con nuove motivazioni economiche, e il suo giornalismo bellicoso di distruzione di massa.
Ed ecco anche Gheddafi – su cui tutti i bambini vogliono salire – che si atteggia a dittatore d’orchestra bacchettando tutti e prende impunemente per i fondelli mezzo mondo. Ed ecco anche Gheddafi, coi sui abiti bellissimi.
Una giostra in cui insomma il Potere si sta universalmente permettendo tanto da attraversare la folla folle dovendo bisbigliare al cocchiere, Pedro, siempre adelante ma con juicio.
Ma mentre la giostra gira… a quando a quando, appare un elefante bianco.

Fini diventa di fatto il capo dell’opposizione.

fini

Sondaggio estemporaneo: voltare le spalle a una causa sbagliata è tradimento?

_____________________________________________

P.S. Mi piace molto questa storia de “l’elefante bianco”. E’ una figura che appare in una poesia del grandissimo poeta decadente tedesco Rainer Maria Rilke, “Jardin du Luxembourg“, ambientata nell’omonimo giardino parigino. L’elefante bianco è in sostanza ciò che non ci si aspetta. L’imprevisto che scuote le tue certezze.
Credo lo inserirò come tag. Un tag molto poetico.

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giu 30 2009

I piaceri della carne… inquinano – ovvero, le ragioni ecologiche del vegetarianesimo

Avete subito pensato: lo so, i preservativi usati sono una piaga. E invece no. Cioè, sì, forse, non so, insomma… non volevo parlare di questo, ok!? Maniaci! Mi riferivo al salame, alla salsiccia, ai prosciutti… (oh, basta con questi doppi sensi!) insomma al fatto che da McDonald a Burgy, dal Kentuky Friend Chicken al paninaro all’angolo quasi tutti noi appena mettono il musetto fuori casa mangiano esclusivamente carne. E anche a casa non sono molti quelli che si limitano. Certo, gli americani fanno ben peggio di quello che possiamo fare noi. Mangiano hamburgers e hot dogs come fossero noccioline e fanno giorni interi di barbecue.

Vero. Ma non crediate che noi scherziamo, riguardo al settore.

Da tempo avevamo invitato il brillantissimo Guido Giacomo Gattai, amico e fondatore del movimento Hyronista, a scrivere un articolo sul vegetarianesimo. Questo è quello che ci ha presentato oggi. Buon divertimento!Hyros

Jeremy Rifkin, il signore che ha scritto l’articolo che ha aperto la discussione sull’inquinamento prodotto dai “carnivori”, ha preso i suoi dati da un rapporto della FAO (che è un’organizzazione delle Nazioni Unite, cioè si parla di 119 paesi tra cui anche l’Italia).

Simpatico e frizzantino, il vecchio Jerry ci porta in un bel tunnel degli orrori con il suo articolo fulminante (26 gennaio 2007) apparso in Italia su Repubblica e in contemporanea su quasi tutta la stampa mondiale. Mi direte: 2007, è roba vecchia. Sì, ma è roba vecchia che nessuno ha ancora capito per nulla. Ma nulla nulla.

Ma facciamo una rapidissima panoramica. Tutti in carrozza, biglietto gratis per la casa del terrore ! Solo che non è un luna park e invece dei fantasmini ci sono dei bovini scorreggioni. Mi spiace. Non ce li ho messi io.

“La carne che mangiamo è oggi il principale fattore di alterazione globale del clima. [...] Se gli animali da allevamento, in special modo i bovini, producono solo il 9% dell’anidride carbonica [...] generano una percentuale maggiore di gas PIU’ NOCIVI. Come ad esempio il 65% delle emissioni di protossido d’azoto, un gas che contribuisce al riscaldamento terrestre quasi 300 volte di più del biossido di carbonio, provenienti in gran parte dal letame.” Altro esempio? “il 37% del metano, che ha un effetto 23 volte superiore a quello dell’anidride carbonica come fattore di riscaldamento del globo.”

Si abbattono foreste (“molte foreste tropicali, come per esempio l’Amazzonia, vengono abbattute per far posto ai pascoli, che stanno erodendo ovunque anche le terre coltivabili, mentre le acque dolci rimanenti nel mondo vengono contaminate dai rifiuti degli animali e dai pesticidi”) e si toglie spazio all’agricoltura che potrebbe sfamare molte persone (“il bestiame occupa attualmente il 26% della superficie terrestre non ricoperta dai ghiacci.” e “oltre un terzo delle terre coltivabili è sfruttato oggi per produrre cereali per gli animali anziché per gli uomini”) per permetterci il lusso di sgranocchiare bestie morte invece che insalatine.

Ovviamente a questo punto qualcuno dirà che senza carne non si sta bene e che i vegetariani sono tutti rachitici. Ma… è vero signor Rifkin?

“Non è così. Noi siamo infatti onnivori e come i nostri più stretti parenti, gli scimpanzé, ci siamo evoluti biologicamente mangiando soprattutto frutta fresca e verdure e solo occasionalmente carne. Sebbene questa abbia fatto parte tradizionalmente della nostra dieta, fino al XX secolo era più un piatto speciale per le feste che un alimento essenziale.”

Non mancano un po’ di proteine a un vegetariano?

“Una dieta bilanciata, basata su vegetali può fornire facilmente tutte quelle proteine di cui abbiamo bisogno per restare sani.” Certo, non è una cosa da cominciare domani con un colpo di testa, bisogna consultare un medico.

La dieta vegetariana è pericolosa?

Tutte le diete sono pericolose se non le si sanno fare e mentre quella carnivora te la insegna la mamma, di solito quella vegetariana non te la insegna nessuno. Il medico, meglio il dietologo, possono farlo benissimo e contenti come pasque di farlo. Specialmente il dietologo. Con la parcella che ti prende.

Comunque anche un buono studio individuale può bastare. E poi ci si deve sempre saper ascoltare e fermarsi quando e se si avvertono malesseri. Ripeto: non fa male in sé, semplicmente – come tutte le cose – bisogna IMPARARE a farlo.

Ma è così pericoloso il riscaldamento climatico?

Alquanto direi. Come ha dichiarato Rifkin durante il Festival della Filosofia di Modena (atti ufficiali non appunti miei) “Per la prima volta nella storia siamo a rischio estinzione. È previsto un aumento di tre gradi centigradi in questo secolo, il che significa la scomparsa da un terzo alla metà delle specie sulla terra. Certo, ci sono stati altri cinque momenti di estinzione in natura, ma sono necessari 10.000.000 di anni per recuperare le specie perdute.” e – tornando al nostro articolo – “un numero crescente di esseri viventi sta incidendo sempre di più sulla catena alimentare della Terra, con diete a base di carne, a spese dell’integrità del pianeta”.

Ma ovviamente siamo tutti troppo abituati alla nostra dieta per cambiarla. E non abbiamo mica gran che voglia di far fatica. Finisca pure il mondo sotto un calore che cresce di anno in anno fino a bollici tutti, io alla mia salsiccia non ci rinuncio. Posso capire le donne o i gay, ma gli uomini eterosessuali che fanno questo ragionamento davvero non riesco a spiegarmeli.

Ma – si sa – l’abitudine è più forte di tutto.

Mi viene in mente la famosa barzelletta della corazzata Poteomkin (si scriverà così? mah!). La corazzata Poteomkin esce di notte per un’esercitazione, con tutte le luci spente. Immaginatevi la più grossa corazzata della flotta russa, un bestione tale che il capitano invece del pesce rosso sulla scrivania tiene una boccia con due balene. A un certo punto sul radar appare un oggetto in avvicinamento a prua. Un puntino. Sembra una boa, una barchetta, al massimo un peschereccio. Il capitano, che è uomo di poche parole ma grande cuore, non vuol far male a nessuno, quindi scrollata la cenere dalla pipa e dato il magime alle balene nella boccia da ordine di mandare un messaggio all’altra imbarcazione: “voi non ci vedete, siamo a fari spenti per un’esercitazione. Ma siamo la corazzata Poteomkin e siamo sulla vostra rotta. Spostatevi”. Dopo un attimo il puntino risponde sprezzante “Spostatevi voi. E in fretta anche, se siete la corazzata Poteomkin!”. Il capitano, che è un uomo di poche parole, grande cuore ma orgoglio ancor più grande, batte un pugno spazientito sul tavolo tanto che le due balene escono e rientrano nella boccia a mo’ di delfini e fa rispondere: “Spostatevi voi! E un ordine! Siamo la corazzata Poteomkin!”. Il puntino risponde: “Fate come cazzo vi pare, io sono il guardiano del faro.
E foss’in voi con tutta quella ferraglia che avete sotto il culo comincerei a fare manova in fretta: tra due leghe sarete troppo sotto la scogliera per uscirne con la pellaccia intera”.

Devo aggiungere altro?

Grazie per il post, GGG!

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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