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	<title>To Honolulu</title>
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		<title>Dell&#8217;Onore</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 21:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lo Stato libero di Bananas (Critica)]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando qualcuno offendeva il tuo onore c&#8217;era il duello, la rappresaglia, la spedizione punitiva. Niente altro che reazioni violente. Nel nostro ordinamento, pur avendo subito delle rilevanti contrazioni (come l&#8217;abolizione del delitto d&#8217;onore), l&#8217;onore resta un valore ben protetto, specie a mezzo delle norme del secondo capo del dodicesimo titolo (&#8220;dei delitti contro la pesona&#8221;) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando qualcuno offendeva il tuo onore c&#8217;era il duello, la rappresaglia, la spedizione punitiva. Niente altro che <strong>reazioni violente</strong>. Nel nostro ordinamento, pur avendo subito delle rilevanti contrazioni (come l&#8217;abolizione del delitto d&#8217;onore), l&#8217;<strong>onore resta un valore ben protetto</strong>, specie a mezzo delle norme del secondo capo del dodicesimo titolo (&#8220;dei delitti contro la pesona&#8221;) del secondo libro del codice penale, intitolato, appunto, &#8220;dei delitti contro l&#8217;onore&#8221;. Ma come sappiamo, la difesa giudiziale di un diritto può purtroppo non essere altro che una violenza legale. <strong>Non si minacciano duelli, ma cause</strong>. Anticipo che queste riflessioni mi sono suggerite dai recenti avvenimenti relativi a Vasco Rossi e al sito Nonciclopedia, e soprattutto dal comma 29 del ddl sulle intercettazioni.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è l&#8217;onore?</strong> Reputazione, fama, sentimento personale legato al proprio intimo valore? Le definizioni possono essere tante, ma alcune sono meno precise di altre. Ad esempio, si può dire che l&#8217;onore sia dignità e rispetto?</p>
<p><strong>La dignità</strong> è il valore intrinseco e ontologico che accomuna ogni umano, che li parifica, che sancisce l&#8217;inviolabilità del suo intimo essere, espresso nelle forme dei diritti, dei doveri e delle libertà. Il diritto alla salute, al lavoro, il diritto-dovere al voto, la libertà di espressione, di pensiero e autodeterminazione sono cifre della dignità umana. Non onori.</p>
<p><strong>Il rispetto</strong> è l&#8217;intimo apprezzamento e il riguardo, la considerazione di una qualità o di un valore o di una persona: rispetto per gli anziani, per le diversità, per la pulizia delle strade, per la natura. Non onore.</p>
<p>E allora che cos&#8217;è l&#8217;onore? Ci dobbiamo <strong>rivolgere a chi dell&#8217;onore ha fatto il suo vessillo</strong>, forse, per capirlo. Magari ai cavalieri cortesi, o a Cyrano de Bergerac. Si tratta quindi della<strong> sintesi coerente di ogni altissimo valore morale</strong>, supremo faro di una vita luminosa? Per certo sarebbe bello se lo fosse, ma un simile onore ha la caratteristica di essere totalmente scollegato alla realtà sociale &#8211; e l&#8217;onore è per certo <strong>dipendentissimo dalla reputazione</strong>.<br />
Ma va ammesso, non si esaurisce nella fama esterna: può essere <strong>considerato un valore anche in sé stessi</strong>, e può essere leso in quanto tale con un&#8217;ingiuria, con un&#8217;offesa: pur se sono mal considerato dalla società, anzi un notorio fetente o coglione, chi mi denigri può ferire il mio interiorissimo e forse non compreso onore &#8211; <strong>come fossi un Don Chisciotte</strong>. Il cavaliere avrebbe lavato l&#8217;onta nel sangue, il cittadino lo fa in tribunale.<br />
Ma essendo stagionato il tempo delle crociate e delle tenzoni, e non sussistendo verosimilmente ad oggi, se non all&#8217;interno di formazioni sociali militari o istituzionali, un generalizzato senso di missione che sta alla base del suddetto tipo di onore,<strong> forse l&#8217;onore si riduce ad una generica autostima</strong>. Ho il diritto di salvaguardare la mia autostima. Anche se come diritto mi pare piuttosto povero, e si tratta più che altro di una responsabilità personale che prescinde dalle onte provenienti da fuori.</p>
<p>Circa l&#8217;onore come fama e reputazione, poteva avere un senso nelle barbare civiltà feudali giapponesi, e può avere un senso nel caso in cui qualcuno svolga <strong>ruoli che richiedano particolare affidabilità</strong> (come per i produttori alimentari, i politici) in virtù della necessità di certezza che la cittadinanza deve avere nei loro confronti. Se racconto verosimilmente che Tizio usa il ddt sulla sua insalata, è giusto che lui mi possa sconfessare istituzionalmente per tutelare il rapporto di fiducia che si è conquistato coi suoi acquirenti e non subire ingiusti danni economici. Parimenti se racconto circostanziatamente che il sindaco Caio si masturba nascosto fra i cespugli della scuola mentre osserva i bambini che giocano, è sacrosanto che lui possa scrollarsi di dosso la falsa infamia davanti agli occhi dell&#8217;intera popolazione, garantendo l&#8217;integrità in virtù della quale è stato eletto.</p>
<p>Ma elementi fondamentali sono a mio avviso la <strong>verosimiglianza e la puntualità del racconto</strong>. Se dico &#8220;Oh, ma lo sai che Tizio usa il ddt?&#8221;, lascio semplicemente tutti nella piena facoltà di fare ulteriori domande o indagini, di accogliere o rigettare la mia informazione &#8211; e come continuamente accade, <strong>ci si rimette alla fonte attendibile</strong>, una volta trovata. Insomma la mia insinuazione lascia il tempo che trova, ammesso e non concesso che l&#8217;intelligenza e la cultura delle persone permetta loro di ricercarla, quella fonte attendibile.<br />
Se invece la mia è una narrazione che porta prove e che vuole essere solida &#8211; cioè, in breve, <strong>se si sta parlando seriamente &#8211; è giusto un confronto giudiziario.</strong></p>
<p><strong>Ricapitolando</strong>, avendo scartato la rilevanza del punto di vista soggettivo (autostima) ammettendola invece in alcuni casi per quello oggettivo (reputazione), e avendo  discriminato i casi seri, verosimiglianti e circostanziati da quelli superficiali, inverosimili e vaghi, si può fare un ulteriore distinguo: l&#8217;<strong>oggettiva rilevanza o irrilevanza della reputazione.</strong></p>
<p>Se si scrive a mezzo stampa, ricostruendo una storia traviata, che l&#8217;adamantino <strong>capo della polizia</strong> &#8211; una vita sacrificata per la lotta alla criminalità &#8211; <strong>è colluso con la mafia</strong>, la di lui <strong>reputazione è rilevantissima</strong>, ed è necessario ripulire il suo nome da ogni dubbio esperendo una difesa giudiziale.<br />
Se si scrive su Nonciclopedia &#8220;<em>V. Rossi è un vecchio bavoso tossicomane che vende cocaina davanti alle scuole e deve la sua fama alla credulità di milioni di rimbambiti fatti e strafatti quanto e più di lui &#8230;. !&#8221;, </em>la di lui reputazione,<strong> essendo artista controverso</strong> sia per la qualità della sua arte che per la qualità della sua vita e del suo messaggio, <strong>è terra di nessuno</strong> su cui possono viaggiare tranquillamente le offese più bestiali come le apoteosi più adoranti. Questo perché? Perché è artista controverso che ha desiderato e ricercato il ruolo dell&#8217;artista controverso. Senza contare che il contesto, ossia Nonciclopedia, è per definizione zona franca da qualsiasi morale, e baluardo della libertà di espressione.</p>
<p>Ma fin qui stiamo già un po&#8217; più tranquilli, visto che <strong>c&#8217;è il filtro della decisione di un Giudice</strong>.</p>
<p>Con il<strong> ddl sulle intercettazioni</strong>, oltre a tentare di uccidere comodamente il mezzo supremo di indagine (sentivo il Procuratore di Torino dire: «Se ai medici dicessero: &#8220;Da domani niente radiografie? O meno radiografie?&#8221;»), il Governo Berlusconi, invece anche solo di tentare di risollevare le difficili sorti del Paese, compie l&#8217;ennesimo, insano, distruttivo gesto: <strong>chiunque, a causa di una pubblicazione sul web, si sentirà leso nella propria immagine</strong> &#8211; ossia in quello strano onore di cui abbiamo fin qui parlato &#8211; <strong>potrà richiederne la rettifica, che dovrà avvenire entro 48 ore</strong>.</p>
<p><strong>Se Cesare Battisti</strong> vede scritto su un blog (questo blog?) che è un infame terrorista, assassino abominevole, mostro ripugnante, che meriterebbe di suppurare nella sua stessa merda per due ergastoli fino a che una lenta e dolorosa morte non lo separi dal corpo, mi potrà mandare una segnalazione, ed io dovrò prontamente rettificare secondo le sue indicazioni.<br />
Ovviamente questo blog è una minuscola entità, ma immaginiamo come è che larghe e serene <strong>entità come Wikipedia potranno venire sbranate in nome della cura della propria fama</strong>. Ed è di questo che si parla, di fama, di visibilità, di immagine: il rampollo partorito dalla recente cultura televisiva (Berlusconi), l&#8217;idolo a buon mercato, di massa, spregevole in ogni sua forma, si è unito in strane e lubrificate sodomie col geriatrico Onore generando una bolgia di bizzarre e terrificanti chimere che vogliono essere intoccabili, concentrate nell&#8217;adorazione e nella sofisticazione di sé secondo le trame che i loro cervelli malformati, rugginosamente, ordiscono.</p>
<p>Nel 2011<strong> l&#8217;onore è reliquia di un passato</strong> dove vi erano classi onorabili o non onorabili, dove si difendeva vittorianamente l&#8217;orgogliosa facciata della famiglia, dove le sconfitte erano disonori da harakiri &#8211; reliquia buona per categorie ristrettissime, e <strong>rimpiazzabile con la ben migliore e più umana affidabilità.</strong><br />
Inoltre, in relazione a questo liso ma comodo valore, specie se incrociato chimericamente con la società dell&#8217;immagine, la generalizzata ed estesa minaccia di querela da parte dei famosi facoltosi, va interpretata come <strong>metadone dell&#8217;eroi(ni)co duello per lavare l&#8217;onta</strong>, con cui l&#8217;azzimato nobilastro uso alle armi, stizzito, minacciava o trafiggeva il poveruomo che non aveva mai tenuto in mano una spada per solo dire che era più grande e noto di lui. E questo, bontà sua, a nessuno ha mai fatto onore.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/10/gestaccio-vasco-rossi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3381" title="Vasco Rossi" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/10/gestaccio-vasco-rossi.jpg" alt="" width="580" height="349" /></a></p>
<p><strong>Ma attenzione: che tutto questo nero serva a ritemprare il proprio sentimento per il proprio Paese e l&#8217;entusiasmo nelle nostre azioni volte alla luce di domani, e non ad atterrarlo in una comoda e fiacca posizione disfattista.</strong></p>
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		<title>Il vero cuore del referendum</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/06/referendum_electionday.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3362" title="Referendum" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/06/referendum_electionday.jpg" alt="" width="354" height="346" /></a></strong></p>
<p>Lo sappiamo: il <strong>12 e il 13 giugno c&#8217;è il referendum</strong>, articolato in quattro quesiti. I primi <strong>due sull&#8217;acqua </strong>(il primo sull&#8217;affidamento e la gestione del servizio pubblico a privati; il secondo sulla proporzionalità del prezzo rispetto al capitale investito dal privato), il <strong>terzo sul nucleare</strong> (riguardante i nuovi progetti governativi in materia ) e il <strong>quarto sul legittimo impedimento</strong> (circa la possibilità per Premier e ministri di non comparire in tribunale nei processi che li coinvolgono).</p>
<p><strong>Le diverse posizioni</strong>, riguardo ai vari quesiti, <strong>sono ammissibilissime.</strong><br />
C&#8217;è chi vuole evitare in ogni modo che l&#8217;acqua cada in mano di privati, chi pensa che siano solo questi a poter gestire il servizio con capitali adeguati, chi pensa che l&#8217;acqua debba essere gratuita, chi pensa che il prezzo debba essere regolato in base al servizio fornito, chi reputa le centrali a fissione nucleare una terrificante follia (o un progetto obsoleto), chi le vede come unica soluzione seria e attuabile al problema energetico, chi vuole che non ci siano cittadini al di sopra della legge nemmeno nel corso del loro mandato istituzionale, chi pensa che addirittura ci sarebbe da ripristinare una generalizzata immunità parlamentare come stabilito dai Costituenti.</p>
<p>Queste però oggi si manifestano come discussioni contingenti e, paradossalmente, laterali. <strong>Il vero cuore del referendum è la vitale importanza del parteciparvi.</strong><br />
Sono sedici anni che non viene raggiunto il quorum. <strong>Sedici anni</strong>. Chi è nato il 12 giugno del &#8217;95 &#8211; e che ad oggi pensa, legge, studia, ama &#8211; non ha visto mai un quorum raggiunto. E non è che non siano stati indetti referendum importanti: ricordate nel 2005 il referendum su fecondazione assistita, ricerca sugli embrioni e fecondazione eterologa? (fatto fallire anche dai vescovi che dicevano &#8220;non andate a votare&#8221;) <strong>Più importante della procreazione e della ricerca a fini medici non so che cosa ci sia. Anzi, lo so.</strong> Ed è il motivo per cui perfino le scorie nucleari, così come il non poter fare ricerca sulle staminali, sono un problema contingente, di rilevanza secondaria.</p>
<p>L&#8217;uomo sa che non è eterno, e che <strong>il diritto alla salute trova il suo naturale limite nell&#8217;impermanenza</strong>. Ma se <strong>la nostra società</strong>, in ogni fibra del suo millenario tessuto, non avesse <strong>la certezza adamantina di essere eterna</strong>, il Diritto come lo conosciamo oggi non esisterebbe nemmeno.<br />
La delegittimazione, il fallimento puntuale e costante dell&#8217;<strong>unico strumento di democrazia diretta</strong> che abbiamo, il suo atrofizzarsi anno dopo anno, non investe soltanto questioni contingenti del momento storico particolare &#8211; dopotutto i Francesi sono sopravvissuti con le centrali nucleari, e noi senza: <strong>travolge la nostra stessa democrazia, e i</strong><strong>n un modo che forse adesso ancora ci sfugge</strong>. C&#8217;è un motivo se decine di migliaia di persone come noi, come noi, sono morte eroicamente per assicurarci di poter andare a votare a un referendum. Perché se lo lasciamo morire, se lasciamo avvizzire e inaridire il referendum, quando forse in una pagina futura della nostra storia ne avremo davvero bisogno, e <strong>sarà questione di importanza capitale</strong> &#8211; di vita o di morte dello Stato e della democrazia, forse &#8211; <strong>non sarà più percorribile</strong>. Sarà un&#8217;appendice inutile, un membro impotente, un muscolo atrofico, ridicolo e grottesco come il coccige da cui è caduta la coda, parodia di un diritto, una macchina da scrivere impolverata abbandonata da anni che quando saltano i computer si tira fuori, pregando disperatamente che funzioni.</p>
<p><strong>Non andare a votare non è un atto moralmente neutro o accettabile</strong>. Ha innanzitutto in sé la vigliaccheria del <strong>non porre sul banco le proprie idee</strong> accettando il confronto democratico &#8211; anche nel plausibile caso in cui si ritenga illegittimo un referendum a carattere tecnico: dopotutto non so quanti italiani abbiano conoscenze-base di fisica applicata alla produzione di energia, o di diritto amministrativo circa la gestione dei servizi pubblici. Ma la risposta non può essere fare abortire il referendum. Specie davanti all&#8217;argomentazione del &#8220;Se vado a votare si perde&#8221;. <strong>Il diritto-dovere di voto implica l&#8217;astenersi dall&#8217;astensionismo e da certi intrighi. Onestà intellettuale innanzi tutto.</strong> E inoltre l&#8217;effetto collaterale mortale è quello di avvelenare il referendum, ancora una volta indebolendone l&#8217;istituto. Di questo passo, davvero, resteremo senza. Ma ricordiamoci che <strong>è con un referendum che è nata la Repubblica.</strong></p>
<p>Quindi, <strong>se sentite che qualcuno non vuole andare a votare</strong>, domandategli perché. Sentite le sue argomentazioni. Poi ditegli la vostra. E se non si convince, sputategli in faccia, perché così come è <strong>intollerabile chi inquina in maniera devastante l&#8217;ambiente in cui si vive</strong>, è <strong>intollerabile chi inquina e rade al suolo gli istituti democratici che sono il nostro ambiente-Stato</strong> per delle contingenze storiche. E così come non sono solo le grandi industrie a distruggere l&#8217;ambiente, non sono solo i grandi politici a demolire la democrazia: <strong>ognuno dà il proprio piccolo contibuto al loro collasso. E ne sapremo i nomi e i cognomi.</strong></p>
<p>Spero in bene; ma se fallirà anche questo referendum, allora dovrò riscendere profondamente dentro me stesso e <strong>domandarmi se davvero, davvero, io credo che debba esistere il voto a suffragio universale.</strong></p>
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Non è un argomento semplice. Chi sostiene posizioni nette e facili, in questo caso si rivela un cretino. Per parte mia, cercherò di esse...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/11/festa-delle-forze-armate-1785.htm" title="Festa delle Forze Armate">Festa delle Forze Armate</a><br /><small>Sì, devo cercare di mitigarmi - e questa è l'occasione. Perché non esistono posizioni solide che si possano spianare a colpi di sciabola.
...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2011/10/dellonore-3376.htm" title="Dell&#8217;Onore">Dell&#8217;Onore</a><br /><small>Quando qualcuno offendeva il tuo onore c'era il duello, la rappresaglia, la spedizione punitiva. Niente altro che reazioni violente. Nel nos...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Il giorno quando tornarono le balene</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ai piedi dell'arcobaleno]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricorderò sempre col sorriso il giorno quando tornarono le balene. Si era raccolta proprio una gran folla acclamante, nell&#8217;oceano, ai lati della Corrente. Ti ricordi? Le avan-foche, e i trichechi alfieri con i pesci-trombetta che annunciavano l&#8217;arrivo delle sovrane! Che splendore, che marcia! Guizzando, saltando dentro e fuori dall&#8217;acqua arrivarono poi i delfini (li rivedi?), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricorderò sempre col sorriso <strong>il giorno quando tornarono le balene</strong>.</p>
<p>Si era raccolta proprio una gran folla acclamante, nell&#8217;oceano, ai lati della Corrente. Ti ricordi? Le avan-foche, e i trichechi alfieri con i pesci-trombetta che annunciavano l&#8217;arrivo delle sovrane! Che splendore, che marcia! Guizzando, saltando dentro e fuori dall&#8217;acqua arrivarono poi i delfini (li rivedi?), mentre alghe variopinte fluttuavano scendendo a mo&#8217; di festoni, di lenti petali rotanti che cadano a fondo rifrangendo in mille baleni i raggi filtrati del sole.<br />
E poi eccole, lentissime, le grandi sovrane di ritorno. Rimembri lo sgomitìo per portarsi in prima fila? Lontani i tempi delle acque rosse e dei fischi degli arpioni, nuotando lentamente accennano alla folla ora qua, ora là, con le ampie bocche sorridenti e gli occhi calmi, prestando anche i fanoni ai flash dei sub-fotografi (con le giacche aperte e le cravatte lenti). E che stupore, quando si levano in volo perfetto le ardite coreografie dei coloratissimi banchi di pesci corallini, fra milioni di bolle borbottanti. Che vibrìo d&#8217;emozione, e tutti sono sereni; perfino gli squali, in disparte, stanno calmi, composti, sistemandosi con la pinna il nodo stretto del farfallino bianco, e i barracuda, anche, con le scarpinne di vernice.<br />
Il corteo piega a fianco della vecchia piattaforma petrolifera, ricettacolo di vita ardita. Le piovre degli abissi, risalite per l&#8217;evento e rimesso indosso il vecchio abito delle grandi occasioni (ormai liso, con le toppe sulle otto maniche &#8211; e un po&#8217; stretto in vita, a dirla tutta), commosse, per non venir meno si appoggiano ai piloni di cemento armato ormai verdi di alghe &#8211; mentre sopra l&#8217;acqua la gazzarra degli uccelli (osservata col sopracciglio alzato dagli albatri schierati in tight) si diverte e rumoreggia con gli arnesi lasciati lì dagli umani (quasi come bambini che giochino col cappello, gli occhiali e gli effetti del gerarca nazista ritrovati nel suo studio abbandonato in fretta e fuga).<br />
Bambini, sì, a riva li puoi vedere, d&#8217;uomini, che son voluti venire per forza o passavan di lì per caso coi parenti, le bimbe che se ne stanno in acqua fino alle ginocchia, col capo dell&#8217;onda che gonfia i vestitini di lino bianco, e i bimbi che giocano a schizzarsi ormai zuppi fino ai capelli, e i pescetti piccoli ad agitarsi lì con loro, e anche da terra tutti son vòlti, tutti guardano il corteo sottomarino che si fa intuire in superficie, lo guardano con l&#8217;aria di chi, alla fine era vero, colpa ne aveva, ma se si rimedia poi tutto è bene quel che finisce bene &#8211; guardano il corteo, dico, che di mare in mare riporta le balene in ciascuna reggia che in passato fosse stata appannaggio loro, e dove, è scritto, continueranno indisturbate ad insegnare alle balenottere, che adesso avanzano con loro sottopinna, i segreti antichi del respiro, il respiro che solo le lega al cielo.<br />
E ti rammenti, sì, l&#8217;<a href="http://unaparolaalgiorno.it/significato/O/oceano.htm" target="_blank">oceano</a>? Con nuvole pacifiche all&#8217;orizzonte, deserto terribile, salato, infinito, eterno, silenzioso, piatto ma minaccioso, asilo di ogni terrore umano, che sorrideva, eh sì, che sorrideva, l&#8217;oceano, che sorrideva perché è la vita.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.serenamarangon.it/index.html" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-3341" title="Balena - disegno di Serena Marangon" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/06/balena.jpg" alt="" width="588" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Oggi è la Giornata Mondiale degli Oceani. Mi piace pensarci così.</p>
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Perché?

Be', sì, magari è un ringraziamento da spiegare. Perché tante,...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>The Big Match: Energia Nucleare VS Energie Alternative</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 18:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è un argomento semplice. Chi sostiene posizioni nette e facili, in questo caso si rivela un cretino. Per parte mia, cercherò di essere il meno cretino possibile pur chiarendo nella maniera più trasparente una posizione decisamente articolata. Il paziente è in condizioni critiche, il medico esce dalla stanza e si rivolge a voi: si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/shawn-michaels-vs-the-undertaker.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3314" title="The Big Match" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/shawn-michaels-vs-the-undertaker.jpg" alt="" width="474" height="353" /></a></p>
<p><strong>Non è un argomento semplice</strong>. Chi sostiene posizioni nette e facili, in questo caso si rivela un cretino. Per parte mia, cercherò di essere il meno cretino possibile pur chiarendo nella maniera più trasparente una posizione decisamente articolata.</p>
<blockquote><p><em>Il paziente è in condizioni critiche, il medico esce dalla stanza e si rivolge a voi: si può provare la terapia farmacologica coi nuovi farmaci sperimentali, anche se la loro efficacia non è ancora stata testata, oppure si può operare, ma è un&#8217;operazione difficile, le possibilità che ce la faccia non sono altissime. Che cosa scegliete? Voi non siete medico, non avete una cognizione piena delle scelte, eppure è un vostro caro e siete voi a dover scegliere.</em></p></blockquote>
<p>Riconducendo la metafora al nostro caso, vediamo che l&#8217;argomento è di <strong>elevatissima tecnicità</strong>, <strong>comprensibile a  fondo solo per pochissimi</strong>, eppure gli <strong>interessi correlati sono  importantissimi, generali</strong> e perciò <strong>la cittadinanza ha diritto ad  esprimersi</strong>. Questo però non significa che milioni di persone debbano scegliere alla cieca o con delle sensazioni a pelle.<br />
Andiamo allora insieme a delimitare il perimetro di queste scelte, osservandole bene.</p>
<h3>Di che &#8220;energia nucleare&#8221; si parla?</h3>
<p>Esistono <strong>molti modi</strong> per generare energia sfruttando le forze nucleari.<br />
L&#8217;energia in questione sarebbe energia ricavata da <strong>fissione nucleare</strong>. In una reazione a catena controllata, gli instabili atomi di elementi radioattivi vengono spezzati generando energia, che servirà per vaporizzare acqua che farà girare le turbine, generando, finalmente energia elettrica.<br />
In particolare, per generare questa fissione, nel reattore verrebbero usati <strong>isotopi dell&#8217;uranio e del plutonio</strong> &#8211; tanto potenti quanto pericolosi per eventuali incidenti e per le scorie che producono.</p>
<p>Si tratta del <strong>modo più in voga</strong> per sfruttare queste forze nucleari, e praticamente <strong>tutti i reattori nucleari del mondo</strong> &#8211; che siano di seconda o terza generazione &#8211; funzionano così.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/3575263476_359863776f.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3310" title="La luce azzurra nei reattori nucleari è dovuta al cosiddetto &quot;Effetto Čerenkov&quot;" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/3575263476_359863776f.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<h3>Le alternative</h3>
<p>Come dicevo, non è l&#8217;unico modo possibile per impiegare l&#8217;energia nascosta nell&#8217;infinitamente piccolo: <strong>ne esistono altri</strong>, già possibili o allo studio, enormemente più vantaggiosi. Ad esempio, abbiamo <a href="http://2honolulu.it/2010/11/uranium-is-sooo-%E2%80%98last-century%E2%80%99-3132.htm">avuto modo di parlare</a> dell&#8217;incredibile superiorità dei <strong>reattori a fissione che sfruttino il Torio</strong>, e vi invito a documentarvi sui <strong>reattori a fusione nucleare</strong> dei progetti <strong>ITER</strong> ma soprattutto <strong>IGNITOR</strong>, progetto italiano che necessita di fondi per costruire il primo reattore.</p>
<p>Ma già a questo punto sorgono degli ulteriori quesiti: alle superiori, <strong>quando il professore spiegava fisica, ero solito dormire?</strong> Alle superiori ho avuto un professore che spiegava fisica? Il programma di fisica copriva le forze nucleari? Sono stato alle superiori? Ma soprattutto, <strong>ho avuto la curiosità di informarmi?</strong> Perché già qui la problematica si impone: <strong>per capire è necessario sapere</strong>.<br />
Non posso gridare un generalizzato &#8220;No al Nucleare&#8221; se non so che differenza c&#8217;è fra fissione e fusione: questo perché la seconda è del tutto priva dei rischi della prima ed è capace di generare un&#8217;energia ancora superiore, ma se il no è generalizzato, io tarpo le ali anche a lei; e non solo. Perfino se le tecnologie di fissione, come nel caso del Torio, fanno diventare accettabile il costo in scorie e rischi, io devo scendere a patti e approvare questa produzione di energia.</p>
<h3>Le non alternative</h3>
<p>Anche se Beppe Grillo potrà latrare diversamente, l&#8217;energia solare &#8211; con la tecnologia attuale, s&#8217;intende &#8211; <strong>non è un&#8217;alternativa</strong>. O meglio, è ottima e sacrosanta per riscaldare l&#8217;acqua e la casa, ma per certo non può far scoccare cinquecento tonnellate di treno a trecento chilometri orari o alimentare lunghe file di altiforni o fare andare delle automobili.<br />
Il problema è la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Potenza_%28fisica%29" target="_blank"><strong>Potenza</strong></a>. In altre parole, per questi fini una <strong>grande quantità di energia deve essere fornita in un lasso di tempo breve</strong> &#8211; e il solare non è in grado di fornirla.</p>
<blockquote><p><em>Se la mia tabella di allenamento prevede che io faccia una serie di cinquanta flessioni, non va bene lo stesso se faccio una flessione ogni venti minuti.</em></p></blockquote>
<p>Non è in grado di fornirla a meno di <strong>immagazzinare chimicamente questa energia</strong>, accumulandola e rilasciandola tutta insieme: questo con una pila o strappando l&#8217;idrogeno dall&#8217;acqua. Ma tutto ciò è altamente inefficiente, le pile sono molto inquinanti e le bombole di idrogeno sono delle bombe che non si possono far gestire ai privati cittadini.<br />
Stesso dicasi per l&#8217;energia eolica, con alcune <strong>felici eccezioni come il progetto <a href="http://kitegen.com/">KiteGen</a></strong>, ancora da valutare circa la fragilità e l&#8217;aleatorietà della produzione di energia, ma che parrebbe capace di generare potenze notevoli.</p>
<p>Non alternativa è anche proseguire come stiamo facendo, a <strong>generare energia bruciando combustibili fossili</strong>. Sarebbe bello un (impossibile) referendum anche per questo.</p>
<h3>Chi si adegua è già in ritardo<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/picture.gif"><img class="alignright size-full wp-image-3311" title="Mr. Burns" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/picture.gif" alt="" width="219" height="271" /></a></h3>
<p>Comprendo ma <strong>non voglio accettare la sfiducia nei confronti degli Italiani.</strong> Non voglio accettare l&#8217;idea del &#8220;<em>non sappiamo gestire i rifiuti normali, figuriamoci quelli radioattivi</em>&#8221; e del &#8220;<em>finirà tutto in mano alla mafia</em>&#8221; &#8211; forse per ottimismo, forse per ingenuità, forse perché trovo intellettualmente disonesto malgiudicare a scatola chiusa, forse perché se così deve essere Scampia sarà già piena di cantine stipate di fusti radioattivi anche senza avere delle centrali italiane. <strong>Né voglio farmi prendere dal terrore per gli incidenti nucleari</strong>: le centrali di terza generazione hanno apparati di sicurezza davvero imponenti, e sinceramente sarei contento se ce ne fosse una vicino a casa mia. La facoltà di Fisica garantirebbe un futuro.</p>
<p>Il mio è un <strong>discorso radicalmente diverso</strong>.<br />
<strong>Inseguiamo in ultima posizione</strong> una tecnologia che certi Stati usano per produrre energia <strong>da sessant&#8217;anni</strong>. Raffinata, per carità, ma sempre quella. Dire che sulla corsa al nucleare civile siamo in ritardo è un eufemismo. E da decenni patiamo una costante fame di energia. Forse il <strong>referendum dell&#8217; &#8217;87</strong> ha deliberato bene e con coraggio; forse è stato una craniata clamorosa. Ma se c&#8217;è qualcosa di cui sono persuaso è che la scelta più saggia, per noi, oggi, sarebbe <strong>un colpo di coda</strong> capace di farci arrivare per primi alle <strong>nuove tecnologie della fusione nucleare</strong>, che sono lì, reali, a portata di mano; o quantomeno avere il cuore e la saggezza di uscire dal seminato <strong>abbracciando le tecnologie alternative del nucleare</strong> che per futili motivi sono state trascurate.<br />
E non valga a troppo l&#8217;argomentazione &#8220;se sono state trascurate un motivo c&#8217;è&#8221;: vi basti abbassare lo sguardo per osservare <strong>una tastiera <em>qwerty</em></strong> il cui ordine delle lettere è stato brevettato nel 1873 per evitare che i martelletti delle prime macchine da scrivere si inceppassero battendo spesso caratteri adiacenti, non certo perché è il più razionale &#8211; eppure mantenuto nonostante tutte le rivoluzioni da centoquarant&#8217;anni a questa parte.</p>
<p>Il quesito referendario è strutturalmente zoppo, mal posto.<br />
Il mio timore è che l&#8217;esito abrogativo <strong>cristallizzi anche altri fronti del nucleare in Italia</strong>, e sedimenti una coscienza collettiva tanto orba quanto salda <strong>riassumibile in un generico &#8220;No al nucleare&#8221;</strong>, fermo restando che costruire le centrali in programma sarebbe <strong>un piano ritardatario ed antieconomico, che va bloccato</strong>.<br />
Il quesito referendario è strutturalmente zoppo, mal posto, perché oggi, oltre a negare, è assolutamente necessario affermare, e quindi <strong>pronunciare il proprio sì al nucleare &#8211; a quello giusto, a quello migliore. </strong>Ma questo è possibile <strong>solo propositivamente</strong>, e oltre a promuovere a proposito una cultura del discernimento, per il privato cittadino è difficile appoggiare grandi progetti innovativi di ricerca &#8211; se non con <strong>donazioni personali, cinque per mille, lettere ai giornali e ai politici</strong> e via dicendo.<br />
Badate bene, strade che <strong>paiono modeste ma categoricamente da percorrere</strong>.</p>
<p><strong>Nota personale</strong>: visto come lavora, a questo governo non affiderei nemmeno la costruzione di un castello di sabbia da fare col secchio &#8211; figuriamoci una centrale a fissione.</p>
<p><strong>Nota filosofica</strong>: ho domandato al professor Luigi Lombardi Vallauri che cosa ne pensasse di questo referendum sul nucleare. Sospeso il giudizio non sentendosi tecnicamente pronto per esprimersi (pur dicendosi, &#8220;a pelle&#8221;, contrario a queste centrali), ha aggiunto: &#8220;<strong><em>Siamo veramente sicuri di voler dare all&#8217;umanità energia infinita?</em></strong>&#8220;</p>
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A venticinque anni da che la salma del celeberrimo conduttore televisivo Mike Bongiorno è stata trafugata - inizio della misteriosa seri...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>La donna la donna la donna&#8230; ma il cinema?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 21:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un periodo di gran fermento, sul fronte femminile: le donne sono risolute. Esigono un cambiamento della propria immagine nella società, ripulendola dalla mercificazione, dall&#8217;indegna situazione di squallore morale in cui è costretta o attirata, da un&#8217;inferiorità di fatto che colpevolmente ne danneggia le virtù e ne frustra le aspirazioni. Come siamo lontani da &#8220;L&#8217;eterno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un periodo di gran fermento, sul fronte femminile: <strong>le donne sono risolute</strong>. Esigono un cambiamento della propria immagine nella società, ripulendola dalla mercificazione, dall&#8217;indegna situazione di squallore morale in cui è costretta o attirata, da un&#8217;inferiorità di fatto che colpevolmente ne danneggia le virtù e ne frustra le aspirazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/manifestazione_donne_13feb2011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3291" title="Manifestazione 13 febbraio" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/manifestazione_donne_13feb2011.jpg" alt="" width="512" height="342" /></a></p>
<p>Come siamo lontani da &#8220;<em>L&#8217;eterno femminino che sempre ci eleva</em>&#8221; del Faust di Goethe!</p>
<p><strong>Ciononostante, al solito, voglio essere estremamente critico, e perdonerete le provocazioni &#8211; se vi sembreranno tali.</strong></p>
<p>Cambiare il purtroppo verissimo cliché dell&#8217;uomo che davanti alle poppe perde la testa e che tratta la donna come un insieme non omogeneo di seni, natiche, labbra e cosce <strong>è responsabilità dell&#8217;uomo</strong>. Come umano di sesso maschile, trovo assolutamente necessario risollevare il mio sesso dalla barbarie intellettuale e sessual-istintuale in cui cade in relazione alla donna. Insomma, il professore che all&#8217;esame di una ragazza discorre col suo <em>decoltée </em>mi imbarazza &#8211; e la trovo una problematica di genere, non un banale e singolare caso di favoritismo. Infatti allo stesso modo sono terribili le migliaia di casi analoghi in cui l&#8217;uomo cede all&#8217;abbrutimento.<br />
Questo per sottolineare come <strong>il problema sia bilaterale</strong>, per un animo sensibile.</p>
<p>Ad ogni modo temo che la donna, <strong>pur con le imponenti manifestazioni e il diffuso odore di mimosa non riuscirà ad ottenere risultati apprezzabili su questa via</strong> a meno di una presa di consapevolezza più ampia che ha come tappa fondamentale <strong>il modello</strong>.<br />
Mi spiego meglio.</p>
<p><strong><em>&#8220;Verba docent, exempla trahunt</em><em>&#8220;</em></strong> dicevano i latini. Le parole insegnano, gli esempi trascinano.<br />
Tutti sappiamo che la donna non ha da esser mercificata (orrendo aggettivo molto <em>à la page</em>), che le sue realizzazioni personali non possono essere umiliate, che sono tutte indignate e via dicendo. Ma <strong>che cosa vedo se mi guardo intorno? </strong>Niente polemica, si parte dall&#8217;osservazione.</p>
<p>Nella mia quotidianità, specie universitaria, vedo un gran numero di donne, di ragazze che invece <strong>cavalcano la realtà dei fatti </strong>- sordida onda &#8211; vivendo in maniera succube ogni aspetto della propria vita, dalla professione ai sentimenti, <strong>liete di un&#8217;esistenza deresponsabilizzata</strong>. Come fanno anche gli uomini, ma per motivi diversi. E ci parlo, e resto agghiacciato.<br />
Uomini e donne <strong>apprendono gli uni dalle altre come comportarsi reciprocamente</strong>, quindi come stupirsi, mi domando, se i miei coetanei trattano le donne come rumorose suppellettili necessarie a certi svaghi? Certo, mi stupisco perché questi miei coetanei dimostrano un intelletto profondo come un graffio, e sono costernato che le loro decisioni siano assunte collegialmente da gonadi e pene. Ma <strong>quale di queste donne che vedo vuole essere un modello?</strong> E come è possibile che l&#8217;immaginario di queste persone indugi con tanta intensa voluttà e innocenza su <em>Colazione da Tiffany</em>? Non scordiamoci che <strong>la Hepburn vi interpreta una puttana che fa la puttana per fare la bella vita. E&#8217; Ruby Rubacuori</strong>: e non scordiamo che le sex symbol sono, appunto, solo sex symbol. Ma proprio qui volevo arrivare.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/audrey_hepburn_gallery__563x4000-600x400.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3292" title="Audrey Hepburn fa il bunga bunga" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/audrey_hepburn_gallery__563x4000-600x400.jpg" alt="" width="563" height="400" /></a></p>
<p>I modelli che ci danno <strong>i media sappiamo che sono marci</strong> fino al midollo. Qualche giorno fa dondolavo l&#8217;amaca del mio pensiero sul perché <strong>le pubblicità per i reggiseni push-up siano fatte a misura d&#8217;uomo</strong> &#8211; e ciò a cui giungevo non mi piaceva. <strong>Ma l&#8217;arte?</strong></p>
<p>Nell&#8217;arte &#8211; che sia teatrale, figurativa, letteraria ma soprattutto cinematografica &#8211; perché non si selezionano i modelli adatti a portare avanti una nuova idea di donna, un ruolo femminile della vita concreta <strong>che non sia d&#8217;oggetto né di parodia dell&#8217;uomo?</strong> Un ruolo in cui veramente le masse femminili possano ritrovarsi, cui possano ispirarsi per una nuova libertà, per una nuova, piena realizzazione, e da cui gli uomini possano trarre delle conclusioni mature su come è che si debbano comportare?</p>
<p>Vedevo il celebratissimo &#8220;<em><strong>Il cigno nero</strong></em>&#8220;. Oscar alla migliore attrice, Natalie Portman. Un film in cui la donna &#8211; ogni donna del film &#8211; è presentata come un&#8217;entità assolutamente instabile, incapace di vivere i propri sentimenti in maniera matura, preda di un disagio strutturale che la porta invariabilmente a manie di controllo, psicosi gravi o promiscuità da meretricio gratuito, che gravita attorno a un personaggio maschile che abusa (non solo moralmente) di lei e di cui lei comunque deve ricercare l&#8217;approvazione.<br />
<strong>Se l&#8217;oscar di migliore attrice va a questo ruolo, butta male. </strong>A prescindere dall&#8217;attrice, che mi piace anche e che stimo.</p>
<p>Io credo che la rivoluzione non possa prescindere da una <strong>selezione artistica dei modelli</strong>. Modelli da cercare e promuovere per essere a propria volta modelli, per essere esempi trainanti. La donna sensibile che voglia sensibilizzare <strong>non credo possa prescindere dal leggere e prestare e regalare i libri di Amado, della Allende</strong>.</p>
<p>Al solito io <strong>temo molto più il sotterraneo del palese</strong>. Mentre il palese è facile disinnescarlo, e quindi le pubblicità e il bunga bunga a mio avviso non rappresentano una minaccia così concreta, il sotterraneo universalmente ritenuto innocuo, o entrato nella cultura generale è pericolosissimo, e vero ostacolo alle affermazioni nuove della donna.</p>
<p>Finché si penserà che è normale per una bella ragazza <strong>alzare un po&#8217; di quattrini facendo la ragazza-immagine</strong> piroettando a culo scoperto perché pecunia non olet, niente cambierà. Finché si penserà che <strong>le sex symbol sono simboli di femminilità a cui rifarsi,</strong> niente cambierà. Finché si penserà che dopotutto <strong>un esercizio di potere legato al sesso in certi casi è accettabile</strong>, niente cambierà.</p>
<p>Uomini e donne sono indissolubilmente legati: <strong>la cultura maschile è specchio di quella femminile e viceversa</strong>. La responsabilità del cambiamento è di entrambi. E ciascuno deve pensare al massimo che può fare per coltivare concretamente una cultura nuova.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/unicorn-sex1-1-499x303.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-3295" title="Questa mi piaceva troppo per non metterla" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/unicorn-sex1-1-499x303.gif" alt="" width="499" height="303" /></a></p>
<p><strong>Buona festa della donna.</strong></p>
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