Perché?

Perché questo blog?

Un blog in due. Strano, no? Normalmente i blog sono argomentativi, in buona parte diari personali – più o meno noiosi.
Però… in due non manca mai la motivazione, non passa la voglia e non si perde il confronto diretto, che anzi diventa il motore primo dell’intero processo creativo.

Scrivere su questo blog è sempre stato una cosa seria, anche se spesso scriviamo ironicamente. E’ un modo unico per approfondire e ragionare di quegli argomenti che troppo spesso ci facciamo scivolare addosso. Sapete, è  proprio vero che non sai cosa stai pensando finché non lo hai scritto. E il bello della scrittura è che le parole vengono fuori a mano a mano che vai avanti.

“It’s like driving a car at night. You never see further than your headlights, but you can make the whole trip that way.”  (E. L. Doctorow)

Il che è vero per lo scrivere, per il creare, ma anche per la vita stessa: per questo è diventato il motto del blog. Non importa se non riesci a vedere fino in fondo la tua strada, ti basta vedere quel tanto che basta per continuare ad andare nel verso giusto: si può guidare anche senza una meta precisa. Dopotutto, chi può dire con certezza che raggiungerà un certo obiettivo? La strada che via via emerge nella luce dei fari è sempre una sorpresa, e ti può portare a conclusioni che nemmeno ti eri immaginato.

Scrivendo scopri di più su te stesso, e così riesci a tirare fuori ciò su cui ti è capitato di soffermarti, e a condividerlo con gli altri – con tutti quelli che leggono. Con voi. Ed è questa la cosa più bella: schiudere orizzonti – senza superbia; invitare ad una riflessione laterale e alternativa sotto il sole pacifico di un relativismo dialogico; riuscire ad aiutare qualcuno che provava quel tuo stesso sentimento ma non riusciva a spiegarselo; ammettere e sostenere che non c’è verità al di fuori della comunione e della gioia. E allo stesso tempo avere un riscontro da chi ha tratto giovamento dalla lettura del post, oppure ha imparato qualcosa da sé e per sé, da chi si è trovato totalmente in disaccordo con quanto abbiamo detto o semplicemente si è divertito: questa è una soddisfazione colossale. Sempre per gli stessi motivi sono molto ben accetti commenti che aggiungano la propria esperienza alla nostra.
E non fermatevi qui. Se presso di voi avremmo avuto una parte del merito di una qualsiasi riflessione vi siate trovati in testa, a vostra volta condividetela con chi vi sta a cuore; non farlo sarebbe una grossa mancanza – innanzitutto verso voi stessi.

Dulcis in fundo, ci sono due proposte per il futuro.
Ti interessano le cose che scriviamo? Senti di voler aggiungere qualcosa o trattare un argomento che ti sta particolarmente a cuore? Allora scrivilo e lo pubblicheremo volentieri direttamente sul blog come guest post!
Oppure potresti voler leggere qualcosa o sfidare la nostra opinione su un argomento che non abbiamo trattato: segnalacelo e lo tratteremo con piacere.

Hanno già collaborato con noi (e qui trovate l’elenco dei guest post):

  • Eleonora Bressi (illustrazioni)
  • Guido Giacomo Gattai (post)
  • Nicole Zacco (post)
  • Tiziano Vignolini (post e illustrazioni)
  • Benjamin Sidney (post)
  • David Caratelli (post)

Contiamo anche sul tuo contributo per aiutare a migliorarci tutti quanti.
Puoi contattarci all’indirizzo di posta mail [at] 2honolulu [punto] it

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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