mag
26
2009
Che sia invenzione o no, non mi interessa: il pensiero sciupa la Bellezza.
A voi, un estratto della lettera al Presidente degli Stati uniti Pierce scritta dal pellerossa Capo Seattle, nell’Anno Domini 1854. Qui, la versione integrale in inglese.

Il Grande Capo di Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra. Il Grande Capo ci manda anche parole di amicizia e di buona volontà, e questo è gentile da parte sua, visto che ha ben poco bisogno della nostra amicizia. Prenderemo in considerazione la proposta perché sappiamo che, se non vendiamo la terra, l’uomo bianco potrebbe prendersela con il fucile.
Ma come si possono comprare il cielo e il calore della terra? Per noi è un’ idea strana. Se non possediamo la freschezza dell’aria e lo scintillio dell’acqua, come è che voi potete acquistarli? Leggi tutto…
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mag
18
2009
Questo è un ermellino. Che carino, nevvero?
Questi sono i magistrati della Corte di Cassazione (non fate caso al cartello, anche fra i giudici c’è sempre qualche bontempone in vena di burle).
Questi sono i soliti magistrati della Corte di Cassazione con gli abiti rifiniti con l’animaletto di cui sopra.
Io non mi definisco propriamente animalista. Sono vegetariano, come studente di giurisprudenza appartengo ad una corrente che vorrebbe riconisciuti certi tipi di diritti agli animali, ma io stesso ho diversi capi (fra cui scarpe) di pelle, e dei cappotti rifiniti con pelliccia – anche uno shearling. A mia difesa dico però che i cappotti in pelliccia che ho sono tutti capi vintage o comunque molto vecchi, creati con pelli di animali uccisi minimo minimo quarant’anni prima che io nascessi – e quindi non alimento direttamente l’industria delle pelli. Capisco però le ragioni per cui la mia sia una posizione che gli animalisti duri e puri non possono condividere.
Comunque, vedere le massime cariche della giustizia ordinaria italiana che sfilano con degli ermellini addosso mi fa un certo effetto. Perché? Be’, non tanto per la pelliccia in sé, ma perché leva loro neutralità, essendo un simbolo di potere stagionato, da ancient régime, che rappresenta di riflesso tutta una serie di posizioni – condivisibili o meno, ma posizioni nette, anyway – nell’ambito dei rapporti con gli animali.
Oltretutto la caccia all’ermellino è particolarmente subdola – aggettivo che non si confà alla Suprema Corte -, in quanto il candido manto (candido solo d’inverno) non deve essere rovinato dalle trappole tradizionali. Quindi si provvede ad ingrassare delle sbarre metalliche piantandole nella neve, l’ermellino si avvicina, lecca il grasso, la lingua gli resta attaccata al metallo gelido e non può più liberarsi. Poi, quando è già mezzo congelato – provate voi a stare a bocca aperta per ore con 10/20 gradi sotto zero - arriva il cacciatore che gentilmente lo passa a miglior vita.
Ma adesso, facciamo un gioco!
Costui è il Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione, il rispettabile Vincenzo Carbone. Di quanti ermellini sono composte le splendide rifiniture della sua toga? Indovinate!
(Pss! Vi do un piccolo indizio. La punta della coda di ogni ermellino è nera.)
Prossimamente, intervista a un ermellino determinato ad entrare fra i giudici di Cassazione – in un modo o nell’altro.
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gen
19
2009
Ho visto il TG5. (Kyrie, eleison)
Dopo la soddisfazione di un buon numero di notizie circa assassinii cruenti – annunciate dalla presentatrice non senza un’ammiccante voluttà da leccata di labbra e capezzolo indurito – dopo queste notizie, dicevo, il telegiornale nazionale ha deciso di dare spazio alla pubblicizzazione della novità che da sempre attendevo con trepidazione disumana, l’unica capace davvero di migliorare la qualità della mia vita, e della vita di tanta gente, nel luminoso trionfo dell’amore per gli animali: l’oroscopo per i nostri amici a quattro zampe.

Eugene Delacroix, "La libertà che guida il popolo" (1830). A dir poco visionario, per il tempo in cui fu dipinto.
Perché sapete, così come noi siamo influenzati nel carattere e nell’umore dalle fusioni nucleari delle fornaci siderali poste a decine di migliaia di anni-luce da noi, così lo sono anche gli animali domestici che con noi vivono. Oh, sì. Quindi, se Fido vi ha cacato sul tappeto persiano, probabilmente è perché la Luna, in quadratura con Saturno, gli ha ispirato un moto di ribellione viscerale.
Che fare allora? Be’, ma chiaro. Innanzitutto non mancate di spendere diverse decine d’aurei euri in almanacchi astrologici periodici che vi squadernino il futuro di Fuffi e Rex (badate, l’oroscopo è diverso da specie a specie, perché così se avete animali diversi dovete comprare più settimanali e spendere di più le stelle influenzano specie diverse in modi diversi). In secondo luogo, date loro la siderale dignità di un consulente astrologico tutto per loro e – se proprio volete viziare questi nostri piccoli amici – di un veggente che possa predire tanto i moti dell’animo di Minù quanto le sue eventuali cadute dal quinto piano – che voi non sarete in grado di evitare perché starete cercando di sfuggire al padrone di casa che batte cassa per i sei mesi di affitto arretrato.
Mmm. Mi vengono in mente delle reminiscenze del liceo. Ora, c’era un poeta latino… Discrazio, Nescafazio, Proctopretermazio… No, il nome doveva essere più breve, non me ne rammento, ma in un componimento delle sue Odi (I, 11 se non ricordo male) diceva qualcosa tipo: “... nec Babylonios temptaris numeros“, cioè “non ti curare degli oroscopi babilonesi”. E’ una poesia piuttosto conosciuta, sapete? E la citano molto spesso molto inconsapevolmente proprio gli entusiasti delle oroscopate. Forse senza saperlo l’avete presente anche voi per “… sapias vina liques, et spatio brevi spem longam resces” (“sii saggia, filtra il vino e ridimensiona la lunga speranza in un tempo breve”) o magari – forse – per “carpe diem, quam minimum credula postero” (“cogli l’attimo, confidando il meno possibile nel domani”). La citano – dicevo – gli entusiasti degli oroscopi, per sottolineare la mutevolezza delle stelle e delle loro influenze. Purtroppo non sanno che questa poesia nasce anche per demolire le loro superstizioni convinzioni. Come sono stupidini…
Orazio, ecco come si chiamava il poeta. Orazio.
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