E’ autunno!
Delle quattro stagioni l’autunno è probabilmente la più sottovalutata. Dell’inverno ci piace freddo, la neve, la montagna; in estate c’è il sole e fa caldo, si va al mare; oh, la primavera, così romantica, è tutto in fiore. E l’autunno? Beh, diciamocelo, non succede granché. Fa un po’ caldo e un po’ freddo, non si sa mai bene come vestirsi, le giornate si accorciano, insomma che tristezza!
Ma provando a guardarlo con altri occhi ci accorgiamo che l’autunno è un ingranaggio fondamentale nel ciclo delle stagioni: è quella che prepara la natura al riposo. Dopo le dure fatiche di primavera ed estate, le piante iniziano a rilassarsi, a riprendere fiato. Sono pronte a lasciarsi completamente andare, il rimanere nude non è un problema, ma anzi permette loro di risbocciare più forti che mai a marzo. Certo, non possiamo andare né al mare né in montagna, ma vogliamo davvero tutto a nostro vantaggio? Eh no, non si può vincere sempre. Dopotutto, siamo solo ospiti su questa Terra.
E l’autunno ogni anno bussa anche alla nostra porta, solitamente sotto forma di malattia, e se lo fa c’è un motivo. Invece di respingerlo, proviamo ad accoglierlo: anche noi dobbiamo riposarci, se vogliamo avere una bella primavera. Non è indispensabile essere sempre al massimo dell’efficienza.
Ogni anno l’autunno ci regala una piccola magia, che però come ogni cosa bella va saputa cogliere prima che l’incantesimo si spezzi. Invisibili pennelli e secchielli di colore iniziano a tingere di giallo, di rosso e di rosa tutto quello che era verde. E’ il gran finale dello spettacolo della natura, tanto bello quanto effimero, che finirà presto col calare del sipario della pioggia. E allora questo fine settimana fatevi un favore finché è possibile godere di questo spettacolo. Prendete un amico, un parente, il cane, e andate a farvi una bella passeggiata in un bosco. Se ancora non lo avete fatto, lasciatevi rapire per qualche ora dalla magia di questa splendida stagione. E’ un consiglio che vale davvero la pena di accettare. E poi fatemi sapere com’è.
Massimo, in diretta da sotto una quercia.



