dic 31 2009

Un inizio senza fine

Le cose iniziano, non finiscono.
Curioso capirlo alla fine dell’ultimo anno della decade. Ma è così. Le cose iniziano, non finiscono.

Quello che accade non cesserà mai di influenzare la nostra vita; lascerà impronte, ci porterà costantemente a cambiamenti perpetui per agevolarlo, o arginarlo. Cosicché ogni attimo ha il peso di un tassello indelebile della nostra storia, nel bene e nel male. E questo non va dimenticato.

Le finte fini che concepiamo -in realtà passaggi- ci sono solo utili per guardarci indietro con presenza di spirito. Ed ecco che ci voltiamo, e… Oh. Non ci dilungheremo su che cosa vediamo, c’è solo la via che con le nostre forze abbiamo battuto, ora con entusiasmo, ora con pigrizia, ora con tristezza, ora con compassione, ora con energia e gioia sfrenata, come per tutti – un anno comunque memorabile, di profondi cambiamenti. E se guardiamo ancora più lontano, verso dove sfuma l’orizzonte, vediamo tutto il decennio, la nostra adolescenza, il nostro forgiarci lento in persone, il nostro mettere ali. Persone che prima c’erano e se ne sono andate, persone che prima non c’erano e che ora affondano le loro radici nella nostra vita.

Il prossimo anno è lusinghiero, se avete gli occhi giusti. Anche il prossimo decennio lo è – informe, enorme di promesse. E questo perché è il nostro domani. E il domani, se è vero che ne siamo i fabbri, non può che essere così.
Vi auguriamo di riuscire a piegare il vostro 2010 nel gioiello che desiderate farne.

Adesso scappiamo, abbiamo una macchina piena di alcolici, un sacco di musica e di compagnia che ci aspetta e un brindisi lungo dieci anni da fare.
Verso Itaca.

Massimo & Giorgio

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dic 30 2008

Farewell, 2008!

Noi, Massimo e Giorgio, siamo in partenza per una rumorosa parentesi capodannesca in mezzo ai lupi (con cui – bontà loro – balleremo), e torneremo il 2 gennaio. Non sappiamo come sia stato il vostro 2008, ma vi auguriamo di tutto cuore il 2009 che vi meritate.

Ah, un ultimo appunto. Gli auguri che abbiamo ricevuto per un buon 2008 hanno funzionato relativamente bene.

Questa volta fateci avere anche una buona quantità di soldi e alcolici e l’anno domini 2009 sarà assolutamente memorabile.

Alba

M & G

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nov 25 2008

Un attimo di spensieratezza

Matt creava videogames, proprio come aveva sognato sin da piccolo, finchè un giorno si accorse che poteva esserci qualcosa di più interessante da fare nella vita. Lasciò dunque il suo lavoro e iniziò a viaggiare. Durante un viaggio un suo amico gli chiese per gioco di fare il “suo balletto” per filmarlo. Quel video finì su Youtube e ben presto Matt diventò popolare tra i navigatori come “il tipo che balla su internet”.

Poi qualcuno coi soldi lo contattò, proponendoglisi come sponsor per un altro video in giro per il mondo. Sei mesi, tutto pagato. Chi se lo sarebbe fatto scappare?

Ormai tutti avrete visto questo video, ma è sempre bello vederlo un’altra volta.

Where the hell is Matt?

[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=zlfKdbWwruY]

All’inizio colpiscono i paesaggi da cartolina nei quali è immerso, poi la splendida musica sale e diventa  davvero emozionante quando folle di persone si mettono a ballare con lui.

Davvero mozzafiato, decine, centinaia di persone che non si conoscono, si trovano li per caso e ballano insieme a Matt. Tutti insieme per un fine inutile. Ma inutile nel senso che dopo una cosa del genere non si può fare altro. E’ il massimo. Il significato più puro di felicità e spensieratezza, di collaborazione e divertimento. La speranza che ti fa mettere da parte i tuoi problemi per qualche istante, ti fa dimenticare di essere povero. Ti sazia. Ti fa riassaporare la gioia di vivere. E guardando questo video si ha un’overdose di queste sensazioni, non si può fare a meno di piangere lacrime di felicità.

Perlomeno a me suscita queste sensazioni. Magari per altri è soltanto il tipo che balla su internet… Voi cosa ne pensate?

Per saperne di più potete visitare il sito di Matt, WhereTheHellIsMatt.com dove trovate diverse cose carine.

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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