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	<title>To Honolulu &#187; Barbarie</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Legge-libera-caccia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 19:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro beneamato Parlamento ha approvato la deregolamentazione della caccia. Da oggi esiste quindi una legge che prevede la sostituzione della regolamentazione nazionale della caccia con una disciplina regionale. Chiaramente molto più libera e smaliziata. Ma adesso, lasciatemi dire due parole in generale&#8230; Un tempo si cacciava per sopravvivere. Poi si è iniziato a cacciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro beneamato Parlamento ha approvato la deregolamentazione della caccia. Da oggi esiste quindi una legge che prevede la sostituzione della regolamentazione nazionale della caccia con una disciplina regionale. Chiaramente molto più libera e smaliziata. Ma adesso, lasciatemi dire due parole in generale&#8230;</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/CZ-1535.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2202" title="Lampadario di corna" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/CZ-1535.jpg" alt="" width="373" height="500" /></a></p>
<p>Un tempo si cacciava per sopravvivere. Poi si è iniziato a cacciare per -ehm- divertimento (o per questioni di arredamento, come potete vedere sopra). Attualmente, poi, fra i motivi della caccia c&#8217;è la necessità di mantenere un equilibrio fra le popolazioni del regno naturale.<br />
Ma nel ventunesimo secolo, chi è il nuovo cacciatore?</p>
<p>Il nuovo cacciatore (<em>neo-venator carabina</em>) è un uomo di estrazione sociale variabile, di età variabilissima ma con alcune caratteristiche fisse.</p>
<ul>
<li>Ha il pene piccolo. Compensa con la colossale mole del suo fucile, capace di disintegrare un toro in coriandoli da duecento metri.</li>
<li>Ha una vita vuota. Infatti non ha altri hobby e può permettersi di passare giornate intere a rincorrere animali enormemente più furbi di lui finché non riesce ad abbatterli solo con una superiore potenza di fuoco. (Odia i fagiani perché da piccolo lo battevano sempre a scacchi.)</li>
<li>Pensa di avere un ottimo rapporto con la natura. In realtà non conosce il valore della vita animale né vegetale. Che distrugge ad libitum. Millanta di sapersi muovere invisibile e silenzioso fra gli sterpi e i cespugli, ma assomiglia ad un trattore degli anni &#8217;50 e respira come una motosega.</li>
<li>In casa ha un arsenale di carabine doppiette cannemozze da far paura a Provenzano. Esposte in salotto. Spesso quei curiosoni dei figli tredicenni ridipingono le pareti con le proprie cervella o con quelle dei fratelli.</li>
<li>Ha un sacco di amici zoppi o feriti e un paio di processi pendenti per omicidio colposo. Ma diavolo, non è mica colpa sua se le persone nel bosco si muovono come cinghiali.</li>
</ul>
<p>Io non voglio negare che la caccia abbia un suo perché. Può essere esercitata con molti spiriti diversi. Può essere strumento, doloroso, per mantenere l&#8217;equilibrio naturale delle cose. Equilibrio che la Natura è sempre in grado di ripristinare, ma in modo molto più lento ed eugualmente se non più doloroso. Però essendo un&#8217;attività che spenge vite animali, ed essendo la vita sacra, la caccia è accettabile soltanto nel caso in cui mantenga questa dimensione di sacralità. I nostri antenati, quando erano costretti a uccidere per sopravvivere, domandavano perdono allo spirito dell&#8217;animale. Ma nelle pianure americane i bufali marcivano a migliaia, uccisi dall&#8217;uomo bianco che sparava dai treni.</p>
<p>Aldifuori di una dimensione scientifica sacrale, la caccia non deve esistere. Non ci devono essere persone che per sport uccidono gli esseri con cui condividiamo il cielo e la terra. Non ci devo essere zoticoni cameratisti che per sentirsi uomini e affermare la propria incerta virilità violentano la Natura. Non ci devono essere uomini stupidi che tengono micidiali armi da fuoco in casa &#8211; o non ci si deve almeno stupire se molte persone ogni anno vengono uccise da armi da fuoco &#8220;regolarmente denunciate&#8221;. Come se il denunciarle le rendesse meno letali.<br />
Tutto questo è pericoloso e offensivo per ciò che di più sacro esiste. Ma la maggioranza del nostro Parlamento ha dimostrato ancora una volta che di ciò che è veramente sacro se ne sbatte le palle. Facciano pure sregolatamente le regioni. Che i <em>neo-venatores carabinis</em> sparino pure d&#8217;agosto e di febbraio. Quando è bello camminare da soli per i boschi e gli uccelli nidificano. Dopotutto per i cattolici il dio cervo non ha un&#8217;anima. Quindi, a non rispettarlo, non si pestano i piedi a nessuno.</p>
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		<title>Il mio ultimo safari per l&#8217;estate</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 14:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Com&#8217;è che non riesci più a volare cacciare? Be&#8217;. Capodanno è passato, e a lunghe falcate si avvicina la primavera, tenendosi dietro per mano la tanto amata estate. Per evitare di ripegare all&#8217;ultimo su vacanzucce dappoco e arrangiate, è il caso di iniziare subito a tirare fuori idee e a farsi un bel programma, no? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Com&#8217;è che non riesci più a <span style="text-decoration: line-through;">volare</span> cacciare?</em></p>
<p>Be&#8217;. Capodanno è passato, e a lunghe falcate si avvicina la primavera, tenendosi dietro per mano la tanto amata estate.<br />
Per evitare di ripegare all&#8217;ultimo su vacanzucce dappoco e arrangiate, è il caso di iniziare subito a tirare fuori idee e a farsi un bel programma, no?</p>
<p>Anche io, in pausa da notifiche a Pubblici Ministeri e Consigli d&#8217;Amministrazione di S.p.A., ho fatto vagare la mia fantasia indugiando sull&#8217;estate prossima, e mi sono guardato un po&#8217; intorno a caccia dell&#8217;offerta migliore, quella proprio adatta a me. E il diavolo mi porti se non l&#8217;ho trovata.</p>
<p><em>Chiaramente ogni riferimento a strutture o persone reali è fortemente voluto dall&#8217;autore, che è cattivo e rancoroso.<br />
</em></p>
<p>Sudafrica. Linea del Tropico del Cancro. Ah&#8230; una natura vergine e spietata. Come una Valchiria dei Mari del Sud. Ecco, osservate: una riserva naturale privata, curata da un filantropo sognatore vestito di bianco. Recintata stile Jurassic Park. Al centro di questa riserva naturale, un esclusivo residence con così tante stelle che la Via Lattea recupera il cappotto e se ne va umiliata. Ci sono dei cottage elegantissimi in rustico stile safari. I materassi sono imbottiti di crine di leone e i cuscini di piume di dodo. Sì, l&#8217;avevo detto che è luogo molto esclusivo. Fuori, strepitosi luoghi di socializzazione. Una piscina d&#8217;acqua limpida, piastrellata con maioliche originali del &#8217;300 senese, così grande che ha solo due ore di buio al giorno. Splendida, ma mi chiedo come abbiano fatto a trasferirci dentro anche la barriera corallina. Poi, un punto in cui fare fuochi serali così colossali che anneriscono la luna. <span style="text-decoration: line-through;">Gli schiavi</span> I servi in livrea, pronti a servirvi frutta fresca del luogo e generose bottiglie di Morellino di Scansano di casa vostra o di vini francesi che non pronuncerete mai correttamente. Ma non è un semplice residence superlusso nella natura incontaminata. E sapete perché? Perché domattina andiamo a fare un safari particolare. Un safari di Caccia Grossa.</p>
<p>Io come arma userò un arco, che fa più Zulu. Tu prendi pure un fucile, di quelli che quando sparano ridisegnano la geografia del luogo. Che animali ci sono nella riserva? Be&#8217;, di tutti i tipi. Centinaia di specie di uccelli. Gazzelle, bufali, impala, zebre, giraffe. Leopardi. Foscolo. E altri poeti da pelliccia. &#8220;Un momento!&#8221; dirà qualcuno. &#8220;Ma non ci sono anche specie prote&#8230;&#8221;. Un sonoro soffio di cerbottana. Un tonfo. Andiamo!<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/safari_001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2130" title="safareggianti" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/safari_001.jpg" alt="" width="600" height="424" /></a></p>
<p>Eccoci di ritorno. A bordopiscina un amico siede comodamente su una poltrona di bufalo, la testa abbandonata nell&#8217;incavo delle corna, e fuma un Montecristo appoggiando i piedi sul ventre di un facocero. Le ragazze, in acqua, chiacchierano e ridono, leziose, aggrappate al collo galleggiante di una giraffa. Le donne, sedute attorno a un tavolo, si fanno vento con le orecchie di un fu-pachiderma. Io me ne sto stoicamente in piedi vicino al fuoco, con ottanta chili di leopardo sulle spalle a mo&#8217; di stola. Dissimulo l&#8217;imminenza del mio crollo sorseggiando un mojito, che mescolo con un corno di impala. Vicino a me dei bambini fanno volare i loro Power Ranger con le ali di superbi volatili smontati, e due più grandicelli fanno la lotta usando due zanne di elefante come spade.</p>
<p><em>&#8220;Hai visto com&#8217;era grossa la zebra che ho ammazzato?&#8221; dico agli altri.<br />
&#8220;Ma figuriamoci! Non era grande mezzo pony&#8221;.<br />
&#8220;Ha-ha-ha! E&#8217; vero! Quella che ho ucciso io, invece sì che era un colosso&#8221;.<br />
&#8220;Quella era una giraffa&#8221;.<br />
&#8220;Sempre morta è! Ha-ha-ha!&#8221;<br />
&#8220;Ha-ha-ha!&#8221;<br />
&#8220;Ha-ha-ha!&#8221;</em></p>
<p>Sì. E&#8217; questa la vacanza che voglio fare! Nell&#8217;Africa selvaggia. Con amici fidati. All&#8217;avventura ma nel lusso. Uccidendo brutalmente tutto quello che mi passi vicino anche solo per distrazione. Specie se è bello, elegante e maestoso come io non sarò mai. Dopotutto 50.000 dollari per una vacanza del genere (escluse le spese dell&#8217;assistenza venatoria durante i safari, ma sono solo 10, massimo 15.000 dollari, e le tasse di abbattimento &#8211; 5.800 dollari per un leone è un affare, più costoso un elefante con zanne sopra i 32 kg, che viene 24.000 dollari), 50.000 dollari per una vacanza del genere, dico, sono ben spesi.</p>
<p style="text-align: center;">____________________________________________</p>
<p>Un leone è un leone perché gli uomini, contro di lui, non possono nulla, perché per catturarlo perdiamo cinque dei nostri, perché per ucciderlo bisogna essere più silenziosi, più veloci, più forti, e con un coraggio come il suo. Lo sapete? I leoni, uccisi col fucile da biascicanti americani entusiasti d&#8217;ignoranza o da ricchi francesi pallidi e burrosi, muoiono due volte. La caccia può non essere un male assoluto. Ma non se fatto per il divertimento di sentirsi qualcuno ammazzando vigliaccamente le fiere più superbe per farne trofei, per farsi foto coi loro cadaveri riversi scoprendone le zanne sporche del sangue che anche tu vomiteresti con una pallottola di piombo incandescente che ti sfonda i polmoni. Sono quelle fiere che ci terrorizzavano a morte, quando non eravamo che gli ultimi ospiti di questa terra. Quelle che hanno passato al vaglio il valore e l&#8217;intelligenza di tanti uomini. Quelle che portano ancora riflesso negli occhi, senza mai scordarlo, il volto bellissimo e terribile della Natura.<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/NGM199607_5-7-v.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2131" title="NGM875607_5-7-v" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/NGM199607_5-7-v.jpg" alt="" width="800" height="534" /></a></p>
<p>Postilla: ho romanzato. Ma <a rel="nofollow" href="http://chahenggamelodge.com/home.html" target="_blank">questo posto</a> esiste davvero. E non è <a rel="nofollow" href="http://www.safariinternational.com/it/p_Grandi-Safari-in-Tanzania.htm" target="_blank">l&#8217;unico</a>. Sono decine, e decine, e decine.</p>
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		<title>Dorian Gray va a puttane (e ammazza tutti)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 21:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La critica più alta prende l&#8217;opera d&#8217;arte semplicemente come punto di partenza per una nuova creazione, scriveva Wilde. Sottinteso che la nuova creazione deve avere un valore maggiore o uguale alla precedente: Oliver Parker Epic Fail. La mia passione per Wilde non è un segreto. Ed è arcinoto che il mio libro preferito sia Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><em>La critica più alta prende l&#8217;opera d&#8217;arte semplicemente come punto di partenza per una nuova creazione</em>, scriveva Wilde. Sottinteso che la nuova creazione deve avere un valore maggiore o uguale alla precedente: <strong>Oliver Parker Epic Fail.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-1861" title="Dorian-Gray-Poster" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/12/Dorian-Gray-Poster.jpg" alt="Dorian-Gray-Poster" width="381" height="280" /></strong>La mia passione per Wilde non è un segreto. Ed è arcinoto che il mio libro preferito sia <em>Il Ritratto</em>. Potrete ben capire il mio sentimento quando ho visto per la prima volta il trailer del nuovo film su Dorian Gray, del regista albionico Oliver Parker.</p>
<p>Non sono uno sciocco purista che resta deluso dal film perché non è come il libro. Diversi i linguaggi, i tempi, i punti di forza e le debolezze: è stupido pretendere la stessa opera da cinema e carta stampata. Ma questo film è un aborto mancato.</p>
<p>Nulla della profondità, della vibrante bellezza, del genio del libro viene anche solo lontanamente ad avere una rappresentanza nel film. Dopotutto, secondo il regista, &#8220;<em>Dorian Gray è il più grande romazo gothic-horror mai scritto</em>&#8220;. Il che evidenzia come costui non abbia idea di ciò di cui sta parlando &#8211; ma parli comunque, e faccia film.<br />
Anyway, lasciamo che sia il film ad evidenziare le mie osservazioni.</p>
<p>Dorian Gray arriva in città, sciatto e stupido. Chiaramente, perché cercare un attore che esteticamente (e perciò, nel caso, psicologicamente) bene rappresenti il personaggio di Dorian Gray, con riccioli biondi e <em>frank blue eyes</em>, se si può sfruttare una bellezza più vampirica da gothic-horror? Il fascino del bel tenebroso è molto migliore. Che vuoi che importi se non ha nulla a che vedere con la <em>very sharpness</em> del contrasto fra esteriorità pura, efebica ed innocente e interiorità sepolta e corrotta? Il bel tenebroso è figo. E s&#8217;ha da giocare nel campo di Twilight. La concorrenza incalza.<br />
Comunque, dicevo, Dorian arriva in città sciatto e stupido. E schifosamente ricco. Suona il piano, il pittore Basil Hallward lo vede, se ne invaghisce e incomincia a farne ritratti a raffica. Ma Dorian si annoia&#8230; Quindi Basil lo porta ad una festa di <em>Gran Gala</em>. Lì Dorian incontra Lord Henry Wotton. E uno, a quel punto, si aspetterebbe la sentitissima, lacerante conversione di Dorian Gray all&#8217;edonismo estetizzante. Conversione indotta da uno dei discorsi più potenti mai pronunciati sulla Bellezza, che cavalca a pelo il Favonio alato della voce di Henry. Invece no.<br />
Henry, nella geniale intuizione di Oliver Parker, offre gin e sigarette a Dorian, e poi vanno a puttane insieme. <em>Et voilà! Le jeux sont fait</em>. Conversione diametrale in esteta decandente avvenuta con successo.<br />
Notevole anche l&#8217;impronta religiosa data alla magia del Ritratto. Oliver Parker ci fa il regalo apprezzatissimo di specificare che si tratta di un patto con Satana. Che eleganza di pensiero! Da lì in poi Dorian inizierà ad ubriacarsi in continuazione, fumando come un Turco e diventando assiduo frequentatore di bordelli. Perciò è un film vietato ai minori di 14 anni. Le infinite &#8211; ed ebbene sì &#8211; noiose scene di sesso avvicinano il film al porno soft; il timore censorio fa però sì che il tutto si riduca a carnai orgiastici disorientanti, urletti, sospiri e gemiti e accenni <em>en passant</em> di mosse pelviche. Insomma, non si vede una coscia. E le donne non sono così belle. C&#8217;è anche qualche ardito accenno omosessuale, ma mai oltre al bacetto a stampo. Ogni tanto Dorian spippacchia dell&#8217;oppio e&#8230; E&#8217; palese che questa sia l&#8217;altezza massima, per l&#8217;asticella dell&#8217;ingegno di Oliver Parker. L&#8217;undicesimo capitolo del libro, in cui Wilde dipinge a brevi tratti d&#8217;acquerello l&#8217;elefantiaca schiera dei piaceri più complessi e raffinati che Dorian cercava (la collezione di stumenti musicali, la predilezione per strani concerti esotici, la ricerca di pietre preziose, di abiti eleganti o antichi, di costumi, il crogiolarsi in coscientemente in convinzioni e religioni diverse) il regista evidentemente non deve averlo nemmeno lontanamente inteso. Quindi ha deciso che Dorian avrebbe passato decenni fra Bacco, Tabacco, Pusher e Venere. E basta.</p>
<p>Henry fa qualche battuta-citazione. Quelle originali sono chiaramente belle, anche se totalmente decontestualizzate e instupidite dall&#8217;uso che il personaggio cinematografico ne fa. Quelle inventate dallo sceneggiatore Toby Finlay ti fanno capire che al mondo un sacco di gente ha sbagliato lavoro. Dopotutto, pulire i cessi è molto più onorevole che sporcarli.<br />
Il cinico, brillante, disumano personaggio di Lord Henry Wotton diventa un bolso vittoriano che tenta di essere il più simpa della compa.</p>
<p>Come se non bastasse, Dorian ammazza gente a pacchi da dodici. Basil lo assassina con un pezzo di specchio accanendosi tanto che il cadavere non l&#8217;avrebbero riconosciuto nemmeno dal calco dei denti. Poi niente Alan Campbell &#8211; il mistero del chimico che gli scioglie il cadavere non è abbastanza fascinoso per Parker. Meglio fargli fare a pezzi il corpo, metterlo in un grosso baule, andare al fiume, scagliare in acqua arti e frattaglie che sembravano le stelle filanti della festa di San Calcagno e affondare il baule. E poi comunque ammazza o tenta di ammazzare tutti. Alla fine la sua amicizia con Henry si incrina perché Dorian lo accusa di aver sempre predicato l&#8217;edonismo senza mai aver avuto il cuore di viverlo davvero. E giusto per mettere le cose in chiaro, gli tromba la figlia. Sì, nel film il cinico esteta ha una figlia. Poi Henry &#8211; chissà come? &#8211; capisce tutto del Ritratto, va a casa di Dorian quando lui è altrove, scopre il dipinto, mammasanta che paura che spavento, arriva Dorian che cerca di strozzarlo col papillon, tutto prende fuoco, Dorian resta chiuso dentro e finalmente duella a fil di stocco col demone che abita il Ritratto, ormai corrotto all&#8217;inverosimile. Oibò.<br />
Chiaramente Dorian vince, invecchia <em>d&#8217;emblée</em>, decede fra le fiamme e il quadro torna normale. La figlia di Lord Henry non rivolge più la parola al padre (e quanto se la prende, dopotutto gli ha solo bruciato vivo il fidanzato), il quale tiene il Ritratto in cantina, ogni tanto scende a guardarlo e gli fa &#8220;Ha-ha!&#8221; come Nelson dei Simpson. <em>Fin</em>. E consumazione del gravissimo reato artistico di &#8220;<em>Racconto di ciò che per elganza non deve essere raccontato</em>&#8221; &#8211; nella fattispecie, la morte di Dorian.</p>
<p>Riassumendo, nulla di quello che il libro trasmette &#8211; nemmeno le tematiche più palesi, semplici ed evidenti &#8211; è anche solo pallidamente reso nel film. Che non trasmette nient&#8217;altro. Nulla. Nada. Solo che adesso milioni di persone in tutto il mondo, non avendo letto il libro, crederanno che <em>quello</em> sia il Dorian Gray. Un qualcosa che sta a metà strada fra <em>The Libertine</em> e <em>Twilight</em>. E senza che se ne accorgano, senza che lo sappiano, moriranno un po&#8217; dentro.</p>
<p>Chiaro, <em>anche l&#8217;opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale</em>, per usare le parole di Antoine Ego di <em>Ratatouille</em>, ma <span style="text-decoration: underline;">questo non toglie che &#8220;<em>Dorian Gray</em>&#8220;, film del 2009 di Oliver Parker, sia pura merda</span>. A parte un paio di scene che mi sono piaciute parecchio, anche se inventate di sana pianta. Ma il complesso resta comunque merda 23 carati. Non provate ad a spendere del denaro per vederlo. No. No. Ehi, ti ho visto, rimetti a posto il portafogli. Circolare, circolare, non c&#8217;è niente da vedere. Anche lei, signorina, circolare.</p>
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		<title>Il Columbus Day &#8211; ovvero, festosa commemorazione dell&#8217;uccisione di cento milioni di persone</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 21:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Siamo abituati ai Giorni della Memoria, ai cippi e monumenti commemorativi, ai &#8220;Per non dimenticare&#8221;, ai tragici racconti di gulag, lager, campi di concentramento vari, greti di fiumi indocinesi cosparsi d&#8217;ossa per decine e centinaia di chilometri, ai grandi numeri di morti &#8220;<em>50 milioni durante la seconda guerra mondiale</em>&#8221; &#8211; insomma, siamo abituati a inorridire. C&#8217;è chi dice che inorridiamo solo per certe stragi dimenticandone altre, come ad esempio quelle delle foibe. C&#8217;è chi dice che non inorridiamo abbastanza per le stragi che ancora oggi avvengono e di cui poco sappiamo (vedi &#8220;Repubblica Popolare Cinese&#8221;). <strong>Eppure al mondo si festeggia ancora con felicità beota il Columbus Day.<img class="aligncenter size-full wp-image-1699" title="Colon" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/Colon.jpg" alt="Colon" width="326" height="384" /></strong></p>
<p>Il povero Colombo non capì una mazza della sua scoperta. Furono altri Europei a capire per lui. Così alcuni manipoli di reietti, violenti, teste calde e fanatici religiosi  certo non benvoluti nelle loro patrie si lanciarono correndo come forsennati verso la nuova frontiera. Costoro possono essere chiamati Padri Fondatori, essere salpati con la <em>May Flower</em> o portare nomi spagnoli come Hernàn e Francisco e aver viaggiato su caravelle portoghesi o galeoni spagnoli, ma tale resta la loro identità. Possono aver creato faticosamente il futuro di Stati potenti o possono aver passato la loro vita oziosamente come opulenti governatori autodichiarati di paradisi ai limiti del mondo. Tale resta la loro identità.<br />
Ma il vero problema è che le sconfinate terre d&#8217;America non erano disabitate. Si stima che ci vivessero oltre cento milioni di uomini.</p>
<p>Hernàn Cortès arrivò sulle coste messicane con un manipolo di cinquecento soldati. Venuti dal Grande Mare, coperti da brillanti armature di ferro e uniti centaurescamente ad animali mai visti prima, muniti poi di bastoni capaci di sparare fuoco e che parlavano uno strano idioma: agli indigeni parvero dèi.<br />
Hernàn Cortès arrivò sulle coste messicane con un manipolo di cinquecento soldati. Si trovò davanti un impero che si estendeva dal Rio Grande allo Yucatan e rigurgitava quantità d&#8217;oro oniriche, difeso da uomini in gonnella armati di lancia: agli Spagnoli parve il Paese della Cuccagna.<span id="more-1694"></span><img class="aligncenter size-full wp-image-1700" title="A_006_El_conquistador" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/A_006_El_conquistador.jpg" alt="A_006_El_conquistador" width="350" height="304" /></p>
<p>In pochi anni, con l&#8217;archibugio in spalla, la spada nel fodero, la Bibbia in mano e la sifilide nei pantaloni quel manipolo di Spagnoli spazzò via il secolare Impero Azteco. E con esso, gettò per sempre nell&#8217;oblio una cultura antica e raffinata, che certo avrebbe potuto dare un enorme contributo alla costruzione moderna di una cultura universale.<br />
Certo, era il sedicesimo secolo e le civiltà precolombiane facevano sacrifici umani squarciando il petto del sacrificato, strappandone il cuore e gettandolo nel fuoco sacro ancora pulsante, e quindi erano dei barbari. Anche se&#8230; be&#8217;, se non ricordo male, chiamandoli in altro nome, al tempo c&#8217;era un&#8217;istituzione europea che faceva roba simile, e si ingegnava a torturare un sacco di persone in nome di Dio. Però era diverso, da noi la questione finiva con un gran falò di piazza. E non è rilevante che la religione mesoamericana stesse attraversando un periodo di sincretismo che l&#8217;avrebbe portata ad un maturo monoteismo.<br />
Anyway, la meraviglia di Tenochtitlàn, la capitale Azteca, costruita al centro di un maestoso lago, costellata di mastodontiche piramidi di pietra e collegata a terra da otto colossali ponti, fu abbattuta. Assediata, depredata, data alle fiamme. La popolazione, sterminata. E se qualche Spagnolo moriva, moriva affogato nel lago perché scivolava ma non voleva abbandonare il bottino d&#8217;oro che si portava appresso. Un poeta sconosciuto, azteco, compose questi versi durante le ultime fasi dell&#8217;assedio, prima che città fosse del tutto distrutta. Gli ultimi versi di una civiltà, versi di cui abbiamo la colpa.</p>
<blockquote><p><em>Per le strade solo giacciono dardi spezzati,<br />
I capelli sono sparsi.<br />
Senza tetto sono le case,<br />
arrossati i loro muri.</em></p>
<p><em> Vermi pullulano per strade e piazze<br />
E le pareti sono macchiate di cervelli.<br />
Rosse sono le acque, come se le avessero tinte,<br />
e se le beviamo,<br />
è come se bevessimo acqua al salnitro.</em></p>
<p><em> Percuotevamo i muri di fango nell&#8217;ansia<br />
e ci restava in eredità una rete piena di buchi.<br />
Negli scudi era la nostra difesa,<br />
ma gli scudi non fermano la desolazione.</em></p>
<p><em> Abbiamo mangiato eritrina,<br />
abbiamo masticato gramigna salnitrosa,<br />
pezzi di fango secco, lucertole,<br />
topi, terra fatta polvere, persino i vermi.<br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Piangete, amici miei,<br />
sappiate che con questi fatti<br />
abbiamo perso la nazione messicana.<br />
L’acqua si è inacidita, è diventato acido il cibo!<br />
Questo ha compiuto il Creatore della vita a Tlatelolco.<img class="aligncenter size-full wp-image-1701" title="Tenochtitlan1" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/Tenochtitlan1.jpg" alt="Tenochtitlan1" width="451" height="294" /></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">E gli Aztechi furono solo i primi. Poi fu la volta dei Maya, che avevano dischiuso i segreti dei cicli celesti mentre noi ci azzuffavamo ancora discutendo sul Calendario giuliano. Impero militarmente più debole, ma culturalmente superiore. Facile da buttare giù come un castello di sabbia. E poi, gli Incas. Cancellati dal furbo Pizarro, con soli duecento uomini al seguito ma pronto ad ogni vigliaccheria pur di ritrovarsi coperto d&#8217;oro. Successivamente, fu la volta dei Pellerossa del Nord.</p>
<p style="text-align: left;">Vi fermate mai a pensare a quante pitture, quante poesie, quante canzoni del passato sono andate perdute? Magari bellissime, e create da persone simili a te. Dispiace, nevvero? Certo, a sopravvivere nei secoli sono soltanto le opere davvero più meritevoli.<br />
Ma pensate che gli uomini europei, con la loro mai sopita <em>forma mentis</em> colonialista, hanno cancellato civiltà intere, hanno impedito a me e a voi di godere dei gioielli più alti di culture millenarie, di apprendere da loro allo stesso modo in cui possiamo apprendere da quella indiana, o giapponese: ci hanno impedito di crescere. E tutto per l&#8217;oro, che doveva essere tutto per loro.<img class="aligncenter size-full wp-image-1702" title="PACAL-HEAD-bg" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/PACAL-HEAD-bg.jpg" alt="PACAL-HEAD-bg" width="276" height="418" /></p>
<p>Quando avevo nove anni mia mamma mi portò a Venezia a visitare una mostra sui Maya a Palazzo Grassi. Rimasi affascinato da quelle statue verdi di giada, da quei mosaici di guerrieri vestiti di pelli di giaguaro, dai coltelli, dai paramenti sacri, da quegli utensili di ossidiana che non capivo nemmeno a che servissero, da quelle immagini che raffiguravano uomini come me, ma dalle espressioni indecifrabili e dalla testa allungata. Chiesi alla guida perché una civiltà così bella non esistesse più. Lei mi rispose &#8220;Hernàn Cortès sbarcò in Messico nel 1519. Quello fu l&#8217;inizio della colonizzazione delle Americhe, e a mano a mano, i vari imperi che esistevano&#8230;&#8221;.<br />
Non mi disse che eravamo stati noi a distruggerla per sempre. E &#8220;colonizzazione&#8221;, specie alle orecchie di un bambino, non è una parola che ha il suono del ferro e del fuoco. Non ha il rumore di cento milioni di uomini uccisi senza mitraglie, carri armati, gas velenosi, campi di concentramento, esplosivi, bombe atomiche, ma cento milioni di uomini ammazzati a fil di spada, sfondati da archibugi obsoleti, contagiati da malattie. Facile uccidere con le grandi bombe. Per uccidere cento milioni di persone una per una ci vuole una grande arte, che solo gli Europei, finora, hanno avuto.<br />
E non esiste ricorrenza o monumento al mondo che ricordi quest&#8217;ecatombe, questo immenso sacrificio immolato sull&#8217;altare dell&#8217;umana avidità. In compenso esiste l&#8217;idiota Columbus Day.</p>
<p>Si racconta che Huayana Capac, imperatore degli Incas e padre di Athaualpa, l&#8217;ultimo imperatore, ricevesse un indovino in lacrime che diceva di aver veduto un presagio.<br />
Tre aloni attorno alla luna: l&#8217;esterno di fumo, il medio verde scuro e il più interno scarlatto come il sangue. &#8220;<em>Mio signore, tua madre, la Luna, vuole farti sapere che il Creatore Viracocha minaccia la tua stirpe regale e il tuo popolo tutto. Il cerchio di sangue dice che non appena te ne sarai andato a riposare per sempre con tuo padre, il Sole, scoppierà una guerra cruenta, e molto sangue verrà versato. Il secondo cerchio, quello verde scuro, dice che la guerra distruggerà il tuo impero. Il terzo, di fumo, dice che tutto arderà&#8230;</em>&#8220;.<br />
E si racconta che proprio in quel momento, affannato, irrompesse nella sala un messaggero con notizie urgenti dai confini.</p>
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		<title>Al funerale di Carlotta</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 04:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli sciacalli d&#8217;Occidente si riconoscono dai teleobbiettivi. Spolpano le salme a forza di scatti. Succhiano il dolore come se ripulissero un tavolo operatorio con una cannuccia. L&#8217;altro giorno è morta Carlotta Fondelli, una diciottenne fiorentina. Mi limiterò a descrivere asetticamente l&#8217;evento, perché voglio tornarci con maggior dovizia di particolari per fare delle riflessioni circa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sciacalli d&#8217;Occidente si riconoscono dai teleobbiettivi. Spolpano le salme a forza di scatti. Succhiano il dolore come se ripulissero un tavolo operatorio con una cannuccia.</p>
<p>L&#8217;altro giorno è morta Carlotta Fondelli, una diciottenne fiorentina. Mi limiterò a descrivere asetticamente l&#8217;evento, perché voglio tornarci con maggior dovizia di particolari per fare delle riflessioni circa il ruolo dei tutori dell&#8217;ordine in questa società.<br />
La sera del 15 luglio lei era su uno scooter con il suo ragazzo. Hanno passato un incrocio col verde. Un&#8217;auto-civetta dei vigili, senza accendere sirena e lampeggianti in tempo utile, ha bucato il rosso a grandissima velocità. Stavano portando a identificare una puttana. Lo scooter è stato preso in pieno: lui si è rotto una gamba, lei è morta.</p>
<p style="text-align: left;">Io non la conoscevo. Non conoscevo le sue compagnie di amici. Un mio amico però è stato suo compagno di scuola alle elementari, e sabato mattina l&#8217;ho accompagnato al funerale. Mi ha fatto piacere stargli vicino: vanto un ottimo rapporto con la morte.<br />
La cerimonia funebre è stata davvero commovente, in certi punti, anche se io sono fortemente contrario ai funerali tradizionali.<br />
Sì, non sopporto di vedere persone che piangono senza sapere perché. O disperate perché qualcosa è finito &#8211; non commosse perché qualcosa c&#8217;è stato. Come un bambino che venga portato via da Disneyland a metà giornata. Oh, piccola nota interpretativa: non prendetemi per cinico. Ovviamente c&#8217;erano tante, tante persone il cui sincero dolore sgorgava dagli occhi. Però però però&#8230;<img class="aligncenter size-full wp-image-1510" title="800px-Chiesa_dei_sette_santi_3" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/07/800px-Chiesa_dei_sette_santi_3.JPG" alt="800px-Chiesa_dei_sette_santi_3" width="560" height="420" /></p>
<p>Il fatto è che quando si va a un funerale bisogna essere tristi. Niente sorrisi. Niente saluti alle persone che incontri e non vedevi da tanto tempo. Se non sei abbastanza triste da avere gli occhi lucidi, ti devi sentire in colpa. Se piangi, le persone che sono lì per rappresentanza o buona creanza o apparizione mondana impegnata, ti ammireranno. Tutti costoro, infatti, indossano occhiali da sole per nascondere gli occhi sconvenientemente asciutti.</p>
<p>Il prete, dall&#8217;altare, blatera sgomento, dopo aver invano passato la notte a scartabellare i suoi vecchi appunti di <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-1')" title="click to expand/collapse slider Teodicea">Teodicea&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-1"></span> per trovare una giustificazione accettabile per la morte insensata di una diciottenne alla luce della bontà divina. &#8220;<em>Viene da dire: se Tu fossi stato con lei, non sarebbe morta. Ma&#8230;</em>&#8221; giro di parole, questione elusa. Un&#8217;altra vittoria per la casta sacerdotale. Ha la tonaca bianca e i paramenti viola e promette vita eterna in paradiso. Mi chiedo che posso promettere io quando indosso il mio cappotto nero rifinito alla Wilde e la camicia rossa col jabot.<br />
Il prete chiede disperatamente di credere, di credere, affidando al trascendente dogmatico qualcosa che potrebbe tranquillamente restare aldiqua del cielo. Parla di peccati e peccatori: be&#8217;, perdonalo, Padre, perché non sa quello che dice. Le persone, contrite, si percuotono il petto dicendo a denti stretti &#8220;mia colpa, mia colpa&#8230;&#8221;. Curioso che fuori dalla chiesa la colpa sia sempre altrui per tutto. Il prete legge brani della bibbia. Sceglie i classici, Apocalisse e Lazzaro. Con quelli si va sul sicuro &#8211; come a ordinare un Martini bianco con ghiaccio.<br />
Ave Maria di Schubert. La folla riceve l&#8217;ostia e torna al suo posto, e ciascuno tiene una mano sugli occhi, fingendo di tentare di cogliere un mistero &#8211; senza capire che il mistero del pane è il suo esser corpo della terra, sostentamento primo dell&#8217;Uomo, frutto di un bel mondo in cui ogni vita condivide lo stesso respiro e nulla ha bisogno di transustanziare. C&#8217;è così tanta gente che stavolta eccezionalmente riceve l&#8217;ostia da farmi temere. Ci saranno ostie per tutti?<br />
Una volta che il vecchio sacerdote trova il buon gusto per far parlare altri, inizia la parte commovente.</p>
<p>Parla la zia del fidanzato di Carlotta. Fa un discorso molto bello, sottolineando i suoi aspetti maturi &#8211; l&#8217;aveva conosciuta solo una settimana prima al mare. Alla fine si lascia prendere dal sentimento e invoca ingenuamente un Futuro di Giustizia in cui non muoiano diciottenni. Viene bruciato l&#8217;incenso. Fumo e profumo, luci e voci tremolanti. Adoro l&#8217;incenso. Anche se la sua costante presenza ai funerali mi spenge un po&#8217; lo slancio entusiastico nei suoi confronti.<br />
Parlano gli amici, i compagni di classe. Tutto molto sentito, anche se dall&#8217;esterno gli interventi mi sono parsi piuttosto superficiali. Capisco che magari, dopo una simile perdita, non si articolino bene le parole, ma ciò che si prova per una persona &#8211; quello che la persona è stata &#8211; dopo che muore diventa cristallino. E si è parlato di sguardo, di occhi. Non di qualcosa che abbia fatto, non dei suoi sogni, non di quello che in particolare ha trasmesso ai suoi cari, non di come ha migliorato le persone a lei vicine. Ma si sa che comunque il tono commosso commuove.<br />
Parla la sorella gemella. Riesce a stento a pronunciare qualche parola. Dice &#8220;Non te l&#8217;ho mai detto, te lo dico ora: ti voglio bene&#8221;. La bara ha molto apprezzato. In effetti in quel momento mi si è formata in cuore un&#8217;antistima per la sorella davvero vertiginosa. Deve morire, tua sorella, per sentirsi dire da te che le vuoi bene? Se il tuo processo di apprendimento funziona così non ti aspetta un bel vivere. Mi raccomando: evitate che capiti anche a voi di dover dire qualcosa del genere.</p>
<p>Infine, la bara viene portata via. Come Mosè davanti al Mar Rosso, separa la folla in due ali. La seguono i parenti e gli amici più stretti, in una sfilata di dolore cui le altre persone partecipano attivamente modulando un volto ancor più sconvolto. Come chi, per non sfigurare al confronto, va vestito elegantissimo alle sfilate di moda.<br />
Poi, l&#8217;applauso. L&#8217;applauso funebre, il simbolo più sincero della stupidità con cui vengono vissuti i funerali. Un applauso barbaro, oltraggioso, immotivato: la morta non è la protagonista di uno spettacolo teatrale che torna alla ribalta per godersi l&#8217;acclamante scroscio. Comunque inizio a credere che l&#8217;applauso sia un jolly da usare quando non si sa che fare per riemipre un silenzio. Un silenzio che mai come a un funerale è percepito come pesante, perché si resta a tu per tu con pensieri di morte. A quel punto sarebbe meglio cantare&#8230;</p>
<p><strong>Insomma, sì, sono uno stronzo irriverente</strong>. Ma questo tipo di funerale (quello classico) è quanto di più idiota sia stato partorito da mente umana. Il funerale serve a chi resta, non a chi se ne va: e allora perché deve essere una cerimonia desolante? Perché deve portarmi via ogni energia?<br />
In Irlanda, dopo la breve funzione funebre, tutti i partecipanti si ritrovano al pub a bere in memoria del morto e raccontando su di lui aneddoti divertenti e sputtananti a livelli incontrovertibili. Da noi?<br />
I funerali hanno il pregio di radunare molte persone che si vedono di rado. Perché non sfruttare l&#8217;occasione per salutarsi con piacere sincero, con un sorriso? Dirò di più: NON farlo è un oltraggio al morto, alla rete di affetti, amicizie e relazioni che giorno per giorno ha intessuto, rete che è manifestazione tangibile della sua vita.</p>
<p>Io voglio energia, sorrisi, al mio funerale e a quello dei miei cari. Voglio che le persone se ne vadano contente di aver conosciuto chi è morto. Voglio che siano consapevoli di quello che da lui hanno preso. Voglio che festeggino, che ridano raccontando ricordi e che riallaccino rapporti affievoliti. Voglio che vengano suonate le canzoni che abbiamo ascoltato e cantato tutti insieme. Voglio che le persone tristi siano coinvolte da quelle che riescono a trasmettere l&#8217;entusiasmo del momento. Non voglio vedere bare costose o ampie corone di fiori. Voglio vedere bottiglie di vino squisito da bere alla propria salute, e voglio vedere i fiori ornare i capelli delle donne e le giacche degli uomini &#8211; perché tutti meritano di portare un fiore addosso. Anche se morissi presto e in maniera insensata, o se toccasse a qualcuno che amo, vorrei belle parole, sensibili, intelligenti, degne di chi muore ma non rivolte a lui. Voglio che la gente al funerale si senta fortunata. E voglio che la gente balli, perché quando la gente balla la morte non fa più paura.</p>
<p>Nulla di questo ho visto al funerale di Carlotta, morta in maniera insensata e coerentemente onorata con un funerale altrettanto senza senso.</p>
<p>Fra l&#8217;altro&#8230; Durante la cerimonia prendevo appunti. Qualcuno ha avuto da ridire, voleva linciarmi.<br />
A quanto pare scrivere è mancare di rispetto. Be&#8217;, io l&#8217;ho detto che sono uno stronzo irriverente. Ma vi consiglio comunque di ascoltarmi.</p>
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