Il foglio a protocollo di Kyoto
Nel 1997, durante una riunione della UNFCCC a Kyoto, i grandi paesi industrializzati del mondo – cioè, alcuni di loro – capirono che effettivamente si stava rilasciando un po’ troppa merda, nell’aria. In relazione all’Effetto Serra, non all’inquinamento generico, per carità.
Fu così che decisero di stendere nero su bianco un poderoso trattato che tagliasse la quantità di emissioni lecite di cinque gas-serra, una severa restrizione autoimposta per dimostrare il proprio amore per il pianeta.

Il puntino indica Kyoto, nella regione del Kansai.
Un taglio, cioè, in misura NON INFERIORE al 5% delle emissioni registrate nel’90, preso come anno-campione (del mondo se stiamo parlando di calcio e Germania Ovest, che vinse 1-0 sull’Argentina di Maradona). Mi raccomando: NON INFERIORE al 5%. E’ un po’ come dire: invece di tirare cento calci all’inerme persona che ti sostenta, tiragliene NON PIU’ di novantacinque. E poi solo di gas serra. Quindi i cazzotti sono illimitatamente ammessi.
Ovviamente una simile proposta non fu subito accolta con entusiasmo dai paesi industrializzati. Avete idea di quanto costi, inquinare meno? No? Be’, tanto, se si vuole continuare a mantenere uno stile di vita da Emiro Saudita. Avevano detto: il Protocollo entrerà in vigore quando lo avranno sottoscritto e ratificato non meno di 55 paesi che insieme producano non meno del 55% delle emissioni mondiali. WOW. Be’, scritto nel ’97, il Protocollo produce effetti solo dal 2005, dopo che anche la Russia, dopo un certo tira e molla, ha deciso di aderire (da sola produce quasi il 20% delle emissini su scala mondiale). A metà 2007 i paesi aderenti erano sui 170, ma c’erano ancora dei grandi assenti. Alla fine di quello stesso anno, la grande inquinAustralia decise di ratificare il Protocollo.

Belli i tempi in cui si scandalizzavano tutti se il Presidente degli States mentiva sui pompini...
Ad oggi, i pochi paesi che ancora non hanno sottoscritto il Protocollo, producono circa il 40% delle emissioni totali. Sahara Occidentale, Afghanistan, Turchia, Iraq, Ciad, Tagikistan, Taiwan e Somalia sono fra questi. Ah, già, anche lo Zimbawe. E che sciocco, mi stavo scordando degli StatiUniti, che da soli producono quasi il 37% di tutta la cacca aerea del mondo, e che dopo la prima sottoscrizione a fine mandato di Clinton, la ritirarono per decisione del semprelodato George W. Bush. Sapevate che il New England inquina quanto la Germania?
Unica genialata del Protocollo di Kyoto (Coase rulz), è la costituzione dei CER, cioè dei crediti di emissione – un embrionale diritto di proprietà sull’inquinamento. Infatti, il paese che meno inquini, può vendere i propri crediti ai paesi che invece non riescano a ridurre le proprie emissioni, guadagnandoci. Così, chi voglia continuare ad inquinare tot, per poterlo fare senza violare il Protocollo dovrà sborsare fior fior di quattrini ad un paese che invece si sia fatto il culo e che adesso inquina di meno, comprandogli – o prendendogli in locazione – i suoi CER.
Oltretutto è anche possibile acquisire CER bonus se il proprio paese ne aiuta altri a portare avanti progetti di riduzione delle emissioni, secondo criteri diversi se un paese industrializzato ne aiuta uno in via di sviluppo oppure se un paese ne aiuta uno della sua stessa categoria, industrializzato o in via di sviluppo che sia.
Insomma, la vicenda del Protocollo di Kyoto ci mette davanti alla debolezza di qualsiasi iniziativa giusta che voglia gettare le basi di un miglioramento su un substrato culturale totalmente inadatto, capace di anteporre la ricerca del guadagno alla sua stessa sopravvivenza. Questo aldilà delle varie opinioni che possono esserci circa l’Effetto Serra, perché forse è un ciclo normale (in un certo periodo del medioevo sulle Alpi non c’era neve), forse è causato da noi, non lo so; ma di certo, l’inquinamento scatenato e lo sregolato sfruttamento di risorse preziose non ci rende migliori di chi non rispetti la propria vita, distruggendosi di alcol e droga, e cachi nel proprio soggiorno.





