La scelta del Bonobo
Esiste un esempio di società perfetta. Evoluta, civile, paritaria, pacificamente non-violenta.
No, non è una qualche colonia di una setta religiosa su una sperduta isola canadese sferzata dal vento, non è una tribù amazzonica che ancora non ha conosciuto l’uomo occidentale, né è una popolazione che abita gli atolli agli estremi del giorno adorando dèi simili a onde, né un villaggio indiano alle pendici del Karakorum. In effetti, non è una società umana.
Ma non è nemmeno divina. E’ la società degli scimpanzé Bonobo.
Il Bonobo (Pan Paniscus) è la scimmia più simile all’uomo. Di grande intelligenza e spiccata manualità, vive sulla rive gauche del fiume Congo, in piena foresta – ed è purtroppo in via d’estinzione. Come gli altri scimpanzé che vivono dall’altra parte del fiume sono capaci di sentimenti complessi, ma c’è la novità: mentre gli scimpanzé normali (Pan Troglodytes) sfruttano la loro intelligenza anche in senso negativo, architettando complicate trame di potere, assassini, spedizioni punitive, torture, infanticidi, i Bonobo hanno creato una società totalmente pacifica. E non con mezzi controproducenti tipo Equilibrium, ma sfruttando il mezzo più semplice e potente in loro possesso: il sesso.
Fra i Bonobo esistono screzi, litigi e discussioni accese, ma la componente violenta di ogni conflitto è stata sublimata nel sesso. (In natura mai è stato osservato un Bonobo uccidere un suo simile. Ci voleva Freud per spiegare un principio già applicato da milioni di anni?) Infatti fra i Bonobo vige un regime di amore libero. Fanno sesso in continuazione, e non per meri scopi procreativo-ricreativi! Lo fanno per conoscersi, per creare empatia, per tirarsi su di morale, per salutare gli amici, per noia, per rilassarsi e soprattutto per allentare le tensioni prima, durante, e dopo i litigi. E questa pratica vale tanto a livello microsociale quanto a livello macro: quando due gruppi si contendono un nuovo territorio fruttifero, tutto finisce in una grande orgia, al termine della quale si spartiscono i frutti in quote euguali. Sono dei veri cultori del sesso, che ormai lo hanno esplorato in lungo e in largo, dall’orale all’omosessuale, acquistando tutti abilità da cortigiane d’alto borgo.
Oltretutto è una società di stampo matriarcale, in cui maschi e femmine sono del tutto equiparati. E la loro tendenza all’allegria genitale fa sì che valga il mater sempre certa, pater numquam. Nessun maschio sa chi sono i propri figli, quindi ciascuno si comporta come se tutti i piccoli del gruppo lo fossero, scardinando uno dei grandi contro dell’impianto famigliare – cioè la sua tendenza settaria alla solidarietà. Notare che una struttura sociale del genere verrà promossa da Platone nella sua Repubblica, illustrando il cosiddetto Comunismo platonico (che per inciso, sto molto rivalutando). Inoltre regna la condivisione, non la competizione, e gli individui deboli vengono assistiti con altruismo, compassione e pazienza. Perdipiù sono quasi vegetariani, e capaci di comunicare in maniera cosciente e articolata attraverso espressioni del viso e gestualità.

Due esemplari di Bonobo discutono di politica la domenica pomeriggio.
In conclusione, Madre Natura continua a stracciare chiunque in saggezza – e dovremmo apprendere. Se siete arrabbiati, masturbatevi. Se c’è qualcosa che non va con il vostro uomo, prima fate l’ammore, poi parlategli, e poi rifate l’ammore. Che il sesso non sia un fine, ma un mezzo, porca puttana.
E io mi immagino la trasposizione completa di questa Scelta del Bonobo nella nostra realtà: l’amica che mi doveva riportare un libro importante, quando ci incontriamo, mi infila una mano nelle mutande e mi sussurra: “Giorgio… me lo sono scordato a casa!”
E chi si arrabbia più?!

