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	<title>To Honolulu &#187; Colonialismo</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Il Columbus Day &#8211; ovvero, festosa commemorazione dell&#8217;uccisione di cento milioni di persone</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 21:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo abituati ai Giorni della Memoria, ai cippi e monumenti commemorativi, ai &#8220;Per non dimenticare&#8221;, ai tragici racconti di gulag, lager, campi di concentramento vari, greti di fiumi indocinesi cosparsi d&#8217;ossa per decine e centinaia di chilometri, ai grandi numeri di morti &#8220;50 milioni durante la seconda guerra mondiale&#8221; &#8211; insomma, siamo abituati a inorridire. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Siamo abituati ai Giorni della Memoria, ai cippi e monumenti commemorativi, ai &#8220;Per non dimenticare&#8221;, ai tragici racconti di gulag, lager, campi di concentramento vari, greti di fiumi indocinesi cosparsi d&#8217;ossa per decine e centinaia di chilometri, ai grandi numeri di morti &#8220;<em>50 milioni durante la seconda guerra mondiale</em>&#8221; &#8211; insomma, siamo abituati a inorridire. C&#8217;è chi dice che inorridiamo solo per certe stragi dimenticandone altre, come ad esempio quelle delle foibe. C&#8217;è chi dice che non inorridiamo abbastanza per le stragi che ancora oggi avvengono e di cui poco sappiamo (vedi &#8220;Repubblica Popolare Cinese&#8221;). <strong>Eppure al mondo si festeggia ancora con felicità beota il Columbus Day.<img class="aligncenter size-full wp-image-1699" title="Colon" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/Colon.jpg" alt="Colon" width="326" height="384" /></strong></p>
<p>Il povero Colombo non capì una mazza della sua scoperta. Furono altri Europei a capire per lui. Così alcuni manipoli di reietti, violenti, teste calde e fanatici religiosi  certo non benvoluti nelle loro patrie si lanciarono correndo come forsennati verso la nuova frontiera. Costoro possono essere chiamati Padri Fondatori, essere salpati con la <em>May Flower</em> o portare nomi spagnoli come Hernàn e Francisco e aver viaggiato su caravelle portoghesi o galeoni spagnoli, ma tale resta la loro identità. Possono aver creato faticosamente il futuro di Stati potenti o possono aver passato la loro vita oziosamente come opulenti governatori autodichiarati di paradisi ai limiti del mondo. Tale resta la loro identità.<br />
Ma il vero problema è che le sconfinate terre d&#8217;America non erano disabitate. Si stima che ci vivessero oltre cento milioni di uomini.</p>
<p>Hernàn Cortès arrivò sulle coste messicane con un manipolo di cinquecento soldati. Venuti dal Grande Mare, coperti da brillanti armature di ferro e uniti centaurescamente ad animali mai visti prima, muniti poi di bastoni capaci di sparare fuoco e che parlavano uno strano idioma: agli indigeni parvero dèi.<br />
Hernàn Cortès arrivò sulle coste messicane con un manipolo di cinquecento soldati. Si trovò davanti un impero che si estendeva dal Rio Grande allo Yucatan e rigurgitava quantità d&#8217;oro oniriche, difeso da uomini in gonnella armati di lancia: agli Spagnoli parve il Paese della Cuccagna.<span id="more-1694"></span><img class="aligncenter size-full wp-image-1700" title="A_006_El_conquistador" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/A_006_El_conquistador.jpg" alt="A_006_El_conquistador" width="350" height="304" /></p>
<p>In pochi anni, con l&#8217;archibugio in spalla, la spada nel fodero, la Bibbia in mano e la sifilide nei pantaloni quel manipolo di Spagnoli spazzò via il secolare Impero Azteco. E con esso, gettò per sempre nell&#8217;oblio una cultura antica e raffinata, che certo avrebbe potuto dare un enorme contributo alla costruzione moderna di una cultura universale.<br />
Certo, era il sedicesimo secolo e le civiltà precolombiane facevano sacrifici umani squarciando il petto del sacrificato, strappandone il cuore e gettandolo nel fuoco sacro ancora pulsante, e quindi erano dei barbari. Anche se&#8230; be&#8217;, se non ricordo male, chiamandoli in altro nome, al tempo c&#8217;era un&#8217;istituzione europea che faceva roba simile, e si ingegnava a torturare un sacco di persone in nome di Dio. Però era diverso, da noi la questione finiva con un gran falò di piazza. E non è rilevante che la religione mesoamericana stesse attraversando un periodo di sincretismo che l&#8217;avrebbe portata ad un maturo monoteismo.<br />
Anyway, la meraviglia di Tenochtitlàn, la capitale Azteca, costruita al centro di un maestoso lago, costellata di mastodontiche piramidi di pietra e collegata a terra da otto colossali ponti, fu abbattuta. Assediata, depredata, data alle fiamme. La popolazione, sterminata. E se qualche Spagnolo moriva, moriva affogato nel lago perché scivolava ma non voleva abbandonare il bottino d&#8217;oro che si portava appresso. Un poeta sconosciuto, azteco, compose questi versi durante le ultime fasi dell&#8217;assedio, prima che città fosse del tutto distrutta. Gli ultimi versi di una civiltà, versi di cui abbiamo la colpa.</p>
<blockquote><p><em>Per le strade solo giacciono dardi spezzati,<br />
I capelli sono sparsi.<br />
Senza tetto sono le case,<br />
arrossati i loro muri.</em></p>
<p><em> Vermi pullulano per strade e piazze<br />
E le pareti sono macchiate di cervelli.<br />
Rosse sono le acque, come se le avessero tinte,<br />
e se le beviamo,<br />
è come se bevessimo acqua al salnitro.</em></p>
<p><em> Percuotevamo i muri di fango nell&#8217;ansia<br />
e ci restava in eredità una rete piena di buchi.<br />
Negli scudi era la nostra difesa,<br />
ma gli scudi non fermano la desolazione.</em></p>
<p><em> Abbiamo mangiato eritrina,<br />
abbiamo masticato gramigna salnitrosa,<br />
pezzi di fango secco, lucertole,<br />
topi, terra fatta polvere, persino i vermi.<br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Piangete, amici miei,<br />
sappiate che con questi fatti<br />
abbiamo perso la nazione messicana.<br />
L’acqua si è inacidita, è diventato acido il cibo!<br />
Questo ha compiuto il Creatore della vita a Tlatelolco.<img class="aligncenter size-full wp-image-1701" title="Tenochtitlan1" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/Tenochtitlan1.jpg" alt="Tenochtitlan1" width="451" height="294" /></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">E gli Aztechi furono solo i primi. Poi fu la volta dei Maya, che avevano dischiuso i segreti dei cicli celesti mentre noi ci azzuffavamo ancora discutendo sul Calendario giuliano. Impero militarmente più debole, ma culturalmente superiore. Facile da buttare giù come un castello di sabbia. E poi, gli Incas. Cancellati dal furbo Pizarro, con soli duecento uomini al seguito ma pronto ad ogni vigliaccheria pur di ritrovarsi coperto d&#8217;oro. Successivamente, fu la volta dei Pellerossa del Nord.</p>
<p style="text-align: left;">Vi fermate mai a pensare a quante pitture, quante poesie, quante canzoni del passato sono andate perdute? Magari bellissime, e create da persone simili a te. Dispiace, nevvero? Certo, a sopravvivere nei secoli sono soltanto le opere davvero più meritevoli.<br />
Ma pensate che gli uomini europei, con la loro mai sopita <em>forma mentis</em> colonialista, hanno cancellato civiltà intere, hanno impedito a me e a voi di godere dei gioielli più alti di culture millenarie, di apprendere da loro allo stesso modo in cui possiamo apprendere da quella indiana, o giapponese: ci hanno impedito di crescere. E tutto per l&#8217;oro, che doveva essere tutto per loro.<img class="aligncenter size-full wp-image-1702" title="PACAL-HEAD-bg" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/PACAL-HEAD-bg.jpg" alt="PACAL-HEAD-bg" width="276" height="418" /></p>
<p>Quando avevo nove anni mia mamma mi portò a Venezia a visitare una mostra sui Maya a Palazzo Grassi. Rimasi affascinato da quelle statue verdi di giada, da quei mosaici di guerrieri vestiti di pelli di giaguaro, dai coltelli, dai paramenti sacri, da quegli utensili di ossidiana che non capivo nemmeno a che servissero, da quelle immagini che raffiguravano uomini come me, ma dalle espressioni indecifrabili e dalla testa allungata. Chiesi alla guida perché una civiltà così bella non esistesse più. Lei mi rispose &#8220;Hernàn Cortès sbarcò in Messico nel 1519. Quello fu l&#8217;inizio della colonizzazione delle Americhe, e a mano a mano, i vari imperi che esistevano&#8230;&#8221;.<br />
Non mi disse che eravamo stati noi a distruggerla per sempre. E &#8220;colonizzazione&#8221;, specie alle orecchie di un bambino, non è una parola che ha il suono del ferro e del fuoco. Non ha il rumore di cento milioni di uomini uccisi senza mitraglie, carri armati, gas velenosi, campi di concentramento, esplosivi, bombe atomiche, ma cento milioni di uomini ammazzati a fil di spada, sfondati da archibugi obsoleti, contagiati da malattie. Facile uccidere con le grandi bombe. Per uccidere cento milioni di persone una per una ci vuole una grande arte, che solo gli Europei, finora, hanno avuto.<br />
E non esiste ricorrenza o monumento al mondo che ricordi quest&#8217;ecatombe, questo immenso sacrificio immolato sull&#8217;altare dell&#8217;umana avidità. In compenso esiste l&#8217;idiota Columbus Day.</p>
<p>Si racconta che Huayana Capac, imperatore degli Incas e padre di Athaualpa, l&#8217;ultimo imperatore, ricevesse un indovino in lacrime che diceva di aver veduto un presagio.<br />
Tre aloni attorno alla luna: l&#8217;esterno di fumo, il medio verde scuro e il più interno scarlatto come il sangue. &#8220;<em>Mio signore, tua madre, la Luna, vuole farti sapere che il Creatore Viracocha minaccia la tua stirpe regale e il tuo popolo tutto. Il cerchio di sangue dice che non appena te ne sarai andato a riposare per sempre con tuo padre, il Sole, scoppierà una guerra cruenta, e molto sangue verrà versato. Il secondo cerchio, quello verde scuro, dice che la guerra distruggerà il tuo impero. Il terzo, di fumo, dice che tutto arderà&#8230;</em>&#8220;.<br />
E si racconta che proprio in quel momento, affannato, irrompesse nella sala un messaggero con notizie urgenti dai confini.</p>
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		<title>Arrivano i barbari</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 15:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esistono molti tipi di invasioni barbariche. Di solito le immaginiamo stile invasione dell&#8217;Impero Romano: da una parte una civiltà raffinata, grande ed evoluta ma ormai esausta, e dall&#8217;altra un&#8217;orda di giovani zozzi adusi all&#8217;esercizio della forza che sfondando le frontiere si danno al saccheggio sfrenato. Senza dubbio questo si è verificato spesso, ma&#8230; è facile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono molti tipi di invasioni barbariche. Di solito le immaginiamo stile invasione dell&#8217;Impero Romano: da una parte una civiltà raffinata, grande ed evoluta ma ormai esausta, e dall&#8217;altra un&#8217;orda di giovani zozzi adusi all&#8217;esercizio della forza che sfondando le frontiere si danno al saccheggio sfrenato.<br />
Senza dubbio questo si è verificato spesso, ma&#8230; è facile trovare, nella storia, casi in cui lo scenario fosse totalmente invertito. Anzi, casi del genere sono ancora più comuni rispetto a quelli classici.</p>
<p>Perché ne sto parlando adesso, mi chiedi?<br />
Be&#8217;, lo Stato neozelandese ha dovuto pagare un indennizzo multimilionario ad alcune tribù Maori per aver sfruttato una loro danza sacra (la <em>Haka</em>, la celeberrima danza di guerra Maori &#8211; quella degli <em>AllBlacks</em>, per intendersi); queste tribù ne hanno inoltre ottenuto i diritti d&#8217;autore. Una volta tanto, mi verrebbe da dire, la Giustizia funziona. Ma adesso sforziamoci di procedere col nostro ragionamento in maniera lineare, senza divagare.<br />
I Maori vivono nelle foreste e conducono una vita da primitivi. Noi comunichiamo coi satelliti, viaggiamo in aereo e portiamo abiti raffinati.</p>
<p>Ma chi è davvero il barbaro?<br />
E&#8217; barbaro chi parla una lingua diversa dalla nostra e caccia nella foresta indossando solo un gonnellino o è barbaro chi parla la nostra stessa lingua, deruba il Maori dei suoi ori e ne scimmiotta la danza sacra per una pubblicità della FIAT?<br />
E&#8217; barbaro chi indossa cappelli piumati e fa sacrifici agli dèi o è barbaro chi sbarca su un Nuovo Mondo e ne stermina le millenarie civiltà col fucile in spalla, la Bibbia in mano e la sifilide nei pantaloni mandando in patria pesanti galeoni stracarichi d&#8217;oro per saziare un&#8217;ingordigia senza fondo?<br />
E&#8217; barbaro chi ci invade coi gommoni perché ha nuovi Unni alle calcagna o per la speranza di un domani migliore o è barbaro chi, negli intervalli del Grande Fratello, <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-1')" title="click to expand/collapse slider propone di affondarli">propone di affondarli&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-1"></span>, quei gommoni?<span id="more-819"></span></p>
<div id="attachment_862" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px"><img class="size-full wp-image-862" title="haka" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/02/haka.jpg" alt="Barbari sportivi che scimmiottano la sacra danza di guerra di un'antica civiltà." width="510" height="341" /><p class="wp-caption-text">Barbari sportivi che scimmiottano la sacra danza di guerra di un&#39;antica civiltà.</p></div>
<p>Anche la barbarie, come tutto, è relativa.<br />
Non esiste una barbarie, un &#8220;<em>esser barbari</em>&#8221; <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-2')" title="click to expand/collapse slider in assoluto">in assoluto&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-2"></span> &#8211; è un concetto che può esistere solo in relazione a due civiltà diverse, una sorta di moto osmotico di frontiera.  Nella storia, ad esempio, alla nostra cultura è capitato sia il ruolo del barbaro invasore sia quello dell&#8217;invaso &#8211; più spesso il primo, del secondo. Abbiamo premuto contro le nostre stesse frontiere dall&#8217;interno per espanderci senza che nemmeno ne avessimo bisogno, senza carestie né siccità che ci spingessero altrove per fame, come succede nel nord del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darfur#Il_conflitto" target="_blank">Darfur</a>, senza persecuzioni né invasioni che ci scalzassero via dalla nostra terra natìa, come è successo ai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Curdi" target="_blank">Curdi</a>. Non abbiamo fatto irruzione in paesi stranieri con negli occhi il fuoco della speranza &#8211; di solito, nello sguardo avevamo la scintilla dell&#8217;avidità, che si rifletteva nell&#8217;oro delle stoviglie degli Aztechi, nel barbagliare dei diamanti nel buio delle miniere sudafricane, nei rubini e negli smeraldi incastonati nelle colonne dei templi dell&#8217;Indocina.</p>
<p>Come dice <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-3')" title="click to expand/collapse slider Costantino Kavafis">Costantino Kavafis&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-3"></span>, i barbari possono essere una soluzione. Vero, ma solo nel caso in cui invadano con la propria giovinezza, con la chiarezza cristallina dei propri valori, terre vecchie abitate da vecchi che stanno affondando nel proprio stesso mefitico stile di vita. In quel caso, i barbari sono davvero una soluzione, un <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-4')" title="click to expand/collapse slider West Wind">West Wind&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-4"></span> che spazza e rigenera, sono barbari alati venuti per una loro speranza che ci dà speranza.</p>
<p>Citando sempre Kavafis, però, di questi barbari non ce ne sono più. Non ci sono più frontiere nuove da cui può soffiare questo West Wind, questo soffio verde di vita. Intanto la nostra civiltà diventa sempre più volgare e decadente, e in qualità di civiltà barbarica, una civiltà di barbari offuscati e senza ali, che continuano la loro invasione sistematica del mondo e che reputano ridicole le danze sacre dei selvaggi &#8211; espressione primigenia di bellezza e catarsi &#8211; pur avendo loro stessi credenze ridicole e incoerenti d&#8217;ogni tipo.</p>
<div id="attachment_863" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-863" title="Couture Romani decadenza" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/02/01740010.jpg" alt="Couture: &quot;I Romani della decadenza&quot;. Sono stato a feste pressoché identiche." width="512" height="304" /><p class="wp-caption-text">Couture: &quot;I Romani della decadenza&quot;. Pivelli. Sono stato a feste più decadenti.</p></div>
<p>C&#8217;è a chi piace chiamare questa nostra civiltà &#8220;Impero Occidentale&#8221;. A me no. Ricorda tanto un impero antico troppo più glorioso di questo in cui viviamo; un impero in cui, già nella sua fase di gestazione, più di 2000 anni fa, un generale di nome Caio Giulio Cesare, intraprendendo la prima campagna militare in Gallia, ordinò tassativamente ai suoi uomini di non profanare in alcun modo i luoghi religiosi e le tradizioni dei popoli che avrebbero incontrato. Non per nulla, a Roma esisteva il <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-5')" title="click to expand/collapse slider Pantheon">Pantheon&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-5"></span>.<br />
E a chi volesse dire &#8220;Ma allora anche i Romani erano comunque barbari invasori ed espansionisti!&#8221; risponderei &#8220;Forse. Ma a differenza di noi, la civiltà romana non si espandeva solo <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-6')" title="click to expand/collapse slider <em>ratione auctoritatis</em>"><em>ratione auctoritatis</em>&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-6"></span>, ma dilagava anche e soprattutto <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-7')" title="click to expand/collapse slider <em>auctoritate rationis</em>"><em>auctoritate rationis</em>&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-7"></span>&#8220;</p>
<div id="hackadelic-sliderNote-1" class="concealed"> Vi consiglio, in proposito, di seguire <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=111692425345" target="_blank">questo link</a> ad un pittoresco gruppo Facebook di gente di mondo con la testa sulle spalle, solidi principi, imponente cultura e ampi orizzonti.</div><div id="hackadelic-sliderNote-2" class="concealed"> Non si tratta di un &#8220;<em>a priori</em>&#8220;. Faccio un esempio concreto di che cosa questo significhi (Luttazzi docet). Se una ragazza appena conosciuta ti fa un pompino, o se violenti o pesti qualcuno, MA senza filmare l&#8217;accaduto, chi può dire che sia accaduto veramente? Questo perché i fatti elencati non sono degli &#8220;<em>a priori</em>&#8220;, ossia, dipendono dall&#8217;esperienza empirica.</div><div id="hackadelic-sliderNote-3" class="concealed"> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kostantinos_Kavafis" target="_blank">Kostantinos Petrou Kavafis</a> fu un poeta greco, vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento. Una sua bellissima poesia, che dà il nome ad una raccolta, si intitola &#8220;<a href="http://cicerone-fra-le-scimmie.spaces.live.com/blog/cns!9DE9ECD523191BDA!1704.entry" target="_blank">Aspettando i Barbari</a>&#8220;. </div><div id="hackadelic-sliderNote-4" class="concealed"> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Percy_Bysshe_Shelley" target="_blank">Shelley</a>, splendido poeta inglese, scrisse una poesia intitolata &#8220;<a href="http://cicerone-fra-le-scimmie.spaces.live.com/blog/cns!9DE9ECD523191BDA!1293.entry?ccr=7984#comment" target="_blank">Ode to the West Wind</a>&#8220;, una meraviglia della letteratura attraverso cui è facile sognare una rigenerazione del mondo grazie ad un romantico &#8220;West Wind&#8221; di rivoluzione, al quale aprire la propria ispirazione. </div><div id="hackadelic-sliderNote-5" class="concealed">Un tempio consacrato a tutti gli dèi (<em>Pan-theon</em>, &#8220;tutti gli dei&#8221;), all&#8217;interno del quale venivano aggiunti i simboli religiosi dei singoli culti dei popoli che a mano a mano entravano sotto l&#8217;egida dell&#8217;Impero Romano. Convertito in chiesa, al giorno d&#8217;oggi ospita le salme dei Re d&#8217;Italia. Sob.</div><div id="hackadelic-sliderNote-6" class="concealed"> Si potrebbe tradurre, nel caso, &#8220;con la ragione della forza&#8221;, ma &#8220;auctoritas&#8221; ha un mucchio di significati; per estensione, volendolo applicare al nostro modello sociale, questo termine non faticherebbe dunque anche ad individuare lo stile di vita (opulento) che la nostra invasione propone.</div><div id="hackadelic-sliderNote-7" class="concealed">&#8220;<em>Con la forza della ragione</em>&#8220;, ossia, con la propria superiorità culturale che, subito percepita, ammirata e recepita dagli invasi, diventa il vero mezzo di espansione e perpetuazione di una civiltà.</div><h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2009/10/il-columbus-day-ovvero-festosa-commemorazione-delluccisione-di-cento-milioni-di-persone-1694.htm" title="Il Columbus Day &#8211; ovvero, festosa commemorazione dell&#8217;uccisione di cento milioni di persone">Il Columbus Day &#8211; ovvero, festosa commemorazione dell&#8217;uccisione di cento milioni di persone</a><br /><small>Siamo abituati ai Giorni della Memoria, ai cippi e monumenti commemorativi, ai "Per non dimenticare", ai tragici racconti di gulag, lager, c...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/01/legge-libera-caccia-2201.htm" title="Legge-libera-caccia">Legge-libera-caccia</a><br /><small>Il nostro beneamato Parlamento ha approvato la deregolamentazione della caccia. Da oggi esiste quindi una legge che prevede la sostituzione ...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/01/il-mio-ultimo-safari-per-lestate-2097.htm" title="Il mio ultimo safari per l&#8217;estate">Il mio ultimo safari per l&#8217;estate</a><br /><small>Com'è che non riesci più a volare cacciare?

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		<title>Luca era gay?!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 13:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sono molto informato sull&#8217;attualità. Non leggo giornali e non guardo telegiornali &#8211; igiene mentale personale. Ma su internet, fra le fonti attendibili, mi capita spesso di trovare qualcosa di estremamente interessante. Oggi, ad esempio, ho saputo che Povia suonerà a San Remo una sua canzone inedita. Il titolo? &#8220;<em>Luca era gay</em>&#8220;. <span style="text-decoration: underline;">Era</span>. Infatti parla di un suo amico omosessuale &#8220;guarito&#8221; che adesso si è sposato e ha messo su famiglia. Oh&#8230; Sono commosso. Sai, sembra la classica storia di lui che vince il cancro e si fa una nuova vita scoprendo la passione per la numismatica.</p>
<p>Questa news mi è stata indirettamente indicata da un mio amico. Una persona di rara intelligenza, simpatia e sensibilità, un proto-scienziato d&#8217;assalto. Ora, questo mio amico, a livello sensuale, apprezza di più la bellezza maschile piuttosto che quella femminile. Nel linguaggio comune politically-correct si direbbe che appunto è gay, o omosessuale. Be&#8217;, questo mio amico non è più malato di chi ascolta con piacere la musica Rap. Cioè, a me la musica Rap fa veramente schifo, ma c&#8217;è chi si veste rappettaro, chi fa di questo genere una filosofia di vita, c&#8217;è perfino chi decide di farlo in prima persona. Ma qualcuno se la sentirebbe di dire mai seriamente che uno a cui piace il Rap è malato?</p>
<p>Meno male c&#8217;è Povia! Questo ragazzaccio che gioca a pallone la domenica dopo la messa sul sagrato della chiesa, con i preti che lo chiamano monello mentre gli fanno un benevolo occhiolino. Meno male c&#8217;è lui, che ci insegna con una canzone che attrazione sessuale ed estetica sono due cose totalmente diverse &#8211; la prima è una cosa molto meno epidermica, eh sì. Ci insegna che la non-eterosessualità è una semplice deviazione da correggere, un labbro leporino da sistemare con piglio paterno, un&#8217;eresia infantile da convertire con pazienza, un malazzo passeggero, un morbo stagionale. Che cuore d&#8217;oro, eh?<span id="more-303"></span></p>
<div id="attachment_607" class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><img class="size-full wp-image-607" title="Povia" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2008/12/stor_7351662_02360.jpg" alt="Povia se la ride." width="280" height="420" /><p class="wp-caption-text">Povia se la ride.</p></div>
<p>Be&#8217;, vorrei farvi notare che un cuore d&#8217;oro è freddo e pesante. Chi tronfiamente si faccia interprete di una universalità di realtà diverse che lui <em>ipso</em> ha soltanto vagamente sfiorato &#8211; se poi davvero l&#8217;ha fatto &#8211; è un emerito cretino. (Ah, perché forse non lo sapete, ma Povia ha dichiarato in un&#8217;intervista, tempo fa, di essere stato gay per sette mesi &#8211; sic) Chi scambi una questione estetica come qualsiasi altra per un increscioso problema etico, è un emerito cretino. Chi voglia guarire, convertire, salvare qualcuno che ha soltanto una posizione diversa dalla sua, è un emerito colonialista. Cretino.</p>
<p>Di realtà ce n&#8217;è una, che di per sé è nessuna, in quanto acquista significato solo nel momento in cui è centomila. O meglio, sei miliardi e mezzo. Ogni realtà ha una sua verità. Imporre la verità della propria realtà è proprio delle persone che non hanno consapevolezza di sé, degli altri, e più in generale di questa condizione che è la vita. Perciò la questione circa l&#8217;omosessualità, nonostante sia largamente dibattuta, a livello ideologico sano semplicemente non sussiste. Le sole discussioni proficue sono quelle che mirano a creare un metodo di dialogo per cercare di unificare rendendo potenzialmente trasparenti e comprensibili per tutti &#8211; e quindi universalmente affrontabili e confrontabili &#8211; tutte le più variegate posizioni personali che questo splendido mondo ci mette davanti, senza giusto né sbagliato.</p>
<p>La tendenza sessuale è il frutto di un percorso più o meno complesso e lineare, di per sé imprevedibile. A chiunque abbia delle naturalissime incertezze sulla propria sessualità, io consiglio di parlarne con amici sensibili dagli ampi orizzonti, o con persone che ci sono già passate. Come per ogni sentimento ed altra incertezza, è assolutamente necessario non lasciarsela dentro a marcire.</p>
<p>Comunque Povia è davvero affascinante &#8211; etologicamente parlando.</p>
<p style="text-align: center;">
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Quando pensiamo ai diritti civili pensiamo agli anni '60 e le marce di Martin Luther King Jr., o le battaglie non-...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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