Questo blog non è nato per parlare di politica. Nonostante questo negli ultimi giorni sono saltati fuori un paio d’interventi a proposito – impossibile che non succedesse data l’attuale situazione. Dedico questo post ad un uomo politico che forse veramente riesce a rappresentare la mia idea di politica.
Domenica sera di sfuggita ho visto un pezzo dell’intervista a Renato Soru a “Che tempo che fa?” e devo dire che mi ha colpito profondamente. Un politico che non parla di solo politica, che non si pubblicizza, non attacca, ma parla di vita e dell’integrazione della propria via con il percorso di tutti.
Presidente dimissionario della Regione Sardegna, è stato attaccato per il “piano paesaggistico” che impediva le costruzioni entro un tot di km dalla costa (variabile tra 2 e 5 a seconda della zona). Provvedimento atto a tutelare l’ambiente che è stato visto come un freno al turismo. Come se fosse la costruzione di quelle orribili case a pochi metri dal mare a portare il turismo.
Comunque, se volete saperne di più trovate un sacco di articoli che spiegano tutti i fatti; io volevo concentrare l’attenzione sulla sua partecipazione da Fazio, durante la quale in 20 minuti ha detto cose tali da farmi pensare che in questo paese può esserci ancora qualche speranza.
“La politica deve essere mediazione, non compromesso. Ma mediazione alta, con uno sguardo lungo, pensando agli altri e al futuro. Diceva Vittorio Foa: ‘pensate agli altri oltre che a voi stessi, pensate al futuro oltre che al presente’. Ognuno di noi dovrebbe seguire proprio percorso personale, ma dentro un percorso collettivo. Se facciamo questo, faremo gli imprenditori senza inquinare, i costruttori senza consumare il territorio, i cittadini senza sprecare troppo”.
Splendido, veramente esemplare.
“Chi fa politica ogni giorno ha un conflitto d’interessi. Che sia un imprenditore o un avvocato nella vita privata, o semplicemente se ha dei figli e si trova nel conflitto di mandare avanti i figli degli altri o i figli suoi. Il buon politico è quello che riesce ad annullarsi, non a mettersi da parte ma a dimenticarsi di se stesso, mentre è totalmente al servizio”
Sul perchè ha acquistato l’Unità.
“Perchè è stato il giornale fondato da Antonio Gramsci, strumento di riscatto di plebi, di generazioni di persone ai margini della società, uno strumento importante dell’antifascismo, della costruzione dell’Italia Repubblicana, era trattato come una merce qualsiasi, in vendita a chi se lo comprava – un soldo in più, un soldo in meno – col pericolo di chiudere. Potendolo fare ho pensato che sarebbe stato importante provare a dargli uno slancio nuovo.”
Sulla crisi.
“Quando c’è crisi non si deve spendere di più, anzi si deve stare più attenti. Credo che sia dannoso continuare a spingere sui consumi in un Paese che in pochi anni ha conosciuto il fenomeno del credito al consumo e l’indebitamento delle famiglie. Prima si risparmiava, oggi invece la situazione è di maggiore crisi perché le famiglie hanno già ipotecato lo stipendio che prenderanno tra sei mesi”.
Vale davvero la pena di guardare il video dell’intervista (sono 2 parti).
E’ così che dovrebbero essere i politici.
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