<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>To Honolulu &#187; Cultura</title>
	<atom:link href="http://2honolulu.it/tag/cultura/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://2honolulu.it</link>
	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Oct 2011 21:51:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>Dell&#8217;Onore</title>
		<link>http://2honolulu.it/2011/10/dellonore-3376.htm</link>
		<comments>http://2honolulu.it/2011/10/dellonore-3376.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 21:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lo Stato libero di Bananas (Critica)]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Valori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=3376</guid>
		<description><![CDATA[Quando qualcuno offendeva il tuo onore c&#8217;era il duello, la rappresaglia, la spedizione punitiva. Niente altro che reazioni violente. Nel nostro ordinamento, pur avendo subito delle rilevanti contrazioni (come l&#8217;abolizione del delitto d&#8217;onore), l&#8217;onore resta un valore ben protetto, specie a mezzo delle norme del secondo capo del dodicesimo titolo (&#8220;dei delitti contro la pesona&#8221;) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando qualcuno offendeva il tuo onore c&#8217;era il duello, la rappresaglia, la spedizione punitiva. Niente altro che <strong>reazioni violente</strong>. Nel nostro ordinamento, pur avendo subito delle rilevanti contrazioni (come l&#8217;abolizione del delitto d&#8217;onore), l&#8217;<strong>onore resta un valore ben protetto</strong>, specie a mezzo delle norme del secondo capo del dodicesimo titolo (&#8220;dei delitti contro la pesona&#8221;) del secondo libro del codice penale, intitolato, appunto, &#8220;dei delitti contro l&#8217;onore&#8221;. Ma come sappiamo, la difesa giudiziale di un diritto può purtroppo non essere altro che una violenza legale. <strong>Non si minacciano duelli, ma cause</strong>. Anticipo che queste riflessioni mi sono suggerite dai recenti avvenimenti relativi a Vasco Rossi e al sito Nonciclopedia, e soprattutto dal comma 29 del ddl sulle intercettazioni.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è l&#8217;onore?</strong> Reputazione, fama, sentimento personale legato al proprio intimo valore? Le definizioni possono essere tante, ma alcune sono meno precise di altre. Ad esempio, si può dire che l&#8217;onore sia dignità e rispetto?</p>
<p><strong>La dignità</strong> è il valore intrinseco e ontologico che accomuna ogni umano, che li parifica, che sancisce l&#8217;inviolabilità del suo intimo essere, espresso nelle forme dei diritti, dei doveri e delle libertà. Il diritto alla salute, al lavoro, il diritto-dovere al voto, la libertà di espressione, di pensiero e autodeterminazione sono cifre della dignità umana. Non onori.</p>
<p><strong>Il rispetto</strong> è l&#8217;intimo apprezzamento e il riguardo, la considerazione di una qualità o di un valore o di una persona: rispetto per gli anziani, per le diversità, per la pulizia delle strade, per la natura. Non onore.</p>
<p>E allora che cos&#8217;è l&#8217;onore? Ci dobbiamo <strong>rivolgere a chi dell&#8217;onore ha fatto il suo vessillo</strong>, forse, per capirlo. Magari ai cavalieri cortesi, o a Cyrano de Bergerac. Si tratta quindi della<strong> sintesi coerente di ogni altissimo valore morale</strong>, supremo faro di una vita luminosa? Per certo sarebbe bello se lo fosse, ma un simile onore ha la caratteristica di essere totalmente scollegato alla realtà sociale &#8211; e l&#8217;onore è per certo <strong>dipendentissimo dalla reputazione</strong>.<br />
Ma va ammesso, non si esaurisce nella fama esterna: può essere <strong>considerato un valore anche in sé stessi</strong>, e può essere leso in quanto tale con un&#8217;ingiuria, con un&#8217;offesa: pur se sono mal considerato dalla società, anzi un notorio fetente o coglione, chi mi denigri può ferire il mio interiorissimo e forse non compreso onore &#8211; <strong>come fossi un Don Chisciotte</strong>. Il cavaliere avrebbe lavato l&#8217;onta nel sangue, il cittadino lo fa in tribunale.<br />
Ma essendo stagionato il tempo delle crociate e delle tenzoni, e non sussistendo verosimilmente ad oggi, se non all&#8217;interno di formazioni sociali militari o istituzionali, un generalizzato senso di missione che sta alla base del suddetto tipo di onore,<strong> forse l&#8217;onore si riduce ad una generica autostima</strong>. Ho il diritto di salvaguardare la mia autostima. Anche se come diritto mi pare piuttosto povero, e si tratta più che altro di una responsabilità personale che prescinde dalle onte provenienti da fuori.</p>
<p>Circa l&#8217;onore come fama e reputazione, poteva avere un senso nelle barbare civiltà feudali giapponesi, e può avere un senso nel caso in cui qualcuno svolga <strong>ruoli che richiedano particolare affidabilità</strong> (come per i produttori alimentari, i politici) in virtù della necessità di certezza che la cittadinanza deve avere nei loro confronti. Se racconto verosimilmente che Tizio usa il ddt sulla sua insalata, è giusto che lui mi possa sconfessare istituzionalmente per tutelare il rapporto di fiducia che si è conquistato coi suoi acquirenti e non subire ingiusti danni economici. Parimenti se racconto circostanziatamente che il sindaco Caio si masturba nascosto fra i cespugli della scuola mentre osserva i bambini che giocano, è sacrosanto che lui possa scrollarsi di dosso la falsa infamia davanti agli occhi dell&#8217;intera popolazione, garantendo l&#8217;integrità in virtù della quale è stato eletto.</p>
<p>Ma elementi fondamentali sono a mio avviso la <strong>verosimiglianza e la puntualità del racconto</strong>. Se dico &#8220;Oh, ma lo sai che Tizio usa il ddt?&#8221;, lascio semplicemente tutti nella piena facoltà di fare ulteriori domande o indagini, di accogliere o rigettare la mia informazione &#8211; e come continuamente accade, <strong>ci si rimette alla fonte attendibile</strong>, una volta trovata. Insomma la mia insinuazione lascia il tempo che trova, ammesso e non concesso che l&#8217;intelligenza e la cultura delle persone permetta loro di ricercarla, quella fonte attendibile.<br />
Se invece la mia è una narrazione che porta prove e che vuole essere solida &#8211; cioè, in breve, <strong>se si sta parlando seriamente &#8211; è giusto un confronto giudiziario.</strong></p>
<p><strong>Ricapitolando</strong>, avendo scartato la rilevanza del punto di vista soggettivo (autostima) ammettendola invece in alcuni casi per quello oggettivo (reputazione), e avendo  discriminato i casi seri, verosimiglianti e circostanziati da quelli superficiali, inverosimili e vaghi, si può fare un ulteriore distinguo: l&#8217;<strong>oggettiva rilevanza o irrilevanza della reputazione.</strong></p>
<p>Se si scrive a mezzo stampa, ricostruendo una storia traviata, che l&#8217;adamantino <strong>capo della polizia</strong> &#8211; una vita sacrificata per la lotta alla criminalità &#8211; <strong>è colluso con la mafia</strong>, la di lui <strong>reputazione è rilevantissima</strong>, ed è necessario ripulire il suo nome da ogni dubbio esperendo una difesa giudiziale.<br />
Se si scrive su Nonciclopedia &#8220;<em>V. Rossi è un vecchio bavoso tossicomane che vende cocaina davanti alle scuole e deve la sua fama alla credulità di milioni di rimbambiti fatti e strafatti quanto e più di lui &#8230;. !&#8221;, </em>la di lui reputazione,<strong> essendo artista controverso</strong> sia per la qualità della sua arte che per la qualità della sua vita e del suo messaggio, <strong>è terra di nessuno</strong> su cui possono viaggiare tranquillamente le offese più bestiali come le apoteosi più adoranti. Questo perché? Perché è artista controverso che ha desiderato e ricercato il ruolo dell&#8217;artista controverso. Senza contare che il contesto, ossia Nonciclopedia, è per definizione zona franca da qualsiasi morale, e baluardo della libertà di espressione.</p>
<p>Ma fin qui stiamo già un po&#8217; più tranquilli, visto che <strong>c&#8217;è il filtro della decisione di un Giudice</strong>.</p>
<p>Con il<strong> ddl sulle intercettazioni</strong>, oltre a tentare di uccidere comodamente il mezzo supremo di indagine (sentivo il Procuratore di Torino dire: «Se ai medici dicessero: &#8220;Da domani niente radiografie? O meno radiografie?&#8221;»), il Governo Berlusconi, invece anche solo di tentare di risollevare le difficili sorti del Paese, compie l&#8217;ennesimo, insano, distruttivo gesto: <strong>chiunque, a causa di una pubblicazione sul web, si sentirà leso nella propria immagine</strong> &#8211; ossia in quello strano onore di cui abbiamo fin qui parlato &#8211; <strong>potrà richiederne la rettifica, che dovrà avvenire entro 48 ore</strong>.</p>
<p><strong>Se Cesare Battisti</strong> vede scritto su un blog (questo blog?) che è un infame terrorista, assassino abominevole, mostro ripugnante, che meriterebbe di suppurare nella sua stessa merda per due ergastoli fino a che una lenta e dolorosa morte non lo separi dal corpo, mi potrà mandare una segnalazione, ed io dovrò prontamente rettificare secondo le sue indicazioni.<br />
Ovviamente questo blog è una minuscola entità, ma immaginiamo come è che larghe e serene <strong>entità come Wikipedia potranno venire sbranate in nome della cura della propria fama</strong>. Ed è di questo che si parla, di fama, di visibilità, di immagine: il rampollo partorito dalla recente cultura televisiva (Berlusconi), l&#8217;idolo a buon mercato, di massa, spregevole in ogni sua forma, si è unito in strane e lubrificate sodomie col geriatrico Onore generando una bolgia di bizzarre e terrificanti chimere che vogliono essere intoccabili, concentrate nell&#8217;adorazione e nella sofisticazione di sé secondo le trame che i loro cervelli malformati, rugginosamente, ordiscono.</p>
<p>Nel 2011<strong> l&#8217;onore è reliquia di un passato</strong> dove vi erano classi onorabili o non onorabili, dove si difendeva vittorianamente l&#8217;orgogliosa facciata della famiglia, dove le sconfitte erano disonori da harakiri &#8211; reliquia buona per categorie ristrettissime, e <strong>rimpiazzabile con la ben migliore e più umana affidabilità.</strong><br />
Inoltre, in relazione a questo liso ma comodo valore, specie se incrociato chimericamente con la società dell&#8217;immagine, la generalizzata ed estesa minaccia di querela da parte dei famosi facoltosi, va interpretata come <strong>metadone dell&#8217;eroi(ni)co duello per lavare l&#8217;onta</strong>, con cui l&#8217;azzimato nobilastro uso alle armi, stizzito, minacciava o trafiggeva il poveruomo che non aveva mai tenuto in mano una spada per solo dire che era più grande e noto di lui. E questo, bontà sua, a nessuno ha mai fatto onore.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/10/gestaccio-vasco-rossi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3381" title="Vasco Rossi" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/10/gestaccio-vasco-rossi.jpg" alt="" width="580" height="349" /></a></p>
<p><strong>Ma attenzione: che tutto questo nero serva a ritemprare il proprio sentimento per il proprio Paese e l&#8217;entusiasmo nelle nostre azioni volte alla luce di domani, e non ad atterrarlo in una comoda e fiacca posizione disfattista.</strong></p>
<h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2010/11/assetto-antisommossa-3140.htm" title="Assetto antisommossa">Assetto antisommossa</a><br /><small>Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo.
Antefatto e precisazioni
Oggi, al Polo universit...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/06/se-il-fritto-e-a-rischio-destinzione-2818.htm" title="Se il fritto è a rischio d&#8217;estinzione">Se il fritto è a rischio d&#8217;estinzione</a><br /><small>
Scalpore. Scandalo.
Ai telegiornali non si parla (quasi) d'altro. Vengono fatti speciali, servizi, reportage concitatissimi, urgenti. I g...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/03/causa-effetto-curarti-il-setto-nasale-non-ti-protegge-dalla-prossima-martellata-2398.htm" title="Causa-effetto: curarti il setto nasale non ti protegge dalla prossima martellata">Causa-effetto: curarti il setto nasale non ti protegge dalla prossima martellata</a><br /><small>Niente è più indicativo delle azioni della Televisione di Stato, per individuare il trend culturale che le istituzioni vogliono dirigere. Az...</small></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://2honolulu.it/2011/10/dellonore-3376.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il teschio da cinquanta milioni di sterline</title>
		<link>http://2honolulu.it/2011/01/il-teschio-da-cinquanta-milioni-di-sterline-3176.htm</link>
		<comments>http://2honolulu.it/2011/01/il-teschio-da-cinquanta-milioni-di-sterline-3176.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 09:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ai piedi dell'arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[Storia dell'Arte alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=3176</guid>
		<description><![CDATA[Quasi sospeso. Nel buio profondo immobile della piccola stanza, su un invisibile piedistallo nero e protetto da una spessa teca cristallina, il teschio, tempestato da migliaia di diamanti, illuminato, solo, da piccoli fari che lo fanno barbagliare di tutti i colori dell&#8217;iride, ti guarda con le brillanti orbite vuote e ti sorride, grottesco, con denti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quasi sospeso.</strong><br />
Nel buio profondo immobile della piccola stanza, su un invisibile piedistallo nero e protetto da una spessa teca cristallina, il teschio, tempestato da migliaia di diamanti, illuminato, solo, da piccoli fari che lo fanno barbagliare di tutti i colori dell&#8217;iride, ti guarda con le brillanti orbite vuote e ti sorride, grottesco, con denti antichi e marci che trecento anni fa veramente hanno masticato cibo, beffardo, con la sua invisibile guardia armata che respira nel cubicolo, e la senti respirare, e con la radio le annunciano che altri stanno per entrare, e in perfetto silenzio ti scosta la tenda per farti uscire. Guardi ancora il teschio, guardi il gigantesco diamante a goccia che ha incastonato in fronte e la corolla di altre gocce che lo circondano, rispondi al sorriso ed esci. <strong>&#8220;For the love of God&#8221;, opera di Damien Hirst.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/damien_hirst_003_for_the_love_of_god.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3183" title="For the love of God" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/damien_hirst_003_for_the_love_of_god.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a><br />
</strong></p>
<p>Ero in centro, in pausa dallo studio. Nella biblioteca in cui sono vedo un libro che ha in copertina il teschio di diamante di Hirst, e mi dico <strong>&#8220;Diavolo, è in mostra a Palazzo Vecchio. Quasi quasi faccio un salto&#8221;</strong>. Mollo zaino e libri lì, metto il giubbotto e trotto verso Piazza della Signoria.<br />
E&#8217; sempre un piacere passare fra il David ed Ercole, ed entrare in Palazzo Vecchio, essere accolti in cortile dallo scrosciare gentile della fontana, passare fra le larghe colonne decorate e sotto le volte affrescate. <strong>Mi dirigo alla biglietteria</strong>: nell&#8217;ufficio le persone stanno scherzando, mi accolgono sorridendo e mi chiedono se possono essermi d&#8217;aiuto. Domando un biglietto per la mostra di Hirst, pago ridotto, ci salutiamo cordialmente, esco e salgo per gli scaloni.<br />
<strong> Amo le scalinate dei vecchi palazzi fiorentini</strong>: hanno gradini lunghissimi e bassissimi, che accompagnano il passo, buoni per fermarsi a parlare, da fare lenti. &#8220;<em>Tu proverai sì come sa di sale/ lo pane altrui, e come è duro calle/ lo scendere e &#8216;l salir per l&#8217;altrui scale</em>&#8220;, dice Cacciaguida a Dante nel diciassettesimo canto del Paradiso, proprio per questo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/Firenze-Palazzo-Vecchio_Salone-dei-Cinquecento.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3182" title="Salone dei Cinquecento" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/Firenze-Palazzo-Vecchio_Salone-dei-Cinquecento.jpg" alt="" width="559" height="360" /></a></p>
<p><strong>Arrivo al Salone dei Cinquecento</strong>, immenso, ricco, aereo, dove il brusio si ovatta nella lontananza delle pareti dipinte e fra le statue di marmo. <strong>Dov&#8217;è la mostra?</strong> Mi volto sulla destra e vedo i cartelli e mi meraviglio subito: per arrivare alla stanza del teschio <strong>il passaggio è obbligato attraverso lo Studiolo di Francesco I!</strong> Una piccola stanza che di solito è chiusa e che è una dei gioielli più meravigliosi nello scrigno di Firenze.<br />
Entrando mi attardo un attimo, un ragazzo mi supera spedito, si avvicina all&#8217;ingresso della saletta del teschio diretto, senza rallentare, e <strong>noto una custode che parlando in una radiolina annuncia che &#8220;sta entrando una persona&#8221;</strong>. Io mi fermo a guardare lo Studiolo. Mi metto a parlare con la ragazza addetta alla cura della stanza e degli utenti della mostra, è molto bella e molto simpatica, ridiamo, ci scambiamo le impressioni e i sentimenti, ci indichiamo i particolari dello Studiolo col dito.<br />
<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/studio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3181" title="Studiolo di Francesco I" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/studio.jpg" alt="" width="543" height="382" /></a></p>
<p><strong>Sul soffitto</strong>, affrescati uno per lato e conferenti il tema ad ogni parete, i quattro elementi, nelle sembianze di bellissime donne, e negli angoli le loro unioni rappresentate come putti abbracciati &#8211; in amore o lotta? &#8211; e le rappresentazioni dei relativi umori della medicina ippocratica. <strong>Due tondi</strong> con dipinti i genitori di Francesco si affrontano ai due lati dello studiolo, circondati dallo zodiaco &#8211; magico circolo dell&#8217;avvicendarsi dei mesi e delle stagioni. <strong>Le pareti sono grandi armadi</strong>, ed ogni anta un dipinto, mitologico, naturalistico, magico &#8211; Francesco I vi teneva i suoi tesori più preziosi, le gioie più rare, gli oggetti di maggiore onore, ripartiti per affinità con l&#8217;elemento naturale che comanda la singola parete. Alcune nicchie ospitano piccole statue dalla grande grazia e dal forte simbolo.<br />
Insomma, <strong>un&#8217;armonia complessa, riecheggiante, che parla dei lenti e vivissimi cicli della natura</strong> con colori caldi, con scricchiolii boschivi, con arte intenta e col mistero delle ante serrate, un luogo chiuso che diventa sintesi di tutto ciò che è aperto, stretto e che respira largo come fanno le maree.<br />
Infine mi decido a passare oltre.</p>
<p><strong>La ragazza mi annuncia</strong>. Scosto la pesante tenda nera da cinema ed entro.<br />
Vedo la guardia in penombra, prima che la tenda torni a coprire ogni luce. Questa vezzosa testa umana spolpata e ricoperta di diamanti ghigna, serafica. Le giro intorno, mi godo lo sbrilluccicare dei diamantini &#8211; quasi vetruzzi su una borsa kitsch: <strong>mi esaltano di colorucci fatui che al mio movimento cangiano rapidissimi.</strong></p>
<p>Nello Studiolo <strong>ero un uomo al centro della natura</strong>, parte di essa nel modo più profondo e partecipe, abbeverato nella luce dai preziosissimi simboli dei suoi cicli immortali, e ridevo e condividevo la gioia. Nello stanzino, forzato a fissare il teschio di diamante, sinolo di morte e di eterna infertilità dal titanico prezzo in denaro, scrigno che non contiene più niente di valore, piantonato da una guardia silenziosa e minacciosa che ogni tanto mi ricordava il numero dei diamanti incastonati, <strong>lo dovevo adorare come unica fonte</strong> di luce, sospeso nel buio.</p>
<p>Ne esco. Faccio il giro. Torno allo Studiolo e con la mano e il sorriso saluto la bella custode, che ricambia con gioia. Faccio una rapida visita del resto del Palazzo fino alla <em>Giuditta e Oloferne</em> di Donatello e alla Sala delle Carte Geografiche, poi torno giù rapido, ripasso dalla biglietteria, saluto e ringrazio, ed esco dal Palazzo nella luce abbacinante della piazza.</p>
<p>Certo che<strong> a livello artistico il Teschio di Damien Hirst, senza lo Studiolo di Francesco I, ha veramente il valore di un servizio di Studio Aperto.</strong></p>
<p>Poco dopo ho incontrato un amico, che mi ha chiesto come si chiamasse l&#8217;opera. Controllo sul taccuino. &#8220;<em>For the love of God</em>&#8220;. Che immagino si possa tradurre &#8220;<strong>Ma per l&#8217;amordiddìo!</strong>&#8220;</p>
<h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2010/03/io-odio-jim-morrison-2529.htm" title="Io odio Jim Morrison">Io odio Jim Morrison</a><br /><small>Nulla di personale. Ma è così.



Passato alla storia come un artista di supremo calibro, adorato ai limiti dell'idolatria, citato all'i...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/11/30-novembre-1786-1813.htm" title="30 novembre 1786">30 novembre 1786</a><br /><small>« Abbiamo veduto con orrore con quanta facilità nella passata Legislazione era decretata la pena di Morte per Delitti asco non gravi, ed ave...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/07/creativita-creazionalita-1212.htm" title="Creatività &#038; creazionalità">Creatività &#038; creazionalità</a><br /><small>Questo post vuole essere un appunto breve.

Capita spessissimo di sentir parlare di creatività. "Ma che bel quadro, come sei creativo"; "L...</small></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://2honolulu.it/2011/01/il-teschio-da-cinquanta-milioni-di-sterline-3176.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Assetto antisommossa</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/11/assetto-antisommossa-3140.htm</link>
		<comments>http://2honolulu.it/2010/11/assetto-antisommossa-3140.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 21:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ai piedi dell'arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[Lo Stato libero di Bananas (Critica)]]></category>
		<category><![CDATA[Res Publica (Politica)]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Barbari]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gandhi]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Non-violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=3140</guid>
		<description><![CDATA[Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo. Antefatto e precisazioni Oggi, al Polo universitario di Scienze Sociali di Novoli, a Firenze, era invitata Daniela Santanchè, controversa sottosegretaria di Stato per l&#8217;Attuazione del Programma di governo &#8211; invitata da Studenti per le Libertà, associazione di studenti rispondente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo.</em></p>
<h3>Antefatto e precisazioni</h3>
<p>Oggi, al <strong>Polo universitario di Scienze Sociali di Novoli</strong>, a Firenze, era invitata <strong>Daniela Santanchè</strong>, controversa sottosegretaria di Stato per l&#8217;Attuazione del Programma di governo &#8211; invitata da <strong>Studenti per le Libertà</strong>, associazione di studenti rispondente al <strong>PdL</strong>. Tema dell&#8217;incontro: <strong>immigrazione</strong>.<br />
A me la Santanchè <strong>non piace</strong>, ha più volte espresso posizioni xenofobiche, omofobiche, razzistiche e perfino aderenti tout-court al fascismo con cui è impossibile, da persone sensate, concordare.<br />
Vado a raccontare la mia esperienza e le mie riflessioni e le mie domande.</p>
<h3>Arrivo all&#8217;università</h3>
<p>Me la sono presa comoda, arrivo poco dopo le 10. L&#8217;incontro è previsto per le 10:30. Gran fermento e facce conosciute. Vedo un <strong>gazebo della Lega</strong> montato per l&#8217;occasione dirimpetto all&#8217;edificio. Mi dicono che ci sono state delle discussioni. Entro nell&#8217;edificio (il D4), e c&#8217;è una gran confusione. Subito emergono due parole che saranno fra le più usate: &#8220;<strong>Vergogna!</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Inaccettabile!</strong>&#8220;. Dei megafoni spiegano che è una vergogna inaccettabile che una dichiarata fascista entri in un luogo pubblico a parlare, poiché <strong>contro la Costituzione</strong>.<br />
<strong>Prima nota</strong>: <em>mi aggiravo con penna e taccuino, quello che riporto è quello che ho registrato su carta con inchiostro.</em><br />
<strong> Seconda nota</strong>: <em>dire che la Costituzione impedisce a una persona &#8211; comunque si qualifichi &#8211; di entrare in un luogo pubblico e di esercitare la libertà di parola, significa non avere idea di che cosa sia la Costituzione. E dirlo nell&#8217;edificio della facoltà di giurisprudenza è umoristico.</em><br />
Aleggiano cori sui padroni dal delicato sapore veterocomunista; nel mentre io entro nella stanza in cui si terrà il dibattito.<br />
Industriosi affiliati di Studenti per le Libertà avevano <strong>appeso i loro manifesti in tutta la stanza</strong>. Squallidi addobbi. Personcine d&#8217;altra schiatta<strong> li strappavano</strong> lasciandoli a terra, o appallottolandoli e gettandoli nella foresta di sedie &#8211; irrecuperabili. Qualcuno, cavalcando l&#8217;onda di ribellione, <strong>si accendeva una sigaretta nella stanza</strong>. Fuck the Law, il polmone è mio e me lo gestisco io.<br />
<strong> Terza nota</strong>: <em>si protesta contro il fascismo e si impone il fumo in un luogo chiuso fregandosene di leggi conquistate? Gli sfoghi d&#8217;anarchia sono piacevoli come scoregge in ascensore.</em><br />
Anyway il comizio che un megafonante tiene nella stanza non mi interessa: <strong>voglio la Santanchè</strong>. Ma si inizia a vociferare che <strong>l&#8217;incontro sarà spostato altrove</strong> &#8211; altro edificio del Polo. Esco, mi informo e vado.</p>
<h3>L&#8217;attesa e la polizia</h3>
<p>Cammino spedito. Sono lì per sentire la Santanchè e magari, se c&#8217;è occasione, per cercare di farle le giuste domande che palesino le sue agghiaccianti posizioni &#8211; dopotutto <strong>la persona migliore </strong><strong>per screditare qualcuno </strong><strong>è lui stesso</strong>. Non voglio essere scambiato per un attaccabrighe da nessuno, quindi sono vestito di conseguenza. Cappotto, gilet, ascot al collo.</p>
<p>Arrivo in vista della nuova location (edificio D15) e l&#8217;azzurro tenue dei caschi e il barbagliare degli scudi della <strong>polizia in tenuta antisommossa</strong> mi accoglie serenamente. Intanto il corteo di persone che si stanno spostando lì si muove lentamente, in <strong>stile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Quarto_Stato" target="_blank">Pellizza da Volpedo</a></strong>. Sento gridare a qualcuno che doveva essere un responsabile, &#8220;Li mandi via, l&#8217;università è pubblica!&#8221;, riferito alla polizia.<br />
<strong> Quarta nota</strong>: <em>non siamo più ai tempi del Diritto d&#8217;Asilo. Le università sono soggette alla legge, oggi. E laddove a causa di previste contestazioni che non sempre mantengono il loro aplomb sia autorizzato da chi di dovere l&#8217;intervento di forze di polizia in protezione di un pur bruto funzionario statale, be&#8217;, è perfettamente legale &#8211; ed è sacrosanto che lo sia, vista l&#8217;ampiezza di casi che si possono presentare. Anche perché sul posto, davanti all&#8217;edificio, ci saranno stati quindici poliziotti. Forse venti. Insomma, non una divisione dell&#8217;esercito.</em><br />
Arriva il corpo del corteo. E arrivano i cori. <strong>Tanti cori &#8211; e troppi contro la polizia</strong>. &#8220;Servi dei servi dei servi dei servi&#8221;, &#8220;Andate a lavorare&#8221;, &#8220;Via, via, fascisti e polizia&#8221;.<br />
<strong> Quinta nota</strong>: <em>prendersela con le forze dell&#8217;ordine è da idioti. Io non ho astratta simpatia per i militari, e il solo vedere un&#8217;arma da fuoco mi ingombra la mente di angoscia. Intravedere il nero liscio dei manganelli alla cintura mi metteva in fortissimo disagio. Ciononostante, quelli che ricoprono funzioni di polizia di sicurezza e giudiziaria sono cardini della nostra società, che svolgono un lavoro (memento art.1 Costituzione) per giunta malpagato &#8211; ferme le critiche, che <a href="http://2honolulu.it/2009/09/il-potere-e-lo-tzimtzumpappa-1599.htm" target="_blank">abbiamo già avuto modo di fare</a>. Pure, non credo che fra i coristi ci fosse qualcuno che non andrebbe a sporgere denuncia, se gli rubassero il motorino. E auspico che non sia necessaria l&#8217;esperienza di De André, per cambiare idea su &#8220;sbirri e carabinieri&#8221;. E&#8217; così old fashioned&#8230;</em><br />
Comunque la polizia crea un cordone intorno all&#8217;entrata e nessuno viene fatto entrare. Io sono a lato ma in prima fila, come ogni (pseudo)giornalista che si rispetti. Della Santanchè non si sente nemmeno l&#8217;odore. Il tempo passa.</p>
<h3>Manganello mon amour</h3>
<p>I cori continuano. Ancora e ancora. Vedo i poliziotti più anziani guardare in alto con gli occhi tristi di chi li conosce già a memoria. Quelli più giovani hanno una tensione nera sotto gli occhi che saettano qua e là. I manifestanti vogliono entrare e premono. <strong>La tensione da ambo le parti è già ammassata.</strong><br />
<strong> Sesta nota</strong>: <em>chi ha organizzato questo incontro è un coglione. Come si può pensare di cacciare Santanchè e pubblico bipartisan in una sala da cento persone? Abbiamo l&#8217;aula magna di Economia che è titanica. Perché non scegliere quella? Chiaro che non potevano fare entrare. Immaginatevi quattrocento persone che tappano un atrio modesto. Vi ci volete ritrovare in mezzo? Chiaro che così l&#8217;incontro è andato a ramengo perché il pubblico non era rappresentativo, ma l&#8217;errore era organizzativo, a monte. Riflettiamo, prima di pigiare contro le barricate come bovi. Che cosa sarebbe accaduto se avessero lasciato entrare tutti?</em><br />
Una scaramuccia e la tensione esplode. La causa scatenante probabilmente sarà stata di poco conto. Fatto sta che la polizia carica <strong>abbattendo manganellate</strong> meccanicamente. Come se follasse la lana. <strong>Una volta. Poi un&#8217;altra, e un&#8217;altra ancora</strong>. Iniziano nel mentre a <strong>volare oggetti</strong>. Sassi? Boh. Uova di sicuro ma non solo. E durante le cariche vedo i gesti bestiali di persone incappucciate che <strong>brandiscono caschi da motorino</strong> schiantandoli sugli scudi dei poliziotti. Un ragazzo <strong>finisce con la testa rotta</strong>, altri prendono un sacco di botte.<br />
<strong> Settima nota</strong>: <em>qui finisce la civiltà. Persone, umani, che confliggono con violenza. Non si pongono domande, hanno reazioni da bestie. Usano istintivamente il coro e il casco e il calcio per offendere, il manganello è un prolungamento del braccio. La comprensione è svaporata, resta un&#8217;imposizione bilaterale cieca, violenta, violenta, violenta &#8211; l&#8217;altro è nemico, non umano con cui si ha il futuro in comune. La gente fumava nervosamente, e sentivo i giornalisti di idee diverse dettare al telefono &#8220;La polizia ha caricato i manifestanti virgola&#8221; o &#8220;&#8230;i manifestanti virgola che hanno cercato di sfondare il cordone&#8230;&#8221;. Ma la vogliamo piantare? Ogni cosa si può vedere da due angolazioni. Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno non me ne frega. Mi interessa come è che si riempie. La colpa della tensione esplosa è da entrambe le parti. Non ci sono i buoni e i cattivi. Chi lo crede è un coglione. Ci sono gli umani, che davanti alla tensione violenta funzionano tutti alla stessa maniera. E quando sarò chi voglio essere avrò il coraggio di mettermi in mezzo gridando &#8220;Basta!&#8221; e facendo ragionare le persone. Ma sono una mammoletta, ancora, mi veniva da piangere perché è qualcosa di tremendo che non capisco.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/novoli7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3148" title="Scontro a Novoli" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/novoli7.jpg" alt="" width="512" height="362" /></a><br />
</em></p>
<h3>Il tè</h3>
<p>Impossibile entrare, impossibile seguire la Santanchè di persona &#8211; nemmeno aria per restare. <strong>Mi allontano</strong>. Avrò notizia, dopo, dai giornali, del <strong>penoso show della sottosegretaria</strong> &#8211; ma non l&#8217;ho visto, io, quindi non ne parlerò. Avrò notizia delle sorti del corteo, che è uscito dal Polo <strong>infartuando il traffico</strong> di un&#8217;arteria fondamentale della città, ingombrando la strada con cassonetti dell&#8217;immondizia.<br />
Io me ne vado a prendere un tè caldo.<br />
<strong> Che cosa è stato ottenuto con questo tipo di protesta?</strong> Risonanza mediatica, certo, ma positiva? A che cosa è valso creare questa tensione? <strong>E&#8217; stata una protesta intelligente?</strong><br />
Si sarebbe potuto fare qualcosa di <strong>civile e ironico</strong> &#8211; magari capendo anche qualcosa in più di lei e di chi la pensa come lei. Conoscenza sempre utile per maturare il confronto e migliorare il mondo. Si sarebbero potute fare <strong>domande intelligenti, di politica vera</strong>, saggiare le proprie belle idee a confronto con la lordura del provincialismo mentale. In altre parole, da un confronto vero <strong>si sarebbe potuti uscire brillanti come l&#8217;Eldorado, compartecipi di un progetto comune e col cuore pulito da tensioni, aggressività, violenza.</strong><br />
Ma non è andata così. Sono rimasti lividi, incazzature, indignazioni &#8211; un ingrossato scontento generale e (finora) sterile.</p>
<h3>Il criptofascismo</h3>
<p>Estremizziamo il caso. <strong>Il nazista ha diritto di parola?</strong><br />
In un mondo in cui esiste la libertà di parola, sì. Questo perché chiunque ha il sacrosanto <strong>diritto di fare pensieri nazisti</strong>. Altrimenti sarebbe <em>1984</em>. Non ha però il diritto di <strong>fare cose naziste</strong>. Quindi se si aggira con una tanica di benzina e un accendino cercando la sinagoga, be&#8217;, questo non va tollerato.<br />
Uno dei motti della protesta odierna era &#8220;<strong>Intolleranza per gli intolleranti</strong>&#8220;. A parte ricordare occhio per occhio, ci pone una questione. La Santanchè non era venuta a calciare nelle costole dei senegalesi usando le scarpe a punta. Era venuta a parlare.<br />
La parola ha uno status particolare, a metà fra pensiero e azione. Ciò considerato, la volontà di censura è giustificata, nel caso? O il bavaglio non va bene per nessuno?<br />
Personalmente credo che sia sano non imbavagliare in assoluto. Mi ricordo quella citazione apocrifa di Voltaire:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Trovo quel che dici un abominio, ma darei la vita perché tu lo possa dire.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Il rischio reale è quello del <strong>criptofascismo</strong>, come dice un mio buon amico, il <strong>fascismo nascosto</strong>. Quello che ti infetta da sotto<strong>. Quello interiore che ciascuno di noi ha e contro cui ciascuno di noi è chiamato a lottare</strong>. Quello che ti fa venire voglia di far tacere chi non la pensa come te, quello che ti fa venire voglia di menare le mani e importi con la violenza &#8211; manganello o casco non importa. Quello che ho visto oggi. Quello che possiamo imparare ad estirpare.</p>
<h3>Gandhi e gli studenti</h3>
<blockquote><p><em>&#8220;Le agitazioni vanno bene solo per quelli che hanno completato i loro studi. Mentre studiano, la sola occupazione degli studenti dovrebbe essere quella di aumentare le proprie conoscenze.&#8221;</em> Gandhi, Harijan, 7 settembre 1947</p></blockquote>
<p>Oggi i manifestanti sono entrati in biblioteca usando l&#8217;interfono per richiamare alla protesta tutti gli studenti. Che stavano studiando in silenzio. Dal mio punto di vista è un po&#8217; come<strong> interrompere una liturgia sacra</strong>. Oltretutto, è interrompere qualcosa <strong>la cui difesa è lo scopo principale</strong> delle proteste che scoccano lungo lo Stivale. E quanti studenti brillanti lanciano uova contro vetrate? Lo studio dovrebbe proprio servire, collateralmente, a renderci persone migliori, più posate, capaci di <strong>far sentire la nostra voce in maniera efficace e limpida, non arrochita dalle grida</strong> &#8211; quasi fosse una frizione d&#8217;auto che brucia.</p>
<h3>Concludendo</h3>
<p>Non ho stima per la Santanchè né per le sue idee. Ma diavolo, diavolo! <strong>Le cose vanno fatte con il sorriso e con eleganza. E saggezza. Soprattutto saggezza.</strong></p>
<h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2009/09/il-potere-e-lo-tzimtzumpappa-1599.htm" title="Il Potere e lo Tzimtzum(pappà)">Il Potere e lo Tzimtzum(pappà)</a><br /><small>Dopo molto rimandare, ecco il post che ormai da luglio stavo covando sulle Forze dell'Ordine.

[caption id="attachment_1626" align="alignr...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/02/arrivano-i-barbari-819.htm" title="Arrivano i barbari">Arrivano i barbari</a><br /><small>Esistono molti tipi di invasioni barbariche. Di solito le immaginiamo stile invasione dell'Impero Romano: da una parte una civiltà raffinata...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/01/scontro-oggi-diritto-civile-domani-2229.htm" title="Scontro oggi, Diritto Civile domani">Scontro oggi, Diritto Civile domani</a><br /><small>di David Caratelli



Quando pensiamo ai diritti civili pensiamo agli anni '60 e le marce di Martin Luther King Jr., o le battaglie non-...</small></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://2honolulu.it/2010/11/assetto-antisommossa-3140.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bellezza e selezione naturale</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/10/bellezza-e-selezione-naturale-3061.htm</link>
		<comments>http://2honolulu.it/2010/10/bellezza-e-selezione-naturale-3061.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 17:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ai piedi dell'arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Domanda]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=3061</guid>
		<description><![CDATA[Meglio essere belli fuori o belli dentro? Quante volte ci hanno fatto questa domanda, e quante volte &#8211; forse sinceramente, o forse temendo di apparire superficiali &#8211; abbiamo risposto belli dentro? E che c&#8217;entra la selezione naturale con questa roba? Cosa sia la selezione naturale all&#8217;incirca lo sappiamo tutti. E&#8217; quel meccanismo che fa sì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Meglio essere belli fuori o belli dentro? Quante volte ci hanno fatto questa domanda, e quante volte &#8211; forse sinceramente, o forse temendo di apparire superficiali &#8211; abbiamo risposto belli dentro? E che c&#8217;entra la selezione naturale con questa roba?</strong></p>
<p>Cosa sia la selezione naturale all&#8217;incirca lo sappiamo tutti. E&#8217; quel meccanismo che fa sì che in una specie vi siano individui che hanno maggiori possibilità di sopravvivenza e che si riproducono di più rispetto ad altri, grazie a particolarità genetiche che si traducono in tratti fenotipici (ovvero roba-che-si-vede). Solitamente pensiamo alla selezione naturale come &#8220;sopravvivenza del più adatto&#8221; e raramente in termini di &#8220;sopravvivenza del più adatto più bello&#8221;, ma in realtà la bellezza gioca un ruolo fondamentale. Un esempio molto interessante lo si trova proprio nell&#8217;uomo, in particolare negli occhi.</p>
<p><strong>Nella caverna</strong><br />
Inizialmente tutti gli occhi erano marroni (o comunque scuri), colorazione dovuta ad un&#8217;alta concentrazione di melanina nell&#8217;iride. Immaginatevi in una caverna il clan seduto intorno al fuoco ad assistere alla nascita di un bimbo, che diversamente dai suoi simili, ha occhi chiari. Sarà facile immaginare come una volta cresciuto quest&#8217;individuo fosse il più attraente in un gruppo di ragazzi tutti con dei monotoni occhi marroni. E la parte della riproduzione insomma, immaginatevela voi! Fatto sta che questo ed altri caratteri che normalmente verrebbero subito scartati perché non evolutivamente vantaggiosi, sono arrivati fino a noi. Quindi la selezione naturale ci dice che è meglio essere appariscenti e che è cosa buona essere <strong>belli fuori</strong>, mentre del bello dentro manco se ne occupa.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/10/occhi-azzurri.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3073" title="Occhi" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/10/occhi-azzurri.jpeg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p><strong>Oggi</strong><br />
Dalle caverne ad oggi abbiamo fatto enormi passi a livello evolutivo, così grandi da aver praticamente eliminato la selezione naturale per la nostra specie, e da poter controllare quella degli altri viventi. (<span style="text-decoration: underline;">Guai a chi dice che è sempre andata in un modo e sempre continuerà così: questa ne è una prova</span>.) Con lo sviluppo delle facoltà mentali l&#8217;uomo contemporaneo ha capito (forse) che scegliere la compagna con cui passare la vita in base al bel paio d&#8217;occhioni blu che si questa si ritrova, non è sempre una scelta azzeccata, soprattutto quando questi stanno incastonati nelle orbite di una decerebrata. Ci troviamo quindi a scegliere un partner in maniera un po&#8217; più equilibrata, valutandone oltre all&#8217;aspetto fisico anche la personalità e altre caratteristiche. Personalmente credo che adesso ci sia abbastanza <strong>equilibrio tra l&#8217;importanza del bello fuori e il bello dentro</strong>.</p>
<p>Ma in futuro che succederà? Tra centinaia e centinaia di generazioni ci saranno forse popolazioni di cessi simpaticissimi e alla mano con i quali passare momenti indimenticabili? O forse cessi ignoranti? Perché il bello fuori può essere genetico, ma il bello dentro sfortunatamente no.<br />
<strong>Voi che ne pensate: vincerà il bello fuori o il bello dentro?</strong></p>
<h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2009/12/hell-o-kitty-1823.htm" title="Hell o&#8217; Kitty">Hell o&#8217; Kitty</a><br /><small>Il trademark di Hello Kitty fattura un miliardo di dollari l'anno.
Oltre a tutti gli innumerevoli gadget che vediamo tutti  i giorni, esist...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/11/assetto-antisommossa-3140.htm" title="Assetto antisommossa">Assetto antisommossa</a><br /><small>Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo.
Antefatto e precisazioni
Oggi, al Polo universit...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/10/la-gerarchia-delle-liberta-educate-3030.htm" title="La gerarchia delle libertà educate">La gerarchia delle libertà educate</a><br /><small>Niente mano pesante della legge sulla vita, niente polemica sui diritti civili. Oggi voglio parlare di libertà educate.

C'è una stanza. P...</small></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://2honolulu.it/2010/10/bellezza-e-selezione-naturale-3061.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La gerarchia delle libertà educate</title>
		<link>http://2honolulu.it/2010/10/la-gerarchia-delle-liberta-educate-3030.htm</link>
		<comments>http://2honolulu.it/2010/10/la-gerarchia-delle-liberta-educate-3030.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 13:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ai piedi dell'arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[Davanti allo specchio (Riflessioni)]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Domanda]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://2honolulu.it/?p=3030</guid>
		<description><![CDATA[Niente mano pesante della legge sulla vita, niente polemica sui diritti civili. Oggi voglio parlare di libertà educate. C&#8217;è una stanza. Pareti bianche, moquette bruna a terra, divani pesca molto soffici, lampade alte a luce calda, un attaccapanni stracarico, quadri ruvidi senza cornice di morbidi paesaggi, tavolino di vetro al centro. Sedute, delle persone. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente mano pesante della legge sulla vita, niente polemica sui diritti civili. Oggi voglio parlare di <strong>libertà educate</strong>.</p>
<p><strong>C&#8217;è una stanza</strong>. Pareti bianche, moquette bruna a terra, divani pesca molto soffici, lampade alte a luce calda, un attaccapanni stracarico, quadri ruvidi senza cornice di morbidi paesaggi, tavolino di vetro al centro. Sedute, delle persone. Di queste alcune stanno leggendo, altre ascoltando musica con le cuffie, altre ancora se ne stanno semplicemente in silenzio ad occhi chiusi. Tutte queste <strong>esercitano una propria libertà senza turbare quella altrui</strong>. Ciascuno muove tridimensionalmente la propria libertà senza urtare quella altrui.<br />
Nella stanza ci sono anche altre due persone. Dapprima parlano a voce bassa &#8211; il che non viene notato da nessuno, se non da chi se ne sta seduto in silenzio senza fare altro. Poi il tono della voce si alza, iniziano a parlare di qualcosa di evidentemente divertente, per loro &#8211; cacciano qualche risata sguaiata. Squilla anche un cellulare, uno dei due risponde -parla forte, non c&#8217;è campo- e l&#8217;altro interviene nella conversazione telefonica. Queste persone, pure stanno<strong> esercitando una propria libertà</strong> sacrosanta, ma <strong>turbando quella altrui</strong>. E&#8217; una libertà che si muove tridimensionalmente colpendo e urtando quelle altrui che galleggiavano senza toccarsi.</p>
<p>Esiste una certa famiglia di libertà, troppo sottili per poter avere una sensibile protezione legale, che pur esistendo e volendo spesso essere esercitate, muoiono per l&#8217;esercizio di libertà altrui. Sono le libertà educate.<strong> Libertà che se esercitate non ne ledono altre e che basta un niente per sbarrare</strong>.</p>
<p>Libertà di stare in silenzio; libertà di respirare aria decente.<br />
Perché se qualcuno, accanto a te che non sopporti il fumo di sigaretta, se ne accende una, esercitando una sua innegabile libertà sta falciando una tua libertà ugualmente giusta &#8211; ma più delicata. Se qualcuno sceglie di prendere la sua vecchia Duna del 1989 per spostarsi e tu prendi la bicicletta, mentre tu non ledi la libertà del buon respiro a nessuno, costui lede il tuo fragile diritto a non farcirti di benzopirene.</p>
<p><strong>Difficile tutelare certe libertà</strong> &#8211; sono troppo varie, hanno margine troppo ampio, e spesso è effettivamente necessario comprometterle. Non possono essere assolutamente inviolabili &#8211; sarebbe un impedimento troppo enorme alla vita.<br />
Ciononostante, l&#8217;esercizio di queste libertà è più <strong>proprio di chi cammini con passo leggero</strong> &#8211; di chi viva il mondo in punta di piedi. E questo esser lievi è di certo un bene, un allontanarsi dal tronfio passo d&#8217;oca del conquistatore, dai toni berciati di chi sia abituato a comandare, dalla violenza del pugno di ferro che piega il mondo al proprio volere; un avvicinarsi, invece, all&#8217;idea partecipe che tutto è sacro, senza eccezioni, e non va profanato con brutture di gesti né di voce, che non c&#8217;è qualcuno che puoi non trattare col riguardo attento che si ha per un fratello o un genitore o un figlio.</p>
<p>Difficile tutelare certe libertà &#8211; <strong>siamo noi a doverle tutelare</strong>. Siamo noi a dover tutelare le soccombenti libertà altrui, diritti naturali, che spesso vanno indovinate perché non s&#8217;impongono &#8211; e a questo mondo chi non s&#8217;impone non si nota facilmente. Siamo noi a dover concedere, nella gerarchia delle libertà, una posizione di vertice prevalente sulle altre a quelle libertà educate che si esercitano senza danneggiarne altre. La libertà di sonno, di silenzio, di riflessione; libertà di agio, di calma, di tranquillità; libertà di respirare bene, di sentire buoni odori, di vedere belle cose, di ascoltare, di seguire la lezione.<br />
Sta a noi tenerne conto e vivere leggeri la quotidianità senza strepitare, avendo sempre bene in cuore l&#8217;altro e la cura di lui.</p>
<p><strong>Quali altre libertà educate a cui prestare attenzione vi vengono in mente?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/10/waterhouse_decameron.jpg"><img class="size-full wp-image-3043  aligncenter" title="Decameron - J. W. Waterhouse" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/10/waterhouse_decameron.jpg" alt="" width="560" height="353" /></a><br />
</strong></p>
<h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2010/11/assetto-antisommossa-3140.htm" title="Assetto antisommossa">Assetto antisommossa</a><br /><small>Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo.
Antefatto e precisazioni
Oggi, al Polo universit...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/10/bellezza-e-selezione-naturale-3061.htm" title="Bellezza e selezione naturale">Bellezza e selezione naturale</a><br /><small>Meglio essere belli fuori o belli dentro? Quante volte ci hanno fatto questa domanda, e quante volte - forse sinceramente, o forse temendo d...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/12/hell-o-kitty-1823.htm" title="Hell o&#8217; Kitty">Hell o&#8217; Kitty</a><br /><small>Il trademark di Hello Kitty fattura un miliardo di dollari l'anno.
Oltre a tutti gli innumerevoli gadget che vediamo tutti  i giorni, esist...</small></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://2honolulu.it/2010/10/la-gerarchia-delle-liberta-educate-3030.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

