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	<title>To Honolulu &#187; Decreti</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Che altro si può pensare del decreto &#8220;salvaliste&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lo Stato libero di Bananas (Critica)]]></category>
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		<description><![CDATA[Ah, l&#8217;attualità&#8230; Grandi liste di grandi partiti non hanno fatto in tempo, per propria colpa, a rientrare nei tempi burocraticamente validi per iscriversi alle prossime Elezioni Regionali. Questo ha sollevato un gran polverone, smosso enormi energie e ingrossato le voci. Nel caso particolare le liste erano dei Radicali e soprattutto del PdL, in Lombardia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/italia-in-crisi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2509" title="Italia" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/italia-in-crisi.jpg" alt="" width="372" height="418" /></a></p>
<p>Ah, l&#8217;attualità&#8230;<br />
Grandi liste di grandi partiti non hanno fatto in tempo, per propria colpa, a rientrare nei tempi burocraticamente validi per iscriversi alle prossime Elezioni Regionali.</p>
<p>Questo ha sollevato un gran polverone, smosso enormi energie e ingrossato le voci. Nel caso particolare le liste erano dei Radicali e soprattutto del PdL, in Lombardia e in Lazio. <em>Ma preferirei non dare rilevanza a questi dati, ancora.</em></p>
<p>Che accade se un partito di maggioranza non può più partecipare alle regolari elezioni per questioni burocratiche?<br />
Si viene a creare un buco. Una fetta dell&#8217;elettorato, non avendo più il riferimento preferito da votare, si asterrà o più probabilmente dirotterà il proprio voto verso altre liste, verso altri partiti. Presumibilmente affini, sullo stesso lato. Così sarebbe dovuto avvenire se non fosse stato promosso dal Governo un <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-1')" title="click to expand/collapse slider decreto-legge interpretativo">decreto-legge interpretativo&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-1"></span> per ricomprendere le liste escluse nella corsa alle Regionali.</p>
<p>La defezione più importante sarebbe stata quella del PdL, partito di maggioranza in Parlamento e attualmente proprio al Governo. <em>Ma non soffermiamoci su questo, per un attimo.</em></p>
<p><strong>Dura lex, sed lex.</strong><br />
Sarebbe stato giusto, per un problema burocratico, privare una percentuale importante dell&#8217;elettorato del proprio partito di riferimento? La burocrazia esiste per regolare e sveltire il funzionamento organico dell&#8217;ordinamento. E chiunque converrà che in sé non ha valore, a parte questo. Quindi, in linea di principio, davanti ad una causa di forza maggiore volta a proteggere un interesse superiore, è ammissibile uno scarto per aggirare la burocrazia. Dopotutto si parla della gestione di uno Stato, non di una partita a Monopoli in cui ci si appella berciando al foglietto delle regole.</p>
<p><em>Resta ovviamente l&#8217;amaro in bocca ai poveri cittadini-nessuno che la burocrazia la possono soltanto subire. Ma si sta parlando di altissime sfere, non è il tragicomico contesto della fantozziana lotta fra il singolo e la Pubblica Amministrazione.</em></p>
<p>Questa reintegrazione è un&#8217;azione che sarebbe stato opportuno fare per qualsiasi partito escluso per motivi simili.<br />
Ovvio che se la burocrazia esiste un motivo c&#8217;è. Garantisce il buon andamento della Pubblica Amministrazione. Infatti la reintegrazione dovrebbe essere accompagnata da sanzioni. Ma sia che politicamente il partito escluso fosse alla maggioranza, sia che fosse all&#8217;opposizione, la sua reintegrazione sarebbe dovuta essere possibile.</p>
<p><strong>Queste sono le mie considerazioni astratte.</strong><br />
Passiamo a quelle concrete, molto meno mature ma molto più divertenti.</p>
<p>Se il PdL fosse veramente rimasto escluso, gioioso popolo di sinistra, <strong>chi credete avrebbero votato gli elettori</strong>? PD? Temo che si sarebbero buttati più volentieri sulla Lega in Lombardia e sui partiti di destra più estrema in Lazio. Pur di non votare dal lato sbagliato&#8230; E sarebbe stato ancor più disastroso. Quindi <em>attenti ad allegrarsi, se tosto può tornare in pianto.</em></p>
<p>Il modo in cui l&#8217;opposizione ha reagito al fallimento dell&#8217;iscrizione del PdL è stato pittoresco.<br />
Il giocatore di Monopoli che non avendo palle <strong>sta soccombendo e che trova il cavillo per vincere a tavolino</strong>. E quando è saltato fuori il discorso del decreto <em>ad hoc</em>, mi è parsa tanto simile allo sciacallo che si vede portar via il cadavere con cui stava <strong>non troppo gloriosamente banchettando</strong>. Ma si sa che la nostra opposizione non brilla certo d&#8217;iniziativa. Le contromisure, anche a questo punto, si limitano all&#8217;invettiva.<br />
Non troppo matura, questa opposizione. Sia ai vertici che fra i cittadini.</p>
<p>Ma l&#8217;apice si tocca altrove.</p>
<p>Il testo del decreto è uno dei <strong>parti legislativi più orrendi</strong> che io abbia mai letto in vita mia. Sgraziato, parziale, sembra scritto da un bambino di quarta elementare.<br />
In seconda battuta, e ben più importante, è l&#8217;atteggiamento con cui questo decreto è stato partorito. E&#8217; con quello che si arriva al rivoltante. <strong>E&#8217; stato emesso col cipiglio &#8220;di chi è abituato a comandare in Fininvest&#8221;</strong>, per usare un&#8217;espressione di Luttazzi. Senza costernazione per l&#8217;increscioso avvenimento, senza una riflessione espressa che porti ad una riconsiderazione matura della propria organizzazione, senza una sincera ammissione di rincrescimento davanti a tutti i partiti e le liste che sono riuscite &#8211; sembra impossibile &#8211; a iscriversi alle Regionali con successo. Ma con protervia, superbia, sprezzanza.</p>
<p>La riammissione di certe liste, per me, è un atto necessario per <strong>evitare stravolgimenti antirappresentativi e passare dalla padella alla brace</strong>, ma non è scontato! E anzi è e deve essere decisamente umiliante. E i <em>siori</em> che lo si son prodigati a produrre scrivere e firmare dovrebbero ben tenerlo a mente, così come gli altri <em>siori</em> dell&#8217;opposizione che gridano &#8220;Arbitro! Fallo!&#8221;. Un simile decreto è una toppa a un fallimento, che non può ritenersi normale, posta per grazia di un ordinamento costituzionale (ancora) saldo e maturo.<br />
Che insomma, resta una toppa. Non eccessivamente elegante.</p>
<p>Oggi più che mai è urgente pensare con la propria testa. Raccogliere informazioni da più parti, astrarre, considerare e riconsiderare per giungere ad una posizione e ad una linea di pensiero consapevole, presente e coerente in tutto e per tutto con le proprie alte idee e coi sistemi ideologici che più saggiamente hanno passato il vaglio della storia. In un periodo buio come questo è il <strong>lume della nostra ragione</strong> a dover brillare per riaschiarare il mondo. Non la fiamma facile dei cuori politici. Attenti ai pensieri facili, attenti a non ritrovarsi a seguire le posizioni altrui come gli elefanti che si muovono in fila tenendo la coda di quello davanti con la proboscide.<br />
Minima stima per il nostro Premier e per la più gran parte del nostro Governo, da parte mia. Ma questo non significa che io sia una iena che balza al collo avalutativamente. La politica non è affare per chi s&#8217;infiamma sempre come un toro che vede il panno rosso. Se si vuole costruire un&#8217;opposizione forte e saggia, dobbiamo essere tutti forti e saggi. <em><br />
Se no qui stemo a prenderci per le natiche.</em></p>
<div id="hackadelic-sliderNote-1" class="concealed">Il decreto-legge è un atto avente forza di legge emesso dal Governo, e non dal Parlamento, in gravi frangenti che richiedono provvedimenti tanto urgenti da non poter attendere l&#8217;iter parlamentare. Ha efficacia per sessanta giorni: in questo frangente il Parlamento lo deve approvare altrimenti cesserà di avere effetti. Un atto simile si denomina interpretativo quando il testo non porta innovazioni legislative, ma suggerisce il modo in cui deve essere interpretata una legge preesistente.</div><h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2009/01/silvio-berlusconi-vs-esercito-del-male-483.htm" title="Silvio Berlusconi VS Esercito del Male">Silvio Berlusconi VS Esercito del Male</a><br /><small> 
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