mar 6 2009

Disamistàde culturale

All’Università siamo in periodo di elezioni. E per il Sanato Accademico, e per il Coniglio di Facoltà, e per che diavolo so io.

elezioni11

La carta che viene utilizzata per creare le decine di migliaia di volantini e cartoline – che per una innaturale soggezione alla forza di gravità sono tutte sempre per terra – ovviamente non è mai riciclata, e quando viene gettata, viene gettata in pattumiere simili a fosse comuni con lattine e panini mezzo smangiucchiati. Good night and good luck, foreste vergini del Borneo.
Fatto sta che l’altro giorno mi ero piazzato come mio solito in sala lettura. Lo trovo un posto stimolante, pieno di vita, movimento – paradossalmente riesco a leggere e studiare con concentrazione solo nel casino. Comunque, passa un ragazzo dallo sguardo opaco che lascia dei volantini sui grandi tavoli. Vedo che sono volantini elettorali, e allora mi rituffo nel libro di filosofia della medicina che stavo leggendo, anche se è più che mediocre. Dopo pochi minuti passa un secondo figuro. Leva i volantini elettorali che sono sul tavolo e li sostituisce con altri. Questo mi colpisce molto. Ma mi colpisce ancora di più che, essendo stato tutto calcolato, il ragazzo dagli occhi opachi faccia un altro giro togliendo a sua volta i volantini sostituti e rimettendoci i suoi.
La sala lettura è grande. Sono due piani, e in ognuno ci sono tre file di almeno una decina di tavoli colossali separati in due. Per ogni mezzo tavolo, ho visto, ci vanno tre volantini. Questo vuol dire che ogni quarto d’ora, le parti in lotta in questa guerra di trincea mandano a farsi macellare dal fuoco nemico 360 volantini.
Totalmente sprecati.

Io sono riuscito a salvarne uno – a quel punto ero curioso di vedere che ci fosse scritto. E desidero di non averlo salvato. Leggi tutto…

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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